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Michelangelo Garove: il progettista che cambiò il volto del Piemonte sabaudo

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Da Alessandro Maldera

Gennaio 06, 2026

Michelangelo Garove è una delle figure chiave dell’architettura sabauda tra XVII e XVIII secolo. Capomastro, ingegnere militare, urbanista e progettista delle principali residenze ducali, contribuì in modo decisivo alla trasformazione di Torino e del Piemonte. La sua carriera attraversa cantieri civili, opere di difesa, progetti urbani e interventi nelle grandi residenze come la Reggia di Venaria e il Castello di Rivoli.

Focus su Michelangelo Garove

Nascita: 1648, Chieri (origini ticinesi)
Ruolo: architetto e ingegnere dei Savoia
Opere simbolo: Venaria Reale, Palazzo dell’Università, Castello di Rivoli
Campi: architettura civile, urbanistica, opere militari
Morte: 1713, Torino

Origini e formazione di Michelangelo Garove

La biografia di Michelangelo Garove non è semplice da ricostruire: le fonti oscillano tra il Canton Ticino (località di Bissone, patria del padre) e Chieri, dove i registri parrocchiali attestano la nascita il 29 settembre 1648 e il battesimo del 3 giugno 1653. Di certo, il padre Francesco era un capomastro, e Garove ne seguì le orme fin da giovane, avviando quella formazione tecnica che ne avrebbe segnato tutta la carriera.

Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta del Seicento, Garove compare come soprastante nei cantieri sabaudi e nel 1670 è già documentato alla Venaria Reale, uno dei luoghi centrali dell’architettura dinastica.

I primi incarichi: cantieri civili, chiese e opere militari

Già nel 1672 partecipa alla guerra contro Genova, viene catturato insieme ad Amedeo di Castellamonte e rilasciato l’anno successivo. Da quel momento in avanti alterna cantieri civili, sacri e militari.

  • Tra gli interventi più importanti del primo periodo:
  • palazzo Ripa di Giaglione (1674–78)
  • tracciamento del Collegio dei Nobili di Torino (1679)
  • progetto del primo disegno di piazza Carlina (1678), insieme a Castellamonte
  • ortificazioni di Villanova, Carmagnola, Chivasso, Fossano e Cherasco (1682–83)

Nel 1684 si afferma come progettista civile con la creazione del palazzo Asinari di San Marzano, una delle più eleganti residenze nobiliari torinesi del periodo.

Crescita del profilo professionale: architetto dei Savoia

Nel 1680 Garove viene emancipato dal padre e promosso ingegnere, con accesso a una vasta biblioteca tecnica di oltre 130 volumi dedicati a architettura e matematica.

Tra anni Ottanta e Novanta collabora come progettista e direttore dei lavori in chiese e monasteri del Piemonte:

  • cappella del Beato Amedeo (Vercelli, dal 1683)
  • chiesa di San Martino a La Morra (1684–95)
  • santuario della Madonna di San Giovanni a Sommariva del Bosco (1685)
  • altare maggiore di San Remigio a Carignano (1687–88)

Parallelamente interviene nelle opere militari sabaude durante la Lega di Augusta (1689–1697), progettando difese, sbarramenti sul Po e dispositivi bellici per città strategiche come Cuneo, Mondovì e Pinerolo.

Garove e la Reggia di Venaria

Il 1699 segna un punto di svolta: Vittorio Amedeo II gli affida la ristrutturazione della Reggia di Venaria, con la costruzione del Belvedere e del celebre Padiglione Garove. Si tratta di uno degli interventi più significativi del secondo barocco piemontese.

È in questi anni che Garove consolida la sua reputazione come urbanista e progettista ducale, un ruolo che gli permette di operare nelle residenze reali e nel tessuto urbano torinese.

Architetto militare durante la guerra del 1706

All’inizio del Settecento Garove è al centro dei lavori di fortificazione:
– 1702: opere difensive dell’ampliamento occidentale di Torino (zona Porta Susina)
– 1703–04: difese di Vercelli e Ivrea (insieme ad Antonio Bertola)
– 1706: protagonismo durante l’assedio di Torino, dove lavora nelle opere a corna, ridotte, trincee e linee di comunicazione nel borgo di Valdocco

Gli ultimi grandi progetti: Rivoli, Mandria, Università

Dal 1709 al 1713 Garove dirige lavori nelle principali residenze sabaude:

  • Castello della Mandria
  • Venaria Reale (nuove sale e padiglioni)
  • Castello di Saluzzo (1710)
  • nuova strada reale Rivoli–Superga (1711), oggi riconoscibile come asse di corso Francia
  • Palazzo dell’Università di Torino (1712–1713), il suo ultimo progetto

Muore a Torino il 21 settembre 1713, dopo aver firmato i disegni del suo cantiere finale.

FAQ – Approfondimenti utili sull’architetto

Qual è l’opera più famosa di Michelangelo Garove?

La ristrutturazione della Reggia di Venaria Reale, con il Padiglione Garove.

In quali campi lavorò Garove?

Architettura civile, ingegneria militare, urbanistica e progettazione di residenze nobiliari.

Quale fu il suo ruolo durante l’assedio del 1706?

Si occupò delle fortificazioni torinesi, operando sul campo nelle opere difensive di Valdocco.

Garove ha lavorato con la famiglia Savoia?

Sì, fu architetto ducale e progettista di fiducia di Vittorio Amedeo II.

C’è una via intitolata a Garove a Torino?

Sì, nella zona del Parco Dora gli è stata dedicata una via.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende