Enogastronomia

Il Bicerin, la specialità torinese famosa in tutto il mondo

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Non si può parlare di Torino e delle sue specialità senza includere il Bicerin. Letteralmente “bicchierino”, il Bicerin è una bevanda calda e analcolica tipica del capoluogo torinese.

Nel 2001 il Bicerin è stato riconosciuto come “bevanda tradizionalmente piemontese” con pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte. Quindi fa parte dell’Elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte (PAT).

Gli ingredienti sono molto semplici. Cioccolato fatto in casa, caffè e fior di latte accuratamente dosati e miscelati tra loro permettono di ottenere una bevanda calda e gustosa: un sapore unico e avvolgente.

Il cioccolato fuso e bollente si amalgama al sapore deciso del caffè e al delicato gusto della crema di fior di latte. Viene poi servito in alti bicchieri o calici di vetro che permettono di ammirare la sfumatura dei colori dati dai diversi ingredienti.

Per ottenere un buon Bicerin non bastano però solo i famosi tre ingredienti. Servono anche qualità e molta pazienza. Il cioccolato, infatti, cuoce lentamente per ore in particolari pentole di rame per avere la giusta acidità ed aromi.

Anche il caffè deve essere curato con attenzione. Deve avere una certa liquidità, ottenuta grazie a miscele leggere e aromatiche.

Questa famosa bevanda deve il suo nome ai piccoli bicchieri senza manico in cui veniva servito inizialmente, i bicerin appunto.

Il Bicerin delle origini

In realtà, il Bicerin altro non è che l’evoluzione della “bavarèisa” una bevanda formata da una miscela di caffè, cioccolato e crema di latte dolcificata con sciroppo e servita in grandi bicchieri tondeggianti.

All’inizio, il Bicerin aveva tre diverse varianti chiamate in dialetto piemontese:

  • Pur e fior, ovvero l’odierno cappuccino
  • Pur e barba, con caffè e cioccolato
  • Un pòch ed tut, cioè un po’ di tutto, servita con tutti e tre gli ingredienti miscelati

Fu proprio l’ultima variante ad avere successo e a prevalere su tutte le altre. Accompagnavano il Bicerin i “bagnati”, dolci artigianali di ben 14 specie diverse oppure i classici biscotti al burro, molto graditi dopo il digiuno quaresimale. Anche le bignole piemontesi divennero un prelibato accompagnamento alla bevanda

Il Bicerin non va però confuso con l’omonimo liquore a base di crema di Gianduia.  

Tralasciando il liquore, vediamo la storia di questa iconica bevanda e soprattutto la ricetta, per provare a ricreare in casa il gusto unico e avvolgente del Bicerin tradizionale.

La storia

La nascita del Bicerin si deve al Caffè Al Bicerin, uno storico locale torinese fondato nel 1763. Situato nel centro storico di Torino proprio davanti all’ingresso del Santuario della Consolata, conserva con gelosia la ricetta tradizionale.

Si dice che addirittura i suoi dipendenti siano tenuti al segreto per contratto. Oltre che qui, il Bicerin si può trovare nelle migliori caffetterie di Torino, anche se in versioni differenti.

Gli ingredienti, infatti, sono semplici da individuare, ma solo le dosi della ricetta a variare e soprattutto a essere tenute nascoste.

La nascita del Bicerin fu ovviamente alla base del successo dell’omonimo locale. La bavareisa, formata da caffè, cioccolato, latte e sciroppo venne così sostituita dal Bicerin.

Inizialmente, il Bicerin prevedeva che i tre ingredienti fossero serviti separatamente. Già nell’Ottocento però vennero riuniti in un unico bicchiere, secondo le tre varianti sopra citate.

L’ultima versione appunto fu quella di maggior successo e arrivò integra fino ai giorni nostri.

Il gran successo

La bevanda si diffuse così in altri locali torinesi, fino a diventare uno dei simboli di Torino, alla pari della Mole Antonelliana. Inoltre, la posizione del Caffè Al Bicerin fece sì che la storia della nuova bevanda si legasse a doppio filo con quella della Basilica della Consolata.

Il Bicerin, infatti, era la bevanda perfetta per i fedeli che cercavano sostegno energetico dopo aver digiunato per prepararsi alla Comunione.

Inoltre, era molto gradito in tempo di Quaresima. La cioccolata calda, infatti, non era considerata cibo e quindi poteva essere consumata senza preoccupazioni durante il digiuno.

Era inoltre la bibita prediletta della mattina. Tutti, dai ministri alle venditrici ambulanti, spendevano volentieri tre soldi per rifocillarsi con il gusto unico del Bicerin.

Il prezzo era infatti di tre soldi, corrispondenti a 15 centesimi di lira e rimase tale fino al 1913, quando passò a 20 centesimi.

Oltre a conquistare il cuore e il gusto dei torinesi, il Bicerin divenne ben presto conosciuto e stimato in tutto il Piemonte. Tra i primi testi che raccontano la sua storia c’è “Torino e i Torinesi” di Alberto Viriglio. La prima edizione di questo libro risale al 1898.

Bicerin, che passione!

Il Bicerin conquistò poi molti personaggi illustri transitati in Piemonte. Primo fra tutti, Camillo Benso conte di Cavour. Si racconta che, essendo laico ed anticlericale, aspettasse al Caffè Al Bicerin la famiglia reale che si recava al santuario.

Si dice che aspettasse l’uscita della famiglia reale seduto comodamente al tavolino sotto l’orologio in compagnia di un buon Bicerin e senza perdere di vista da dietro le tendine l’ingresso della Consolata.

Ma i grandi estimatori del bicchierino non furono solo italiani. Tra gli appassionati del Bicerin figurano Pablo Picasso, Alexandre Dumas ed Ernest Hemingway, che addirittura lo inserì tra le 100 cose al mondo che avrebbe salvato.

Ancora oggi il Bicerin continua a conquistare i cuori di coloro che lo assaggiano quando si trovano a Torino.

Tra questi ci sono Mario Bussoni e Giuseppe Culicchia, due esempi giusto per avere un assaggio su quanto il Bicerin faccia sognare e ispirare ancora oggi.

Maritè serve il bicerin in grossi bicchieri di cristallo, al lume di candela. Gli ingredienti sono semplici, ma segrete le dosi: cioccolato fatto in casa, caffè e fior di latte. Il risultato è sublime, fondendosi il bollente della cioccolata con il marcato sapore del caffè e la delicata schiuma raffreddata del fior di latte. (Mario Bussoni – Verde oggi)

“Va detto che l’omonima bevanda viene qui servita a un tale livello di bontà che non pochi clienti sarebbero disposti a venire accolti dal fuoco di sbarramento delle mitragliatrici, pur di procurarsene un calice”. (Giuseppe Culicchia-Enciclopedia dei luoghi comuni, La Stampa) 

Umberto Eco lo citò anche assieme al Caffè Al Bicerin ne “Il cimitero di Praga”.

La ricetta

Come scritto sopra, la ricetta esatta del Bicerin è custodita gelosamente dal Caffè Al Bicerin. Gli ingredienti sono noti, ma le dosi esatte no.

Ecco qui, dunque, uno dei vari modi in cui si può preparare il Bicherin per poterlo gustare anche a casa propria.

Anche se provare il Bicerin originale, con la ricetta tradizionale e nel cuore di Torino è una delle esperienze da fare assolutamente almeno una volta nella vita.

Ecco, dunque, la ricetta per poter portare un po’ della tradizione e della magia torinese direttamente nelle vostre case.

Ingredienti per 6 persone:

  • 200 millilitri di caffè
  • 1,5 cucchiai di zucchero
  • 200 grammi di cioccolato fondente
  • 90 millilitri di crema al latte

Preparazione

Per iniziare, si prepara un caffè zuccherato. Si procede poi preparando la crema al latte, mescolando fino a ottenere una crema vellutata e compatta.

Dopo aver preparato la crema, si prepara il cioccolato facendolo fondere a bagnomaria e mescolandolo di tanto in tanto. Quando il composto sarà liquido, aggiungere al cioccolato la crema al latte.

Ora non resta che comporre il Bicerin: riempite per metà un bicchierino con la crema al cioccolato e per metà con il caffè. E poi, gustatelo ancora caldo.

Altre varianti utilizzano la panna e il Bicerin viene servito senza mescolare il caffè al cioccolato, per lasciare che si mescoli con la panna in bocca.

Molti però consigliano di mescolare il caffè al cioccolato e poi versare la panna. In questo modo, la panna si mescolerà con il cioccolato caldo.

Comunque, in qualsiasi modo lo vogliate preparare sarà delizioso.

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