Film Santa Maradona: la Torino del 2001 tra centro, locali e Stadio Delle Alpi

Da Alessandro Maldera
Gennaio 02, 2026

Santa Maradona è un film del 2001, scritto e diretto da Marco Ponti. Nasce come commedia generazionale, però scivola spesso nel dramma quotidiano: lavoro precario, amicizie che tengono in piedi e scelte affettive fatte con la grazia di un carrello della spesa.
Inoltre è legato a Torino in modo forte: la città non è solo “sfondo”, ma ritmo, umore e persino ostacolo.
Scheda cinema: Santa Maradona in 30 secondi
- anno: 2001
- regia: Marco Ponti
- ambientazione: Torino (con riprese usate anche come “puzzle” di città)
- temi: lavoro che non arriva, amicizia, passaggio all’età adulta
- luogo iconico: lo Stadio Delle Alpi in una scena legata alla Juventus
Trama di cosa parla (SPOILER)
Andrea, 27 anni, laureato in lettere, corre da un colloquio all’altro e colleziona porte chiuse. Vive a Torino con Bart, che si definisce critico letterario ma, in pratica, campa di furbizie e di tempo perso.
Poi c’è Lucia, amica italo-indiana, fidanzata con Marco (molto sicuro fuori, molto fragile dentro). Nel frattempo i due amici vivono di espedienti e, ogni tanto, rubano nei negozi solo per sentire un brivido: perché, altrimenti, le giornate sono tutte uguali.
Quando Andrea incontra Dolores, giovane attrice di teatro e maestra supplente, cambia qualcosa. Però, come spesso succede, cambia anche il modo in cui lui si autosabota. Si mettono insieme, poi si lasciano, poi si cercano, mentre Andrea arriva fino al colloquio finale per un grande lavoro a Roma. E proprio lì, invece, fa la scelta controcorrente: rifiuta, perché vuole provare a rimettere in piedi la storia con Dolores.
Il finale resta aperto: perché certe vite non si chiudono con una frase buona.
Dove è stata girata la pellicola
Il film è legato a Torino, ma usa anche riprese realizzate in altre città (Milano, Napoli, Barcellona) per comporre un “mosaico” narrativo
Torino (location e indirizzi)
- Piazza Castello
- Piazza C.L.N.
- Piazza Maria Teresa
- Piazza IV Marzo
- Via Roma (citato anche il parcheggio sotterraneo)
- Pastis – Piazza Emanuele Filiberto 9/d, Torino
- Ristorante Trait d’Union – Via Stampatori 6, Torino
- Trattoria Hermada – Piazza Hermada 8
- Parco del Valentino (Giardino roccioso) – Viale Virgilio
- Libreria Fontana – Via Monte di Pietà 17
- Sinagoga di Torino – Piazzetta Primo Levi
- Teatro Carignano – Piazza Carignano
- Università di Torino – Via Po
- Casa della Studentessa – Corso Vittorio Emanuele II
- Centro Fiere Lingotto (ex stabilimenti Fiat) – Via Nizza
- Sottopasso di Porta Palazzo – Corso Regina Margherita
- Mercato di Porta Palazzo – Piazza della Repubblica 26
- Via Santa Chiara
- Vicolo Santa Maria (incrocio con via Barbaroux)
Colonna sonora: perché conta davvero
Qui la musica non è decorazione: è parte del linguaggio. In scaletta trovi, tra gli altri, Motel Connection, Subsonica e ovviamente Mano Negra con la title track.
E infatti il film mescola registri diversi: commedia, scarti drammatici, ritmo da videoclip, inserti pop e riferimenti a sport e fumetti. Quindi è “leggero”, però non è innocente.
Premi e riconoscimenti (per capire l’impatto)
Nel 2002 arrivano riconoscimenti importanti: David di Donatello per regia esordiente a Ponti e premio a Libero De Rienzo come miglior attore non protagonista. Inoltre il film raccoglie attenzioni anche in festival internazionali (tra cui Mar del Plata, con premio critica e premio attore ex-aequo per De Rienzo).
Questo spiega una cosa semplice: è un’opera prima imperfetta, sì, però ha lasciato traccia.
FAQ – Guida alle curiosità su Torino
No, non è un film “su” di lui: il titolo è un contrasto e riprende una canzone, mentre il tema vero è la voglia di trasgredire alle regole della vita normale
Torino è la base forte, però alcune riprese sono state fatte anche altrove e usate come incastro visivo
La presenza dello Stadio Delle Alpi è tra gli elementi più netti, perché lega la città al rito del calcio
Una Torino vissuta: centro, serate, bar, librerie, strade quotidiane. Quindi è meno “turistica” e più vera
È una commedia generazionale, però scivola spesso nel dramma quotidiano: ed è proprio lì che funziona meglio

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



