Piazza Adriano a Torino: storia, opere d’arte e trasformazioni urbane

Da Alessandro Maldera
Luglio 15, 2026

Piazza Adriano è uno dei principali punti di passaggio della zona occidentale di Torino. Si trova nella Circoscrizione 3, tra Cenisia e Cit Turin, nel punto in cui si incontrano corso Vittorio Emanuele II e corso Francesco Ferrucci
Oggi la piazza è caratterizzata da giardini, alberi, panchine e importanti collegamenti stradali. Tuttavia, il suo aspetto attuale nasconde una storia industriale significativa. Proprio al centro dell’area sorgeva infatti la Birreria Boringhieri, uno stabilimento che per decenni condizionò la forma e la vita del quartiere.
A ricordare il rapporto di Torino con l’industria e la tecnologia è oggi soprattutto Sole Aerospazio, la grande scultura in bronzo realizzata da Giò Pomodoro.
Piazza Adriano : scheda rapida
– È intitolata dal 1935 all’imperatore romano Adriano
– In passato era conosciuta informalmente come largo Boringhieri
– Al centro della piazza sorgeva una grande fabbrica di birra
– Nei giardini si trova Sole Aerospazio, opera di Giò Pomodoro
Dove si trova Piazza Adriano
Piazza Adriano si sviluppa lungo uno degli assi viari più importanti di Torino, corso Vittorio Emanuele II. Da qui parte anche corso Francesco Ferrucci che collega la zona con Borgo San Paolo, Cenisia, Cit Turin e altri quartieri occidentali.
La piazza si trova a poca distanza dal Palazzo di Giustizia Bruno Caccia e dalle Carceri Nuove. Inoltre, non è lontana dalla stazione di Torino Porta Susa e dalle principali direttrici che conducono verso il centro storico.
La sua posizione ne fa un nodo molto frequentato. Ogni giorno viene attraversata da automobili, mezzi pubblici, ciclisti e pedoni.
Nella parte centrale sono presenti alberi, vialetti e panchine. Intorno alla piazza si concentrano invece negozi, bar, ristoranti, uffici e numerosi servizi utilizzati dagli abitanti della zona.
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L’origine del nome Piazza Adriano
La piazza è dedicata all’imperatore romano Adriano, che governò l’Impero dal 117 al 138 d.C. La denominazione ufficiale risale al 1935.
Adriano viene ricordato come un imperatore attento all’amministrazione dei territori, alla difesa dei confini e alla costruzione di grandi opere. Fu inoltre un sostenitore dell’arte, dell’architettura e della cultura greca.
Prima che la denominazione ufficiale entrasse nell’uso comune, molti torinesi chiamavano l’area largo Boringhieri. Si trattava di un nome popolare, legato alla grande birreria che occupava il centro della piazza.
Largo Boringhieri e la fabbrica di birra
La Birreria Boringhieri iniziò la propria attività nel 1876. Lo stabilimento sorgeva in quello che allora apparteneva al territorio di Borgo San Paolo, non lontano dal mattatoio cittadino.
La fabbrica occupava una posizione centrale e interrompeva la continuità di corso Vittorio Emanuele II. Per questo motivo, l’area veniva identificata direttamente con il nome della famiglia proprietaria del birrificio.
Il complesso industriale non comprendeva soltanto gli spazi dedicati alla produzione. Intorno agli edifici erano presenti giardini e una sala nella quale era possibile assaggiare la birra prodotta nello stabilimento.
L’azienda ottenne diversi riconoscimenti. Nel 1884 ricevette una medaglia d’oro durante l’Esposizione Italiana di Torino, mentre nel 1911 conquistò un diploma di gran premio all’Esposizione Internazionale.
Nel 1928 il birrificio venne ampliato. In quel periodo la produzione raggiungeva circa 30.000 ettolitri all’anno. Lo stabilimento disponeva anche di una malteria interna, utilizzata per lavorare l’orzo necessario alla preparazione della birra.
I bombardamenti del 1942
Durante la Seconda guerra mondiale, la Birreria Boringhieri venne colpita dai bombardamenti che interessarono Torino.
Lo stabilimento subì due incursioni, il 28 novembre e l’8 dicembre 1942. L’edificio principale si sviluppava su tre piani fuori terra e comprendeva circa 50 locali industriali, un negozio e un appartamento.
Le bombe esplosive e incendiarie danneggiarono il tetto, provocarono il cedimento di alcune volte e colpirono murature e infissi. Nonostante i danni, nel 1945 una parte del complesso risultava già ripristinata.
Il magazzino situato in via Cialdini 9/A ebbe invece una sorte diversa. Venne completamente distrutto durante il bombardamento del 28 novembre 1942 e non fu più ricostruito.
La produzione proseguì ancora per alcuni anni dopo la guerra. Tuttavia, intorno alla metà degli anni Cinquanta, il birrificio cessò definitivamente la propria attività.
La demolizione dello stabilimento
Dopo la chiusura, gli edifici della Birreria Boringhieri vennero abbattuti. La demolizione permise di ridisegnare l’intera zona e di prolungare corso Vittorio Emanuele II verso ovest.
È quindi più corretto dire che la scomparsa della fabbrica diede origine all’assetto moderno di Piazza Adriano. Il nome ufficiale della piazza, infatti, esisteva già dal 1935.
Al posto dello stabilimento sorsero nuovi edifici residenziali e commerciali. La parte centrale venne invece destinata al verde pubblico e alla circolazione.
L’antico nome largo Boringhieri rimase però nella memoria degli abitanti, diventando una testimonianza del passato produttivo del quartiere.
Piazza Adriano fa parte di una rete di spazi pubblici che raccontano la storia, i quartieri e le trasformazioni della città. Scopri la guida di Mole24 dedicata alle piazze di Torino.
Sole Aerospazio di Giò Pomodoro
Nei giardini di Piazza Adriano si trova Sole Aerospazio, una delle opere di arte pubblica più riconoscibili della zona.
La scultura venne realizzata da Giò Pomodoro e inaugurata nel 1989. Aeritalia la donò alla Città di Torino in occasione del ventesimo anniversario della nascita dell’azienda aerospaziale.
L’opera è costruita attraverso grandi forme in bronzo che sembrano emergere da una massa iniziale. Le superfici solide e le linee oblique producono una sensazione di movimento, tensione ed espansione.
Da alcune prospettive, la scultura sembra protendersi in direzione del vicino Palazzo di Giustizia, creando un legame visivo con l’architettura circostante.
Chi era Giò Pomodoro
Giò Pomodoro fu uno dei più importanti scultori italiani del secondo dopoguerra. Nato nel 1930, lavorò anche come orafo, incisore, pittore e scenografo.
La sua ricerca artistica si concentrò spesso sul rapporto tra materia, energia, geometria e spazio. Molte sue opere nacquero dall’osservazione dei fenomeni naturali e dalle teorie elaborate dalla fisica e dall’astronomia.
Sole Aerospazio appartiene a un ciclo di lavori dedicati al Sole. Tuttavia, l’artista non volle rappresentare l’astro in maniera realistica. Preferì utilizzare un linguaggio astratto, capace di suggerire la nascita della materia e il continuo movimento dell’universo.
Il significato di Sole Aerospazio
La scultura celebra il rapporto tra l’essere umano, la tecnologia e l’esplorazione dello spazio.
Alla base dell’opera appare una massa ancora priva di una forma precisa. Da questa materia emergono progressivamente solidi geometrici che sembrano lottare per assumere una propria identità.
Il processo ricorda una nascita improvvisa e potente. Le forme si separano, acquistano forza e si proiettano verso l’esterno.
L’opera può quindi essere interpretata come una rappresentazione del desiderio umano di conoscere l’universo e superare i limiti imposti dalla natura. Allo stesso tempo, richiama il lavoro dell’industria aerospaziale italiana e il ruolo che Torino ha avuto nello sviluppo tecnologico del Paese.
Le opere d’arte nei dintorni
Piazza Adriano non ospita soltanto Sole Aerospazio. Nei suoi dintorni si trovano altre opere che raccontano la storia militare e artistica della città.
Nel vicino Giardino Artiglieri da Montagna è presente il monumento dedicato agli artiglieri alpini. L’opera venne realizzata nel 1951 su progetto dell’ingegnere Giorgio Rigotti, mentre la parte scultorea fu affidata ad Alfredo Bai.
Il monumento rappresenta una grande aquila con le ali aperte, posata sopra un pezzo d’artiglieria. Prima di raggiungere la collocazione attuale, l’opera venne spostata più volte.
All’interno del giardino del Palazzo di Giustizia si trova invece Divisione-Moltiplicazione-Leoncini, realizzata da Michelangelo Pistoletto nel 1984.
La composizione è formata dalle sagome sovrapposte di due leoni. Dopo essere stata presentata in diverse esposizioni, l’opera venne collocata nel complesso giudiziario torinese nel 2007.
L’illuminazione artistica della piazza
Piazza Adriano e Sole Aerospazio sono state coinvolte nel programma di valorizzazione notturna del patrimonio architettonico e monumentale di Torino.
Il progetto prese forma nel 2002, durante i preparativi per i Giochi olimpici invernali del 2006. Vi parteciparono la Città di Torino, la Soprintendenza, il Politecnico di Torino e l’allora Azienda Energetica Metropolitana.
L’obiettivo era creare un sistema di illuminazione capace di mettere in evidenza edifici, monumenti e opere d’arte senza modificarne la percezione.
Vennero selezionati numerosi luoghi distribuiti tra il centro e i quartieri periferici. La luce diventò così uno strumento per rendere riconoscibile il patrimonio cittadino anche durante le ore serali.
L’accensione e il funzionamento degli impianti possono comunque variare nel tempo, soprattutto in seguito a lavori di manutenzione o interventi per ridurre i consumi energetici.
Come arrivare a Piazza Adriano
Piazza Adriano è facilmente raggiungibile grazie alla sua posizione lungo corso Vittorio Emanuele II e corso Francesco Ferrucci.
– Dalla stazione di Porta Susa: si può proseguire lungo corso Vittorio Emanuele II utilizzando i mezzi pubblici o percorrendo il tragitto a piedi
– In automobile: la piazza si trova fuori dalla ZTL centrale, ma il traffico può essere intenso nelle ore di punta
– In bicicletta: i grandi corsi circostanti permettono di raggiungere la piazza da diverse zone della città
Poiché le linee e i percorsi del trasporto pubblico possono essere modificati per lavori o deviazioni, è consigliabile verificare le informazioni aggiornate prima della partenza.
Piazza Adriano tra memoria industriale e città contemporanea
Piazza Adriano non possiede le architetture monumentali delle grandi piazze del centro storico. Il suo valore deriva soprattutto dalla capacità di raccontare le trasformazioni vissute da Torino nel corso del Novecento.
Nello stesso luogo convivono il ricordo della Birreria Boringhieri, le tracce dei bombardamenti, l’espansione urbanistica del dopoguerra e l’arte pubblica contemporanea.
Sole Aerospazio rappresenta il punto di incontro tra queste diverse identità. La scultura sorge infatti dove un tempo si trovava una fabbrica e richiama il passaggio dalla produzione industriale tradizionale alla ricerca tecnologica e aerospaziale.
Piazza Adriano è quindi molto più di un incrocio trafficato. È uno spazio nel quale la storia industriale di Torino continua a dialogare con la città moderna.
Dove si trova Piazza Adriano a Torino?
Piazza Adriano si trova nella zona occidentale di Torino, tra i quartieri Cit Turin e Cenisia, vicino al Palazzo di Giustizia e a corso Vittorio Emanuele II.
Domande frequenti su Piazza Adriano
Piazza Adriano si trova nella Circoscrizione 3, tra Cenisia e Cit Turin. È situata all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele II, corso Francesco Ferrucci e corso Adriano.
Il nome era utilizzato informalmente per la presenza della Birreria Boringhieri, uno stabilimento industriale attivo dal 1876 fino alla metà degli anni Cinquanta.
La piazza è dedicata all’imperatore romano Adriano. La denominazione ufficiale risale al 1935 e non ha legami con Adriano Olivetti.
La scultura si chiama Sole Aerospazio. Venne realizzata da Giò Pomodoro e donata da Aeritalia alla Città di Torino nel 1989.
No. Lo stabilimento cessò la produzione intorno alla metà degli anni Cinquanta e venne successivamente demolito. La sua scomparsa permise di realizzare l’attuale sistemazione della piazza.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



