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Castello di Volpiano: storia della fortificazione dal 1019 alla distruzione del 1555 e cosa resta oggi in via Bertetti

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Da Alessandro Maldera

Gennaio 02, 2026

Il Castello di Volpiano è una fortificazione di cui, in via Bertetti, oggi restano solo tratti di bastioni e murature, ma per secoli fu un punto chiave nel Canavese. Anche se si ipotizza una presenza difensiva già in età longobarda (V–VI secolo d.C.), i dati certi iniziano dal 1019. Da lì, tra abbazia, marchesi e Savoia, la roccaforte arriva fino alla distruzione del 1555, durante le guerre del Cinquecento.

Date e passaggi decisivi della fortezza

  • Prime certezze documentarie dal 1019
  • Prima legato all’Abbazia di Fruttuaria, poi a Monferrato e Savoia
  • Snodo della Guerra del Canavese (1339–1362)
  • Assedio e distruzione nel 1555 dopo la guerra tra francesi e spagnoli
  • Oggi restano bastioni e tratti di fortificazione, spesso difficili da vedere

Un castello “di confine” tra Vauda e Canavese

La posizione era tutto: il castello sorgeva sul bordo estremo della Vauda, in un punto che permetteva controllo e difesa del territorio. Per questo, nei secoli, passò sotto poteri diversi e fu al centro di tensioni locali e conflitti più grandi.

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Dall’Abbazia di Fruttuaria ai Savoia: la cronologia essenziale

I primi secoli del Castello di Volpiano sono scanditi da atti formali e protezioni “alte”, spesso registrate tramite diplomi.

  • 28 ottobre 1019: il conte Ottone Guglielmo di Borgogna dona all’Abbazia di Fruttuaria il castello e il comune
  • 18 aprile 1060: l’imperatore Enrico II conferma privilegi e donazioni, includendo il castello, tramite Anselmo figlio di Roberto di Volpiano
  • 1159: l’imperatore Federico I prende sotto speciale protezione e salvaguardia i beni dell’abbazia, compreso il castello
  • 3 agosto 1202: re Enrico II conferma nuovamente privilegi e donazioni sui beni abbaziali, castello incluso
  • 1362–1435: il castello passa ai Marchesi del Monferrato, sottratto alla signoria degli abati
  • 1435–1555: entra nell’orbita dei Savoia, diventando parte dello Stato Sabaudo
  • 1555: distruzione della fortificazione (evento ricordato anche in un documento conservato negli Archivi Vaticani)

Il Castello di Volpiano nella Guerra del Canavese

Il castello non fu solo “una residenza fortificata”: ebbe un ruolo anche nella Guerra del Canavese (1339–1362), conflitto che spaccò il territorio.

Da una parte i Conti di Valperga (ghibellini), sostenuti dai Marchesi del Monferrato; dall’altra i Conti di San Martino (guelfi), protetti dai Savoia. La principale fonte storiografica citata per l’evento è il trattato trecentesco De bello canepiciano di Pietro Azario, conservato in un manoscritto del XIV secolo.

La guerra coinvolse anche diversi comuni vicini: San Benigno Canavese, San Martino Canavese, Settimo Torinese, Valperga, Caluso e Rivarolo Canavese. Tuttavia, non portò a un vero “vincitore”: le fazioni finirono per sottomettersi, di comune accordo, al potere ducale dei Savoia.

Un episodio chiave:

  • 1339: il castello viene espugnato da Pietro da Settimo, al servizio del marchese del Monferrato Giovanni II Paleologo, che morì nel castello nel 1372

L’assedio e la demolizione del 1555: come finì la roccaforte

Nei primi anni del Cinquecento, il Canavese si ritrovò dentro uno scenario più grande: la guerra tra francesi e cesariani (spagnoli).

  • 1535: Volpiano risulta occupata dagli spagnoli
  • Il Duca di Savoia era loro alleato, e la difesa venne affidata a Cesare Maggi di Napoli
  • Sul fronte opposto, il comandante francese era il maresciallo de Brissac, che ordinò al Duca di Aumale (colonnello di cavalleria) di preparare l’assedio
  • Il Duca di Aumale si predispose a San Benigno e marciò su Volpiano con 500 fanti e 200 cavalli

Dopo combattimenti duri, l’assedio portò a una breccia grazie anche all’uso delle mine, e il castello venne occupato. Alcune fonti riportano però una variante: una tregua che avrebbe permesso agli assediati di lasciare la fortezza prima dell’ingresso dei francesi.

Il finale è netto: i francesi decisero la demolizione non solo del castello, ma anche delle fortificazioni, per evitare che tornassero utili in futuro come struttura difensiva.

Cosa si vede oggi: bastioni, scorci e un “assedio” moderno

Oggi del Castello di Volpiano possiamo leggere soprattutto le assenze: restano solo porzioni di fortificazione e bastioni, e si può intuire la vecchia imponenza dalla base dei bastioni vista da Sud e dalla presenza di una villa costruita nell’Ottocento nell’area.

Inoltre, alcuni tratti sarebbero ancora osservabili in scorci di via San Guglielmo. Però lo sviluppo edilizio degli ultimi decenni ha prodotto un paradosso: un ulteriore “assedio”, questa volta urbano, che rende quasi invisibili la collina e i ruderi.

Eventi legati alla memoria storica

A Volpiano si tiene ogni anno una rievocazione storica della Guerra del Canavese: “1339 De Bello Canepiciano”, manifestazione che riprende il clima e i protagonisti del conflitto trecentesco.

Un dettaglio curioso e molto concreto: la Piazza Vittorio Emanuele II dista solo poche decine di metri, e per secoli il castello avrebbe dominato proprio quell’area.

FAQ – Guida lampo: domande e risposte

Il Castello di Volpiano esiste ancora?

Non come edificio integro: oggi sono visibili solo resti di bastioni e tratti di fortificazione

Quando viene citato per la prima volta con certezza?

La prima attestazione certa riportata è del 28 ottobre 1019, con la donazione all’Abbazia di Fruttuaria

Perché il castello fu distrutto nel 1555?

Dopo l’assedio dei francesi, la demolizione servì a impedire che castello e fortificazioni potessero essere riutilizzati a scopo difensivo

Che cos’è “1339 De Bello Canepiciano”?

È una rievocazione storica che richiama la Guerra del Canavese e la tradizione legata al trattato trecentesco attribuito a Pietro Azario

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende