Giovanni Tommaso Prunotto: biografia e opere tra Torino, Stupinigi e Piemonte

Da Alessandro Maldera
Febbraio 04, 2026

Giovanni Tommaso Prunotto è un nome meno “da copertina” rispetto ai grandi maestri del Barocco, però a Torino lascia un’impronta concreta. Infatti, la sua carriera ruota attorno alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, dove gestisce ampliamenti e dettagli per decenni. Inoltre, lavora anche in provincia, firmando chiese e cantieri tra Torinese e Piemonte. Qui mettiamo ordine: chi era, cosa fece e dove si trovano le sue tracce.
Prunotto: le informazioni essenziali
– Dal 1736 segue Stupinigi come sovraintendente per 42 anni
– Nel 1764 cura anche le mura esterne del complesso
– Inoltre lavora in provincia: Beinasco, Carmagnola, Andezeno, Centallo, Garzigliana e Nichelino
Chi era Giovanni Tommaso Prunotto (1700–1771)
Giovanni Tommaso Prunotto (Guarene, 1700 – Torino, 1771) fu un architetto italiano attivo alla corte dei Savoia. La data esatta di nascita non è nota e, inoltre, sulla giovinezza si hanno poche informazioni. Tuttavia, un punto fermo c’è: intorno ai trent’anni viene notato da Filippo Juvarra.
Proprio da lì, infatti, arriva l’incarico che gli cambia la vita professionale: la nomina a Sovraintendente ai Lavori della Palazzina di caccia di Stupinigi. È un ruolo pesante, quindi è plausibile che Prunotto fosse già considerato affidabile e “competente” in cantiere, anche se alcune opere giovanili potrebbero non essere arrivate fino a noi o, invece, essere state attribuite ad altri.
Torino e Stupinigi: un incarico lungo quarantadue anni
L’attività da sovraintendente, però, diventa davvero continua dal 1736, cioè dall’anno della morte di Juvarra. Da quel momento Prunotto segue Stupinigi per 42 anni, con una presenza che non è solo “amministrativa”.
Già nel 1739, infatti, fornisce istruzioni per realizzare i padiglioni laterali, mantenendo l’impostazione dei modelli juvarriani. Poi, di conseguenza, l’ampliamento procede per fasi e aggiunte:
- Scuderie
- Galleria di ponente
- Padiglione di levante
- Mura esterne (realizzate nel 1764)
E non finisce lì: Prunotto si interessa anche ai dettagli interni. Così, non è raro che disegni porte, infissi e varie strutture da realizzare, cioè quelle cose “piccole” che, però, cambiano l’esperienza degli spazi.
Le opere in Piemonte: chiese e cantieri tra Torinese e provincia
Oltre a Torino e Stupinigi, Prunotto lavora anche sul territorio piemontese. In particolare, nel Torinese si occupa della parrocchiale di Beinasco tra il 1740 e il 1743.
Poi, tra il 1743 e il 1753, progetta l’Abbazia di Santa Maria di Casanova, presso Carmagnola. Inoltre, risulta attivo anche ad Andezeno, Centallo e Garzigliana. Tra le opere più tarde, infine, viene ricordata anche la Parrocchia della Santissima Trinità di Nichelino.
Perché conta per Torino: il valore di un “uomo di cantiere”
Prunotto non è solo un nome da manuale: è, soprattutto, una figura di continuità. Infatti, mentre i grandi architetti impostano visioni e linguaggi, qualcuno deve tenere insieme tempi, scelte e realizzazioni nel lungo periodo. E Stupinigi è un cantiere che dura, cambia e si stratifica.
Perciò la sua importanza sta qui: nell’aver guidato per decenni un complesso simbolico per i Savoia, mantenendo un dialogo con l’eredità juvarriana e, allo stesso tempo, intervenendo su spazi, corpi di fabbrica e finiture.
Cronologia rapida delle date certe
- 1700: nascita a Guarene (giorno e mese ignoti)
- Circa 1730: viene notato da Filippo Juvarra e nominato sovraintendente a Stupinigi
- 1736: attività di sovraintendente svolta in modo continuativo dopo la morte di Juvarra
- 1739: istruzioni per i padiglioni laterali di Stupinigi
- 1738: chiesa della Visitazione di Maria Vergine di Nichelino
- 1740–1743: Chiesa di San Giacomo Apostolo a Beinasco
- 1743: Cappella dello Spirito Santo di Piobesi Torinese
- 1744: Cappella di Sant’Anna, chiesa di Santa Teresa a Torino
- 1743–1753: Abbazia di Santa Maria di Casanova (presso Carmagnola)
- 1764: mura esterne a Stupinigi
- 1771: morte a Torino
FAQ – Capire Prunotto: le risposte che servono
Sì. Fu un architetto attivo alla corte sabauda e il suo incarico principale è legato alla Palazzina di caccia di Stupinigi
Fu Sovraintendente ai Lavori. Inoltre seguì ampliamenti e dettagli interni, dalle strutture alle finiture come porte e infissi
Dal 1736, cioè dopo la morte di Filippo Juvarra, e proseguì per 42 anni
Tra le principali: la parrocchiale di Beinasco (1740–1743) e l’Abbazia di Santa Maria di Casanova presso Carmagnola (1743–1753). Inoltre operò ad Andezeno, Centallo e Garzigliana
Morì a Torino nel 1771

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



