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Alpette nella storia: origini, autonomia comunale, tradizione del rame e trasformazioni del borgo

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Aprile 18, 2026

La storia di Alpette è quella di un piccolo paese di montagna che, nonostante le dimensioni ridotte, ha attraversato secoli di cambiamenti profondi. Il borgo affonda le sue radici in epoche molto antiche, restò a lungo legato a Pont Canavese e conquistò l’autonomia solo dopo una vicenda lunga e complicata. Inoltre, la sua identità si è costruita tra pascoli, isolamento, rame, emigrazione e villeggiatura. Per questo Alpette non è soltanto un comune minuscolo, ma un luogo con una storia sorprendentemente densa.

Passaggi chiave della storia di Alpette

  • insediamento antico, con tracce riferite all’età celtica e preromana
  • lunga dipendenza amministrativa da Pont Canavese
  • autonomia parrocchiale nel 1609 e comunale nel 1773
  • forte tradizione dei mastri ramai legata alle miniere locali
  • superamento graduale dell’isolamento con la strada del 1889, poi ampliata nel 1964
  • trasformazione del paese in piccola località di villeggiatura e cultura

Le origini di Alpette e il significato del nome

Le origini di Alpette vengono fatte risalire a un passato molto antico. Il territorio, infatti, risulta abitato già in epoca celtica e preromana, e viene interpretato come un primo insediamento di pastori. Questo legame con la montagna si riflette anche nel nome del paese.

Il toponimo Alpette deriva dalla forma plurale del diminutivo di alp, cioè pascolo d’alta montagna con abitazioni di pastori e ricoveri per le mandrie. Inoltre, secondo l’interpretazione più nota, il termine sarebbe riconducibile a una radice celtica al, collegata al significato di “nutrire”, dalla quale deriverebbe anche il nome delle Alpi. Non è quindi un nome casuale: racconta subito il rapporto profondo tra il borgo, il pascolo e la vita di montagna.

Un borgo senza autonomia, legato a Pont Canavese

Per molto tempo Alpette non fu un comune autonomo. Al contrario, rimase una frazione di Pont Canavese, con cui condivise le principali vicende storiche del Medioevo. In questa fase il territorio rientrava nel quadro feudale dominato dai conti di Valperga, che esercitarono la loro giurisdizione sul borgo.

Anche se Alpette compare nei documenti in modo esplicito solo a partire dal 1466, la sua esistenza è ritenuta più antica. Proprio questa lunga subordinazione a Pont rappresenta uno dei fili centrali della sua storia, perché il paese costruì per secoli la propria identità in rapporto a un centro amministrativo da cui voleva separarsi.

La lunga battaglia per l’indipendenza

Già alla metà del Cinquecento Alpette desiderava staccarsi da Pont Canavese. L’obiettivo era diventare paese autonomo oppure, almeno, unirsi a Cuorgnè, con cui intratteneva rapporti considerati più naturali. Pont, però, non voleva perdere il controllo del borgo.

La tensione diventò molto concreta nel 1622, quando il consiglio comunale di Pont pagò al Ducale 200 ducatoni proprio per impedire il distacco. La vicenda si trascinò a lungo, ma alla fine Alpette riuscì a ottenere l’autonomia amministrativa il 15 ottobre 1773. La nascita del comune, però, non fu gratuita: il nuovo ente dovette infatti rimborsare a Pont quei 200 ducatoni pagati nel 1622. È un dettaglio piccolo solo in apparenza, perché rende benissimo il clima di contrasto che accompagnò la separazione.

Prima la parrocchia, poi il comune

Sul piano religioso Alpette riuscì a separarsi da Pont prima ancora di farlo sul piano civile. L’autonomia parrocchiale venne concessa infatti il 26 luglio 1609 dal vescovo di Ivrea. Questo passaggio è importante, perché mostra che il paese aveva già maturato un’identità locale distinta ben prima della nascita del comune autonomo.

In altre parole, la comunità alpettese riuscì a ritagliarsi uno spazio proprio nella sfera ecclesiastica, mentre l’indipendenza amministrativa sarebbe arrivata solo oltre un secolo e mezzo dopo.

Feudo dei Valperga e rapporti con i Savoia

Probabilmente di origine preromana, Alpette fu un insediamento di pastori e restò a lungo feudo dei conti di Valperga. Tuttavia, con il consolidarsi dei grandi equilibri dinastici piemontesi, il paese entrò anche nell’orbita dei Savoia, insieme ad altri territori del Canavese.

Questa appartenenza non cancellò il peso dei signori locali, ma inserì Alpette dentro una cornice politica più ampia. Perciò la sua storia non va letta solo come vicenda di un minuscolo borgo montano, ma anche come parte di una geografia feudale e sabauda più estesa.

Il problema dell’isolamento e la svolta dei collegamenti

Uno dei grandi limiti storici di Alpette fu l’isolamento. Per secoli il borgo soffrì la mancanza di vie di collegamento davvero agevoli, e questo frenò sviluppo, scambi e movimenti. Il collegamento avveniva soprattutto attraverso antiche mulattiere, coerenti con una realtà di montagna ma poco adatte alle esigenze moderne.

La svolta arrivò nel 1889, quando venne realizzata una strada carrozzabile che si integrò ai percorsi più antichi. Successivamente, nel 1964, la strada fu ampliata e modernizzata nella forma con cui è sostanzialmente riconoscibile ancora oggi. Anche questo passaggio pesa molto nella storia di Alpette: significa l’uscita progressiva da una condizione di marginalità fisica.

La tradizione dei mastri ramai

Tra i tratti più forti dell’identità alpettese c’è la tradizione dei mastri ramai. Il paese era infatti noto per la lavorazione del rame, resa possibile dalla presenza di miniere locali. Questa specializzazione artigiana segnò profondamente la vita economica del borgo e ne fece un centro riconoscibile per competenza e manualità.

Intorno al 1900, molti artigiani lasciarono il paese e si trasferirono a Torino, dove trovarono impiego come carrozzieri presso la Fiat. È un passaggio molto interessante, perché lega direttamente un piccolo borgo montano al grande sviluppo industriale torinese. In pratica, una tradizione artigianale nata tra le montagne finì per alimentare una parte del lavoro urbano della capitale piemontese.

Lo stemma e il paesaggio come simbolo

Anche lo stemma comunale racconta qualcosa di importante. Il simbolo rappresenta infatti con stile naturalistico un paesaggio tipico del territorio e, allo stesso tempo, richiama l’etimologia del nome Alpette. Non è quindi soltanto un emblema decorativo.

Attraverso lo stemma, il paese collega in modo diretto il proprio nome, il paesaggio montano e la memoria pastorale che ha segnato la sua storia. Per un comune come Alpette, il territorio non è solo sfondo geografico: è parte integrante della sua identità civile.

Dal borgo montano alla villeggiatura

Nel corso del Novecento, Alpette ha cambiato gradualmente volto. Pur restando un comune molto piccolo, con circa 200 abitanti, ha iniziato a trasformarsi in una località di villeggiatura. Questa evoluzione non ha cancellato il passato, ma lo ha reinterpretato.

Oggi il paese è conosciuto anche per la presenza dell’osservatorio astronomico, del planetario e dei musei, che gli hanno dato un profilo culturale più marcato. In questo senso, Alpette ha saputo passare da borgo montano isolato a piccolo centro di esperienza turistica e culturale, mantenendo però un’immagine legata alla tranquillità e alla montagna.

Pedrassa e il legame con Emilio Salgari

La memoria di Alpette conserva anche figure che appartengono più al racconto popolare e culturale che alla pura storia amministrativa. Una di queste è Pedrassa, personaggio leggendario ricordato per la sua forza prodigiosa. È una presenza che appartiene all’immaginario locale e che continua a dare colore al profilo del paese.

Inoltre, Alpette viene collegata anche alla figura di Emilio Salgari, che soggiornò nel Canavese. Questo legame aggiunge al borgo una sfumatura letteraria e culturale che va oltre la semplice dimensione geografica.

FAQ – Le domande più utili sul passato di Alpette

Da dove deriva il nome Alpette?

Il nome deriva dal plurale del diminutivo di alp, cioè pascolo d’alta montagna con ricoveri e abitazioni di pastori. Inoltre viene collegato a una radice celtica legata al nutrimento.

Quando Alpette ottenne l’autonomia amministrativa?

Alpette conquistò l’autonomia comunale il 15 ottobre 1773, dopo una lunga fase di contrasti con Pont Canavese.

Quando divenne parrocchia autonoma?

La separazione parrocchiale da Pont Canavese avvenne il 26 luglio 1609, per concessione del vescovo di Ivrea.

Perché Alpette è nota per i mastri ramai?

Il paese fu a lungo conosciuto per la lavorazione del rame, resa possibile dalle miniere locali. Intorno al 1900 molti artigiani emigrarono a Torino per lavorare come carrozzieri alla Fiat.

Per cosa è conosciuta Alpette oggi?

Nel corso del Novecento Alpette si è trasformata in una piccola località di villeggiatura, nota anche per l’osservatorio astronomico, il planetario e i musei.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende