Giuseppe di Mesmes de Marole: il marchese di Marolles che commissionò il palazzo poi chiamato Palazzo d’Azeglio

Da Alessandro Maldera
Marzo 01, 2026

Dietro un edificio elegante del centro storico di Torino c’è, spesso, una storia più “di potere” che di facciata. Giuseppe di Mesmes de Marole (citato anche come de Mesmes de Marolles, de Maroles o Joseph de Mesmes) è ricordato soprattutto per una scelta concreta: avviare la committenza del palazzo che, in seguito, diventerà famoso come Palazzo d’Azeglio. E proprio per questo, oggi, vale la pena rimetterlo a fuoco.
Date chiave: dal 1679 al passaggio di proprietà
- Nome: Giuseppe di Mesmes (anche de Mesmes de Marolles / de Maroles / Joseph de Mesmes)
- Titoli: marchese di Marolles, conte di Chiavazza
- Epoca: seconda metà del XVII secolo
- Ruolo a Torino: committente del palazzo poi noto come Palazzo d’Azeglio
- Luogo: “Città nuova”, oggi via Principe Amedeo (isolato di San Tommaso)
Un nobile di radici francesi nella Torino sabauda
Il cognome de Mesmes de Marolles suona francese, e infatti rimanda a un profilo aristocratico con respiro europeo. Nel contesto torinese della seconda metà del Seicento, Giuseppe compare con titoli chiari: marchese di Marolles e conte di Chiavazza.
Non è tanto la sua biografia “di vita quotidiana” a renderlo interessante; piuttosto, è il modo in cui entra nella storia urbana di Torino, perché lascia una traccia visibile e databile.
La committenza del 1679: nasce il “Palazzo Mesmes”
Il punto fermo è questo: nel 1679 Giuseppe di Mesmes risulta committente di un nuovo palazzo nella cosiddetta “Città nuova”. Oggi quell’asse corrisponde all’attuale via Principe Amedeo, in un’area indicata come isolato di San Tommaso.
Di conseguenza, all’inizio l’edificio non aveva il nome con cui lo conosciamo oggi: infatti veniva chiamato Palazzo Mesmes de Marolles.
Chi lo progettò e quando fu costruito
Le fonti attribuiscono il progetto all’architetto di corte Michelangelo Garove. Inoltre la costruzione viene collocata tra 1683 e 1689, quindi alcuni anni dopo l’avvio della committenza.
Allo stesso tempo, nella ricostruzione del cantiere compare anche un dato operativo: il marchese affidò la realizzazione al capomastro Francesco Peghino. Quindi, da un lato hai l’attribuzione progettuale a Garove, dall’altro il nome del professionista che “porta su i muri” sul campo.
Dal palazzo di famiglia al cambio di proprietà (1697)
Un edificio nobiliare, a Torino, non era una semplice residenza: era prestigio, rete sociale e patrimonio. Perciò non stupisce che il palazzo entri presto in dinamiche patrimoniali più ampie.
A fine Seicento, infatti, l’edificio passa ad altre famiglie e una data ricorrente è il 1697, indicata come momento di passaggio di proprietà. Da lì, nel tempo, cambierà anche l’intestazione “pubblica” del palazzo, fino a diventare il noto Palazzo d’Azeglio.
Perché questa storia conta per capire la Torino barocca
Se guardi Torino come somma di monumenti, ti perdi il meccanismo. Invece, se la leggi come risultato di decisioni sociali, economiche e dinastiche, allora figure come Giuseppe di Mesmes diventano utili.
Infatti, nel modello sabaudo:
- le dimore aristocratiche erano strumenti di rappresentanza politica
- la committenza privata dialogava, direttamente o indirettamente, con l’orizzonte della corte
- l’architettura fissava nel tessuto urbano i rapporti di prestigio tra famiglie
Quindi Giuseppe di Mesmes non è un “personaggio minore” per definizione: è uno di quelli che spiegano come la Torino barocca si è costruita davvero, mattone dopo mattone.
Dal 1679 al palazzo: la sintesi su Giuseppe di Mesmes de Marole
Giuseppe di Mesmes de Marole (detto anche de Mesmes de Marolles) fu un nobile della seconda metà del XVII secolo, con titoli di marchese di Marolles e conte di Chiavazza, ricordato a Torino per la committenza del palazzo che in origine era noto come Palazzo Mesmes e che, in seguito, diventerà Palazzo d’Azeglio. La data chiave è il 1679, mentre la costruzione viene collocata tra 1683 e 1689, con attribuzione del progetto a Michelangelo Garove e con il capomastro Francesco Peghino citato per la realizzazione del cantiere. Inoltre il palazzo si colloca nella “Città nuova”, nell’attuale via Principe Amedeo (isolato di San Tommaso), e passa di proprietà nel 1697, mostrando come le dimore nobiliari fossero, allo stesso tempo, residenza, prestigio e patrimonio in movimento.
Dubbi comuni sul palazzo Mesmes de Marolles
Era un nobile della seconda metà del Seicento, con titoli di marchese di Marolles e conte di Chiavazza, ricordato come committente del palazzo poi noto come Palazzo d’Azeglio
Perché nel 1679 avviò la committenza del palazzo, che inizialmente era conosciuto come Palazzo Mesmes de Marolles e solo in seguito assunse la denominazione attuale
Nella “Città nuova” della Torino barocca, oggi in area via Principe Amedeo, nell’isolato di San Tommaso
Il progetto è attribuito a Michelangelo Garove e la costruzione viene collocata tra 1683 e 1689
Nelle ricostruzioni compare il nome del capomastro Francesco Peghino, a cui viene affidata la realizzazione del palazzo

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



