Trasporti

Linea 2 della metropolitana: riduzione delle fermate

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La crisi economica attuale si fa già sentire sul futuro della linea 2 della metropolitana di Torino. Neanche il tempo di avviare i lavori per la nuova infrastruttura che, subito l’aumento esponenziale di luce e gas e materie prima pongono dei limiti all’opera.

A confermare le indiscrezioni su una possibile modifica del percorso, che da giorni già circolavano a Palazzo Civico, è stato lo stesso sindaco di Torino. Stefano Lo Russo senza tanti giri di parole ha comunicato, durante un incontro con i residenti del quartiere Barca – Bertolla, che i fondi stanziati non sono sufficienti.

Sarà necessario, quindi, ridurre il numero delle fermare per rispettare il budget preventivato.

Linea 2 della metropolitana di Torino: il progetto originario

Il progetto approvato nel 2020 da Palazzo Civico per la costruzione di un’altra linea sotterranea prevede un tracciato di 28 chilometri.

32 fermate che uniranno la zona nord a quella sud di Torino

Il percorso porterà da Orbassano, allo stabilimento di Mirafiori per raggiungere poi il quartiere della Crocetta ed il Politecnico.

S’incrocerà con la linea uno della metropolitana a Porta Nuova, dove ci sarà un interscambio.

Dalla stazione centrale di Torino, i vagoni proseguiranno per piazza Carlo Alberto, faranno tappa ai Giardini Reali e arriveranno al Campus Universitario Einaudi.

Infine collegheranno l’ospedale l’ospedale Giovanni Bosco prima di finire il proprio viaggio stazione Rebaudengo.

L’obiettivo di Palazzo Civico è quello di valorizzare la zona Nord di Torino, migliorando lo spostamento dei residenti verso il centro storico, i poli universitari e ospedalieri

Linea 2 della Metropolitana: eliminate 3 fermate

Il costo della nuova infrastruttura sotterranea precedentemente stimati era di 1 miliardo e 826 milioni di euro. Una cifra che era già stata garantita dal Governo.

Una prima tranche pari a 828 milioni era giunta dal Governo Conte, un’altra da un miliardo da parte del vecchio Esecutivo del premier Draghi.

I rincari delle materie prime e del personale hanno fatto salire il costo complessivo dell’opera di altri 300 milioni, sfondando così i 2 miliardi di euro.

Una cifra importante che senza un nuovo aiuto da Palazzo Chigi obbligherebbe l’amministrazione Comunale a eliminare 3 fermate lungo il percorso. Difficile allo stato attuale, però che da Roma vengano destinati nuovi fondi. I decreti di adeguamento dei costi sono attivi solo per le opere già a bando.

Come è successo per la biblioteca di Torino Esposizioni, i cui costi sono lievitati del ben 50%, ma sono stati sostenuti da un nuovo finanziamento da parte dello Stato

Il costo per la realizzazione di una stazione è di circa 80 milioni, insomma, non sembrerebbero esserci altre soluzioni se non tagliare delle fermate lungo la tratta.

Partenza dei cantieri nel 2025

La tratta che unirà Rebaudengo al Politecnico sarà la prima a partire, essendo già stata finanziata.

Adesso toccherà ai tecnici Comunali di Infra.to di capire quali soste andare a sacrificare. Il sindaco Lo russo però si dice ottimista sul mantenimento dei tempi prefissati. In questi ultimi mesi del 2022 Palazzo Civico modificherà i piani regolatori e già all’inizio della primavera partiranno le gare d’appalto.

I primi cantieri ad aprire saranno nella zona nord di Torino, si spera ad inizio 2025.

Insomma, la crisi minaccia anche le grandi opere pubbliche, anche Torino sarà costretta a qualche rinuncia, ma la Giunta Comunale non sembra essersi fatta trovare impreparata.

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