Olimpiadi estive a Torino, Milano e Genova: ad agosto 2026 il progetto del Nord-Ovest resta in corsa

Da Alessandro Maldera
Agosto 21, 2026

La possibile candidatura di Torino, Milano e Genova alle Olimpiadi estive continua a essere un progetto concreto, ma ad agosto 2026 non è ancora una candidatura ufficiale. Piemonte, Lombardia e Liguria hanno avviato un percorso comune per valutare la possibilità di ospitare una futura edizione dei Giochi Olimpici e Paralimpici.
L’orizzonte principale resta il 2036, mentre il 2040 viene considerato come possibile alternativa. Nel frattempo le amministrazioni stanno lavorando sulla fattibilità del progetto, sulle infrastrutture e sul necessario confronto con Coni e Governo.
Olimpiadi del Nord-Ovest: la situazione ad agosto 2026
Regioni: Piemonte, Lombardia e Liguria
Edizione principale valutata: 2036
Alternativa: 2040
Modello: Olimpiadi diffuse su più territori
Priorità: riuso degli impianti, sostenibilità e contenimento dei costi
Stato del progetto: fase preliminare di studio e confronto
Olimpiadi estive Torino, Milano, Genova: come nasce il progetto
Le tre Regioni e le tre città hanno deciso di verificare insieme la fattibilità di una candidatura olimpica del Nord-Ovest italiano.
L’idea è mettere in comune impianti sportivi, infrastrutture, sistemi di trasporto e capacità organizzative già presenti nei territori.
Torino, Milano e Genova formano inoltre un asse economico, logistico e culturale fortemente interconnesso, elemento considerato centrale nella costruzione della proposta.
Prima dell’ipotesi di una candidatura estiva con Milano e Genova, Torino aveva già affrontato un altro passaggio olimpico importante. Approfondisci perché Torino non ospiterà le Olimpiadi invernali del 2030
Ad agosto 2026 non esiste ancora una candidatura definitiva
Il percorso resta però in una fase preliminare.
Non è ancora stato formalizzato un dossier olimpico definitivo e le istituzioni devono completare le valutazioni tecniche e politiche necessarie.
Il lavoro iniziale è affidato anche a un gruppo operativo interistituzionale, composto dai capi di gabinetto delle sei amministrazioni coinvolte.
Dovrà essere verificata la sostenibilità complessiva del progetto prima di assumere decisioni definitive.
Sala vuole portare avanti la proposta
A rafforzare l’ipotesi è arrivata anche la posizione del sindaco di Milano Giuseppe Sala, favorevole a proseguire il lavoro con Torino e Genova.
L’obiettivo è arrivare alla conclusione del mandato con una proposta sufficientemente strutturata da poter essere valutata seriamente.
Resta però anche il tema della possibile concorrenza tra differenti progetti italiani: la scelta finale dovrà infatti passare attraverso il movimento sportivo nazionale.
Il nodo dello stadio di Milano
Tra le questioni ancora aperte compare anche quella dello stadio milanese.
Secondo Sala, trovare una soluzione su questo fronte è importante per rafforzare la candidatura.
Un progetto olimpico estivo richiede infatti un sistema di impianti capace di sostenere cerimonie, competizioni e grandi flussi di pubblico.
La definizione delle strutture da utilizzare sarà quindi uno dei passaggi centrali del futuro dossier.
Un’Olimpiade distribuita tra tre città
La candidatura dovrebbe seguire un modello molto diverso rispetto ai Giochi concentrati in una sola città.
L’ipotesi è distribuire gare e funzioni tra Torino, Milano, Genova e i rispettivi territori regionali.
In questo modo sarebbe possibile valorizzare strutture già esistenti e ridurre la necessità di costruire nuovi impianti.
Il progetto punta inoltre a coinvolgere università, sistema economico e imprese presenti nel Nord-Ovest.
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Sostenibilità e riuso degli impianti
Uno dei principi fondamentali riguarda la sostenibilità economica e ambientale.
L’obiettivo dichiarato è utilizzare il maggior numero possibile di strutture sportive, universitarie e fieristiche già disponibili.
Le nuove costruzioni dovrebbero essere limitate alle infrastrutture realmente necessarie, cercando di evitare opere prive di una funzione dopo la conclusione dei Giochi.
La candidatura dovrà quindi dimostrare di lasciare benefici concreti e duraturi ai territori.
Torino porta l’esperienza delle Olimpiadi 2006
Il progetto può contare anche sull’esperienza accumulata nell’organizzazione di grandi manifestazioni.
Torino ha ospitato i Giochi Olimpici invernali del 2006, evento che ha lasciato alla città impianti, competenze e infrastrutture.
Milano ha invece appena partecipato all’organizzazione delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.
A queste esperienze si aggiungono i numerosi eventi internazionali sportivi, culturali e fieristici organizzati abitualmente nelle tre città.
Il prossimo passaggio sarà il confronto con Coni e Governo
Prima di parlare di candidatura vera e propria servirà un confronto più approfondito con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, il Governo e il sistema sportivo.
Saranno coinvolti anche università e principali soggetti economici e territoriali.
Solo dopo questa fase potranno essere valutati costi, impianti, mobilità, organizzazione delle gare e distribuzione degli eventi.
Il 2036 resta dunque il primo obiettivo, ma il 2040 rappresenta già un’alternativa nel caso in cui i tempi non fossero sufficienti.
Olimpiadi estive 2036: Torino, Milano e Genova in corsa
No. Ad agosto 2026 esiste un percorso comune di studio, ma la candidatura non è ancora formalizzata.
Il primo obiettivo è il 2036, con il 2040 considerato come alternativa.
Con un modello diffuso tra più città e territori, utilizzando soprattutto impianti e infrastrutture già esistenti.
La città può contare sull’esperienza organizzativa e sulle strutture ereditate dalle Olimpiadi invernali del 2006.
Servono approfondimenti tecnici e un confronto con Coni, Governo, mondo sportivo, università e stakeholder territoriali.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



