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La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli di Coassolo Torinese tra architettura, restauri e vita religiosa

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Aprile 18, 2026

La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli di Coassolo Torinese si trova al centro della frazione omonima, affacciata sulla strada che la attraversa e in posizione isolata rispetto agli altri edifici. Già dall’esterno si riconosce per la facciata gialla a ordini sovrapposti e per la torre campanaria che si sviluppa sul lato destro. Inoltre, l’interno conserva cappelle laterali, altari, statue e una pala dedicata ai santi titolari. Oggi, a differenza di molti altri edifici religiosi storici, la chiesa è ancora officiata regolarmente.

Gli elementi da ricordare

Dove si trova: al centro della frazione omonima di Coassolo Torinese
Impianto: aula rettangolare con tre campate, abside semicircolare e cappelle laterali
Facciata: a capanna, gialla e grigio chiaro, con statue dei santi titolari
Campanile: sul lato destro, con orologio e cella campanaria aperta
Storia: chiesa edificata nel 1780 e ampliata nel 1866
Stato: buone condizioni interne ed esterne, con culto ancora attivo

Dove si trova e com’è fatta la chiesa

La chiesa sorge nel cuore della frazione e guarda verso sud-ovest. L’edificio è isolato rispetto ai corpi di fabbrica vicini e, proprio per questo, mantiene una presenza molto netta nello spazio del borgo. Inoltre, il volume esterno lascia intuire una struttura più articolata di quanto sembri a prima vista.

La pianta è rettangolare, con navata centrale, due cappelle semicircolari aperte sui lati e una cappellina aggiuntiva, collocata a destra del presbiterio, che in passato ospitava il battistero e oggi è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Sul lato sinistro della terza campata si trova invece la sacrestia. L’aula è suddivisa in tre campate e termina con abside semicircolare.

Anche il sistema delle coperture è piuttosto vario. La prima e la terza campata hanno una volta a botte, mentre quella centrale è coperta da volta a vela. L’abside si chiude con una semicupola a tre spicchi. Le cappelle laterali sono sormontate da volte a crociera, mentre l’ex battistero ha una volta a botte. Di conseguenza, l’interno alterna spazi e altezze in modo molto più mosso rispetto a una semplice navata unica.

Facciata e campanile

La facciata è rivolta a sud-ovest e presenta un fronte a capanna ad ordini sovrapposti, concluso da timpano triangolare. I due livelli sono separati da trabeazioni impostate su quattro paraste lisce. Al centro si apre il portale d’ingresso in legno a due battenti, sormontato da una cornice curvilinea su mensole con fregio centrale in stucco. Ai lati si trovano due finestre ad arco, riquadrate da cornici in spessore.

Nel registro superiore si apre una finestra centrale rettangolare, inserita entro una cornice ad arco con concio di chiave. Ai lati, invece, si trovano due nicchie con le statue dei santi titolari. La facciata è intonacata e tinteggiata in giallo, mentre zoccolatura, paraste e cornici sono di grigio chiaro. Nelle fasce delle trabeazioni compaiono anche alcune scritte dipinte, che raccontano le trasformazioni dell’edificio: “INTUS MCMXXV DECORATUM – FRONS MCMXXVII RENOVATA – INTERIM TURRIS CAMPANARIA ELEVATA” nella prima fascia, “IN HONOREM – PRINCIPUM – APOSTOLORUM” nella seconda e, al centro del timpano, “D.O.M.”.

I prospetti laterali

I prospetti laterali rendono leggibile l’andamento volumetrico della chiesa. La navata centrale è più alta, mentre i corpi laterali sono più bassi e da essi sporgono le cappelle semicircolari. Qui la finitura è più grezza e lascia visibile la muratura di pietrame. Inoltre, si aprono finestre rettangolari sia sui volumi laterali sia sulle cappelle, mentre nella parte alta della navata compare una finestra rettangolare per lato in corrispondenza della campata centrale. Sul prospetto est si trovano anche due accessi secondari.

Sul lato destro, in continuità con la facciata, si alza la torre campanaria. La struttura è divisa in tre registri da cornicioni in aggetto. Il livello inferiore, che si estende oltre la facciata, presenta riquadrature sfondate, piccole aperture quadrilobate e una porta sul fronte. Il registro superiore ospita i quadranti dell’orologio. In alto si apre la cella campanaria, visibile su tutti i lati attraverso monofore. Anche qui tornano il fondo giallo e i dettagli grigi, in coerenza con il resto del prospetto.

Gli interni tra altari, statue e apparato liturgico

L’interno è scandito da archi a sesto ribassato impostati su trabeazione e paraste. La prima e la terza campata sono meno profonde rispetto a quella centrale, che risulta dunque la più ampia. Proprio nella campata centrale si aprono le arcate che collegano l’aula alle due cappelle semicircolari.

Nella cappella di destra è collocato un altare in marmi policromi, sormontato dalla statua della Madonna Pellegrina. In quella di sinistra si trova invece un altare in muratura dipinto di giallo, sopra il quale è posta la statua di San Giuseppe. Entrambi i catini sono illuminati da due finestre con vetrate colorate.

Dalla cappella di destra si accede poi all’ex battistero, oggi dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Questo piccolo ambiente è rialzato di un gradino rispetto all’aula, separato da un cancelletto in ferro e dotato di un altarino in legno con tabernacolo, sormontato da una tela raffigurante il Sacro Cuore di Gesù.

Sopra l’ingresso si trova una cantoria in legno. Ai lati della porta principale, su due mensoline, sono collocate la statua di Don Bosco con Domenico Savio, a destra, e quella della Madonna col Bambino, a sinistra. L’assemblea è disposta in panche a battaglione, secondo l’orientamento dell’aula, mentre un confessionale in legno trova posto nella cappella sinistra.

Presbiterio, pala d’altare e pavimentazioni

Il presbiterio occupa la terza campata e l’abside. Risulta rialzato di un gradino rispetto all’aula ed è separato da una balaustra in marmo beige. L’altare maggiore è collocato nell’abside, leggermente staccato dalla parete di fondo e sopraelevato di altri due gradini.

Si tratta di un altare in marmi policromi, con mensa sorretta da quattro colonnine. Sopra di esso è collocata la pala che raffigura i santi titolari. È questo il fulcro iconografico dello spazio presbiteriale e, non a caso, anche uno degli elementi restaurati in anni recenti.

Per quanto riguarda le superfici, l’apparato pittorico di inizio Novecento non è più visibile perché è stato interamente coperto. Oggi le pareti sono finite a intonaco in giallo chiaro, con paraste e archi in grigio e cornici bianche. Anche i pavimenti distinguono i diversi ambienti: l’aula e le cappelle laterali hanno cementine colorate, esagonali lungo la navata e quadrate nelle cappelle; la cappella dell’ex battistero ha piastrelline di marmo beige; il presbiterio, invece, è pavimentato in granito.

La storia della chiesa, dal Settecento ai restauri recenti

La storia dell’edificio comincia nel 1780, anno in cui viene edificata la chiesa, inizialmente intitolata a San Pietro. Un dato molto utile arriva poi dal Catasto Rabbini del 16 maggio 1865, dove la chiesa è raffigurata come una struttura a navata unica con abside semicircolare. Questo permette di capire che le cappelle laterali e la torre campanaria sono elementi aggiunti in un secondo momento.

L’ampliamento sui lati arriva infatti nel 1866, quando vengono realizzati i volumi laterali. La data compare dipinta sul fronte della cappella sinistra. Nel 1880 avviene la consacrazione ai Santi Pietro e Paolo, mentre nello stesso anno iniziano anche i registri parrocchiali. Di fatto, è qui che la chiesa assume la fisionomia religiosa e documentaria con cui è stata poi conosciuta nel tempo.

Una nuova fase importante si apre nel Novecento. Nel 1925 la chiesa viene decorata internamente, come ricorda la scritta “INTUS MCMXXV DECORATUM” ancora leggibile in facciata. Tuttavia, quell’apparato non è più visibile oggi, perché in seguito è stato coperto. Nel 1927 viene rifatta completamente la facciata, probabilmente con avanzamento del fronte, come ricorda la scritta “FRONS MCMXXVII RENOVATA”. Nello stesso anno, sempre secondo l’iscrizione, viene elevata anche la torre campanaria.

Attorno al 1960 le superfici interne vengono tinteggiate in tinta unita, cancellando così l’apparato pittorico dei primi del Novecento. Nel 1986 vengono unite le parrocchie di San Nicolao e dei Santi Pietro e Paolo. Più vicino a noi, la facciata viene restaurata nel 2011, mentre nel 2012 vengono restaurati gli interni e la pala d’altare.

Perché la chiesa conta ancora nel territorio di Coassolo

La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli di Coassolo Torinese si presenta oggi in buono stato conservativo, sia dentro sia fuori. Questo conta, perché non tutti gli edifici storici di area montana riescono a mantenere insieme leggibilità architettonica, continuità d’uso e decoro generale.

Inoltre, la chiesa è ancora officiata regolarmente, quindi non è solo una testimonianza del passato. È anche un luogo che continua a vivere nel presente della comunità. Per chi sta costruendo un percorso su cosa vedere a Coassolo Torinese, questo edificio è una tappa utile perché mette insieme storia, trasformazioni edilizie, arte sacra e continuità religiosa. E non è poco.

Risposte sulla chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli

Dove si trova la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli di Coassolo Torinese?

Si trova al centro della frazione omonima di Coassolo Torinese, affacciata sulla strada principale e in posizione isolata rispetto agli altri edifici.

La chiesa è ancora aperta al culto?

Sì. A differenza di altri edifici storici oggi dismessi, questa chiesa è officiata regolarmente e continua quindi a svolgere la sua funzione religiosa.

Quando è stata costruita la chiesa?

L’edificio fu costruito nel 1780. Tuttavia, la configurazione attuale deriva anche da fasi successive, come l’ampliamento laterale del 1866 e gli interventi del 1927 su facciata e campanile.

Cosa si conserva all’interno?

All’interno si trovano la Madonna Pellegrina, la statua di San Giuseppe, l’ex battistero oggi dedicato al Sacro Cuore di Gesù, una cantoria in legno, statue devozionali presso l’ingresso e la pala con i santi titolari sopra l’altare maggiore.

Quali restauri sono stati eseguiti negli ultimi anni?

La facciata è stata restaurata nel 2011. Inoltre, nel 2012 sono stati restaurati gli interni e la pala d’altare.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende