Comune di Monastero di Lanzo: storia, luoghi da vedere e identità di un borgo nelle Valli di Lanzo

Da Alessandro Maldera
Aprile 18, 2026

Monastero di Lanzo è un piccolo comune della città metropolitana di Torino con 386 abitanti, immerso nelle Valli di Lanzo. Il paese è conosciuto anche come tranquilla località di villeggiatura e conserva un carattere raccolto, fatto di borgate, memoria religiosa e paesaggi montani. Inoltre, il suo nome rimanda direttamente alle origini del borgo, nate attorno a un antico priorato femminile.
Non è uno di quei posti che si impongono a colpi di rumore. Al contrario, Monastero di Lanzo si lascia capire poco alla volta, tra tracce medievali, sentieri storici, alpeggi e un patrimonio locale che ancora oggi resta leggibile.
Identikit del Comune di Monastero di Lanzo
Abitanti: 386
Altitudine: 825 m s.l.m.
Rilievo: Punta dell’Aggia 2.245 m • Punta Serena 1.196 m
Acque: torrente Tesso • Lago di Monastero 1.992 m
Località: Chiaves, Cresto, Fornelli, Mecca, Monastero Inferiore, San Rocco, Stabbio
Comuni limitrofi: Cantoira, Ceres, Coassolo Torinese, Lanzo Torinese, Locana, Pessinetto
Distanze: Torino 39 km • Lanzo Torinese 5 km • Ciriè 15 km
Festa Patronale: Santa Anastasia, terza domenica di novembre
Un territorio di valle tra borgo e alta quota
Monastero di Lanzo si trova nelle Valli di Lanzo, in un contesto montano che ha segnato in profondità la vita del paese. Il territorio è fatto di pendii, pascoli alti, boschi e collegamenti storici tra nuclei abitati e zone di alpeggio. Proprio questo rapporto tra borgo e montagna ha contribuito a costruire l’identità del comune nel corso dei secoli.
Monastero di Lanzo confina con:
- Cantoira
- Ceres
- Coassolo Torinese
- Lanzo Torinese
- Locana
- Pessinetto
La struttura dell’abitato non nasce in modo casuale. Infatti, lo sviluppo dei centri che formano il borgo si lega a una lunga organizzazione del territorio, visibile ancora oggi nei sentieri, nei terrazzamenti e nella distribuzione degli insediamenti.
Un clima da località di villeggiatura di montagna
Il testo di partenza non riporta dati climatici precisi, ma il contesto geografico aiuta già a leggere la situazione. Monastero di Lanzo si trova infatti in un ambiente montano, dove la quota, i pendii e la presenza diffusa di aree verdi influiscono sulla percezione delle stagioni.
Anche per questo il paese viene indicato come luogo tranquillo di villeggiatura. Il clima, dunque, va interpretato in relazione al paesaggio e alla posizione in valle, più che attraverso numeri che qui non sono forniti.
Dalle prime presenze umane al monastero che ha dato il nome al paese
Le tracce più antiche della presenza umana nel territorio risalgono all’epoca preromana, come suggeriscono la toponomastica e le incisioni rupestri. Inoltre, sempre i nomi dei luoghi mostrano che l’area fu utilizzata anche in epoca romana e poi longobarda. Tuttavia, la crescita più chiara del borgo arriva attorno all’anno Mille.
Nel 991, infatti, nacque un piccolo priorato femminile di monache benedettine. Quel monastero, dedicato a Santa Anastasia e dipendente dall’abbazia di San Mauro di Pulcherada, diede il nome al luogo. I Benedettini ebbero un ruolo decisivo anche nell’organizzazione materiale del territorio: favorirono le coltivazioni, lo sfruttamento delle risorse esistenti, la costruzione di muri a secco per terrazzare i pendii e la creazione di una rete di sentieri che metteva in relazione i centri abitati con i pascoli di alta quota.
A ricordare ancora oggi questa presenza resta il campanile romanico del XII secolo della parrocchiale di Monastero Capoluogo. È uno dei segni più forti della continuità storica del paese e, allo stesso tempo, uno dei suoi elementi più riconoscibili.
Nel Medioevo Monastero seguì le vicende della Castellania di Lanzo, a cui apparteneva. In quel periodo furono frequenti le liti con i comuni confinanti per il possesso degli alpeggi di alta quota, che rappresentavano da sempre una delle principali fonti di reddito per il territorio. In alcuni casi, queste tensioni arrivarono persino a trasformarsi in vere e proprie battaglie.
A partire dal XIII secolo, inoltre, la Comunità di Monastero compare in documenti civili e religiosi. Nel 1724 il paese fu eretto in feudo con titolo di Contea a favore dei Giriodi, signori di Costigliole Saluzzo. Più tardi, nel 1769, su richiesta dei Baroni Chionio, signori del luogo, fu istituita a Chiaves la parrocchia di San Giovanni Evangelista. Il nome Chiaves sembra derivare dal ruolo attribuito alla zona come “chiave del Canavese”.
Nel 1862 Monastero aggiunse l’attributo “di Lanzo” per evitare omonimie. Poi, a partire dal 1880, iniziò un progressivo spopolamento, dovuto all’indebolimento di un’economia locale fondata soprattutto sull’agricoltura. Tuttavia, negli ultimi anni, il turismo estivo ha rappresentato una nuova risorsa importante.
I luoghi da vedere tra campanile, borgate e memoria del paese
Il simbolo più evidente di Monastero di Lanzo è il campanile romanico della parrocchiale del capoluogo. Non è solo un dettaglio architettonico, ma la testimonianza più visibile della presenza benedettina e del lungo passato religioso del paese.
Molto importante è anche Chiaves, che rappresenta uno dei nuclei centrali del comune. La nascita della parrocchia di San Giovanni Evangelista nel Settecento conferma il peso storico di questa località all’interno del territorio. Inoltre, il suo stesso nome conserva un significato simbolico forte, legato all’idea di accesso e collegamento verso il Canavese.
Più in generale, il vero fascino di Monastero di Lanzo sta nel rapporto tra architetture, sentieri e paesaggio. Qui non conta soltanto il singolo edificio, ma il modo in cui il borgo, i pendii e i percorsi storici continuano a stare insieme.
Lingue locali, simboli civici e cultura del territorio
Monastero di Lanzo conserva anche una doppia anima linguistica. In piemontese è chiamato Monasté ‘d Lans, mentre in francoprovenzale è noto come Moutier. Queste forme non sono semplici curiosità: raccontano invece il radicamento culturale del comune nel mondo alpino e nelle Valli di Lanzo.
Anche i simboli ufficiali del paese sono molto parlanti. Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 1º aprile 1977. Lo stemma è inquartato: nel primo riquadro compare il campanile romanico; nel secondo un abete su monte all’italiana di sei cime d’oro; nel terzo un castagno su monte all’italiana di sei cime di verde; nel quarto una mucca al pascolo su campagna erbosa. Il gonfalone, invece, è un drappo diviso in rosso e azzurro.
In pratica, lo stemma riassume bene il paese: fede, bosco, montagna e attività legate alla vita rurale. Non male per quattro riquadri, diciamolo.
Un’economia nata dall’agricoltura e dagli alpeggi
Per molto tempo la base economica del comune è stata soprattutto agricola. Accanto a questa, però, un ruolo fondamentale è stato svolto dagli alpeggi di alta quota, che non a caso generarono nel Medioevo molte delle contese con i paesi confinanti.
Con il passare del tempo questa struttura si è indebolita, e proprio da qui è nato il progressivo spopolamento registrato a partire dalla fine dell’Ottocento. Negli ultimi anni, tuttavia, il paese ha trovato una nuova risorsa nel turismo estivo, che ha affiancato l’economia tradizionale e ha dato una funzione diversa al suo paesaggio e alla sua tranquillità.
Come arrivare e muoversi a Monastero di Lanzo
In treno
Per chi sceglie il treno, il punto di riferimento più utile è Lanzo Torinese, che rappresenta il nodo più vicino per raggiungere Monastero di Lanzo. Il collegamento ferroviario serve bene per avvicinarsi alla valle, ma non porta direttamente nel comune. In pratica, il treno funziona come primo tratto del viaggio, mentre l’ultima parte va completata con autobus o automobile.
Detto in modo semplice: fino a Lanzo ci arrivi bene, ma poi devi ancora salire verso Monastero. È quindi una soluzione comoda per chi parte da Torino, però va pianificata con un minimo di criterio.
In automobile
L’automobile resta il mezzo più pratico per raggiungere Monastero di Lanzo e per muoversi poi con libertà tra il capoluogo, Chiaves e le altre borgate del territorio. Il comune, infatti, è distribuito su un’area montana articolata e non tutta raccolta in un solo nucleo abitato.
Dal punto di vista della viabilità, l’asse di riferimento è la Strada Provinciale 31 di Monastero, che collega Lanzo, Monastero, Chiaves e Case Macium. Per questo motivo, chi vuole visitare il paese con calma, fermarsi nelle borgate o raggiungere i punti di partenza dei percorsi a piedi trova nell’auto la soluzione più semplice e lineare.
Con il trasporto pubblico
Per chi si muove con il trasporto pubblico, il collegamento più utile è la linea 126 Chiaves-Monastero-Lanzo, che consente di unire il comune con Lanzo Torinese e con il suo punto di interscambio. È questo il collegamento più naturale per chi arriva in treno e deve completare il viaggio verso Monastero o verso Chiaves.
I tempi di percorrenza tra Monastero e Lanzo sono relativamente contenuti, ma nelle vallate la vera questione non è solo la durata del viaggio: sono le coincidenze. Per questo conviene sempre organizzarsi con attenzione, perché perdere una corsa qui non è una sciocchezza, è il modo più rapido per regalare tempo al nulla.
Mobilità dolce
La mobilità dolce a Monastero di Lanzo ha un senso reale, ma va letta nel modo giusto. Non parliamo di spostamenti urbani comodi e pianeggianti, bensì di un territorio montano che si presta bene a essere vissuto lentamente, soprattutto a piedi. La rete dei sentieri, del resto, non è un’aggiunta recente: nasce dalla storia stessa del paese e dal collegamento tradizionale tra i nuclei abitati e i pascoli di alta quota.
Anche oggi il territorio si presta a passeggiate, itinerari escursionistici e collegamenti lenti tra borgate e punti panoramici. Zone come Chiaves, la Pintura e i percorsi verso i nuclei vicini confermano questa vocazione. Però conviene restare seri: qui la mobilità dolce funziona bene per chi vuole camminare e conoscere il paesaggio, ma richiede tempi giusti, scarpe adatte e un minimo di testa. In montagna, se improvvisi, poi paghi il conto.
FAQ – Delucidazioni che contano su Monastero di Lanzo
Monastero di Lanzo si trova nelle Valli di Lanzo, nella città metropolitana di Torino, ed è conosciuto come tranquillo luogo di villeggiatura.
Il nome deriva dal priorato femminile di monache benedettine fondato nel 991 e dedicato a Santa Anastasia. L’aggiunta “di Lanzo” fu introdotta nel 1862 per evitare omonimie.
Il riferimento più noto è il campanile romanico del XII secolo della parrocchiale del capoluogo, che testimonia la presenza benedettina.
Gli alpeggi di alta quota erano una delle principali fonti di reddito per Monastero di Lanzo e, proprio per questo, furono spesso al centro di contese con i paesi confinanti.
Accanto a un passato fortemente legato all’agricoltura, negli ultimi anni Monastero di Lanzo ha trovato una risorsa importante nel turismo estivo.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



