Cappella dello Spirito Santo a Bousson di Cesana Torinese: storia e architettura nel Borgo Alto

Da Alessandro Maldera
Marzo 14, 2026

Nel Borgo Alto di Bousson, frazione di Cesana Torinese, la Cappella dello Spirito Santo è una tappa piccola ma molto leggibile. L’esterno è essenziale, però ha dettagli che restano in testa: le falde del tetto aggettanti e l’iscrizione dedicata allo Spirito Santo sull’ingresso. Inoltre l’edificio è segnalato in ottimo stato di conservazione, quindi la visita è semplice e “pulita”.
Dettagli da notare in 60 secondi
Impianto: navata unica con abside piatta e volta a vela
Facciata: profilo a capanna; ingresso centrale con invocazione allo Spirito Santo sull’architrave
Tetto: due falde aggettanti a protezione dell’ingresso, manto in lamiera
Campanile: piccolo a vela, in asse
Pavimento: tavolato ligneo
Arredi: altare, altare a pariete seiunctum e tabernacolo in legno stuccato
Stato: edificio in ottimo stato di conservazione
Dove si trova la cappella e perché inserirla nel giro di Cesana
La cappella si trova tra le case del Borgo Alto, quindi non è un punto isolato in mezzo ai pascoli. Di conseguenza la raggiungi facilmente mentre attraversi la borgata, e infatti funziona bene come sosta rapida nel cluster “Cosa vedere a Cesana Torinese”. Inoltre è una di quelle architetture che si capiscono subito: pochi elementi, ma ben messi.
Esterno: facciata a capanna, falde sporgenti e invocazione sul portale
L’edificio ha un impianto semplice a capanna. Tuttavia la facciata non è “spoglia”: le falde di copertura risultano piuttosto aggettanti e si protendono in avanti per proteggere l’ingresso, scelta tipica dei contesti alpini.
Il portone è centrale e diretto. Sull’architrave, inoltre, compare un’invocazione allo Spirito Santo, dettaglio che rende riconoscibile la cappella anche senza grandi decorazioni. In asse si alza un piccolo campanile a vela, che dà un profilo netto senza appesantire i volumi. Il manto di copertura, invece, è in lamiera, quindi l’immagine resta sobria e funzionale.
Interno: navata unica, abside piatta e volta a vela
Dentro, la cappella mantiene lo stesso registro: uno schema a navata unica conclusa da abside piatta. La copertura interna è una volta a vela, perciò lo spazio risulta raccolto ma ordinato.
A terra trovi una pavimentazione in tavolato ligneo, che scalda l’ambiente e rende l’insieme più “di borgata”. Gli arredi seguono la stessa coerenza: altare, altare a pariete seiunctum e tabernacolo sono in legno stuccato, quindi essenziali ma ben leggibili.
Struttura e stato di conservazione
La cappella ha una muratura portante di tipo misto, intonacata. Esternamente, la facciata è tinteggiata, mentre sugli altri lati l’intonaco è lasciato più “al naturale”; internamente, invece, risulta intonacata e tinteggiata. Inoltre la scheda descrive la cappella in ottimo stato di conservazione, dettaglio non banale in una frazione di montagna.
Storia: dalle riedificazioni seicentesche alla grande ricostruzione del Settecento
La data della prima costruzione non è nota. Tuttavia nel 1668 emerge un passaggio concreto: Maria Didier di Bousson lasciò 60 lire di fondazione affinché la cappella venisse ricostruita. Quindi, già nel Seicento, la comunità aveva deciso di investire sul luogo di culto.
Più tardi, nel 1779, la cappella fu riedificata in modo importante. L’intervento la portò a un’ampiezza di poco inferiore alla chiesa parrocchiale e, inoltre, inglobò l’attigua casa della Confraternita dello Spirito Santo: un dato che racconta bene il ruolo “collettivo” dell’edificio, non solo religioso ma anche comunitario.
Infine, nel 1998, vennero rifatti pavimentazione e decorazione interna. Di conseguenza oggi l’interno appare più ordinato e fruibile, e la visita risulta più gratificante.
Dubbi comuni su Bousson e la sua cappella
Si trova tra le case del Borgo Alto di Bousson, nel comune di Cesana Torinese
L’invocazione allo Spirito Santo sull’architrave del portone e il piccolo campanile a vela in asse, oltre alle falde del tetto molto sporgenti
È a navata unica, con abside piatta e volta a vela, pavimento in tavolato ligneo e arredi in legno stuccato
Nel 1668 Maria Didier lasciò 60 lire per la ricostruzione; nel 1779 la cappella fu riedificata inglobando la casa della confraternita; nel 1998 furono rifatti pavimento e decorazioni interne
È indicata in ottimo stato di conservazione, quindi la visita è generalmente semplice e immediata

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



