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Frazioni di Oulx, guida ai borghi storici tra fondovalle, alpeggi e memorie alpine

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Marzo 10, 2026

Le frazioni di Oulx sono molto più di un contorno rispetto al capoluogo. Infatti formano un sistema di borgate diverse tra loro, distribuite tra fondovalle, terrazzi erbosi, pendici assolate e nuclei d’alta quota. Alcune conservano chiese antiche e forni comunitari, altre raccontano la vita d’alpeggio, la viabilità storica o persino la mineralogia delle montagne. Per questo una guida unica serve davvero: aiuta a capire come il territorio di Oulx sia un mosaico di storie locali, paesaggi e architetture alpine.

Come leggere il sistema delle frazioni di Oulx

Le frazioni di Oulx non hanno tutte lo stesso carattere. Alcune, come Beaulard, Savoulx o Signols, sono legate al fondovalle e ai collegamenti principali. Altre, invece, come Monfol, Vazon, Pierremenaud o Soubras, si trovano più in alto e conservano un’impronta decisamente montana.

C’è poi un altro elemento utile per orientarsi. Amazas, Soubras e Vazon vengono infatti ricondotte all’Adrèi, cioè l’“indiritto”, una parte del territorio con una propria leggibilità geografica e storica. Di conseguenza, parlare di frazioni di Oulx significa leggere un insieme di nuclei che cambiano molto per quota, funzioni e memoria locale.

Per orientarti prima della visita Tra Santuario della Madonna della Bassa, cappelle storiche sparse nel territorio, Pinacoteca Francesco Tabusso e Villa Tabusso, Rubiana offre molto più di quanto sembri a una prima lettura veloce. Leggi cosa vedere a Rubiana

Frazioni di Oulx in quattro coordinate

In sintesi
– Le frazioni di Oulx si distribuiscono tra fondovalle, terrazzi prativi e borgate d’alta quota
– La quota va dai circa 1068 metri di Gad ai 1666 metri di Monfol
– Ricorrono spesso chiese, cappelle, fontane, forni comunitari e architettura in pietra
– Il territorio unisce storia religiosa, vita contadina, escursionismo, mineralogia e memoria alpina

Amazas, la borgata in pietra accanto alla Dora di Cesana

Amazas si trova a 1180 metri di altitudine, accanto alla Statale 24 del Monginevro. Da qui si stacca la strada che, attraversando un ponte sulla Dora di Cesana, raggiunge il nucleo sul versante orografico sinistro. Insieme a Soubras e Vazon, Amazas fa parte dell’Adrèi.

Le case conservano la tipica architettura montana, con pietra, tetti di lose e ballatoi. Tra gli elementi più interessanti spicca l’antico forno comunitario, ancora visitabile e descritto anche come simbolo della vita rurale e della solidarietà del borgo. Al centro sorge la piccola chiesa seicentesca dedicata a Sant’Andrea, indicata come edificio del XVII secolo e restaurata di recente.

Beaulard, tra ferrovia, sport invernali e chiesa romanica

Beaulard è situata lungo la Dora di Bardonecchia, a 1175 metri di altitudine, nel fondovalle dominato dal massiccio della Grand’Hoche. Il punto più basso della frazione coincide con la stazione ferroviaria, posta a 1145 metri sulla linea Torino-Bardonecchia.

Per anni Beaulard è stata anche un centro di sport invernali. Tuttavia questa vocazione si è ridimensionata dopo il fallimento della società degli impianti a fune, avvenuto a metà degli anni Novanta. Dal punto di vista storico, va ricordato che Beaulard fu comune autonomo fino al 1928, anno in cui entrò a far parte del comune di Oulx.

Il luogo di maggior pregio è la chiesa romanica di San Michele Arcangelo, posta a 1210 metri e considerata una delle più antiche dell’Alta Valle, con origini nell’XI secolo. Presenta il campanile, affreschi del XV secolo, l’antica abside diventata ingresso principale, il fonte battesimale in pietra, il coro ligneo e un leggio del XVII secolo. Beaulard, inoltre, ha dato i natali a Joseph Chalier, figura di spicco della Rivoluzione francese, finita sul patibolo nel 1793. Gli abitanti sono chiamati Beaulardesi o Bolardesi.

Beaume, il piccolo borgo ai piedi del Seguret

Beaume è un piccolo nucleo ai piedi del monte Seguret, a 1098 metri di altitudine. La borgata è ricordata soprattutto per la fontana del 1874 e per la chiesetta dedicata a Santa Maria Maddalena.

Nei pressi del borgo si trova anche una grotta nella quale, secondo la tradizione locale, ci sarebbe stata un’apparizione della Madonna. Lungo la strada di collegamento tra il capoluogo e Beaume si incontrano inoltre il campeggio di Pra Lon, i campi sportivi e lo svincolo dell’autostrada Torino-Bardonecchia.

Chateau, il borgo protetto dal “Forte” e aperto verso la Grand’Hoche

Chateau si trova sul versante orografico destro della Valle di Bardonecchia, a circa 3 chilometri da Beaulard. Il paese è adagiato su un ampio terrazzo tra il Rio Supire e Champeiron, al cospetto delle punte Clotesse e Grand’Hoche.

Davanti all’abitato si alza lo spuntone roccioso chiamato “Il Forte”, sul quale nel 1593 venne costruito un forte con funzione di controllo dell’Alta Val di Susa, poi abbandonato nel 1610. La tradizione orale racconta che la frazione sarebbe stata costruita ai piedi di questo rilievo prima dell’incendio del 1700.

Il principale edificio religioso è la chiesa di San Bartolomeo Apostolo, risalente al 1493, con campanile in stile delfinale, portale del 1690 e architrave scolpito del 1740. All’interno è segnalata una ancona barocca, mentre un rilievo ligneo con la Messa di San Gregorio Magno, databile al XV secolo, fu trafugato nel 1976.

Chateau è anche punto di partenza per le escursioni verso il Rifugio Rey e il massiccio della Grand’Hoche. Inoltre, dal 2017, l’associazione locale ha recuperato l’ex scuola elementare trasformandola in un piccolo museo dedicato alla vita contadina e all’infanzia degli anni Sessanta. In estate, grazie ai volontari, si possono osservare attrezzi agricoli montani e la principale aula della pluriclasse con arredi e cancelleria dell’epoca.

Constans, tra cappella antica, piloni votivi e memoria vescovile

Constans raggiunge, nella parte alta, i 1180 metri di altitudine. Il borgo conserva la cappella di San Bernardo, edificio che riporta in facciata la data del 1720, anche se viene ritenuto più antico.

All’interno è custodita una bella ancona in legno scolpito policromo. Attorno alla borgata si trovano inoltre alcuni piloni votivi, che rafforzano la dimensione religiosa e comunitaria del luogo. Sull’ingresso di casa Rousset, accanto alla fontana, compare un emblema vescovile: qui nacquero infatti nel 1860 l’arcivescovo di Reggio Calabria Camillo Rousset e il vescovo di Ventimiglia Agostino Rousset.

Gad, porta bassa di Oulx tra Francigena, lago e attività locali

Gad è la frazione più a valle del comune di Oulx, ai confini con Salbertrand, a 1068 metri di altitudine. Si trova nei pressi dell’uscita dell’autostrada A32 ed è raggiungibile anche dalla Statale 24 del Monginevro.

Il borgo ospita ancora attività artigianali e agricole, e questo lo distingue da altri nuclei più marcatamente residenziali o stagionali. La piccola chiesa del paese è dedicata a San Claudio ed è citata già nel 1660, in occasione della visita del vicario generale della prevostura di Oulx, Jean Allois. Discosta dal centro, in località Ponte Ventoso, si trova inoltre una cappella dedicata all’Annunciazione.

Nei pressi di Gad, durante i lavori per l’autostrada del Frejus, si è formato anche un lago di discrete dimensioni. Alle sue spalle resta parzialmente attivo un poligono militare in uso alla Brigata Alpina Taurinense. Da qui passa pure la Via Francigena, proveniente dal capoluogo e diretta a Salbertrand, mentre la frazione è indicata anche come punto di partenza del Sentiero dei Franchi. Nel suo territorio sono segnalati un campeggio e un centro commerciale.

Les Auberges, tre nuclei aridi e panoramici sul Seguret

La frazione di Les Auberges è articolata in tre borgate poste tra 1324 e 1490 metri di altitudine sulle pendici del monte Seguret. Abitata fino alla prima metà del Novecento, conserva una piccola chiesa dedicata a San Giovanni Evangelista, con la data del 1767 in facciata.

Per raggiungerla bisogna risalire un sentiero panoramico che parte dal fondovalle, nei pressi del Rio Seguret, attraversando pareti di roccia da cui venivano estratte le lastre di pietra, la laouza, usate per coprire i tetti. Il panorama qui è molto aperto e spazia sulla confluenza della Dora di Bardonecchia con la Dora di Cesana, sulla piana di Oulx e sulla corona di montagne circostante.

Dal punto di vista geografico, il borgo principale è Oberzhë d’Avàl o ad Tsous, cioè Auberges inferiore, dove si trovano tre case e la cappella. Più in alto c’è Oberzhë dou méi, formato da una sola grande casa, e ancora più su l’alpeggio di Mountannhë, dove restano ruderi di alcune abitazioni. Il luogo, inoltre, ha dato origine a numerose leggende di santi, folletti, mostri e streghe.

Monfol, l’antico alpeggio di Gad e la porta del Gran Bosco

Monfol si trova a 1666 metri di altitudine ed era un tempo l’alpeggio estivo della frazione Gad. La cappella è dedicata a San Bartolomeo e tra le case si distinguono due casematte che sorvegliavano la strada militare diretta verso l’Assietta.

Oggi Monfol viene letto come porta d’ingresso del Parco del Gran Bosco di Salbertrand. La strada sterrata parte dalla sede del Parco e, circa 800 metri più avanti, incontra la sbarra che vieta il transito ai mezzi motorizzati all’interno dell’area protetta. Dal Centro visitatori/Museo del Gran Bosco, in località Pinea a circa 1150 metri, si può lasciare l’auto e seguire le indicazioni per Area Pinea. Da lì la strada forestale sale nel bosco, raggiunge prima le Case Sarzaret e poi l’abitato di Monfol.

Il borgo sorge al limite di un vasto pianoro ed è formato da una ventina di baite, utilizzate fino agli anni della Seconda Guerra Mondiale dagli abitanti di Gad per l’alpeggio estivo e oggi in gran parte ristrutturate. Monfol è anche raggiungibile dalla strada, oggi asfaltata, proveniente da Sauze d’Oulx e realizzata nel 1889 per salire agli appostamenti militari di Serre Gountard e dell’Assietta, oppure per scendere a Salbertrand attraverso il Parco.

C’è poi la leggenda sull’origine del nome. Secondo il racconto, prima della costruzione degli alpeggi di Monfol gli abitanti di Gad avevano baite soprattutto in località Gran Viarâ. Un uomo chiamato Bartolomioù decise però di costruirne una in una zona ritenuta inadatta, tanto da essere giudicato un po’ matto. La moglie, portandogli ogni giorno il pranzo, avrebbe risposto a chi la fermava che stava andando a dare da mangiare al suo “moun fó”, cioè al “mio folle”. Da qui deriverebbe il nome Monfol, e sempre per questo la cappella sarebbe stata dedicata a San Bartolomeo.

Pierremenaud, balcone su Oulx e Sauze d’Oulx

Pierremenaud è un piccolo borgo situato a 1442 metri di altitudine, anch’esso all’indiritto, sulle pendici del Monte Cotolovier. La sua posizione domina Oulx e offre una bella vista su Sauze d’Oulx e sulla valle.

La borgata conserva una fontana del 1835 e la chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, che riporta la data del 1711. È un nucleo raccolto, ma con una collocazione panoramica molto evidente.

Puy, il borgo sul piccolo altipiano sopra Beaulard

Puy è raggiungibile da Beaulard e sorge su un piccolo altipiano a 1400 metri di altitudine. È descritto come un magnifico borgo, e la sua tappa principale è la chiesa di San Giovanni Battista.

L’edificio fu ricostruito nell’Ottocento, ma conserva alcuni dipinti e parti smembrate di una ancona lignea del XVII secolo. Inoltre il campanile presenta una caratteristica meridiana con il motto “Monte et colles benedicite Domino”.

San Marco, il piccolo passaggio storico sulla strada per Sauze d’Oulx

San Marco si trova sulla SP 214 per Sauze d’Oulx, a 1212 metri di altitudine, circa 1,5 chilometri sopra il capoluogo. In passato fu un punto di passaggio sull’antica Strada di Francia, poi ridimensionato quando i tracciati principali si spostarono verso il fondovalle.

La tappa chiave è la Cappella di San Marco, citata già nel 1065, con ancona barocca e tracce di affresco del XVI secolo. Accanto si trovano una fontana del 1549, modificata nel 1933 per l’allargamento della strada, e il tiglio della libertà, legato agli anni successivi alla Rivoluzione francese. Sulle case compaiono anche tre meridiane ottocentesche.

La memoria del luogo, però, non è solo religiosa. Nel 1562 questo pianoro fu infatti teatro di una battaglia delle Guerre di Religione, e la borgata è anche collegata alla figura del pastore valdese Claude Perron.

Savoulx, l’ex comune con borgate, forni e memoria dell’Escarton

Savoulx è una frazione di Oulx posta nel fondovalle lungo la Dora di Bardonecchia, a circa 1120 metri di altitudine. Un tempo era un comune autonomo, poi nel 1928 è confluito in Oulx.

La prima citazione riportata è del 1065, in rapporto con la Prevostura di San Lorenzo d’Oulx. Nel 1616 Savoulx ottenne autonomia amministrativa diventando il 21º comune dell’Escarton d’Oulx. Il paese è organizzato in varie borgate, tra cui Clots, Meyer, Joans e Signols.

L’edificio principale è la chiesa di San Gregorio Magno, decisa nel 1451 e consacrata nel 1454, con ampliamenti nel XVI secolo e campanile e abside datati 1662. Sono segnalate anche sculture lignee di pregio. Tra i luoghi di comunità spicca la cappella di San Pancrazio a Joans, con lavori avviati dal 1625 e festa il 12 maggio, quando si tiene la benedizione del pane. Restano importanti pure i forni di borgata, ricordati per il pane di segala e le torte di mele.

Signols, tra acqua amara, cave di gesso e Ambrinoite

Signols si trova lungo la Statale per Bardonecchia, a 1105 metri di altitudine, a un paio di chilometri da Oulx. Al centro della frazione sorgono la cappella dedicata a San Sisto Papa e la fontana di acqua amara del 1866. Accanto alla fontana è stato anche ristrutturato un forno a legna.

Il paese continua a mantenere una base agricola: allevamento e coltivazione sono ancora praticati, e nelle campagne si allevano mucche e pecore. Sopra il borgo si trovano le storiche cave di gesso, attive fin dal XVII secolo e considerate di grande interesse paesaggistico, ambientale e mineralogico.

L’area rientra nel Sito di Interesse Comunitario “Oasi Xerotermica di Oulx – Auberge”, caratterizzato da un fitto bosco di pino silvestre. Nel bosco si incontrano i resti delle teleferiche e delle strutture legate alle cave, mentre nelle pareti di gesso si aprono gallerie. Oltre al gesso, qui si possono trovare minerali come albite, anatasio, brookite, rutilo, quarzo ed ematite. Inoltre, nel 2006, proprio in quest’area è stata scoperta l’Ambrinoite, un solfosale idrato di potassio indicato come unico al mondo.

Soubras, terrazzo erboso tra San Rocco e San Barnaba

Soubras si trova sul versante a solatio, a 1480 metri di altitudine, collegata un tempo ad Amazas da un’antica mulattiera e oggi raggiungibile con una strada carrozzabile da Pierremenaud. La frazione è adagiata su un ampio terrazzo di prati, alle pendici del Monte Cotolovier, ed è circondata da prati e boschi di larice.

Da alcuni decenni Soubras è abitata solo nella stagione estiva. Nel centro si trova la chiesa di San Rocco, che riporta la data del 1827, oltre a una fontana ottagonale. Sulla canonica, o sui suoi ruderi, si distinguono ancora due affreschi databili tra XV e XVI secolo, uno dei quali rappresenta l’albero della vita, anche se in condizioni molto compromesse.

Poco distante dalle case sorge la chiesa di San Barnaba, con tracce di affreschi del Cinquecento. Accanto a questo edificio furono rinvenute nell’Ottocento tombe, sepolture celtiche e tracce di una necropoli preromana. Da Soubras si gode inoltre una vista panoramica sulla Valle di Cesana, sulla Valle di Oulx e fino alla piana di Salbertrand. Anche il significato del nome è interessante: Soubras viene interpretato come “terre alte”.

Vazon, borgata alta del Cotolovier

Vazon si trova all’indiritto, a 1650 metri di altitudine, sulle pendici del Cotolovier. Il borgo è circondato da ampi prati e conserva una graziosa fontana del 1857, coperta da una grande tettoia in scandole di legno.

La chiesa locale è dedicata alla Madonna delle Nevi e riporta la data del 1710. È una frazione alta, semplice, ma molto riconoscibile nel paesaggio.

Villard, piccolo borgo, forno vivo e memoria di fiere e patois

Villard si trova sopra Royeres, a 1359 metri di altitudine. La cappella del piccolo borgo riporta la data del 1683 ed è dedicata a Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio da Padova.

I due santi compaiono nella grande tela dell’altare, impreziosita da una cornice barocca con volute e angeli dorati. Caratteristico è anche il piccolo forno, ancora utilizzato in occasione della Fiera dello Scapolare.

La memoria della borgata richiama pure il clima della Fiera Franca di Oulx, quando ogni anno si incontravano persone provenienti da tutta la valle e anche da più lontano. Si parlava in patois, e ciascuno riconosceva la provenienza degli altri dal modo di parlare. Questo patois, con le sue differenze e particolarità, viene ricondotto alle lingue gallo-romanze ed è indicato come occitano, lingua occitana o occitano provenzale alpino.

Perché le frazioni di Oulx contano davvero

Le frazioni di Oulx contano perché raccontano un territorio molto più complesso del semplice capoluogo. Infatti qui convivono borghi ferroviari, nuclei agricoli, antichi alpeggi, cappelle seicentesche, forni comunitari, cave, musei e sentieri storici.

Allo stesso tempo, ogni frazione porta con sé un’identità precisa. Beaulard parla di ferrovia e romanico, Monfol di alpeggi e viabilità militare, Signols di gesso e mineralogia, Savoulx di autonomie storiche, Soubras di panorami e archeologia, Villard di patois e fiere. Perciò una guida alle frazioni di Oulx non è un elenco muto: è il modo più onesto per leggere la geografia umana dell’Alta Val di Susa.

In chiusura: Oulx non è una sola località

Se guardi Oulx solo dal fondovalle, te ne perdi metà. Le sue frazioni, invece, mostrano come il comune sia stato costruito nel tempo attraverso nuclei diversi, ciascuno con una funzione precisa e una memoria propria. Per questo, quando si parla di frazioni di Oulx, si parla in realtà di un piccolo archivio alpino fatto di pietra, fede, lavoro, paesaggio e lingua locale.

Frazioni di Oulx: borghi, altitudini e identità del territorio

Le frazioni di Oulx formano un sistema di borghi molto vario, distribuito tra fondovalle, terrazzi erbosi, pendici assolate e nuclei d’alta quota dell’Alta Val di Susa. Da Gad, che è la frazione più bassa ai confini con Salbertrand, fino a Monfol e Vazon, che superano i 1600 metri, il territorio conserva chiese antiche, forni comunitari, fontane storiche, cave di gesso, alpeggi e sentieri panoramici. Alcune borgate, come Beaulard e Savoulx, raccontano una storia amministrativa e religiosa importante, mentre altre, come Soubras, Amazas, Chateau o Les Auberges, mantengono un carattere alpino più raccolto, legato alla vita contadina, all’architettura in pietra e alle tradizioni locali. Insieme, queste frazioni aiutano a capire che Oulx non è un solo centro abitato, ma un mosaico di luoghi con identità diverse e complementari.

Frazioni di Oulx: risposte rapide

Qual è la frazione più alta di Oulx?

Tra le frazioni citate, la quota più elevata è quella di Monfol, posta a 1666 metri di altitudine. Subito sotto si trovano Vazon a 1650 metri e Soubras a 1480 metri.

Quale frazione di Oulx ha una stazione ferroviaria?

La frazione che dispone di una stazione ferroviaria è Beaulard, lungo la linea Torino-Bardonecchia. Questo la rende uno dei nuclei meglio collegati del territorio.

Dove si trovano le frazioni più panoramiche di Oulx?

I borghi con posizione più panoramica sono soprattutto quelli in quota, come Soubras, Pierremenaud, Vazon, Monfol e Les Auberges.

Quali frazioni di Oulx conservano edifici religiosi antichi?

Diverse frazioni custodiscono edifici religiosi di rilievo. Tra queste ci sono Beaulard con la chiesa romanica di San Michele Arcangelo, San Marco con una cappella citata già nel 1065, Chateau con la parrocchiale di San Bartolomeo del 1493 e Savoulx con la chiesa di San Gregorio Magno.

In quale frazione di Oulx si trovano le cave di gesso?

Le storiche cave di gesso si trovano sopra Signols. L’area è importante non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche mineralogico, tanto che qui nel 2006 è stata individuata l’Ambrinoite.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende