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Piazzetta IV Marzo: tracce di Medioevo nel centro di Torino

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Piazzetta IV Marzo, situata nel Quadrilatero Romano di Torino, il luogo è un vero e proprio tesoro nascosto che racchiude secoli di storia. Con le sue facciate medievali e l’atmosfera tipicamente francese, questo luogo rappresenta un connubio unico tra passato e presente. Circondata da importanti piazze, monumenti ed e come il Duomo e il Municipio, è un luogo vibrante che ospita numerosi locali e dehors, offrendo una vera esperienza “bohemien”.

Le Origini Medievali di Piazzetta IV Marzo

La piazza e la via IV Marzo sono state realizzate alla fine del XIX secolo come parte di un piano di risanamento urbano che coinvolgeva diverse strade del centro storico di Torino. Questo piano prevedeva la demolizione di stradine e edifici fatiscenti, ma alcune tracce dell’antica struttura medievale sono state conservate. Il tracciato diagonale della via, che collega il Duomo alla piazza delle Erbe, e le facciate degli edifici che si affacciano sulla piazza testimoniano l’origine medioevale di quest’area.

L’intitolazione della piazza

La piazzetta prende il nome dal 4 marzo 1848, giorno in cui il re Carlo Alberto promulgò lo Statuto Albertino, una legge costituzionale. Un documento che avrebbe avuto un ruolo fondamentale nel Regno di Savoia e, successivamente, nell’Italia unita. Questo statuto fu pubblicato sulla “Gazzetta Piemontese“, il giornale ufficiale dello Stato Sabaudo. L’intitolazione della piazza a questa data storica rende omaggio a uno dei momenti più importanti nella storia dell’Italia moderna.

Via Torquato Tasso: un viaggio nel Medioevo

Lato nord della piazzetta si trova via Torquato Tasso, una strada che ospita case di impianto medievale restaurate di recente. L’edificio all’angolo con via Conte Verde, in particolare, mostra evidenti origini medievali, come testimoniato dalla presenza di una ricca finestra monofora con decorazioni in cotto. Questi dettagli architettonici sono stati riportati alla luce grazie all’intervento di restauro di Riccardo Brayda alla fine del XIX secolo, rendendo la strada una vera e propria finestra sul passato medievale di Torino..

La Casa di Torquato Tasso: un poeta nella piazzetta IV Marzo

Nelle vicinanze della via dedicata a lui, si trova la casa in cui il poeta Torquato Tasso ha vissuto durante il suo soggiorno a Torino nel 1578. Questa casa è stata ricordata da una lapide sull’edificio, situato in via Egidi 6. Tasso, già famoso per la sua opera “Gerusalemme Liberata”, visse nella casa durante un periodo in cui la sua salute cominciava a peggiorare e cominciavano a emergere i primi segni della sua pazzia. La casa di Torquato Tasso rappresenta un legame diretto con il passato letterario di Torino.

Casa Broglia: l’albergo della Corona Grossa

L’edificio situato sull’angolo nord-est della piazzetta è la Casa Broglia, che risale al XVI secolo. Questa dimora nobiliare conserva ancora la sua struttura originale, con ampi archi al piano terra che un tempo ospitavano botteghe. Appartenuta alla famiglia Broglia di Chieri fin dal 1323, questa casa fungeva da albergo per gli ambasciatori ricevuti a corte. Nel corso degli anni, l’edificio è stato interessato da diversi interventi di restauro, ma è riuscito a mantenere le sue forme originali, grazie all’attenzione dedicata al suo recupero.

Casa del Senato

L’edificio, situato nella piazzetta, deve il suo nome alle origini romane dimostrate dall’allineamento della sua facciata con il decumano. Studiata da Riccardo Brayda, è stata certificata come una Curia o Praetorio romana, e in seguito è stata sede del Palazzo dei duchi longobardi, da cui prendono il nome le vicine porte romane e il mercato di Porta Palazzo. Durante il periodo sabauda, la Casa del Senato ha svolto la funzione di Vicaria, un ufficio con funzioni giudiziarie. Nonostante i danni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, la facciata dell’edificio è rimasta intatta nel tempo, testimonianza della sua importanza storica.

Il Restauro e l’integrazione

Nel 1890, Riccardo Brayda ha riportato alla luce le forme medievali e le fondamenta romane della struttura. Tuttavia, a causa dei danni causati dalle bombe dell’ultimo conflitto bellico, l’edificio è stato parzialmente restaurato solo di recente, tra il 2012 e il 2013. Durante questo intervento, lo studio De Ferrari Jacomussi ha inserito una torre moderna per ricordare quella originale. Inoltre, un trompe l’oeil dell’edificio con la torre, dipinto su un muro più arretrato, offre una visione di come appariva l’edificio prima delle incursioni aeree degli Alleati.

I Fondatori della Gazzetta del Popolo: omaggio al giornalismo

Sul lato destro della Piazzetta IV Marzo si trova un’aiuola circondata da alberi, Qui si trova il monumento a Giovanni Battista Botero, giornalista e fondatore della Gazzetta del Popolo, un famoso quotidiano torinese. Alle spalle della statua, sul lato di via Conte Verde, si trova il busto di Felice Borella, cofondatore dello stesso giornale. La piazzetta è stata anche la sede originale della Gazzetta del Popolo, un importante punto di riferimento per il giornalismo torinese.

Casimiro Teja e la satira

Il terzo monumento presente nella piazzetta è dedicato a Casimiro Teja, un fumettista noto per le sue idee liberali e anticlericali. Teja firmava i suoi lavori con lo pseudonimo di Puff e lavorava per la rivista satirica “Il Fischietto”. Successivamente, ha diretto la rivista “Pasquino” fino alla sua morte. Teja è famoso per aver coniato la frase “Piove, Governo ladro!” che apparve per la prima volta nel 1861. Questa frase si riferisce a una manifestazione di mazziniani che è stata annullata a causa della pioggia.

Il Conte Verde: un grande condottiero

Il monumento di fronte al Municipio e la via intitolata al Conte Verde celebrano la figura di Amedeo VI di Savoia, noto anche come il Conte Verde. L’uomo era famoso per il suo coraggio e le sue abilità come condottiero. Durante i tornei cavallereschi, il Conte si distingueva per il colore delle sue armi e dei suoi vessilli, che erano di un vivido verde. Questo gli valse il soprannome di “Conte Verde”. La sua passione per il verde si estendeva anche all’arredamento e alle tende degli accampamenti militari, rendendo questo colore dominante nella sua vita.

Riqualificazione dal Basso: l’impegno dei residenti

Quando il progetto iniziale per la piazzetta è stato presentato nel 1885, non era prevista l’installazione di un’aiuola. Tuttavia, gli abitanti delle case circostanti si sono mobilitati per far sì che il Comune rinunciasse alla costruzione di nuovi edifici in quell’area e lasciasse il triangolo al verde pubblico. Grazie alla loro determinazione, l’aiuola è stata creata e circondata da una cancellata. Nel corso degli anni, sono stati i residenti e i commercianti della piazzetta a prendersi cura del giardino, raccogliendo fondi per nuove piante e per abbellire ulteriormente lo spiazzo verde.

La Casa del Presidente Saragat: una dimora di stato

Al numero 5 di via IV Marzo si trova la casa natale di Giuseppe Saragat, quinto presidente della Repubblica Italiana. Questa casa è stata indicata con una targa posta nel dicembre 2014, a 50 anni dalla sua elezione. Il Piemonte vanta il maggior numero di Capi del governo: oltre a Saragat, anche Luigi Einaudi e Oscar Luigi Scalfaro hanno entrambi ricoperto questa carica.

La Farmacia del Re: una tappa nel passato

La “Regia Farmacia Venti Settembre“, ora conosciuta come “Schiaparelli”, è una delle più antiche farmacie di Torino che è stata scelta e restaurata come set televisivo nel 2012. Durante il restauro, sono stati ritrovati gli antichi arredi in noce, le vetrate con gli stemmi e il vasellame antico. Questa farmacia, fondata da Giovanni Battista Schiaparelli nel 1824, ha servito diversi clienti illustri nel corso degli anni, tra cui la famiglia reale, Cavour, Rattazzi, Quintino Sella e Cesare Pavese. Oggi, la sua fama è legata alle sue specialità, come il “Balsamo di Gerusalemme“, un liquore digestivo a base di incenso, mirra ed aloe

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