Storia del Politecnico di Torino: dalle radici del 1859 alla Cittadella Politecnica

Da Alessandro Maldera
Novembre 11, 2025

Il Politecnico di Torino è uno dei pilastri della formazione tecnica italiana. Le sue radici affondano nel 1859, quando l’Italia stava nascendo e servivano ingegneri e architetti per costruirla. Negli anni, l’ateneo ha cambiato sedi, ha superato guerre e ricostruzioni, e ha ampliato corsi e laboratori. Oggi è un campus diffuso, con una forte vocazione internazionale e una solida rete con imprese e istituzioni.
Politecnico di Torino — dalle origini al presente
Origini (1859): la Regia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri
Nel 1859, in scia alla Legge Casati, nasce a Torino la Regia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri. L’idea, sostenuta da Quintino Sella, è chiara: unire rigore scientifico e addestramento pratico per formare professionisti in grado di progettare ferrovie, ponti e infrastrutture. Fin da subito, il profilo formativo copre ingegneria civile e architettura, anticipando la vocazione multidisciplinare dell’ateneo.
La prima sede: il Castello del Valentino
Dal 1861 la Scuola si insedia nel Castello del Valentino, residenza seicentesca affacciata sul Po. Qui si laureano, nel 1862, i primi sei ingegneri, veri “homines novi” dell’Italia unita. Il Valentino diventa un laboratorio di modernità: cattedre tecniche, corsi di idraulica (favoriti dalla vicinanza del fiume) e un rapporto stretto con il tessuto produttivo piemontese.
La seconda radice: il Regio Museo Industriale (1862–1906)
Nel 1862 nasce anche il Regio Museo Industriale Italiano, con funzioni complementari: collezioni tecniche, perizie per enti pubblici e privati, insegnamenti superiori in fisica, chimica, meccanica e disegno. Con il regolamento del 1879 il Museo rafforza la sua missione: promuovere il progresso industriale e specializzare la formazione.
1906: la fusione che crea il Regio Politecnico di Torino
Nel 1906 la Scuola di Applicazione e il Museo Industriale si fondono: nasce il Regio Politecnico di Torino. L’ateneo apre laboratori d’avanguardia, Elettrotecnica e Scienza delle Costruzioni, un Istituto di Aeronautica e nuovi indirizzi. L’obiettivo non è solo formare tecnici, ma professionisti capaci di leggere i bisogni della società.
Dal centro storico alla Crocetta: cambi di sede e ricostruzione
Per sostenere l’aumento degli studenti, la Facoltà di Ingegneria si sposta in un grande edificio tra via Giolitti e via Cavour (oggi piazzale Valdo Fusi). Poi la guerra colpisce duro: tra l’8 e il 9 dicembre 1942 un bombardamento distrugge quasi tutto.
Nel dopoguerra, la scelta è netta: non ricostruire lì, ma progettare un campus moderno nel quartiere Crocetta.
1958: nasce la sede di corso Duca degli Abruzzi
Tra 1950 e 1958 si realizza la nuova sede su corso Duca degli Abruzzi, sui terreni dell’ex Stadium dell’Esposizione del 1911. Il progetto, coordinato da Giovanni Muzio con l’Ufficio tecnico d’ateneo e l’ufficio progettazione FIAT, disegna un complesso funzionalista, assiale e molto efficiente. Il novembre 1958 segna l’inaugurazione ufficiale: un salto di scala per laboratori, aule e servizi.
Gli ampliamenti e la “Cittadella” (anni ’80–’90 → oggi)
Quando gli spazi non bastano più, arrivano gli ampliamenti:
– verso corso Castelfidardo (1984–1992)
– la “finestra urbana” su via Peano (1984–1994)
Poi il PRG 1995 avvia il raddoppio oltre la futura Spina, secondo il masterplan Gregotti Associati: nasce la Cittadella Politecnica, un campus urbano con aule, dipartimenti, incubatori e spazi per il trasferimento tecnologico.
Innovazione, didattica e internazionalizzazione
Nel 1986 parte la Scuola per esperti della produzione industriale (laurea “europea” dal 2000): corsi a numero chiuso, lingue, stage e periodi all’estero.
Il 13 febbraio 2012 il piccolo satellite e-st@r (standard CubeSat), progettato dagli studenti, vola in orbita con il lanciatore Vega dell’ESA: un manifesto della cultura “hands-on” che caratterizza il Politecnico.
Com’è oggi l’Ateneo: aree, numeri e sedi
Il Politecnico è una statale tecnica focalizzata su ingegneria, architettura, pianificazione e design. Opera tramite dipartimenti che coprono elettronica e TLC, energia, ambiente e infrastrutture, meccanica e aerospazio, automatica e informatica, strutture e geotecnica, scienze di base, architettura e design, gestione e territorio.
Studenti A.A. 2025/26: circa 38.800 iscritti complessivi (oltre 21.000 triennali e circa 15.400 magistrali. 6.790 sono gli studenti stranieri dell’ateneo).
Sedi principali:
- Cittadella Politecnica (corso Duca – Castelfidardo – via Boggio, con Business Research Center)
- Castello del Valentino (architettura e design)
- Lingotto (Scuola di Master)
- via Oddino Morgari (pianificazione)
- Mirafiori – Cittadella del Design e della mobilità sostenibile (Ingegneria dell’Autoveicolo; Design e comunicazione visiva)
- Poli territoriali: Alessandria, Biella, Mondovì, Verrès (ricerca e trasferimento tecnologico)
Identità e memoria: MAP e stemma
Il Museo Archivio Politecnico (MAP) custodisce archivi studenti, fondi storici e una biblioteca specialistica su ingegneria e architettura. Mostre, laboratori e progetti divulgativi tengono vivo il filo con l’industria piemontese e italiana.
Lo stemma (1952, poi affinato) mostra il Castello del Valentino con Minerva; in basso 1859, tra alloro e quercia: conoscenza, merito, forza morale.
FAQ – tutto quello che c’è da sapere su Polito
Le radici sono del 1859 con la Regia Scuola di Applicazione; l’ateneo come Regio Politecnico nasce nel 1906 con la fusione con il Regio Museo Industriale.
È la prima sede storica e rimane oggi la casa dei corsi di architettura e design, oltre a essere simbolo identitario.
I lavori partono negli anni ’50 e l’inaugurazione avviene nel novembre 1958.
Nell’A.A. 2025/26 gli iscritti sono circa 38.800 tra triennali e magistrali.
Il Museo Archivio Politecnico conserva archivi, collezioni e memoria storica dell’ateneo e promuove attività divulgative su ingegneria e architettura.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



