Parrocchia della Santissima Trinità di Nichelino: storia, architettura e opere del cuore religioso della città

Da Alessandro Maldera
Dicembre 11, 2025

La Parrocchiale della Santissima Trinità di Nichelino è uno dei luoghi più significativi del borgo storico e rappresenta la principale testimonianza architettonica dell’età barocca nel territorio. Situata in Piazza Barile, di fronte al Municipio, racconta oltre due secoli e mezzo di storia locale attraverso progetti firmati da grandi architetti piemontesi, altari nobiliari, cicli di affreschi e opere pittoriche di forte valore devozionale
Santissima Trinità di Nichelino: cosa sapere
• Architetti: Vittone (progetto originario), Prunotto (esecuzione)
• Elementi distintivi: affreschi barocchi restaurati, altari nobiliari, organo storico del 1849
• Opere d’arte: tre tele di Felice Cervetti
• Posizione: Piazza Barile, nel cuore del borgo antico di Nichelino
Origini e costruzione della nuova chiesa
L’attuale chiesa nasce nel Settecento come risposta alla crescente necessità della comunità nichelinese, che all’epoca contava meno di 500 abitanti. Prima dell’edificio attuale esisteva una cappella dedicata ai santi Rocco e Matteo, ritenuta insufficiente e ormai in stato precario.
Nel 1739 arrivò l’autorizzazione a costruire un nuovo edificio e, dopo diverse revisioni, il progetto definitivo venne affidato a Giovanni Tommaso Prunotto, architetto regio e successore di Filippo Juvarra nella direzione della Palazzina di Caccia di Stupinigi.
La prima impostazione architettonica, però, porta la firma di Bernardo Antonio Vittone, che stabilì il carattere barocco dell’impianto centrale. I lavori richiesero lunghi decenni: la chiesa venne consacrata solo il 21 maggio 1775, in pieno clima sabaudo.
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Una facciata barocca che definisce la piazza
La facciata in mattoni a vista è uno degli elementi più riconoscibili della Parrocchiale.
Si distingue per:
- corpo centrale leggermente avanzato
- due colonne che sorreggono il timpano
- finestra ovale con fregi in cotto
- lapide commemorativa della consacrazione
Accanto si innalza il campanile, completato in età ottocentesca, con un orologio civico installato nel 1851: ancora oggi la manutenzione è di competenza comunale. Sul lato verso via Stupinigi è visibile anche lo stilo di una meridiana, testimonianza del rapporto tra architettura e tempo nella cultura piemontese.
L’interno: navata unica, cappelle e un ricco ciclo pittorico
L’interno della Parrocchiale è strutturato a croce latina con navata unica.
Gli elementi principali sono:
- altare maggiore con gradini in marmo e ara in cotto
- due cappelle laterali aggiunte nel dopoguerra
- pavimento in quarzite di Barge, posato nel 1860
La volta centrale ospita un grande affresco dedicato alla Santissima Trinità. Lo stesso tema ritorna nel dipinto ovale dietro l’altare maggiore, arricchito dalle figure di San Matteo e San Rocco.
Sui pilastri sono raffigurati i quattro evangelisti con i loro simboli:
l’angelo, il bue, il leone, l’aquila — iconografia tradizionale nella pittura sacra piemontese.
Tutti gli affreschi sono stati restaurati tra il 1995 e il 1996.
L’organo storico dell’Ottocento
Sopra la bussola d’ingresso si trova l’organo a canne costruito nel 1849 dalla ditta torinese Luigi Aloisio, una delle realtà artigiane più importanti dell’epoca.
L’insieme è decorato da cinque angeli musicanti che emergono dal soffitto: due suonano arpa e violino, altri due intonano canti e l’ultimo regge lo spartito.
Gli altari laterali e le committenze nobiliari
Altare di sinistra — Famiglia Umoglio
Questo altare conserva:
- stemma degli Umoglio, affiancato a quello degli Occelli
- botola del Sepulcrum familie de Umoglio (1770)
- pala con la Madonna del Rosario, San Giuseppe, San Francesco d’Assisi e San Luigi Gonzaga
- opere attribuibili alla scuola piemontese del Settecento
Dietro il confessionale è ancora visibile lo stemma della casata, traccia della dimensione nobiliare del borgo antico.
Altare di destra — San Carlo e San Filippo Neri
Di fronte, nell’area laterale destra, sono presenti:
- tela della Crocifissione con San Carlo Borromeo e San Filippo Neri
- Morte di San Giuseppe nel quadro posto sull’arco
- antica tomba degli Occelli, situata sotto il pavimento e ricordata da una lapide sul pilone destro
La cappella laterale dedicata alla Consolata e ai santi sociali
La cappella destra ospita un ciclo pittorico dedicato a figure centrali della spiritualità piemontese:
- Cottolengo,
- Don Bosco,
- Giuseppe Cafasso,
- Leonardo Murialdo,
- Giovanni Maria Boccardo,
- Vincenzo de Paoli.
Dietro il fonte battesimale è raffigurato il Battesimo di Gesù, con la personificazione della fede e della speranza.
Opere di Felice Cervetti: tre dipinti di grande valore
Tra le opere più importanti della chiesa si trovano tre tele attribuite a Felice Cervetti (1718–1779), pittore barocco piemontese autore di lavori significativi anche al Santuario della Consolata.
Si tratta di:
- grande ovale con San Matteo, San Rocco e un raro scorcio dell’antica Borgata Palazzo
- pala dell’altare destro con San Carlo Borromeo e San Filippo Neri
- pala dell’altare sinistro con la Madonna del Rosario
Questi dipinti rappresentano l’ultimo periodo maturo dell’artista.
La chiesa come simbolo della comunità nichelinese
La Parrocchiale della Santissima Trinità non è solo un monumento religioso, ma è stata per secoli il cuore civile e devozionale della città.
La ricorrenza del 250° anniversario della consacrazione, celebrata nel 2025, ha riportato al centro il valore culturale della chiesa e il ruolo che ha avuto nello sviluppo del borgo tra feudo, comunità rurale e urbanizzazione.
FAQ – Dettagli sulla chiesa barocca di Nichelino
Di solito è accessibile durante le funzioni religiose e gli orari parrocchiali. Per visite specifiche è consigliabile contattare direttamente la parrocchia.
Sì, le due realtà condividono le origini del borgo storico: castello, cappella e primo nucleo urbano sono parte della stessa storia.
Le tre tele di Felice Cervetti, l’affresco della Santissima Trinità e l’iconografia degli evangelisti collocata sui pilastri.
Sì, è stato restaurato nel 1983 e viene utilizzato in occasione di celebrazioni e eventi musicali.
Assolutamente sì: progetto ispirato a Vittone, struttura scenografica e ricche decorazioni interne la rendono uno dei migliori esempi del territorio.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



