Cesana Torinese: cosa vedere tra centro, frazioni e montagne di confine (guida per zone)

Da Alessandro Maldera
Febbraio 20, 2026

Cesana Torinese è una porta d’alta quota sull’Alta Val di Susa: borghi, frazioni e passi di confine si incastrano in pochi chilometri. Quindi, se vuoi visitarla bene, conviene ragionare “per zone” e non a caso. Inoltre qui la storia non è solo da leggere: la trovi nei campanili romanico-delfinali, nei retabli barocchi e perfino nelle fortificazioni in cresta. Sotto trovi un percorso completo, diviso per frazioni, con indirizzi utili quando disponibili.
Come organizzare Cesana in una giornata (senza impazzire)
Mezzogiorno: Bousson (Madonna della Neve + Cappella Spirito Santo + Casa delle Lapidi)
Pomeriggio: scegli 1 frazione “artistica” (Fenils o Thures o Désertes) in base a tempi e meteo
Se hai gamba: Lago Nero e cappella (quota alta, meteo variabile)
Se vuoi il colpo grosso: Chaberton solo se sei attrezzato e con condizioni buone, perché lassù l’errore si paga
Cesana Torinese (capoluogo)
Chiesa di San Giovanni Battista
Chiesa di San Giovanni Battista è una delle tappe più importanti del comune, in posizione dominante sull’abitato. Le origini vengono ricondotte al romanico (XI–XII secolo) e, inoltre, i primi riferimenti sono legati alla Prevostura di San Lorenzo d’Oulx. Fuori convivono facciata a salienti e dettagli romanici, però spicca il portale rinascimentale del 1518 con la conchiglia che richiama i pellegrinaggi verso Santiago. Dentro l’impianto è a tre navate, con cantoria lignea e organo; il colpo d’occhio, tuttavia, è il soffitto a cassettoni del 1678 (François Rouas/Ruas du Pont). Nel Novecento arrivano ridipinture (1943) e, di conseguenza, le vetrate danneggiate vengono sostituite con mosaici (1948–1956). Completa la visita il campanile in pietra (circa 35 m), romanico alla base e rimaneggiato tra XV e XVI secolo
- Indirizzo: Vicinanze centro storico (posizione dominante sull’abitato)
Bousson
Chiesa della Madonna della Neve
Chiesa della Madonna della Neve si raggiunge salendo una scalinata in pietra, e infatti l’arrivo è già “scena”. Da fuori è semplice, però l’ingresso cambia tutto: portale tardogotico in pietra verde di Bousson ad arco carenato, con portone ligneo a pannelli “a pergamena”. Inoltre il campanile romanico-delfinale si fa riconoscere con archetti pensili, bifore/trifore e cuspide ottagonale con quattro acroteri. Dentro: navata unica, abside piatta, volta a botte con lunette e cantoria lignea; da cercare l’affresco della Madonna della Misericordia (prima metà XVI secolo), con restauro avviato nel 2018. In abside domina il retable ligneo dorato (seconda metà XVII secolo). La storia è netta: parrocchia 1505, costruzione 1505–1515, incendio 1692 e ricostruzione 1692–1697 (Jacques Barral), poi manutenzioni 1945–1947
- Indirizzo: Borgo Alto, Località Bousson
Cappella dello Spirito Santo
La Cappella dello Spirito Santo è “di borgata” molto leggibile: facciata a capanna, falde di tetto aggettanti e invocazione allo Spirito Santo sull’architrave dell’ingresso. Inoltre il piccolo campanile a vela in asse dà un profilo pulito. Dentro: navata unica, abside piatta e volta a vela, pavimento in tavolato ligneo e arredi in legno stuccato. La prima costruzione non è nota; tuttavia nel 1668 Maria Didier lasciò 60 lire per ricostruirla, e nel 1779 venne riedificata inglobando la casa della Confraternita. Infine nel 1998 furono rifatti pavimento e decorazioni interne
- Indirizzo: Borgo Alto, Località Bousson,
Museo Casa delle Lapidi
Museo Casa delle Lapidi è una tappa piccola ma particolare: un edificio dalla funzione originaria incerta, però con pareti “parlanti”. Nel muro ovest sono inglobate 10 lapidi decorate, mentre altre 3 (non decorate) sono all’esterno sul lato est e 2 all’interno. Le iscrizioni, in francese colto tra fine Seicento e inizio Settecento, sono inviti a penitenza e ascesi; inoltre vengono lette nel contesto post tensioni religiose della valle (valdesi/ugonotti) e talvolta collegate al giansenismo. Il museo è stato inaugurato il 2 gennaio 2016 e ha due ambienti: lapidi permanenti e mostre temporanee sulla cultura popolare. Aperture indicate nel testo: luglio (dal 15), agosto (escluso lunedì), alcune date a dicembre e dal 2 al 6 gennaio 15:00–18:00; tuttavia le aperture possono variare stagionalmente
- Indirizzo: Borgo Alto, Località Bousson
Cava di Marmo Verde
La Cava di Marmo Verde è una visita “diversa”: natura + memoria industriale. Tra Bousson e i rilievi di Monte Crouzeau, Roche Noire e Punta Rascià si estraeva una pietra verde scura con venature bianche, chiamata “marmo verde” ma in realtà serpentinite (Verde Alpi/Verde Cesana). L’attività parte nel 1924–25 e si chiude tra i primi e la metà degli anni ’70. Oggi puoi vedere cavità, pilastri, piazzole e macchinari abbandonati sopra Bousson; inoltre esiste un secondo sito, le cave Catella verso Sagnalonga, più industriale e meno turistico. Consiglio secco: resta sui tracciati ed evita gallerie e cavità
- Indirizzo: area sentieri sopra Bousson e verso Sagnalonga
Fenils
Chiesa di San Giuliano
La chiesa di San Giuliano è una parrocchiale “di margine” solo di nome. Nasce come aula unica con abside a est, ma oggi si presenta a tre navate in stile tardobarocco. Fuori reggono la scena il pronao massiccio a capanna (volta a botte lunettata) e il campanile romanico-delfinale con cuspide ottagonale e quattro acroteri. Dentro domina il legno: soffitto a cassettoni, balconata in controfacciata e stalli del coro (fine Seicento). Il pezzo forte, inoltre, è il retable intagliato e dorato con colonne tortili (anni Settanta del XVII secolo). Cronologia chiara: parrocchia 1490; trasformazioni 1753–1758 con aggiunta navate e ribaltamento dell’asse (abside da est a ovest); altari laterali 1890; restauro campanile 1915; interventi interni 1935.
- Indirizzo: Località Fenils
Désertes
Chiesa dei Santi Margherita e Dionigi
La Chiesa dei Santi Margherita e Dionigi è all’inizio dell’abitato di Désertes, quindi è comoda e immediata. Fuori: facciata a capanna con pronao poligonale e campanile romanico-delfinale su due piani, con bifora e cuspide con quattro acroteri. Dentro cambia tutto: tre navate con abside poligonale, decorazioni geometriche e floreali, pilastri a finto marmo e tre retabli policromi (quello maggiore con colonne tortili, prima metà ’700). E poi ci sono dettagli alpini che fanno la differenza: tetto in scandole e pavimento ligneo a spina di pesce
- Indirizzo: Località Désertes (all’inizio dell’abitato)
Thures
Chiesa di Santa Maria Maddalena
La Chiesa di Santa Maria Maddalena nel cuore di Thures, su terreno in pendenza: la costruzione si adatta al declivio e resta compatta. Fuori colpisce la facciata a capanna con lesene interrotte e soprattutto il portale ligneo intagliato. Dentro: impianto a tre navate, presbiterio separato da arco a sesto acuto, arconi su colonne in pietra con capitelli lapidei (uno antropomorfo) e volte a crociera. Materiali chiari: listoni di legno nelle navate e cotto nel presbiterio, tetto in lamiera ondulata. Gli arredi pesano: tre retabli lignei dorati e dipinti, tra fine Seicento e inizio Settecento. Storia: citata nel 1389, ricostruzione e ampliamento 1452 con istituzione della parrocchia; campanile da legno (1673) a muratura (1771); restauri 1883–1902 e 1953–1954
- Indirizzo: Località Thures (nel cuore della frazione)
San Sicario
Cappella di Sant’Atanasio (San Sicario)
Vicino al centro abitato. Fuori è una cappella alpina essenziale: facciata a capanna, tetto in lose con sporto e bugnato simulato dipinto agli spigoli; in asse emerge il campanile a vela. Dentro: navata unica con abside piatta, presbiterio con volta a vela e pennacchi, arco a tutto sesto tra navata e abside, cantoria lignea in controfacciata. Punto forte: retable barocco ligneo tardo seicentesco dorato e dipinto, con quattro colonne tortili e timpano spezzato. Cronologia: documentata nel 1660, restaurata nel 1900 e tra 1983–1986
- Indirizzo: Località San Sicario (borgo) (nei pressi del centro abitato)
San Sicario Alto
Chiesa della Maternità di Maria
La Chiesa della Maternità di Maria è la tappa “moderna” del comune: aula unica pentagonale, ampie vetrate e struttura in cemento armato a vista. Costruita tra 1984 e 1986 (prima pietra 1984, parrocchia 1986), usa un linguaggio contemporaneo: copertura con capriate lignee a vista, tetto a padiglione in lamiera, pavimento in cubetti di porfido e arredi essenziali in legno (altare, tabernacolo, ambone). Funziona perché racconta la Cesana turistica, non la Cesana “solo storica”
- Indirizzo: San Sicario Alto, comprensorio turistico,
Balbieres
Cappella di San Saturnino
La Cappella di San Saturnino è incastata tra le case della borgata. Fuori è sobria, però il segno che resta è il campanile a vela imponente e decentrato (a destra dell’ingresso). Tetto in lose con falde sporgenti, interno a navata unica con abside piatta e volta a botte, pavimento in tavolato ligneo, arredi in legno (altare a pariete seiunctum e balaustra presbiteriale). È documentata nel 1660; poi restaurata tra 1927–1931 e ripassata nelle coperture 2011–2012. Oggi, inoltre, è segnalata in restauro e con conservazione mediocre, quindi la fruizione può dipendere dai lavori
- Indirizzo: Borgata Balbieres, (tra le case)
Solomiac
Cappella di San Rocco
La Cappella di San Rocco sorge isolata, quindi è una tappa “vera” e non patinata. Esterno: facciata a capanna, tetto a due falde sporgenti con manto in lamiera, campanile a vela decentrato sul lato destro. Dentro: navata unica con abside piatta, presbiterio separato da cancellata lignea e cantoria lignea molto estesa in controfacciata. Attenzione: è segnalata in cattivo stato di conservazione, perciò meglio un approccio prudente. È documentata nel 1660 (visita Jean Allois) e citata nel 1826 come cappella dei Santi Rocco e Sebastiano
- Indirizzo: Località Solomiac (cappella isolata)
Lago Nero e colli di confine (alta quota)
Cappella della Madonna del Lago Nero (oltre 2000 m)
È una tappa d’alta quota vicino al Lago Nero (2021 m), in una conca di pascoli e boschi. Fuori è semplice ma riconoscibile: facciata a capanna, porta in nicchia con due finestrelle, decorazioni pittoriche e soprattutto bassorilievo ligneo con Madonna e Bambino sopra l’ingresso. Tetto a due falde in lamiera con sporto di protezione; dentro navata unica, abside piatta e volta a botte, pavimento in tavolato ligneo e arredi in legno. La fondazione non è certa: non è citata nel 1747, ma è elencata entro il 1840. Poi ricostruzione totale nel 1854 (abitanti di Bousson), saccheggi e quasi distruzione 1940–45, restauro settembre 1946. Escursione indicata: dislivello 200 m, difficoltà T, salita 1h30, periodo giugno–novembre; accesso da Bousson con sterrata fino al lago (circa 7 km)
- Indirizzo: area Lago Nero, alta quota (in prossimità del lago)
Monte Chaberton (fortificazione di confine)
Batteria dello Chaberton
La batteria dello Chaberton è una fortificazione “impossibile” in cima al Monte Chaberton (3130 m), sul confine del Monginevro. I lavori partono nel 1898 e il completamento principale è nel 1910, con interventi successivi; l’armamento operativo dal 1906 prevedeva 8 cannoni 149/35 in torrette girevoli. Nel giugno 1940 fu impiegata contro obiettivi francesi, ma il 21 giugno i francesi risposero con Schneider da 280 mm: una volta aggiustato il tiro misero fuori uso 6 torrette su 8, con 9 morti e circa 50 feriti, oltre alla teleferica neutralizzata. Dopo l’8 settembre 1943 il sito fu abbandonato e, con i Trattati di Parigi del 1947, il monte passò alla Francia. Oggi è un luogo magnetico ma non addomesticato: si arriva a piedi lungo la strada militare (da Fenils o da Claviere) oppure con via ferrata; le parti sotterranee richiedono attrezzatura e prudenza reale
- Indirizzo: Monte Chaberton (3130 m), area di confine Monginevro (sito in quota, accesso da Cesana/Fenils o Claviere)
Cesana, senza confusione: come scegliere le tappe
Bousson è la più efficiente: in poco spazio trovi chiesa, cappella e museo, quindi fai molte cose senza spostamenti lunghi
A parità di tempo, Désertes e Thures sono quelle che “rendono” di più: tre navate e retabli lignei che alzano il livello
Sì, perché la Chiesa della Maternità di Maria racconta il Novecento turistico: è una tappa diversa dalle chiese storiche
Il testo lo descrive come escursione facile (T), però sei oltre 2000 metri: quindi meteo e prudenza contano più della distanza
No. È un luogo d’alta quota e di strutture non mantenute: va affrontato solo con attrezzatura e condizioni buone, senza improvvisare

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



