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Ex caserma La Marmora, firmato l’accordo per la nuova sede della Guardia di Finanza

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Da Alessandro Maldera

Agosto 24, 2026

La ex caserma La Marmora di Torino ha ora una destinazione definita. Il 18 giugno 2026 Guardia di Finanza e Agenzia del Demanio hanno firmato la convenzione che avvia il percorso per riqualificare lo storico complesso di via Asti.

L’edificio ospiterà il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e il Gruppo Pronto Impiego, oggi collocati in via Giordano Bruno. Il progetto chiude una lunga fase di incertezza durante la quale erano state immaginate anche funzioni residenziali, culturali e un Museo della Resistenza.

Ex caserma La Marmora: cosa prevede il progetto

Dove: via Asti 22, Torino
Nuova funzione: sede della Guardia di Finanza
Reparti: Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e Gruppo Pronto Impiego
Interventi: restauro, uffici, alloggiamenti, poligono di tiro e parcheggio interrato
Convenzione: firmata il 18 giugno 2026 tra Guardia di Finanza e Agenzia del Demanio

Ex caserma La Marmora, la convenzione con la Guardia di Finanza

L’accordo attuativo è stato sottoscritto il 18 giugno 2026 dal Comando Regionale Piemonte-Valle d’Aosta della Guardia di Finanza e dalla Direzione Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Agenzia del Demanio.

La convenzione affida al Demanio le funzioni di stazione appaltante per la riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’immobile.

L’intesa deriva dall’accordo istituzionale nazionale firmato il 21 ottobre 2025 tra Agenzia del Demanio e Comando Generale della Guardia di Finanza.

La ripartizione dei compiti è già definita: la Guardia di Finanza sosterrà finanziariamente le opere, mentre il Demanio seguirà progettazione ed esecuzione degli interventi.

Quali reparti arriveranno nella caserma di via Asti

La struttura sarà destinata al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e al Gruppo Pronto Impiego di Torino.

Attualmente i due reparti utilizzano un complesso di via Giordano Bruno appartenente al Fondo Immobili Pubblici, che dovrà essere lasciato.

La riqualificazione di via Asti permetterà quindi di concentrare i reparti in un immobile di proprietà statale adeguato alle esigenze operative.

Cosa sarà costruito nella ex caserma La Marmora

Il progetto prevede un recupero complessivo del complesso storico.

Gli edifici verranno restaurati e adattati alle nuove funzioni della Guardia di Finanza.

Saranno realizzati uffici e alloggiamenti per il personale, insieme a strutture specificamente legate alle attività operative.

Tra gli interventi previsti figurano anche un nuovo poligono di tiro e un parcheggio interrato nella corte centrale.

Il progetto dovrà quindi conciliare le necessità funzionali dei reparti con la tutela di un edificio riconosciuto per il proprio valore storico e architettonico.

La caserma è tornata allo Stato nel 2022

Un passaggio decisivo nella storia recente del complesso è avvenuto nel 2022.

La ex La Marmora è stata acquisita al patrimonio dello Stato attraverso fondi della Guardia di Finanza.

La successiva convenzione del 2026 rende ora operativo il percorso necessario per trasformarla nella nuova sede dei reparti torinesi.

Si chiude così una fase durata diversi anni, caratterizzata da progetti differenti e da un futuro rimasto a lungo incerto.

La storia della caserma Dogali di via Asti

La struttura venne realizzata tra il 1887 e il 1888 come caserma Dogali.

Il progetto fu elaborato dal Genio militare per ospitare un reggimento di fanteria composto da dodici compagnie.

Nel corso degli anni l’edificio accolse differenti reparti. Dal 1897 al 1920 fu utilizzato dal V Reggimento Genio, mentre successivamente ospitò il IV Reggimento Bersaglieri ciclisti.

Nel 1921 venne intitolato ad Alessandro La Marmora.

Ancora oggi il complesso conserva in larga parte l’impostazione planimetrica e le caratteristiche architettoniche originarie, con una facciata che richiama il gusto eclettico e neogotico tipico di alcune strutture militari dell’epoca.

La memoria della ex caserma La Marmora
Prima di diventare oggetto di nuovi progetti di riqualificazione, la struttura di via Asti è stata anche uno dei luoghi più duri della repressione fascista a Torino. Scopri la storia della ex caserma La Marmora di Torino.

Via Asti dopo l’8 settembre 1943

Il capitolo più drammatico della storia dell’edificio iniziò dopo l’8 settembre 1943.

La caserma divenne il quartier generale dell’Ufficio Politico Investigativo della Guardia Nazionale Repubblicana.

L’UPI aveva il compito di contrastare la lotta clandestina contro il nazifascismo a Torino e nel territorio provinciale.

Via Asti divenne così luogo di detenzione, interrogatori e torture nei confronti di persone sospettate di appartenere o collaborare con la Resistenza.

La caserma fu liberata dai partigiani nella notte tra il 27 e il 28 aprile 1945.

Il ricordo di quanto avvenuto durante quei mesi rappresenta ancora oggi una parte fondamentale dell’identità del complesso.

Un luogo della memoria della Resistenza torinese

Il valore di via Asti non riguarda quindi soltanto l’architettura militare.

La caserma è uno dei luoghi attraverso i quali si può ricostruire la repressione fascista durante gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale a Torino.

Nel 1962 venne collocata una lapide nel luogo nel quale avvenivano le fucilazioni per ricordare i partigiani e gli oppositori uccisi.

La futura trasformazione dell’immobile dovrà quindi confrontarsi anche con questa eredità storica.

Il recupero degli edifici restituisce una funzione stabile alla struttura, ma lascia aperto il tema di come la memoria della Resistenza verrà conservata e resa leggibile all’interno della nuova destinazione.

Il progetto Carlo Ratti del 2016

Il futuro della caserma era stato immaginato in modo molto diverso appena dieci anni prima.

Nel 2016 Cassa Depositi e Prestiti presentò un progetto di rigenerazione sviluppato dallo studio Carlo Ratti Associati.

L’intervento interessava un complesso di circa 20 mila metri quadrati.

La proposta prevedeva di destinare circa il 60% delle superfici a nuove residenze, affiancandole a spazi per innovazione, attività lavorative, laboratori e servizi.

La grande corte centrale avrebbe dovuto trasformarsi in uno spazio urbano accessibile e capace di mettere in relazione le diverse attività presenti nell’area.

Il Museo della Resistenza previsto nel vecchio progetto

Una delle componenti più significative della proposta del 2016 riguardava la memoria storica del luogo.

Il piano prevedeva infatti anche la realizzazione di un nuovo Museo della Resistenza, legato proprio agli avvenimenti avvenuti nella caserma durante l’occupazione nazifascista.

L’obiettivo era tenere insieme recupero urbano e memoria.

Il complesso avrebbe dovuto aprirsi maggiormente alla città, combinando residenze, attività innovative, spazi pubblici e funzioni culturali.

Quella configurazione non è stata però portata a compimento.

Dal progetto culturale alla sede istituzionale

La destinazione definita nel 2026 cambia quindi profondamente il rapporto tra la ex caserma e la città.

Il vecchio progetto puntava soprattutto su un complesso aperto e multifunzionale, con residenze, spazi di innovazione e attività culturali.

La soluzione attuale assegna invece all’immobile una precisa funzione istituzionale e operativa.

La scelta permette di recuperare un grande edificio storico e di evitare che rimanga inutilizzato, ma ridimensiona almeno nella forma prevista nel 2016 l’ipotesi di trasformarlo in un nuovo polo urbano e culturale.

Cosa resta da capire sulla memoria di via Asti

La convenzione chiarisce quale sarà la funzione futura dell’edificio, ma non esaurisce tutte le questioni legate al complesso.

Uno dei temi riguarda la valorizzazione della memoria storica.

L’utilizzo da parte della Guardia di Finanza richiede infatti esigenze di sicurezza e operatività differenti da quelle previste nel precedente progetto aperto alla cittadinanza.

Resta quindi da comprendere quale spazio sarà riservato alla testimonianza di quanto accadde tra il 1943 e il 1945.

Per un luogo così legato alla storia della Resistenza torinese, la riqualificazione architettonica rappresenta soltanto una parte del recupero.

Ex caserma La Marmora: cosa cambia con il nuovo progetto

La firma del 18 giugno 2026 segna comunque un passaggio concreto dopo anni di ipotesi.

La ex caserma avrà una funzione stabile e verrà sottoposta a un intervento complessivo di restauro e adeguamento.

La Guardia di Finanza potrà trasferire due importanti reparti in una struttura di proprietà dello Stato, mentre Torino vedrà recuperato uno dei grandi complessi militari ottocenteschi rimasti a lungo in attesa di una destinazione.

Il passaggio decisivo sarà riuscire a far convivere nuovo utilizzo, tutela architettonica e memoria storica.

Via Asti torna così ad avere un futuro definito, senza però perdere il peso del proprio passato.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende