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VenTo, la pista ciclabile da Venezia a Torino lungo il Po: oltre 700 chilometri attraverso il Nord Italia

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Da Alessandro Maldera

Agosto 13, 2026

La VenTo pista ciclabile Venezia Torino è uno dei più grandi progetti italiani dedicati al cicloturismo. Il tracciato previsto supera i 700 chilometri e segue in larga parte il corso del Po, collegando Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Il percorso attraversa città, borghi, campagne e aree naturali, con l’obiettivo di creare una grande dorsale ciclabile tra Torino e Venezia. I lavori sono stati suddivisi in numerosi lotti e la ciclovia non deve ancora essere considerata interamente percorribile come infrastruttura continua e completata.

Focus sulla pista ciclabile VenTo

– Lunghezza complessiva prevista: circa 705 km
– Regioni attraversate: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto
– Comuni interessati: circa 120
– Percorso sviluppato soprattutto lungo il Po
– Circa 264 km attraversano aree protette
– Inserita nel Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche
– Collegata alla rete internazionale EuroVelo 8

VenTo pista ciclabile Venezia Torino: un percorso lungo il Po

L’idea alla base di VenTo è creare una grande infrastruttura cicloturistica capace di attraversare la Pianura Padana da ovest a est.

Il progetto nasce nell’ambito del Politecnico di Milano e si sviluppa principalmente utilizzando gli argini maestri del Po.

Questi rappresentano una lunga infrastruttura lineare già presente nel territorio e consentono di attraversare vaste porzioni della pianura seguendo il corso del fiume.

La ciclovia raggiunge circa 700 chilometri e interessa 120 comuni, oltre a centinaia di località distribuite lungo il Po.

Quattro regioni collegate dalla grande ciclovia

VenTo attraversa quattro regioni del Nord Italia:

Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

L’obiettivo è collegare due estremi simbolici del percorso, Torino e Venezia, attraverso un itinerario continuo dedicato alla mobilità lenta.

Lungo il tragitto si incontrano grandi città, centri storici, territori agricoli e numerosi piccoli comuni sviluppati nei secoli attorno al Po.

La ciclovia fa inoltre parte della rete EuroVelo 8, il grande itinerario internazionale che attraversa il Mediterraneo europeo.

Da Torino al Monferrato seguendo il Grande Fiume

La parte occidentale del percorso parte dall’area torinese e segue progressivamente il Po verso est.

Tra le località attraversate o interessate dal sistema della ciclovia compaiono Carmagnola, Gassino, Chivasso, Trino e Valenza.

Il paesaggio cambia gradualmente, passando dall’area metropolitana torinese alle campagne e ai territori del Monferrato e del Vercellese.

Il fiume rimane il principale elemento di continuità dell’intero itinerario.

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Dai borghi padani fino al Delta del Po

Proseguendo verso est, VenTo attraversa una lunga successione di piccoli centri legati alla storia del Po.

Tra questi figurano Arena Po, San Zenone, Caorso, Zibello, Roccabianca, Colorno, Casalmaggiore, Viadana, Brescello, Boretto, Gualtieri, Guastalla, Ostiglia, Revere, Bondeno, Mesola e Contarina.

Il percorso permette così di alternare città più conosciute a borghi rurali, cascine, corti, castelli e piccoli centri storici.

Una delle caratteristiche principali del progetto è proprio quella di portare i cicloturisti in territori normalmente esclusi dai grandi flussi turistici.

Un viaggio tra natura, risaie e campagne

Una parte considerevole della ciclovia attraversa ambienti naturali.

Circa 264 chilometri, pari a circa il 40% del percorso indicato nel progetto originario, ricadono all’interno di aree protette.

Lungo le golene si incontrano pioppi, salici e querce, mentre nelle zone agricole dominano mais, riso, frumento e soia.

Il paesaggio cambia profondamente con le stagioni.

Particolarmente caratteristiche sono le risaie, allagate durante la primavera e completamente trasformate nel periodo della maturazione e della raccolta.

Anche città d’arte e grandi destinazioni lungo VenTo

La dorsale permette di raggiungere o collegare numerose destinazioni turistiche della Pianura Padana.

Tra i territori interessati figurano quelli di Torino, Mantova, Ferrara e Venezia, oltre al sistema dei Navigli e ai collegamenti verso Milano.

VenTo non è stata quindi pensata soltanto come una pista per percorrere integralmente centinaia di chilometri.

Il progetto punta a funzionare anche come struttura dalla quale raggiungere altri itinerari ciclabili e destinazioni vicine.

I comuni della provincia di Torino attraversati dalla ciclovia VenTo

La ciclovia VenTo attraversa anche una parte importante della Città metropolitana di Torino, seguendo il corso del Po e collegando il capoluogo con numerosi centri della collina e del Chivassese.

Nel territorio torinese il percorso interessa:

  • Torino
  • San Mauro Torinese
  • Castiglione Torinese
  • Gassino Torinese
  • Settimo Torinese
  • Brandizzo
  • San Raffaele Cimena
  • Castagneto Po
  • San Sebastiano da Po
  • Lauriano
  • Monteu da Po
  • Brusasco
  • Verrua Savoia
  • Chivasso
  • Verolengo

Questo tratto rappresenta la parte più occidentale della grande dorsale cicloturistica. Dalla città di Torino, VenTo accompagna progressivamente il Po verso est, attraversando aree urbane, zone agricole e piccoli comuni legati storicamente al fiume.

Superato il territorio metropolitano torinese, il percorso prosegue nel Vercellese verso Crescentino, Fontanetto Po, Palazzolo Vercellese e Trino, continuando poi lungo la Pianura Padana in direzione di Venezia.

Per molti dei comuni attraversati, la ciclovia può diventare anche uno strumento di valorizzazione locale, favorendo un turismo lento legato a paesaggio, patrimonio storico, ristorazione e piccoli servizi distribuiti lungo il Po.

Più di 115 stazioni ferroviarie raggiungibili

Uno degli elementi centrali del progetto è l’intermodalità.

Secondo la configurazione descritta nel progetto, più di 115 stazioni ferroviarie possono essere raggiunte pedalando per meno di sei chilometri dal percorso.

Questo rende possibile organizzare il viaggio in tappe e utilizzare il treno per raggiungere o lasciare differenti punti della ciclovia.

VenTo diventa così utilizzabile anche da chi non vuole percorrere tutti i 700 chilometri consecutivamente.

Biciclette anche sui battelli del Po

L’integrazione non riguarda soltanto la ferrovia.

Il progetto prevede anche la possibilità di sfruttare gli attracchi lungo il Po e utilizzare i collegamenti fluviali compatibili con il trasporto delle biciclette.

A questo sistema si aggiungono le connessioni con altre ciclovie e itinerari.

Tra questi vengono indicati i collegamenti verso la Torino-Nizza, l’asse ciclabile del Brennero e le piste sviluppate lungo importanti affluenti del Po come Ticino, Adda, Mincio e Secchia.

Un progetto da oltre 700 chilometri

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intero percorso di 705 chilometri è stato completato nel dicembre 2019.

È stato uno dei primi casi italiani di progettazione unitaria di una ciclovia turistica di questa dimensione.

La realizzazione è stata successivamente suddivisa in differenti lotti territoriali.

Nel quadro riportato dal progetto risultano finanziati 16 lotti, per complessivi 539 chilometri di percorsi ciclopedonali.

L’investimento pubblico indicato raggiunge circa 137 milioni di euro.

Oltre 50 milioni dal PNRR

Una quota importante delle risorse è stata collegata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Nel quadro finanziario riportato per VenTo risultano 51 milioni di euro di risorse PNRR.

A questi si sommano finanziamenti statali, regionali e locali.

Il programma nazionale per le ciclovie turistiche aveva fissato al 30 giugno 2026 la scadenza per la realizzazione degli interventi finanziati attraverso questa componente del PNRR.

Il ruolo dell’Agenzia del Po

Una parte molto rilevante degli interventi è affidata all’Agenzia Interregionale per il Fiume Po.

Nel quadro complessivo riportato dal progetto, l’ente è coinvolto su circa il 68% della ciclovia, con opere per circa 114 milioni di euro.

La scelta è collegata soprattutto alla natura del percorso.

Gran parte della ciclovia utilizza infatti argini e territori direttamente collegati alla gestione idraulica del Po.

In Lombardia investimenti aggiuntivi

Alle risorse nazionali si sono aggiunti finanziamenti delle singole regioni.

Per la Lombardia vengono indicati 44 milioni di euro di risorse aggiuntive.

Altri finanziamenti sono arrivati attraverso programmi ministeriali e fondi dedicati alla mobilità sostenibile.

Il risultato è un progetto costruito attraverso numerose fonti finanziarie e differenti lotti distribuiti lungo l’intero corso del Po.

Le prime tratte già realizzate

Alcuni segmenti della ciclovia sono stati completati prima dell’intero itinerario.

Nel marzo 2025 è stato inaugurato in Veneto un primo lotto funzionale di 14,4 chilometri tra Loreo e Cavanella d’Adige, nel territorio del Delta del Po.

Un secondo lotto veneto verso il Lido di Venezia comprende circa 35 chilometri e un investimento indicato in 7,3 milioni di euro.

In Lombardia erano già molto avanzati gli interventi tra Pavia e Viadana, mentre il collegamento milanese tra Darsena e Assago risultava completato nel quadro fornito dal testo di partenza.

Anche in Emilia-Romagna sono stati attivati lavori tra Piacentino e Ferrarese.

In Piemonte i lavori procedono per lotti

La situazione piemontese è particolarmente importante per comprendere perché VenTo non possa ancora essere considerata una ciclovia completamente terminata.

Il primo lotto prioritario interessa il percorso da Chivasso a Trino Vercellese.

Un atto regionale del 5 giugno 2026 descriveva ancora come in corso le attività relative a questo primo lotto. Nello stesso documento venivano attivate le procedure per affidare progettazione e realizzazione di un secondo lotto di almeno 24 chilometri tra Trino Vercellese e Valenza, finanziato con circa 9,33 milioni di euro.

Aggiornamento sul tratto piemontese
Il cronoprogramma PNRR indicava il 30 giugno 2026 come scadenza per gli interventi finanziati. Tuttavia, un provvedimento della Regione Piemonte del 5 giugno indicava ancora attività in corso sul tratto Chivasso-Trino e procedure per il lotto Trino-Valenza. Per questo l’intera VenTo non va presentata come già completata.

Oggi non tutti i 700 chilometri sono una pista ciclabile continua

VenTo nasce come progetto di una ciclovia continua, sicura e accessibile, ma il percorso storico utilizzato dai ciclisti non coincide interamente con una pista già attrezzata.

Nel quadro tecnico originario, 52,8 chilometri risultavano già classificabili come piste ciclopedonali a norma.

Altri 66,9 chilometri potevano essere trasformati soprattutto attraverso modifiche alle regole di utilizzo delle strade sugli argini.

Circa 399 chilometri richiedevano interventi relativamente limitati, principalmente sulla pavimentazione.

Ponti, sottopassi e terrapieni per i tratti più complessi

La parte più difficile riguarda circa 186 chilometri.

In questi segmenti non è sufficiente migliorare il fondo stradale.

Sono necessarie opere strutturali come ponti, sottopassi, sovrappassi e terrapieni per eliminare interruzioni e punti pericolosi.

È proprio questa differenza tra tratti già facilmente ciclabili e segmenti che richiedono infrastrutture importanti a spiegare la complessità della realizzazione dell’intero percorso.

Perché non è ancora un itinerario adatto a tutti

Prima del completamento dei diversi interventi, chi decide di seguire l’intero itinerario deve considerare una forte disomogeneità.

Possono essere presenti strade bianche, sterrati, tratti poco segnalati e passaggi su viabilità ordinaria.

In alcuni punti le condizioni possono richiedere maggiore esperienza oppure la necessità di condurre la bicicletta a mano.

L’obiettivo finale è invece creare una pista ciclopedonale continua utilizzabile anche da persone meno esperte.

Una ciclovia pensata anche per chi cammina e usa handbike

Il progetto non è rivolto esclusivamente ai ciclisti sportivi.

VenTo è concepita come una ciclovia turistica inclusiva, utilizzabile anche a piedi e, dove le caratteristiche dell’infrastruttura lo consentiranno, con handbike.

L’obiettivo è ridurre il più possibile le difficoltà tecniche e trasformare il percorso lungo il Po in un’infrastruttura accessibile a un pubblico molto più ampio rispetto ai soli cicloturisti esperti.

L’impatto economico atteso lungo il percorso

Dietro VenTo esiste anche un progetto economico legato al turismo lento.

Le stime riportate dal progetto ipotizzano, a regime, oltre 400 mila visitatori, circa 2 mila nuovi posti di lavoro e un indotto territoriale potenziale di circa 100 milioni di euro.

Lungo il percorso si trovano inoltre migliaia di attività economiche che potrebbero beneficiare dell’aumento dei flussi.

Il bacino indicato comprende circa 6.500 bar e ristoranti, 900 strutture ricettive e 30.500 aziende agricole.

Quanto può valere un chilometro di ciclovia

Le valutazioni elaborate durante lo sviluppo del progetto stimano per ogni chilometro di ciclabile un possibile indotto compreso tra 150 mila e 350 mila euro all’anno.

L’impatto dipenderebbe naturalmente dal numero di visitatori e dalla capacità dei territori di offrire servizi, ospitalità e attività.

Il modello punta soprattutto sui piccoli centri.

Un cicloturista si sposta infatti lentamente, effettua più soste e può utilizzare strutture ricettive, ristoranti, negozi e servizi distribuiti lungo tutto il percorso.

VenTo come progetto di sviluppo dei territori del Po

La VenTo pista ciclabile Venezia Torino non è quindi soltanto un collegamento tra due grandi città.

Il progetto punta a mettere in rete territori molto differenti, valorizzando il paesaggio del Po e favorendo una forma di turismo capace di raggiungere anche borghi e campagne lontani dai circuiti più frequentati.

La vera sfida resta trasformare i numerosi segmenti già esistenti, in costruzione o progettati in una ciclovia realmente continua e riconoscibile per oltre 700 chilometri.

La scadenza PNRR del giugno 2026 ha rappresentato un passaggio decisivo per molti lotti, ma gli atti disponibili mostrano che il percorso verso il completamento dell’intera dorsale deve essere valutato tratto per tratto.

FAQ – Chiarimenti sulla pista ciclabile che collega Venezia e Torino

Quanto è lunga la pista ciclabile VenTo?

Il progetto complessivo prevede un itinerario di circa 705 chilometri tra Torino e Venezia, sviluppato prevalentemente lungo il Po.

Quali regioni attraversa VenTo?

La ciclovia interessa Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

La ciclovia Torino-Venezia è già completamente percorribile?

Non deve essere considerata una pista ciclabile continua e completamente ultimata. I diversi tratti presentano stati di realizzazione differenti e nel giugno 2026 risultavano ancora attività in corso in Piemonte.

Dove passa VenTo in Piemonte?

Il progetto interessa il territorio torinese e segue il Po verso Chivasso, Trino Vercellese e successivamente Valenza.

VenTo fa parte di EuroVelo?

Sì. La ciclovia è inserita nel sistema dell’EuroVelo 8, l’itinerario cicloturistico internazionale che attraversa l’Europa mediterranea.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende