Torino fuori dal pattinaggio olimpico 2030: l’Oval perde la sfida con l’Olanda

Da Alessandro Maldera
Maggio 12, 2026

Sfuma la possibilità di riportare un pezzo di Olimpiadi invernali a Torino. Il Comitato organizzatore di Alpes Françaises 2030 ha scelto di proseguire la trattativa esclusiva con Thialf Heerenveen, nei Paesi Bassi, per le gare di pattinaggio di velocità. Di conseguenza, l’Oval del Lingotto resta fuori dalla partita, dopo essere stato indicato come possibile sede internazionale per i Giochi del 2030.
La decisione in breve
Disciplina: pattinaggio di velocità
Candidatura torinese: Oval del Lingotto, già sede olimpica nel 2006
Scelta degli organizzatori: confronto esclusivo con Thialf Heerenveen, nei Paesi Bassi
Effetto per Torino: sfuma il ritorno del pattinaggio olimpico all’Oval
Prossima prospettiva: dossier del Nord-Ovest per i Giochi Olimpici Estivi 2036 o 2040
Niente Olimpiadi 2030 a Torino: cosa è successo
Torino non ospiterà, salvo nuovi colpi di scena, le gare di pattinaggio di velocità delle Olimpiadi invernali 2030. La decisione arriva dal percorso avviato dal Comitato organizzatore francese, che ha scelto di concentrare il confronto su Thialf Heerenveen, impianto olandese considerato tra i riferimenti mondiali della disciplina.
L’Oval di Torino era entrato nella discussione perché la Francia non disponeva di una struttura adeguata per ospitare il pattinaggio di velocità. Inoltre, l’impianto torinese aveva già una forte identità olimpica, essendo stato utilizzato durante i Giochi invernali di Torino 2006.
Tuttavia, la scelta degli organizzatori si è orientata verso i Paesi Bassi. Per Torino si tratta quindi di una nuova occasione mancata, soprattutto dopo le polemiche e le delusioni legate al mancato utilizzo degli impianti torinesi nelle precedenti partite olimpiche.
Perché l’Oval di Torino era in corsa
L’Oval del Lingotto rappresentava una candidatura naturale per diversi motivi. Prima di tutto, era già stato sede delle gare di pattinaggio di velocità nel 2006. Inoltre, Torino poteva contare su una memoria olimpica ancora forte e su strutture già esistenti.
La candidatura avrebbe avuto anche un valore simbolico. Dopo anni di discussioni sul riuso degli impianti olimpici, riportare una disciplina a cinque cerchi all’Oval avrebbe significato ridare centralità a una struttura nata proprio per i grandi eventi sportivi.
Inoltre, la vicinanza geografica con le Alpi francesi poteva sembrare un vantaggio rispetto alla soluzione olandese. Eppure, nel confronto finale, ha pesato la forza sportiva e organizzativa dei Paesi Bassi nel pattinaggio di velocità.
Thialf Heerenveen: l’impianto scelto dai francesi
Il dossier olimpico francese proseguirà quindi con Thialf Heerenveen, nei Paesi Bassi. Si tratta di una struttura fortemente legata alla tradizione del pattinaggio di velocità e già abituata a ospitare competizioni internazionali di alto livello.
La decisione non chiude ancora formalmente ogni passaggio burocratico, ma segna una direzione molto chiara. Infatti, quando una trattativa diventa esclusiva, le altre candidature restano di fatto ai margini.
Per questo motivo, il sogno torinese può essere considerato sostanzialmente sfumato. La scelta definitiva è attesa più avanti, ma il percorso degli organizzatori francesi sembra ormai orientato verso l’Olanda.
La reazione di Torino e del Piemonte
Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio hanno commentato la decisione sottolineando il valore della candidatura torinese. Secondo i due amministratori, Torino e il Piemonte hanno comunque dimostrato credibilità internazionale nella gestione dei grandi eventi sportivi.
Nel loro intervento, Lo Russo e Cirio hanno anche ringraziato le istituzioni e i soggetti che hanno sostenuto il percorso, tra cui Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Camera di Commercio di Torino.
Ora, però, l’attenzione si sposta su un obiettivo più ampio. Torino e Piemonte intendono continuare a lavorare con Milano, Genova, Lombardia e Liguria per costruire un dossier competitivo in vista dei Giochi Olimpici Estivi del 2036 o del 2040.
Cosa significa questa esclusione per Torino
La mancata scelta dell’Oval pesa soprattutto sul piano simbolico. Torino avrebbe potuto rientrare nella geografia olimpica internazionale attraverso una disciplina già legata alla sua storia recente.
Inoltre, l’operazione avrebbe dato nuova visibilità a un impianto spesso al centro del dibattito sul futuro dell’eredità olimpica del 2006. Invece, la decisione degli organizzatori francesi lascia ancora aperta la questione del pieno rilancio delle strutture torinesi.
Allo stesso tempo, la candidatura non è stata inutile. Infatti, ha riportato Torino dentro una discussione internazionale e ha confermato che il territorio continua a proporsi come piattaforma per grandi eventi sportivi.
Torino guarda già alle Olimpiadi estive
Dopo il passo indietro sul 2030, la prospettiva indicata dalle istituzioni è quella delle Olimpiadi estive. Il progetto riguarderebbe un asse del Nord-Ovest, con Torino, Milano e Genova come città protagoniste.
Si tratta, naturalmente, di una sfida molto diversa. Le Olimpiadi estive richiedono infrastrutture, impianti, trasporti e capacità organizzativa su scala ancora più ampia rispetto a singole gare ospitate in una struttura già esistente.
Tuttavia, la direzione politica è chiara: Torino non vuole uscire dal circuito dei grandi eventi. Dopo il no all’Oval per il 2030, la partita olimpica si sposta quindi su un terreno più ambizioso e di lungo periodo.
Per Torino è un’altra delusione olimpica, inutile girarci troppo intorno. L’Oval sembrava avere storia, funzione e posizione per tornare protagonista nel 2030. Invece, il pattinaggio di velocità prende la strada dell’Olanda.
La città, però, non esce del tutto dalla partita dei grandi eventi. Dopo questa esclusione, il nuovo terreno indicato dalle istituzioni è quello delle Olimpiadi estive del 2036 o del 2040, con un progetto condiviso nel Nord-Ovest italiano.
FAQ – Cosa sapere sul no all’Oval per il 2030
No. La possibilità di ospitare le gare di pattinaggio di velocità all’Oval è sfumata dopo la scelta del Comitato organizzatore di Alpes Françaises 2030 di proseguire la trattativa esclusiva con Thialf Heerenveen, nei Paesi Bassi.
L’impianto candidato era l’Oval del Lingotto, già utilizzato per il pattinaggio di velocità durante le Olimpiadi invernali di Torino 2006.
Gli organizzatori hanno deciso di puntare su Thialf Heerenveen, struttura olandese con una tradizione molto forte nel pattinaggio di velocità e già abituata a competizioni internazionali.
La direzione è ormai molto chiara, perché il confronto prosegue in forma esclusiva con l’impianto olandese. Tuttavia, i passaggi formali conclusivi sono attesi più avanti.
Sì. Torino e il Piemonte puntano ora a lavorare con Milano, Genova, Lombardia e Liguria per un possibile dossier olimpico del Nord-Ovest in vista dei Giochi Olimpici Estivi del 2036 o del 2040.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



