Sciacallo dorato nel Cuneese, primo avvistamento ufficiale: ripreso nei boschi vicino alla città

Da Alessandro Maldera
Agosto 24, 2026

La presenza dello sciacallo dorato in provincia di Cuneo è stata documentata per la prima volta con certezza. Due filmati realizzati attraverso le fototrappole del Parco fluviale Gesso e Stura mostrano un esemplare mentre attraversa un’area boschiva nei dintorni del capoluogo.
La scoperta conferma l’espansione verso Ovest di questo canide selvatico, già segnalato da tempo in altre zone d’Italia. È una specie protetta, molto schiva e considerata non pericolosa per l’uomo.
Sciacallo dorato nel Cuneese: cosa sapere
Luogo: Parco fluviale Gesso e Stura
Documento: due filmati ottenuti con fototrappole
Peso: generalmente tra 12 e 15 kg
Comportamento: molto schivo e poco incline al contatto con l’uomo
Presenza in Italia: stabile dagli anni Ottanta, inizialmente soprattutto nel Nord-Est
Sciacallo dorato in provincia di Cuneo: come è stato scoperto
La ricerca è iniziata alla fine di maggio, dopo che il naturalista Alessio Ferrari aveva segnalato un possibile avvistamento nella zona di Cuneo.
Il Parco ha quindi avviato un monitoraggio specifico insieme al naturalista Dario Olivero e a Chantal Marchisio, laureanda in Scienze Naturali all’Università di Torino.
Le fototrappole sono state posizionate in alcune aree considerate particolarmente adatte al passaggio dell’animale.
Due registrazioni differenti hanno infine permesso di ottenere la prima prova certa della presenza dello sciacallo dorato nel Cuneese.
La conferma scientifica delle immagini
L’identificazione è stata successivamente sottoposta alla verifica degli specialisti.
La conferma è arrivata da Luca Lapini, tra i principali esperti italiani dello sciacallo dorato, e da Elisa Avanzinelli del Centro Grandi Carnivori dell’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime.
Il dato assume quindi particolare importanza per il monitoraggio della fauna del Piemonte occidentale.
Come riconoscere uno sciacallo dorato
Lo sciacallo dorato è un canide di dimensioni intermedie.
Un adulto pesa generalmente tra 12 e 15 chilogrammi e, visto da lontano, può essere confuso con un piccolo lupo oppure con una volpe particolarmente grande.
Rispetto al lupo presenta però dimensioni decisamente inferiori e un muso più corto.
Anche la coda permette di distinguerlo dalla volpe: quella dello sciacallo non presenta la lunga e caratteristica punta bianca.
Il colore del mantello cambia durante l’anno
L’aspetto varia inoltre con le stagioni.
Durante l’inverno il pelo è più fitto e presenta tonalità fulvo-rossastre accompagnate da sfumature grigie.
Con l’estate il mantello diventa invece più corto e assume colori maggiormente vicini al marrone dorato.
Un altro elemento distintivo è una zona più chiara sotto la gola.
Dall’Europa orientale fino al Piemonte occidentale
La distribuzione storica dello sciacallo dorato comprende diverse zone dell’Eurasia, tra cui Turchia, Balcani ed Europa centrale.
In Italia la specie ha iniziato a stabilizzarsi dagli anni Ottanta, soprattutto in Friuli Venezia Giulia.
Negli ultimi anni la sua presenza si è progressivamente spostata verso Ovest.
Prima sono arrivate segnalazioni e conferme nell’Alessandrino e nel Torinese. Adesso il Cuneese rappresenta un nuovo avanzamento e potrebbe trovarsi tra le aree più occidentali raggiunte dalla specie nella sua attuale espansione.
Perché lo sciacallo dorato si sta espandendo
Secondo gli specialisti, l’avanzata non sarebbe spiegata principalmente dal cambiamento climatico.
Un ruolo maggiore sarebbe svolto dall’aumento della popolazione della specie e dalla naturale capacità dello sciacallo di colonizzare nuovi territori.
Tra le ipotesi considerate c’è anche la diminuzione di grandi predatori in alcune delle zone di origine, condizione che potrebbe aver favorito l’aumento degli esemplari e la successiva espansione geografica.
Lo sciacallo dorato è pericoloso?
Nonostante il nome possa creare qualche timore, lo sciacallo dorato viene considerato innocuo nei confronti delle persone e degli animali domestici.
È un animale estremamente elusivo e tende a evitare la presenza umana.
Proprio questa caratteristica permette alla specie di vivere in un territorio anche per lungo tempo senza essere osservata direttamente.
Solitamente gli esemplari formano piccoli nuclei familiari composti dalla coppia adulta e dai giovani nati nell’ultimo anno o nei due anni precedenti.
Cosa mangia lo sciacallo dorato
La dieta è molto varia.
Può catturare piccoli animali, tra cui roditori, lepri e uccelli, ma una parte importante della sua alimentazione deriva dalle carcasse.
Lo sciacallo presenta infatti una forte tendenza alla necrofagia.
Consumando animali già morti contribuisce alla rimozione della materia organica dall’ambiente e svolge quindi una funzione utile all’interno dell’ecosistema.
La sua nicchia ecologica si sovrappone in parte a quella della volpe, pur mantenendo caratteristiche proprie.
Il Parco chiede di segnalare eventuali avvistamenti
Dopo questa prima conferma, il monitoraggio proseguirà.
Il Parco fluviale Gesso e Stura invita cittadini, escursionisti e appassionati di natura a comunicare eventuali osservazioni compatibili con la presenza della specie.
Fotografie e video possono essere particolarmente utili agli studiosi per ricostruire gli spostamenti dell’animale e comprendere se l’esemplare ripreso rappresenti una presenza occasionale oppure l’inizio di un insediamento più stabile nel territorio cuneese.
FAQ – Sciacallo dorato nel Cuneese: avvistamenti e caratteristiche
È la prima presenza documentata con certezza attraverso filmati e successiva validazione scientifica.
No. È un animale molto schivo che normalmente evita il contatto con l’uomo.
Generalmente un adulto pesa tra 12 e 15 chilogrammi.
L’espansione viene collegata soprattutto alla crescita della popolazione e alla capacità naturale della specie di colonizzare nuovi territori.
È utile documentare l’avvistamento senza avvicinare l’animale e segnalarlo agli enti impegnati nel monitoraggio della fauna.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



