Frazioni di Cesana Torinese: tutte le borgate da conoscere tra Val Thuras, Chaberton e Via Lattea

Da Alessandro Maldera
Marzo 14, 2026

Cesana Torinese non è un paese “solo”: è un comune fatto di borgate, ognuna con un carattere distinto. Alcune vivono di pietra, pascoli e memoria; altre, invece, ruotano attorno a impianti e sport invernali. Inoltre qui la geografia conta davvero, perché tra Val di Susa e Val Thuras cambiano paesaggio, quota e ritmo. Ecco una guida chiara alle frazioni di Cesana Torinese, con i dettagli che fanno la differenza.
Perché Cesana è un comune a frazioni: l’unione del 1928
Cesana Torinese è il risultato di una storia amministrativa precisa. Nel 1928, infatti, diversi comuni e borgate vennero riuniti in un unico comune con capoluogo Cesana Torinese: tra questi Bousson, Champlas du Col, Désertes, Fenils, Mollières, Sauze di Cesana, Solomiac e Thures.
Quindi, quando oggi parli di “frazioni”, parli anche di ex comunità autonome che hanno mantenuto identità e toponimi.
Quote, valli e dettagli “che orientano”
– Désertes: 1550 m (ex comune, Plan le Selle, parrocchia 1487)
– San Sicario Borgo: 1575 m (baite XVI sec., chiesa citata dal 1056)
– Thures: 1660 m (58 edifici, fontana 1623, chiesa dal XV sec.)
– Rhuilles: 1675 m (grange, sorgenti ferruginose, SIC Valle Thuras)
– San Sicario Alto: 1700 m (progetto 1969, funicolare 1984, area olimpica)
Bousson: la borgata dove si incontrano Val di Susa e Val Thuras
Bousson è una delle frazioni più riconoscibili, eppure resta raccolta. Si trova lungo il corso della Ripa, che divide il borgo in due parti; inoltre qui confluisce il torrente della Val Thuras nella Ripa, creando un punto naturale di incontro tra vallate.
Nel borgo inferiore trovi la chiesa parrocchiale cinquecentesca dedicata alla Madonna della Neve; la festa patronale cade il 5 agosto, quindi è una data importante per la comunità.
Nel borgo superiore, invece, spiccano la chiesetta del Santo Spirito e la casa delle lapidi, un edificio con un’ornamentazione particolare studiata da archeologi e storici dell’arte.
Appena fuori dall’abitato, sulla strada per Sauze di Cesana, c’è una caserma degli Alpini: fino al 1953 fu sede della Guardia alla Frontiera. Inoltre, a monte, si estende il SIC/ZSC Cima Fournier e Lago Nero (cod. IT1110058).
Curiosità: Bousson compare anche nel cinema, perché è stato set di alcune scene finali del film Benvenuto Presidente! (riprese del 2013).
Désertes: quota 1550, memoria di confine e un paese quasi senza residenti
Désertes (in patois occitano locale Dzérta) sorge a 1550 m sulla sinistra orografica della Dora Riparia. È una frazione di origini antiche, però ha una storia demografica particolare: nel censimento del 1910 l’allora comune contava 210 abitanti, mentre nel 2011 si calcolava un solo residente. Poi, nel 2019, una coppia di giovani ha stabilito qui il domicilio per tutto l’anno; d’estate, invece, arriva qualche famiglia in villeggiatura.
Il toponimo viene spiegato come legato a distruzioni e massacri attribuiti ai Saraceni, quindi la memoria “dura” entra anche nel nome.
A fine Ottocento, inoltre, l’area viene coinvolta nella fortificazione dei confini del Regno d’Italia: il Genio militare realizza una strada militare ardita verso il fondovalle e costruisce il ricovero-caserma di Plan le Selle (due piani) per presidiare il Passo di Désertes.
Sul piano religioso, la chiesa di Santa Margherita viene eretta a parrocchia nel 1487, separandosi da Cesana. Ci sono poi un piccolo cimitero e due cappelle: una ai Santi Pietro e Paolo con affreschi di Mario Borgna (pittore pinerolese) e una a Sant’Antonio da Padova lungo la mulattiera per Fenils.
Champlas du Col e Champlas Janvier: i “balconi” panoramici del comune
Le borgate di Champlas du Col e Champlas Janvier sono due punti di quota che funzionano come balconi sulla valle. In estate, infatti, sono comode per escursioni e MTB; in inverno, invece, restano vicine alle aree sciistiche ma con un contesto più tranquillo rispetto ai poli più affollati. Quindi sono scelte tipiche di chi vuole panorama senza caos.
Fenils: fienili, due borghi e la parrocchia di San Giuliano
Fenils si trova a 1295 m e prima del 1928 era capoluogo di un comune autonomo. Il nome è interessante: in francese fenils è il plurale di fenil, cioè fienile, quindi rimanda subito a un’economia di montagna concreta.
La borgata è adagiata sul fondo di un valloncello che scende dal Monte Chaberton, vicino alla confluenza nel solco vallivo principale.
Fenils è divisa in due borghi: il vecchio borgo Vernin (con la parrocchia e il cimitero) e la parte nuova, dove trovi una piccola chiesa, un ristorante e un piccolo museo etnografico visitabile su prenotazione, con foto e oggetti della vita agricola e zootecnica tradizionale.
Il riferimento architettonico principale è la parrocchiale di San Giuliano: costruita nel 1490 in stile gotico, poi ampliata a metà Settecento, oggi è a tre navate e conserva un soffitto a cassettoni. Il campanile, con cuspide ottagonale e raccordi “a orecchioni”, richiama esempi della zona di Briançon.
Mollières: occitano, architetture di borgata e una montagna piena di confini
Mollières (Molieras in occitano) è una frazione che fu comune autonomo fino al 1928; qui si parla anche occitano, oltre a italiano e piemontese. Il territorio copre una parte ampia a nord del comune e, in passato, i confini erano legati a strade e barriere naturali: il ponte verso Solomiac segnava limite fino agli anni Trenta e l’area di San Sicario Alto era un tempo terreno di Mollières.
Il quadro naturale è alpino: rocce varie (calcescisti, dolomie e sedimenti) e clima con inverni freddi e neve frequente tra novembre e aprile. La vita di borgata ruota attorno a Sant’Antonio Abate (messa il 17 gennaio) e alla Festa di Mollières il 12 agosto. Tra i segni distintivi spiccano la cappella ottocentesca con pronao, la fontana del 1888 in pietre verdi, l’antico forno, la vecchia scuola e il monumento ai caduti, oltre a una cucina tradizionale “povera” con piatti come ghinefle e goffres.
Rhuilles: grange in pietra e legno, sorgenti ferruginose e Val Thuras
Rhuilles è in Val Thuras a 1.675 m, sulla riva sinistra orografica del torrente Thuras, lungo un’antica strada militare. Ha un panorama ampio sui Monti della Luna e sul Chaberton; inoltre la valle qui si apre e offre viste verso cime come Cima Clausi (3230 m) e Merciantaira (3293 m).
Vicino alla cappella di Croix de la Plane (1714 m) è segnalata una sorgente di acqua ferruginosa, riconoscibile per la colorazione “ruggine” del letto. E poco sopra ci sono zone umide che hanno contribuito all’istituzione del SIC Valle Thuras (cod. IT1110031).
Rhuilles conserva le grange (baite agricole in legno e pietra) ancora in parte integre. Ci sono pochi residenti, però resistono tracce materiali forti: un antico forno in pietra e una chiesetta seicentesca con pala lignea conservata.
Sul turismo, la descrizione è netta: in estate trekking, alpinismo (con una piccola falesia), equitazione e MTB; in inverno sci alpinismo, ciaspole e fondo. Inoltre il comprensorio Via Lattea è vicino (circa 5 km) e la borgata ha anche due B&B.
San Sicario: dal borgo storico al centro turistico “alto”
San Sicario è una frazione articolata, e infatti conviene leggerla in due parti: Borgo e Alto. Il riferimento geografico è il Monte Fraiteve (2.701 m), raggiungibile anche con impianti, da cui si apre la vista su Alta Val di Susa e Val Chisone.
San Sicario Borgo: baite antiche, toponimo incerto e una chiesa che cambia titolo
San Sicario Borgo è una borgata di montagna a 1.575 m, con baite su un pianoro (le più antiche del XVI secolo) e meno di 50 residenti, ma in alta stagione si ripopola. Il nome è incerto: l’area fu degli Escartons (1349–1708) e il paese era detto Saint Sicaire/Saint Sicary, poi italianizzato.
La chiesa oggi è dedicata a Sant’Atanasio: ristrutturata a inizio Novecento dopo un incendio, l’edificio è almeno seicentesco e conserva una pala del XVI secolo; però la chiesa è citata già nel 1056 e in origine era legata al titolo di San Sicario (festa il 2 maggio). Nei dintorni, al Pariol, sono segnalati resti romani (tombe e villaggio fino al 200 d.C.). Dal 1960 in poi, infine, il borgo passa da agricolo a località di villeggiatura.
San Sicario Alto: progetto 1969, funicolare Pininfarina e area olimpica
San Sicario Alto è a circa 1.700 m su un terrazzo panoramico verso Monginevro, Monti della Luna e Chaberton. Nasce ex novo dal 1969 su progetto di Laurent Chappis (idea di “ski total”). Inoltre è collegato da una funicolare (“monorotaia”) disegnata da Pininfarina e costruita nel 1984 dalla Carrozzeria Fissore, tra piazzetta e residence (fermata al Pariol).
In zona Les Graviéres/Montechiaro c’è l’ex colonia Italsider (1959–1962, arch. Renato Severino), poi trasformata dal 2004 in polo sportivo con opere e una pista da sci di 5.000 m; dal 2007 diventa Olympic Centre Hotel. Dopo un passaggio difficile nel 2011, alcune attività vengono riaperte da una cooperativa di proprietari (NONSOLONEVE).
San Sicario è vicinissima al confine: oltre c’è Monginevro (unica località francese nella Via Lattea). A livello sportivo ha ospitato Coppa del Mondo e le prove femminili di discesa e superG di Torino 2006; inoltre ha eventi di biathlon (2005–2006) e sci d’erba (Mondiali juniores 2014).
Thures: borgata di pietra, meadows “ex campi” e una chiesa del Quattrocento
Thures è una frazione di Cesana Torinese in Val Thuras a 1.660 m, collegata da una strada che parte da Bousson (circa 4,5 km da Cesana). Fu comune autonomo fino al 1928 e oggi conta 58 edifici, soprattutto baite con tetti in scandole. Inoltre intorno restano prati e tracce di coltivi fino alla prima metà del Novecento.
Il toponimo è legato a “Turi” (pietre di tufo) e la borgata è citata in documenti del Trecento. Però la demografia è crollata: si parla di una comunità arrivata a circa 800 abitanti, 208 nel 1910, e circa una decina di residenti nel 2020.
Il fulcro è la parrocchiale di Santa Maria Maddalena (dalla metà del Quattrocento, tre navate), con elementi come colonne in pietra e volta a crociera; davanti c’è una fontana ottagonale del 1623 con simboli del Delfinato. Oggi, quindi, Thures è soprattutto base per escursioni estive e invernali verso Valle Thuras e valli vicine; in piazza trovi anche un rifugio con data 1714 incisa in facciata.
Frazioni ed ex comuni: la mappa mentale di Cesana
– Ex comuni citati nel provvedimento: Bousson, Champlas du Col, Désertes, Fenils, Mollières, Sauze di Cesana, Solomiac, Thures
– Identità attuale: borgate diverse per quota, valle e funzione (valle “lenta”, valle “sportiva”, valloni da trekking)
Che cosa raccontano le frazioni di Cesana, tutte insieme
Mescolate tra loro, queste borgate spiegano Cesana meglio di qualunque definizione. Da un lato ci sono le frazioni “di valle” e di memoria, dove contano chiese, fontane, forni e fienili; dall’altro ci sono le frazioni “di impianti”, nate o trasformate dal turismo e dagli sport. Inoltre, in mezzo, c’è la Val Thuras: un corridoio laterale che sposta l’esperienza su trekking, natura protetta e borgate piccole. Quindi Cesana Torinese, più che un punto, è una rete.
Frazioni di Cesana: risposte rapide per orientarsi
Tra quelle descritte qui trovi Bousson, Désertes, Champlas du Col, Champlas Janvier, Fenils, Mollières, Rhuilles, San Sicario (Borgo e Alto) e Thures, oltre a Sauze di Cesana e Solomiac citate nell’unione del 1928
Nelle schede risultano ex comuni, poi aggregati nel 1928, Désertes, Fenils, Mollières e Thures (oltre ad altre realtà incluse nel provvedimento)
Perché sta sul punto di contatto tra Val di Susa e Val Thuras: la Ripa divide il borgo e il torrente Thuras confluisce qui, quindi la frazione è letteralmente un “nodo” geografico
No: il Borgo è storico e raccolto (baite anche del XVI secolo), mentre San Sicario Alto è un centro turistico costruito ex novo dal 1969, con funicolare del 1984 e infrastrutture legate al comprensorio Via Lattea
Sono aree di tutela ambientale: sopra Bousson è indicato Cima Fournier e Lago Nero (IT1110058), mentre in Val Thuras è citato il SIC Valle Thuras (IT1110031)

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



