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Alghe nel fiume Po a Torino: luglio 2025 segnato dal ritorno dell’Elodea

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Da Alessandro Maldera

Luglio 31, 2025

Banchi di alghe Elodea galleggiano lungo la riva del fiume Po a Torino, nel tratto dei Murazzi, creando chiazze verdi tra l’acqua stagnante e i marciapiedi in pietra

Le acque del Po tornano a tingersi di verde nel cuore di Torino. Nel mese di luglio 2025, la pianta Elodea nuttallii, specie acquatica esotica e invasiva, ha ricominciato a proliferare in città. Per esattezza nel tratto cittadino tra i Murazzi e la Gran Madre.

Questa presenza non solo impatta sull’ecosistema fluviale, ma si accompagna anche a una crescente quantità di rifiuti galleggianti, trasformando le rive del fiume Po in una distesa poco accogliente per torinesi e turisti.

Scheda dell’ Elodea nuttallii: la pianta che infesta il Po

  • Nome scientifico: Elodea nuttallii
  • Origine: Sud America
  • Tipologia: Pianta acquatica esotica invasiva
  • Presenza a Torino: Tratto del Po tra Murazzi e Gran Madre
  • Rischi: Ostacolo alla navigazione, degrado paesaggistico, proliferazione rifiuti
  • Contromisure: Rimozione manuale e meccanica, apertura diga Michelotti

Che cos’è la pianta Elodea nuttallii

L’Elodea nuttallii è una pianta acquatica di origine sudamericana. Introdotta accidentalmente in Europa, si è diffusa nei fiumi grazie alla sua estrema resistenza e capacità di crescita rapida.

Fa parte delle cosiddette specie aliene invasive e, nel Po torinese, crea vere e proprie piattaforme vegetali galleggianti che rallentano la corrente e trattengono ogni tipo di rifiuto: plastica, lattine, palloni, bombolette, pesci morti.

Disagi per i circoli e timori per il turismo

Un pontile lungo il fiume Po risulta già completamente circondato dalla vegetazione, al punto da essere inutilizzabile per le attività di canottaggio. L’alta densità della pianta Elodea nuttallii può causare l’impigliamento dei remi, aumentando il rischio di cadute in acqua e rendendo più difficili le manovre per gli atleti.

In parallelo, l’infestazione compromette anche il decoro urbano: la vegetazione trattiene rifiuti galleggianti, trasformando il panorama fluviale in una scena degradata. La situazione è particolarmente critica in vista dell’arrivo di nuove attività turistiche sul fiume, come la navigazione con battelli, che potrebbero risentire della presenza massiccia dell’infestante.

Il piano della Città per fronteggiare l’infestazione

Il Comune di Torino ha assicurato che la situazione è monitorata. Nella settimana corrente è previsto un intervento congiunto tra Amiat e Protezione Civile per la rimozione della pianta nel tratto davanti ai Murazzi.

Se necessario, verrà anche aperta la diga Michelotti di notte per aumentare il flusso e limitare la stagnazione, oppure si procederà a un’estirpazione meccanica.

Il tavolo tecnico per contrastare le piante invasive

Da anni è attivo un tavolo tecnico che coinvolge Comune di Torino, Regione Piemonte, ARPA, Università di Torino, Parco del Po, Enea, Città Metropolitana e Amiat.

L’obiettivo è duplice: da un lato monitorare la diffusione dell’Elodea, dall’altro studiare eventuali soluzioni di riutilizzo della pianta in chiave di economia circolare.

FAQ – Alghe, rifiuti e criticità nel fiume Po

Cos’è l’Elodea nuttallii?

Una pianta acquatica aliena originaria del Sud America, infestante e capace di alterare gli ecosistemi.

Le alte temperature, la scarsa corrente e la fertilità del fondale favoriscono la sua diffusione nei mesi estivi.

Quali problemi crea?

Oltre a rendere difficile la navigazione, trattiene rifiuti galleggianti e peggiora l’estetica del fiume.

Il Comune sta intervenendo?

Sì. Sono previsti interventi di pulizia, aumento del flusso e rimozione meccanica se necessario.

Esistono soluzioni a lungo termine?

Un tavolo tecnico valuta strategie di contenimento e possibili usi alternativi della pianta.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende