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Tempio Valdese di Luserna San Giovanni: storia, architettura e visite nel borgo

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Gennaio 15, 2026

l Tempio Valdese di Luserna San Giovanni (detto anche tempio dei Bellonatti) è uno dei luoghi che spiegano, da soli, un passaggio storico: quello dall’“essere tollerati” all’avere finalmente un edificio riconosciuto e visibile. Nasce tra 1806 e 1807, in piena stagione napoleonica, e poi attraversa terremoti, chiusure e riaperture. Oggi, invece, resta una tappa chiave del borgo, anche solo per capire come si è trasformata la vita religiosa in Valle Pellice.

Dal 1806 ai restauri: la linea del tempo del Tempio valdese

Autorizzazione ok al progetto il 9 aprile 1806, con avvio dei lavori possibile
Apertura al culto 20 dicembre 1807: inaugurazione, sostenuta dalla comunità valdese
Scosse dal aprile 1808 danni da terremoto e riparazioni nei mesi successivi
Stop e ritorno 1814: chiusura con decreto di Vittorio Emanuele I, poi riapertura dopo le proteste
Lavori moderni 1906: galleria per organo e corale; 1996–1997: consolidamenti strutturali

Dove si trova e perché è un punto che si nota subito

Il tempio si affaccia sulla piazzetta dell’antico borgo di San Giovanni, in posizione dominante. Però non è “sparato” in faccia: è in parte schermato dalle case più avanzate. Inoltre, sta proprio di fronte alla chiesa cattolica, anche lei su quota elevata: un confronto visivo che racconta molto, senza bisogno di spiegoni.

Luserna San Giovanni: visitare con criterio Un promemoria chiaro per strutturare la visita: cosa includere, come collegare le soste e come gestire il tempo senza dispersioni. Cosa vedere a Luserna San Giovanni

1806–1807: il via libera napoleonico e la costruzione “di comunità”

Il permesso di costruire arriva il 9 aprile 1806, quando il governo napoleonico approva il progetto. Quindi i lavori possono finalmente partire, e la comunità valdese si muove in modo concreto: manodopera volontaria, contribuzioni economiche, e anche alcuni doni di amici stranieri. Il risultato è rapido e ambizioso: un edificio di grandi dimensioni, inaugurato il 20 dicembre 1807.

Prima del tempio: distanze, divieti e un precedente finito male

Prima del 1806, per chi viveva a San Giovanni la questione era pratica: per partecipare al culto bisognava spostarsi, spesso fino al tempio del Ciabàs. Inoltre, San Giovanni era fuori dai limiti imposti dal Trattato di Cavour (1561), che dava ai valdesi un primo spazio di libertà ma entro confini precisi. Perciò il divieto venne infranto più volte.

Un precedente è netto: nel 1619 viene costruito un tempio nella zona dei Malanot, che però viene aperto e chiuso più volte per le ingiunzioni delle autorità. Infine, nel 1664, quel tempio viene abbattuto.

Un edificio riconoscibile: la cupola ellittica e l’impatto sul borgo

Il nuovo tempio non è “piccolo e timido”. Al contrario, punta su dimensioni importanti e su un elemento che lo rende immediatamente identificabile: una cupola ellittica (originale per il contesto). Di conseguenza, l’edificio segna il borgo e diventa un riferimento, anche per chi non entra.

1808–1816: terremoti, chiusura “illegale” e la staccionata

Pochi mesi dopo l’inaugurazione arrivano le scosse: dall’aprile 1808 una serie di terremoti provoca paura e danni nei villaggi dell’area, e il tempio risulta seriamente danneggiato. Viene riparato, però la storia non finisce lì.

Con la caduta del governo francese, nel 1814 il tempio viene di nuovo considerato illegale e chiuso al culto con un decreto di Vittorio Emanuele I. Tuttavia la comunità protesta, e due anni dopo l’edificio viene riaperto. In seguito si arriva a un accordo con le autorità cattoliche: viene eretta una staccionata in assi di legno alta quasi cinque metri, per evitare “disturbi” tra funzioni. Poi, però, la barriera marcisce e non viene più rifatta.

Novecento e interventi strutturali: 1906 e 1996–1997

Nel 1906, per il primo centenario, vengono eseguiti lavori e viene aggiunta la galleria destinata a organo e corale. Poi, molto più tardi, arrivano interventi decisivi: nel 1996–1997 si eseguono importanti consolidamenti, dopo alcuni cedimenti strutturali. Quindi la cura dell’edificio continua, non solo come memoria ma anche come uso vivo.

Quando si celebra il culto

Nel tempio dei Bellonatti il culto si celebra ogni domenica alle ore 10 durante la bella stagione. Invece, nel periodo invernale, il culto si svolge presso la Sala Beckwith.

Dati utili

  • Indirizzo: Via Beckwith 49, 10062 Luserna San Giovanni (TO)
  • Telefono: 0121 302850
  • Sito: chiesavaldeselusernasangiovanni.it

Come arrivare: l’ultimo tratto “chiaro” dalla provinciale

Percorrendo la strada provinciale che risale la Valle Pellice, superi il cimitero di Luserna San Giovanni. Poi, appena raggiungi le prime case del paese, svolti a destra in via Malan. Prosegui fino alla piazzetta del borgo di San Giovanni: lì il tempio è in posizione dominante e, sul lato opposto, trovi la chiesa cattolica.

FAQ – Tempio dei Bellonatti: chiarimenti pratici e storici

Quando viene autorizzata la costruzione del tempio?

Il progetto viene approvato il 9 aprile 1806 in epoca napoleonica, e quindi i lavori possono iniziare

Quando viene inaugurato il tempio?

L’inaugurazione avviene il 20 dicembre 1807

Perché questo tempio è considerato “fuori dal ghetto”?

Perché arriva dopo secoli di limiti e divieti, e rappresenta un edificio autorizzato in un’area che in precedenza era stata problematica per il culto valdese

Cosa succede dopo l’inaugurazione?

Dall’aprile 1808 le scosse di terremoto danneggiano seriamente l’edificio, che viene riparato

Perché nel 1814 viene chiuso?

Dopo la caduta del governo francese, nel 1814 viene dichiarato di nuovo illegale e chiuso con decreto di Vittorio Emanuele I, però in seguito viene riaperto

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende