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Battaglia di Staffarda: storia, protagonisti e conseguenze del 1690

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Da Alessandro Maldera

Settembre 24, 2025

La battaglia di Staffarda, combattuta il 18 agosto 1690, fu uno degli episodi più drammatici della Guerra della Lega d’Augusta. Lo scontro mise di fronte il giovane duca Vittorio Amedeo II di Savoia, deciso a difendere la propria autonomia politica, e l’esperto generale francese Nicolas Catinat, uomo di fiducia di Luigi XIV, il Re Sole. La battaglia non fu soltanto un evento militare, ma segnò in profondità la storia del Piemonte, con pesanti conseguenze politiche e gravi danni al patrimonio monastico dell’abbazia di Staffarda.

Principali avvenimenti

  • 1686: il generale francese Catinat entra in Piemonte per reprimere i Valdesi
  • 1688: scoppia la Guerra della Lega d’Augusta
  • 1690: Vittorio Amedeo II si allea con la Lega contro Luigi XIV
  • 18 agosto 1690: battaglia di Staffarda, vittoria francese
  • Dopo il 1690: occupazione francese di Saluzzo e Savigliano, distruzione di Ceresole

Il contesto della Guerra della Lega d’Augusta

Alla fine del XVII secolo l’Europa era scossa dalla politica espansionistica di Luigi XIV. Per contenere la potenza francese si costituì la Lega di Augusta, alleanza che riuniva Spagna, Austria, Inghilterra e Province Unite.

Il Piemonte si trovava in una posizione strategica: controllava i valichi alpini e costituiva una barriera naturale tra la Francia e la pianura padana. Luigi XIV pretese da Vittorio Amedeo II la consegna delle fortezze di Torino e Verrua e l’invio di truppe nei Paesi Bassi. Il duca rifiutò e scelse di schierarsi con la Lega, in cambio della promessa di aiuti militari e finanziari.

Le forze in campo

La sproporzione tra i due eserciti non era solo numerica, ma anche qualitativa.

  • Armata sabaudo-spagnola: circa 15.600 uomini (10.000 fanti, 3.000 cavalieri, 2.000 dragoni, 12 cannoni). Molti reparti erano male addestrati e scarsamente equipaggiati.
  • Armata francese: circa 13.000 uomini (8.000 fanti, 2.400 cavalieri, 2.000 dragoni, 12 cannoni). Catinat poteva contare su un’organizzazione moderna e disciplinata, frutto della riforma militare francese.

Vittorio Amedeo, pur avendo il vantaggio numerico, sottovalutò la solidità tattica francese e decise di affrontare Catinat in campo aperto, contro il parere di consiglieri esperti come Eugenio di Savoia.

Il campo di battaglia di Staffarda

Il luogo scelto per lo scontro era la pianura circostante l’abbazia di Staffarda, in provincia di Cuneo.

Il terreno era paludoso e malsano, attraversato da fossati e interrotto da cascine isolate. il fiume Po costituiva un limite naturale, ma anche un pericolo per un esercito costretto a ripiegare.

  • Gli alleati si disposero su due linee, con la destra protetta dalle paludi e la sinistra appoggiata al fiume.
  • I francesi mantennero una formazione classica, con cavalleria sulle ali e fanteria al centro, pronti a sfruttare i varchi tra le cascine.

Lo svolgimento della battaglia

Lo scontro ebbe un andamento violento e incerto nelle prime ore.

  • Le cascine, obiettivi tattici fondamentali, furono conquistate e perse più volte, con altissime perdite.
  • I dragoni francesi, abilmente manovrati, penetrarono nella boscaglia minacciando l’ala sinistra sabauda.
  • Il centro sabaudo resistette a lungo, ma si logorò contro i francesi meglio armati.

Quando Catinat ordinò l’avanzata della sua seconda linea di riserva, la battaglia ebbe un esito irreversibile: il fronte piemontese cedette e la fanteria si ritirò in disordine verso il Po.

La cavalleria sabauda compì un atto eroico, sacrificandosi per coprire la ritirata e permettere all’esercito di attraversare il fiume.

Perdite e bilancio dello scontro

Il prezzo pagato fu altissimo:

  • Sabaudi e spagnoli: 2.800 morti, 1.200 prigionieri, 2.700 feriti, 11 cannoni perduti.
  • Francesi: circa 2.000 morti.

Nonostante la vittoria, anche l’armata francese uscì fortemente provata. Tuttavia, il colpo morale per il Ducato di Savoia fu enorme.

I danni all’abbazia di Staffarda

L’abbazia cistercense, fondata nel XII secolo e tra i centri religiosi più importanti del Piemonte, si trovava proprio al centro del teatro di guerra.

Le truppe francesi devastarono il complesso: andarono distrutti l’archivio, la biblioteca, il refettorio e gran parte del chiostro. Solo le colonnine orientali, risalenti al XIII secolo, sopravvissero intatte.

Oggi l’abbazia conserva ancora le tracce di quelle ferite, memoria tangibile della battaglia.


Le conseguenze politiche

Dopo la vittoria di Staffarda, i francesi occuparono Savigliano e Saluzzo e distrussero Ceresole. Il Piemonte rischiò di essere completamente travolto.

La sconfitta spinse Vittorio Amedeo II a riorganizzare l’esercito, ponendo le basi di quella macchina militare che pochi anni dopo gli avrebbe permesso di ribaltare la situazione nella guerra di successione spagnola.

FAQ – Battaglia di Staffarda: domande e risposte storiche

Quando si svolse la battaglia di Staffarda?

Il 18 agosto 1690, nel contesto della Guerra della Lega d’Augusta.

Chi erano i comandanti?

Il duca Vittorio Amedeo II di Savoia e il generale francese Nicolas Catinat.

Quante furono le perdite?

Circa 2.800 morti e 2.700 feriti tra i sabaudi e spagnoli, 2.000 morti tra i francesi.

Perché l’abbazia di Staffarda fu colpita?

Perché si trovava al centro del campo di battaglia: fu saccheggiata e gravemente danneggiata.

Quali furono le conseguenze?

La vittoria francese portò all’occupazione di città strategiche come Saluzzo e Savigliano, mentre i Savoia dovettero riorganizzarsi militarmente.






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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende