Palazzo Canavese, tra Via Francigena e Serra d’Ivrea: un borgo ricco di storia

Da Alessandro Maldera
Dicembre 22, 2025

Palazzo Canavese, situato alle pendici della Serra d’Ivrea, è un borgo che affonda le sue radici in epoca romana. Nei secoli è stato crocevia di pellegrini lungo la Via Francigena, centro agricolo e comunità legata alla coltivazione della vite, fino a diventare oggi uno dei paesi simbolo della tradizione rurale del Canavese.
Palazzo Canavese – dal mondo romano al borgo vitivinicolo
- Età romana – Citato come Ad Palatium nell’Itinerario Antonino
- Tardo Impero – Costruzione della grande muratura detta “Carcelle”
- Medioevo – Feudo canavesano con castello e Torrione
- 1600 – Guerre tra Savoia, Francia e Spagna
- 1822 – Fondazione della banda musicale
- Oggi – Borgo vitivinicolo legato all’Erbaluce di Caluso
Origini romane e toponimo
Il nome Palazzo compare nell’Itinerario Antonino con la dicitura Ad Palatium. Questo termine indicava probabilmente la presenza di un palatinum romano, edificio che ospitava viaggiatori di rango o funzionari imperiali.
A supporto di questa ipotesi vi sono i resti archeologici della Carcelle, un imponente muro di epoca tardo-imperiale, e materiali edilizi recuperati nella Chiesa di San Genesio. Inoltre, un coperchio di sarcofago romano attribuito a C. Atecio Valerio, rinvenuto in loco, testimonia l’importanza di questo insediamento già in età classica.
Il Medioevo e il castello
Nel Medioevo Palazzo Canavese si inserì nel sistema feudale del Canavese, soggetto a famiglie nobiliari e al potere vescovile di Ivrea.
Il borgo era attraversato dalla Via Francigena canavesana, che garantì scambi economici, religiosi e culturali. Proprio in questi secoli si sviluppò l’antico castello feudale, del quale oggi rimane il Torrione, adattato a sede comunale.
Le strade strette, le case in pietra e l’assetto urbano compatto ancora riconoscibile sono eredità di quell’epoca.
Età moderna: guerre e agricoltura
Tra il XVI e XVII secolo, come tutto il Canavese, anche Palazzo fu teatro delle guerre tra Savoia, Francia e Spagna.
Nonostante le devastazioni e le carestie, il borgo mantenne una forte vocazione agricola, con coltivazioni di cereali, castagneti e soprattutto vite. Il paesaggio circostante divenne sempre più caratterizzato da campi e vigne che ne hanno segnato l’identità fino a oggi.
L’Ottocento: musica e viticoltura
Con l’inserimento stabile nel Regno di Sardegna e poi nell’Italia unita, Palazzo Canavese trovò un equilibrio agricolo e sociale.
Nel 1822 nacque la banda musicale, una delle più antiche del Canavese, che ancora oggi rappresenta un elemento distintivo della comunità.
Parallelamente, le colline locali si affermarono come area di produzione dell’Erbaluce di Caluso DOCG, vino bianco autoctono che divenne simbolo dell’economia e della cultura del paese.
Storia Palazzo Canavese: dal Novecento a oggi
Il borgo, come molti centri rurali, ha conosciuto fenomeni di spopolamento tra XX e XXI secolo. Tuttavia, ha mantenuto un’identità legata alla fede per San Genesio, alla tradizione agricola e alla viticoltura.
Oggi Palazzo Canavese si presenta come un borgo che unisce storia, natura e cultura, inserito nella variante morenico-canavesana della Via Francigena.
FAQ – Approfondimenti e risposte sulla storia di Palazzo Canavese
Risale all’epoca romana ed è citato come Ad Palatium nell’Itinerario Antonino.
Il nome deriva dal latino palatium, che indicava un edificio importante lungo le vie romane.
Il Torrione, resto del castello medievale e oggi sede del Municipio.
Il borgo si trova sulla variante canavesana della Via Francigena, crocevia di pellegrini e commerci.
La tradizione agricola e la produzione dell’Erbaluce di Caluso DOCG, oltre alla storica banda musicale.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



