Portale Juvarra di Collegno: struttura, simboli e scenografia dell’ingresso alla Certosa

Da Alessandro Maldera
Novembre 28, 2025

Il Portale Juvarra di Collegno è uno dei monumenti più rappresentativi dell’architettura sabauda del Settecento. Realizzato nel 1736 come ingresso principale alla Certosa Reale, combina rigore costruttivo e teatralità scenografica, due tratti distintivi dello stile di Filippo Juvarra. Oggi, mentre si affaccia su viale Martiri XXX Aprile, continua a sorprendere per la sua capacità di “apparire” all’improvviso, come un frammento di passato incastonato tra le strade moderne.
Dati chiave del Portale della Certosa Reale
• Architetto: Filippo Juvarra, progettista di corte e scenografo
• Funzione: ingresso cerimoniale della Certosa Reale di Collegno
• Architettura: colonne doriche fasciate, attico aggettante, timpano mistilineo
• Simboli: stemma sabaudo, allegorie di Fede e Carità, Annunciazione nelle nicchie
• Stile: barocco juvarriano essenziale, costruito su luce, ombre e prospettiva
Il Portale Juvarra nel contesto della Certosa Reale
Il Portale Juvarra si colloca lungo l’attuale viale Martiri XXX Aprile, dove un tempo iniziava il percorso che conduceva alla Certosa Reale. La sua posizione crea un effetto di apparizione improvvisa: il passante vi si imbatte quasi senza preavviso, come se il monumento si aprisse dal tessuto urbano contemporaneo per rivelare un frammento del Settecento sabaudo.
Collegno racconta la sua storia attraverso la Certosa, il Parco della Dora e le architetture che segnano il centro cittadino, offrendo un percorso chiaro e immediato tra i suoi luoghi simbolo.
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Il progetto juvarriano del 1736
La datazione al 1736 è confermata da documenti coevi che attestano l’avanzamento dei lavori. L’impianto architettonico presenta due risalti laterali robusti, colonne doriche fasciate e un attico centrale sormontato da un timpano mistilineo con volute. Al centro trova posto lo stemma sabaudo, inserito in un fastigio aggettante che amplifica la verticalità dell’opera. Due torceri laterali contribuiscono a rafforzare l’equilibrio visivo.
Filippo Juvarra: l’architetto che cambiò il Piemonte
Giunto in Piemonte nei primi anni del Settecento, Filippo Juvarra era già noto per i suoi progetti romani. Il duca Vittorio Amedeo II lo volle a corte per rinnovare l’immagine dello Stato tramite il linguaggio delle arti e dell’architettura. Juvarra riprogettò parti di Palazzo Reale, intervenne sulla Reggia di Venaria, sul Castello di Rivoli e su numerosi spazi urbani, introducendo uno stile scenico, moderno e profondamente innovativo.
Il progetto per Collegno e la Certosa Reale
Quando gli fu affidato l’incarico di riorganizzare la Certosa, Juvarra immaginò un impianto più razionale, rispettoso delle parti esistenti ma capace di dialogare con il terreno e con la città. Tuttavia, dei progetti riferibili agli anni 1735–1740, conservati oggi al Museo Civico di Torino, solo il portale e l’altare della SS. Annunziata vennero effettivamente realizzati.
Lo sguardo scenografico dietro il monumento
La formazione da scenografo fu decisiva per Juvarra. Nel portale, il ritmo degli archi del chiostro maggiore si prolunga idealmente attraverso l’ingresso, creando un “sfondamento ottico” che unisce simbolicamente il cuore monastico alla città. Nel 1737, anno dell’erezione definitiva, Carlo Emanuele III accolse con favore l’opera e la riservò all’ingresso dei reali, dei nobili e degli ospiti illustri.
Statue, allegorie e dettagli decorativi
L’ingresso carraio è incorniciato da sei colonne doriche su alto zoccolo. Ai lati si aprono due nicchie che accolgono le statue della Vergine Annunziata e dell’Arcangelo Gabriele, probabilmente non coeve al portale e attribuite ai fratelli Carlone.
Sull’attico, accanto allo stemma sabaudo, trovano posto le allegorie della Fede e della Carità, opere che potrebbero essere state scolpite da Carlo Tantardini, secondo confronti stilistici richiamati da Anna Maria De Leonardis.
Il “movimento” dell’opera è dato dall’alternanza di superfici piane e rotonde, dall’uso calibrato di pieni e vuoti e dal gioco costante tra luce e ombra.
Un simbolo identitario per la città di Collegno
Nel tempo, il Portale Juvarra è diventato uno dei simboli più riconoscibili di Collegno. In un contesto urbano molto cambiato, continua a raccontare il gusto barocco sobrio e intelligente dell’architetto, capace di trasformare un ingresso funzionale in un’esperienza visiva carica di significati.
FAQ – Approfondimenti sull’ingresso sabaudo di Juvarra
Sì, la costruzione è documentata nel 1736–1737 e conserva l’impianto originario.
Per volontà di Vittorio Amedeo II, che desiderava rinnovare l’immagine della corte e del territorio tramite architettura e arti.
Era l’ingresso cerimoniale alla Certosa Reale, riservato ai reali e agli ospiti illustri.
No, sono attribuite ai fratelli Carlone e non sono coeve al portale.
Perché utilizza un impianto prospettico e chiaroscurale derivato dalla formazione teatrale di Juvarra.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



