Fratture del bacino, al CTO di Torino debutta una tecnica endoscopica mai utilizzata prima in Italia

Da Alessandro Maldera
Agosto 20, 2026

La nuova tecnica per la frattura del bacino al CTO di Torino permette di intervenire utilizzando una telecamera di appena 5 millimetri e soltanto tre piccole incisioni addominali. La procedura è stata adottata su un paziente di 56 anni vittima di un grave incidente sul lavoro.
Secondo la Città della Salute e della Scienza, il CTO diventa così il primo centro italiano e uno dei primi in Europa a utilizzare questo approccio per il trattamento delle fratture del bacino.
Nuova tecnica al CTO di Torino: i punti principali
Telecamera: 5 millimetri
Accessi: tre piccole incisioni addominali
Primo caso: paziente di 56 anni con grave trauma
Obiettivo: ridurre invasività e alcune complicanze
Recupero: possibile mobilizzazione già dal giorno successivo
Come funziona la nuova tecnica per le fratture del bacino
La metodica utilizzata dagli specialisti dell’Ortopedia e Traumatologia universitaria prevede un accesso endoscopico endopelvico.
Attraverso tre incisioni della parete addominale vengono inseriti una piccola telecamera e strumenti chirurgici dedicati.
Rispetto alla chirurgia tradizionale, l’obiettivo è raggiungere la zona da trattare attraverso accessi più contenuti, limitando l’impatto dell’intervento sui tessuti.
La nuova tecnica per le fratture del bacino si inserisce nell’attività di alta specializzazione del Centro Traumatologico Ortopedico. Approfondisci la storia e le specializzazioni del CTO di Torino
Il primo intervento su un paziente di 56 anni
La procedura è stata applicata a un uomo di 56 anni che aveva riportato una grave frattura in seguito a un incidente sul lavoro.
Nei primi pazienti trattati, la Città della Salute riferisce un decorso positivo, senza complicanze e con tempi di recupero più brevi.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la possibilità di iniziare la mobilizzazione rapidamente.
Quando le condizioni cliniche lo consentono, il paziente può infatti tornare a camminare già dal giorno successivo all’intervento.
CTO primo centro in Italia a utilizzare la procedura
La novità colloca il Centro Traumatologico Ortopedico torinese tra le prime strutture europee ad applicare la chirurgia endoscopica a questo tipo di frattura.
L’introduzione della tecnica è stata curata dal dottor Michele Nardi, insieme a Matteo Giachino, Luca Rollero, Alessandro Aprato e Marco Allasia.
Il progetto nasce da un lavoro multidisciplinare che ha coinvolto differenti specialità della Città della Salute.
La collaborazione con la Clinica Urologica delle Molinette
Un ruolo importante è stato svolto dalla Clinica Urologica universitaria delle Molinette, diretta dal professor Paolo Gontero.
L’esperienza maturata nella chirurgia laparoscopica e robotica ha permesso di trasferire competenze e standard di sicurezza alla nuova procedura ortopedica.
È stato coinvolto anche il servizio di Anestesia e Rianimazione del CTO, diretto da Maurizio Berardino, specializzato nella gestione dei pazienti traumatizzati e degli interventi più complessi.
Il ruolo del CTO nei traumi complessi
Il CTO rappresenta da tempo un centro di riferimento per l’ortopedia e la traumatologia ad alta specializzazione.
La struttura ospita attività dedicate ai politraumi, alla chirurgia vertebrale, alla microchirurgia e all’oncologia ortopedica.
In Piemonte opera inoltre il Centro di riferimento per la patologia complessa di anca e bacino (Crab), nato per concentrare i casi più difficili e sviluppare nuovi percorsi terapeutici.
Una tecnica nata da formazione e ricerca
L’introduzione della chirurgia endoscopica nelle fratture del bacino deriva da un percorso che ha unito formazione internazionale, ricerca clinica e innovazione tecnologica.
La sperimentazione punta soprattutto a ridurre l’invasività dell’intervento e favorire una ripresa più rapida del paziente.
I primi risultati vengono descritti come positivi, anche se l’applicazione della procedura dipende naturalmente dalle caratteristiche del trauma e dalle condizioni cliniche di ogni persona.
FAQ – Fratture del bacino: come funziona la nuova tecnica
Utilizza una telecamera endoscopica da 5 millimetri e strumenti inseriti attraverso tre piccole incisioni.
L’approccio punta a ridurre l’invasività e alcune complicanze rispetto agli accessi chirurgici tradizionali.
Quando le condizioni lo permettono, la mobilizzazione può iniziare già il giorno successivo.
Secondo la Città della Salute, sì: è il primo in Italia e tra i primi in Europa per questa applicazione.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



