Chiesa di San Rocco di Caprie unisce architettura e storia: navate separate da archi su colonne

Da Alessandro Maldera
Febbraio 20, 2026

La Chiesa di San Rocco di Caprie si trova nella frazione Novaretto, lungo la strada che collega Villar Dora a Susa: quindi è facile incrociarla anche passando in valle. Inoltre, si riconosce subito per la facciata a fasce bicrome e per il portico con tre arcate. Dentro, però, cambia ritmo: ti aspetta un impianto a tre navate e una storia fatta di restauri, ampliamenti e ricostruzioni.
Sintesi rapida per orientarsi a Novaretto
– Facciata a salienti con fasce bicrome e portico a tre arcate
– Interno a tre navate con abside poligonale affrescata e loggiato per la cantoria
– Ricostruzione principale 1887–1890 su progetto dell’architetto Stefano Molli
Dove si trova: Novaretto, sulla strada per Susa
La chiesa è nella frazione Novaretto e affaccia lungo l’asse stradale tra Villar Dora e Susa. Perciò è una tappa naturale dentro il cluster cosa vedere a Caprie, soprattutto se stai facendo un giro “di passaggio” e vuoi aggiungere un luogo riconoscibile e leggibile.
La facciata: salienti, bicromia e portico a tre arcate
All’esterno la facciata ha un profilo a salienti ed è intonacata. Inoltre, la decorazione gioca sull’alternanza di fasce orizzontali bicrome, che danno ritmo senza appesantire. Al centro c’è un porticato con tre arcate a tutto sesto: quindi l’ingresso è chiarissimo e “guidato” dall’architettura. Sopra, però, compaiono anche tre nicchie, mentre la facciata si chiude con gli spioventi.
Il campanile: posizione e rapporto con l’edificio
Il campanile è addossato al lato orientale, vicino al transetto. E qui c’è un dettaglio utile: facciata e campanile risultano intonacati, mentre altrove la muratura può essere lasciata a vista. Di conseguenza l’edificio alterna superfici “finite” e superfici più materiche, senza perdere coerenza.
Dentro: tre navate e abside poligonale affrescata
L’interno segue uno schema a tre navate, con abside centrale poligonale e affrescata. Inoltre, in controfacciata trovi un loggiato destinato a ospitare la cantoria: quindi lo spazio non è solo frontale, ma ha anche un “secondo livello” che si percepisce appena entri. Sulle pareti, poi, sono presenti decorazioni che accompagnano il percorso lungo le navate.
Struttura, colonne e materiali: come “funziona” lo spazio
L’impianto strutturale è in muratura portante di tipo misto. Dentro tutto è intonacato, tinteggiato e decorato: perciò la lettura è ordinata e continua. Le navate, invece, sono separate da archi a tutto sesto poggianti su colonne ottagonali con capitello pseudobizantino: dettaglio che dà carattere, anche senza esagerazioni scenografiche. Lo stato di conservazione, inoltre, è indicato come ottimo.
Sul pavimento trovi lastre di marmo sia nelle navate sia sul presbiterio. Anche le coperture sono “pulite” nel disegno: tetto a due falde con testa di padiglione su navata e presbiterio, e falda unica sulle navate laterali. Il manto, infine, è in coppi.
Decorazioni e arredi: bicromie, medaglioni e soffitto a cassettoni
Le decorazioni interne riprendono la logica delle fasce: trovi fasce orizzontali bicrome, oltre a motivi geometrici e fitomorfi. Sulla volta, poi, compaiono medaglioni con raffigurazioni di santi e angeli, che scandiscono lo sguardo. La navata centrale, invece, è coperta da un soffitto ligneo a cassettoni con decorazione policroma: quindi il “peso” visivo si sposta in alto, e l’ambiente cambia tono.
Tra gli arredi spicca un altare ligneo con decorazioni dorate. Inoltre sono presenti un altare a pariete seiunctum e un tabernacolo marmoreo, elementi che completano l’assetto liturgico senza stonature.
La storia: da cappella dipendente a parrocchia, poi la ricostruzione
Le prime citazioni documentarie della chiesa (dedicata ai Santi Rocco e Sebastiano) risalgono al 1650, quando viene ricordata come cappella di Novaretto, allora dipendente da Celle. Tuttavia il salto di livello arriva nel 1762: la cappellania ottiene il distacco da Caprie e nasce la parrocchia autonoma di Novaretto. Da lì, infatti, l’edificio entra in una fase di interventi continui.
Nel 1778 si procede con un restauro della parrocchiale. Poi, tra 1785 e 1786, gli abitanti realizzano il campanile e provvedono anche alla fusione delle campane: quindi la comunità mette letteralmente “voce” al proprio luogo di culto. Nel 1832 arrivano lavori di restauro al presbiterio. E nel mezzo, già nel 1841, si era perfino ipotizzato un trasferimento: idea che però viene accantonata quando, nel 1846, si sceglie l’ampliamento della parrocchiale.
La svolta più netta è tra 1887 e 1890: l’antico edificio viene demolito e ricostruito su progetto dell’architetto Stefano Molli. In seguito, tra 1901 e 1902, viene aggiunto il campanile (sempre su progetto di Molli), e nel 1903 si costruisce la sacrestia. Infine, tra 1920 e 1976, si interviene a più riprese per manutenzione e restauri: perciò il risultato che vedi oggi è il prodotto di una cura lunga, non di un singolo “colpo di pennello”.
FAQ – Dubbi comuni sulla chiesa di San Rocco
È nella frazione Novaretto, lungo la strada che va da Villar Dora a Susa, quindi è facile inserirla in un giro tra Caprie e la Valle di Susa
Ha profilo a salienti, è intonacata e decorata da fasce orizzontali bicrome; inoltre l’ingresso passa sotto un portico con tre arcate a tutto sesto e tre nicchie superiori
Lo schema è a tre navate con abside centrale poligonale affrescata; in controfacciata, poi, c’è un loggiato che ospita la cantoria
Le navate sono divise da archi a tutto sesto su colonne ottagonali con capitello pseudobizantino, dettaglio che caratterizza lo spazio
Prime citazioni nel 1650, parrocchia autonoma nel 1762, ampliamento nel 1846, ricostruzione tra 1887 e 1890 su progetto di Stefano Molli, poi interventi tra 1901 e 1903 e restauri ripetuti tra 1920 e 1976

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



