Chiesa del Santissimo Nome di Maria di Vigone

Da Alessandro Maldera
Febbraio 20, 2026

La Chiesa del Santissimo Nome di Maria di Vigone, in frazione Zucchea, è una tappa perfetta se ti piace leggere gli edifici “per strati”. Nasce nei primi anni dell’Ottocento e viene inaugurata nel 1808, però nel Novecento si allarga e cambia assetto. Inoltre, anche senza essere una chiesa monumentale, ha dettagli netti: facciata in laterizio con rosone, aula con transetto, presbiterio rialzato e una piccola cappella dedicata alla Madonna di Lourdes.
Guida lampo alla chiesa: impianto, dettagli, restauri
Dalla cappella seicentesca alla chiesa inaugurata nel 1808
Prima dell’edificio attuale, nel territorio era già presente una cappella dedicata alla Madonna delle Grazie, attestata almeno dal XVII secolo. Quella presenza racconta una devozione radicata e, soprattutto, spiega perché a Zucchea si sia poi sentita l’esigenza di un edificio più adatto e stabile.
All’inizio dell’Ottocento, infatti, si arriva alla costruzione della chiesa che vedi oggi. L’intervento interessa l’intero bene e porta a un edificio impostato in modo chiaro, pensato per la comunità e per l’uso regolare. L’inaugurazione ufficiale nel 1808 segna il passaggio decisivo: da cappella “di fase” a chiesa con un impianto riconoscibile e duraturo.
Poi, però, la storia non resta ferma. Tra 1914 e 1915 la chiesa viene ampliata con l’aggiunta dell’ala sinistra, e quindi l’edificio assume una fisionomia più ampia e funzionale. In seguito arrivano gli interventi di cura: nel 1980 viene eseguita una manutenzione generale degli interni, mentre tra 2007 e 2008 si lavora sulla facciata (e su parti interne) per rimettere ordine e leggibilità. Infine, nel 2012, l’attenzione va alla copertura, perché il tetto è sempre il primo punto da salvare quando vuoi conservare un edificio nel tempo.
Dove si trova e come si inserisce nella borgata
La chiesa è in frazione Zucchea ed è frutto dell’ampliamento novecentesco di una cappella precedente. È isolata su tre lati, quindi si guarda bene anche dall’esterno. Tuttavia non è un oggetto “staccato” dal contesto: sul lato del transetto sinistro è in aggregazione con la vecchia casa parrocchiale, che prosegue la manica sinistra. Di conseguenza, la lettura giusta è questa: non un volume unico perfetto, ma un piccolo complesso che si è aggiustato nel tempo.
Facciata e prospetti: laterizio, lesene e rosone
La facciata è a capanna ed è costruita in muratura laterizia con elementi aggettanti a vista e fondi intonacati. Si sviluppa in verticale, incorniciata da lesene a tutta altezza e chiusa da un timpano triangolare. L’ingresso è segnato da un portale ligneo a tutto sesto. Sopra, al centro, si apre una finestra a rosone, che diventa il dettaglio più facile da ricordare a colpo d’occhio.
I prospetti laterali sono in muratura intonacata e presentano aperture ad arco a mezza altezza: un ritmo semplice, pratico, senza “teatro”, ma coerente con una chiesa di borgata.
Pianta, struttura e campanile: una chiesa essenziale ma ben leggibile
L’impianto è ad aula unica con transetto, quindi la pianta è immediata. La struttura è in muratura; navata e transetto sono coperti da un solaio piano ligneo. Anche la copertura segue la stessa logica: tetto a struttura lignea a doppia falda con manto in coppi. A terra trovi cementine, scelta tipica di edifici usati e vissuti, più che “da vetrina”.
Sul fianco sinistro si imposta il campanile: è in muratura a vista, a pianta quadrata con angoli spezzati. È un segno netto che completa la sagoma della chiesa e aiuta a riconoscerla anche da lontano.
Interno e presbiterio: altare in marmi bianchi e decorazioni monocrome
Il presbiterio storico occupa la campata di intersezione tra navata e transetto. È rialzato di un gradino e separato dall’aula da una balaustra: quindi, anche senza sapere nulla di liturgia, capisci subito dove cambia lo spazio.
Qui è collocato l’altare maggiore in marmi bianchi, posto contro la parete di fondo. Sulla stessa parete è presente un dipinto murale che funge da pala, elemento semplice ma centrale nella lettura dell’interno. Le superfici sono decorate in modo monocromatico, con motivi ornamentali ripetitivi: un linguaggio ordinato, coerente, che punta alla continuità più che alla sorpresa.
Inoltre, in testa al braccio sinistro del transetto, un locale accessorio è stato allestito come cappella dedicata alla Madonna di Lourdes: un dettaglio che aggiunge una seconda “tappa” interna, anche se l’edificio resta nel complesso sobrio.
Cose che tutti chiedono prima della visita
Si trova in frazione Zucchea, nel territorio comunale di Vigone
È stata realizzata nei primi anni dell’Ottocento e inaugurata ufficialmente nel 1808, su una presenza precedente già attestata nel XVII secolo
Tra 1914 e 1915 è stata aggiunta l’ala sinistra, che ha ampliato l’edificio rispetto all’impianto originario
La facciata a capanna in laterizio, il portale a tutto sesto, il rosone centrale e il campanile sul fianco sinistro
Il presbiterio rialzato con balaustra, l’altare maggiore in marmi bianchi, il dipinto murale di fondo e la cappella dedicata alla Madonna di Lourdes

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



