Leggenda Toro Rosso ubriaco a Torino: la storia eroica dietro il simbolo cittadino

Da Alessandro Maldera
Agosto 11, 2025

Il toro campeggia nello stemma di Torino e rappresenta da secoli la città e il suo popolo. Ma perché proprio questo animale è diventato il simbolo del capoluogo piemontese?
Tra antichi racconti popolari e ricostruzioni storiche, le origini del legame affondano in una leggenda affascinante, tramandata in due versioni: una con un drago e una con il temuto basilisco. A completare il quadro, la versione ufficiale che affonda le radici nell’epoca romana e nella popolazione dei Taurini.
Lo sapevi?
La leggenda del toro rosso e il drago
C’era una volta, nei boschi che circondavano Torino, un terribile drago. La creatura sputava fuoco, divorava il bestiame e seminava morte tra chiunque osasse attraversare il suo territorio. Gli abitanti, terrorizzati, cercarono un modo per liberarsi di quella minaccia.
La scelta cadde su un toro dal manto rosso, il più forte e possente della zona. Per aumentare le sue possibilità di vittoria, gli venne offerta una mistura di acqua e vino rosso, un vero elisir che lo rese più aggressivo e instancabile.
Il toro, lanciato nella mischia, affrontò il drago con coraggio, colpendolo con furiose cornate fino a ucciderlo. Il trionfo liberò la città, ma l’eroe pagò con la vita: gravemente ferito, morì poco dopo. In segno di eterna gratitudine, il suo profilo entrò nello stemma cittadino, dove ancora oggi campeggia.
La variante con il basilisco
Un’altra versione della leggenda sostituisce il drago con un basilisco, creatura mitica metà serpente e metà gallo, capace di uccidere con lo sguardo. La regola era crudele: chi fosse fissato per primo dal basilisco moriva all’istante, mentre se il malcapitato incrociava per primo lo sguardo della bestia, questa perdeva ogni potere.
La paura impediva a chiunque di sfidarlo, finché un toro cittadino decise di affrontarlo. Con uno scatto fulmineo e una serie di cornate micidiali, l’animale trafisse il basilisco, liberando per sempre Torino dalla sua morsa di terrore.
La versione ufficiale: i Taurini e il nome di Torino
Al di là del mito, la storia ufficiale racconta un’origine diversa. Il nome “Torino” deriva dai Taurini, una popolazione celto-ligure che viveva nell’area già nel III–II secolo a.C.
Quando i Romani fondarono una colonia nella zona, la battezzarono Augusta Taurinorum, in onore dell’imperatore Augusto e della popolazione locale.
Secondo alcune teorie etimologiche, “Taurini” non avrebbe alcuna relazione diretta con il bovino: potrebbe derivare da una radice indoeuropea legata alla montagna, come il greco oros o il sanscrito sthur.
Prima della fondazione romana, il territorio torinese era abitato dai Taurini, popolazione preromana legata alla storia più antica della città. Scopri chi erano i Taurini e cosa sappiamo delle origini di Torino.
Quando leggenda e storia si incontrano
Che si tratti del drago, del basilisco o della popolazione dei Taurini, il legame tra Torino e il toro resta fortissimo. Nel corso dei secoli, il simbolo ha assunto un significato che va oltre la semplice rappresentazione araldica: è diventato emblema di forza, coraggio, tenacia e libertà, virtù che i torinesi amano attribuirsi e che ancora oggi rivivono nelle storie della città.
FAQ – Domande frequenti
No, si tratta di una leggenda popolare tramandata nei secoli, senza prove storiche dirette.
Il termine deriva dalla miscela di acqua e vino rosso che, secondo il mito, rese l’animale più aggressivo e coraggioso.
Storicamente da “Augusta Taurinorum”, insediamento romano dei Taurini, popolazione celto-ligure.
Perché simboleggia forza, coraggio e indipendenza, valori legati alla città fin dall’antichità
Sì, molte città italiane hanno miti fondativi legati ad animali simbolici, come il l
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Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



