Cosa vedere a Exilles in Alta Val di Susa: itinerario tra storia e frazioni

Da Alessandro Maldera
Marzo 10, 2026

Exilles è uno di quei paesi in cui la storia non sta “in un museo”: sta nella strettoia della valle, nelle pietre del borgo e nelle cappelle che resistono nelle borgate. Quindi l’idea migliore è fare un giro a cerchi concentrici: prima il Forte, poi il Ricetto e, infine, le tappe più piccole ma ruvide (e spesso le più memorabili). Sotto trovi le attrazioni principali con indirizzo e cosa guardare davvero.
Itinerario consigliato in 2–4 ore
– Scendi nel borgo e fai il Ricetto passando da Via Roma
– Chiudi il centro con la Chiesa di San Pietro Apostolo (retabli e impianto a tre navate)
– Se hai tempo, scegli 1–2 cappelle di borgata: Deveys (San Biagio) e Cel Rif (Natività) sono le più “pulite” da incastrare
Forte di Exilles
Il Forte di Exilles domina uno dei punti più “stretti” della valle: perciò, per secoli, ha controllato passaggi, artiglierie e traffici verso il Monginevro. La sua storia è un continuo elastico tra Savoia e Francia, con assedi, incendi, demolizioni e ricostruzioni. Oggi la visita funziona perché è fisica: rampe, cortili, dislivelli e settori difensivi ti fanno capire che non era un castello “da cartolina”, ma una macchina progettata per resistere.
- Indirizzo: Forte di Exilles (complesso fortificato sopra l’abitato)
Ricetto di Exilles
Il Ricetto è la passeggiata che “spiega” Exilles senza bisogno di spiegoni. È un impianto medievale compatto, ancora leggibile, dove capisci subito la logica difensiva: vicoli stretti, case in pietra e tetti in lose. Inoltre, i passaggi coperti (le Cour) raccontano gli accessi obbligati al cuore del paese: non decorazioni, ma controllo degli spazi. In più, lungo via Roma trovi i pannelli “A EXILLES UNA VOLTA C’ERA…”, che aggiungono memoria quotidiana (botteghe, mestieri, personaggi locali).
- Indirizzo: Via Roma (Charrière), centro storico – accessi e vicoli del Ricetto
Chiesa di San Pietro Apostolo
La chiesa di San Pietro Apostolo è la tappa “centrale” del paese: fuori ti aggancia con il portale ogivale in pietra e con il campanile sul lato nord, ancora leggibile nelle sue aperture che cambiano salendo. Dentro, invece, l’impianto a tre navate e i retabli sono il pezzo forte: l’altare maggiore ligneo dorato (datato 1682) e gli altri retabli laterali danno profondità alla visita. Non è una chiesa “perfetta”, e proprio per questo è credibile: i segni del tempo (come l’umidità di risalita) non sono un difetto narrativo, sono storia.
- Indirizzo: Centro storico di Exilles (TO), area di Via Roma / cuore del borgo (parrocchiale)
Cappella di San Rocco e San Sebastiano
Questa cappella è rara per un motivo semplice: è rimasta di proprietà familiare fino a oggi. La Cappella di San Rocco e San Sebastiano fu edificata nel 1660 come cappella votiva e, inoltre, per un periodo ospitò i Penitenti Bianchi (“Batù”). Architettonicamente è essenziale, però “parla” forte: pietre di riuso, segni di pellegrinaggio e dettagli legati ai santi. Dentro spiccano la volta a crociera e un dipinto settecentesco con San Rocco, San Sebastiano e i Batù in preghiera. È una deviazione breve, quindi perfetta se vuoi uscire un attimo dal giro classico.
- Indirizzo: Exilles (TO), a valle del borgo (cappella privata)
Cappella della Madonna Addolorata
La Cappella della Madonna Addolorata è piccola, ma con un carattere “secco”: non fa scena, però lascia traccia. Si riconosce per la facciata a capanna con edicola centrale e per il campanile quadrato con cuspide sul lato sinistro. Dentro l’impianto resta lineare: navata unica con volta a crociera, abside semicircolare e cantoria lignea in controfacciata. Nota pratica, detta come si deve: viene segnalata in condizioni difficili, quindi meglio puntare su esterni e dettagli senza forzare accessi se l’interno non dà fiducia.
- Indirizzo: Exilles, margini del paese (cappella fuori dal cuore del borgo)
Cappella dei Santi Filippo e Giacomo
La Cappella dei Santi Filippo e Giacomo è una tappa da “borgata vera”: sobria fuori, ma sorprendente dentro. Fu riedificata nel 1775 su un edificio più antico e, di conseguenza, porta addosso una storia di manutenzioni e restauri che l’hanno tenuta viva. Il dettaglio che firma l’esterno è il portale lapideo strombato, ad arco a tutto sesto. Dentro, invece, il legno è protagonista: cantoria lignea sopra l’ingresso e, soprattutto, un retablo seicentesco dorato e dipinto con colonne tortili, statue e tela centrale. Inoltre, c’è un quadro datato 1670 con San Giacomo e San Giovanni ai lati e la Madonna col Bambino al centro.
- Indirizzo: Borgata Cels Morlière (frazione Cels), Exilles
Cappella della Madonna della Neve
È una sosta piccola e “pulita”, ideale se vuoi qualcosa di semplice ma ben leggibile. La Cappella della Madonna della Neve da fuori ti aggancia per il portico con timpano triangolare e per il grande arco d’ingresso lasciato a vista. Dentro l’aula è rettangolare, con volta a botte e chiusura in abside semicircolare. Inoltre, lo stato di conservazione è indicato come ottimo: quindi è una tappa che non crea problemi e funziona anche in pochi minuti.
- Indirizzo: Località Grange della Valle, Exilles (TO)
Cappella della Natività di Maria
Qui tutto è essenziale e chiarissimo: facciata a capanna, oculo circolare, arco di scarico in pietra lasciato a vista e campanile a vela sul lato destro. L’interno della Cappella della Natività di Maria è a navata unica con volta a crociera e abside piatta; pavimento in tavolato ligneo e arredi in legno completano l’insieme. In più, la storia è ben scandita: fondazione nel 1673, ricostruzione nel 1841, restauro nel 1927. È una tappa “facile”, quindi perfetta se vuoi vedere qualcosa di autentico senza complicazioni.
- Indirizzo: Borgata Cel Rif, Exille
Cappella di San Biagio
La Cappella di San Biagio è piccola fuori, densissima dentro. La cappella ha facciata a capanna, tetto in lose e campanile quadrato massiccio con cuspide. All’interno: navata unica con volta a botte, cantoria lignea su mensole seicentesche e un retable settecentesco policromo con tela centrale e statue laterali. Inoltre, durante restauri recenti sono emersi lacerti di affreschi databili alla fine del XV secolo: dettaglio che alza parecchio il livello della visita. Se vuoi una cappella “piccola ma non banale”, è questa.
- Indirizzo: Borgata Deveys, Exilles
Guida veloce: attrazioni principali di Exilles
Cosa vedere a Exilles significa unire, nello stesso giro, una fortezza di controllo e un borgo medievale compatto, più una serie di cappelle “vere” nelle borgate. La tappa dominante è il Forte di Exilles (Exilles, complesso fortificato sopra l’abitato), che spiega la strettoia dell’Alta Val di Susa con rampe, cortili e settori difensivi. Poi, scendendo in paese, funziona il Ricetto di Exilles lungo Via Roma (Charrière, centro storico), con vicoli in pietra, tetti in lose e passaggi coperti (Cour). Nel cuore del borgo c’è la Chiesa di San Pietro Apostolo (centro storico di Exilles), riconoscibile per portale e campanile medievale e per i retabli interni. Inoltre, per chi vuole allargare il raggio, contano le cappelle di frazione: San Biagio in Borgata Deveys (Exilles), Natività di Maria in Borgata Cel Rif (Exilles), Santi Filippo e Giacomo in Borgata Cels Morlière (frazione Cels, Exilles) e la Madonna della Neve in località Grange della Valle (Exilles). Infine, ci sono tappe minori ma interessanti come la Cappella di San Rocco e San Sebastiano (a valle del borgo) e la Cappella della Madonna Addolorata (ai margini del paese), da valutare con buon senso se l’accesso non sembra sicuro.
Exilles in sintesi: dove andare e perché
Mezza giornata fatta bene: Forte + Ricetto + parrocchiale. Se poi aggiungi 1–2 cappelle di borgata, arrivi facilmente a una giornata “leggera”.
Il mix: fortezza di controllo sulla strettoia + impianto medievale compatto + cappelle vere nelle borgate, spesso con retabli e affreschi che non ti aspetti.
Forte di Exilles e Ricetto. Poi, se ti resta fiato, aggiungi San Pietro Apostolo per chiudere il triangolo.
Non sempre. Alcune sono visitabili solo in occasioni particolari (feste, ricorrenze, messe) o possono essere chiuse per tutela e manutenzione. Quindi conviene considerare la visita “a esterni e contesto sempre, interni solo se trovi aperto

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



