Cascina la Barberina, la corte settecentesca ricostruita lontano dalla Stura

Da Alessandro Maldera
Agosto 05, 2026

La Cascina la Barberina di Torino sorge vicino al fiume Stura, in un’area utilizzata a fini agricoli fin dal Medioevo. Il complesso attuale venne costruito nel 1782 per sostituire una cascina precedente, distrutta da un’esondazione.
La struttura conserva l’impianto tipico delle cascine a corte chiusa della pianura torinese. Dopo le ristrutturazioni più recenti, gli edifici sono stati destinati a uso residenziale privato.
Cascina la Barberina in sintesi
Zona: nei pressi della Stura, lungo via Cuorgné
Tipologia: cascina a corte chiusa
Origine: ricostruzione della precedente cascina Prona
Elementi principali: fabbricati civili e rurali, stalle e cappella
Uso attuale: residenziale privato
Dove si trova la Cascina la Barberina di Torino
La cascina sorge in via Cuorgnè 47, nel quartiere Falchera, nella parte settentrionale di Torino. E’ a poca distanza dal fiume Stura e lungo l’antica direttrice verso Leinì.
L’area venne ricavata attraverso il disboscamento delle sponde fluviali già in epoca medievale. I terreni furono quindi utilizzati per campi, prati, orti, boschi e altre attività agricole.
La vicinanza alla Stura garantiva la disponibilità d’acqua, ma esponeva anche gli edifici al rischio di piene ed esondazioni.
Proprio un’alluvione determinò l’abbandono della cascina precedente e la costruzione del complesso ancora oggi esistente.
La precedente cascina Prona distrutta dall’alluvione
Prima della Barberina esisteva una cascina conosciuta con il nome di Prona.
L’edificio si trovava circa 400 metri più vicino alla Stura rispetto al complesso attuale. La posizione risultava però particolarmente vulnerabile alle variazioni del corso d’acqua.
Dopo la distruzione provocata da un’alluvione, il proprietario decise di abbandonare il sito originario e ricostruire la cascina più a monte.
La nuova posizione offriva una maggiore protezione dalle piene, pur mantenendo il collegamento con i terreni agricoli della zona.
La ricostruzione della cascina nel 1782
La nuova cascina venne realizzata nel 1782.
Una descrizione pubblicata nel 1790 conferma che il complesso era stato ricostruito a circa un quarto di miglio dal precedente sito lungo la Stura. La cascina si trovava allora lungo la strada per Leinì e a poco più di due miglia dal centro di Torino.
La costruzione nacque quindi come un edificio completamente nuovo e non come un semplice ampliamento della cascina precedente.
Il trasferimento comportò anche il cambiamento del nome. La vecchia Prona divenne infatti la Barberina.
Le tre iscrizioni sulla facciata
Sulla facciata della nuova cascina vennero realizzate tre iscrizioni, oggi non più visibili.
La prima si trovava sopra il portone principale. Il testo ricordava l’abbandono del sito e del nome precedente, annunciando la nascita della Barberina.
Una seconda iscrizione, collocata vicino alla cappella, raccontava il rapporto con la Stura. Il fiume era stato considerato favorevole per circa un secolo, prima che l’erosione della sponda costringesse la cascina a spostarsi.
La terza iscrizione si trovava sulla sinistra entrando nella corte. Il testo spiegava che le nuove mura erano state costruite per sfuggire alle incursioni e alle piene del corso d’acqua.
La struttura a corte chiusa
La Barberina segue il modello delle cascine a corte chiusa diffuse nella pianura torinese durante la seconda metà del Settecento.
Gli edifici sono disposti intorno a uno spazio centrale protetto. La corte permetteva di organizzare in modo funzionale le attività agricole e di separare le zone residenziali da quelle destinate agli animali e al lavoro.
Il complesso comprendeva fabbricati civili e rurali, stalle, una cappella e locali agricoli indicati nelle fonti come “casi da terra”.
Le cartografie ottocentesche mostrano due corpi di fabbrica distinti e posti uno di fronte all’altro. Uno aveva una pianta a forma di L, mentre l’altro presentava una struttura rettangolare.
Una struttura rimasta stabile per circa due secoli
L’impianto della cascina rimase sostanzialmente invariato per quasi due secoli.
Le mappe storiche documentano infatti la permanenza della corte chiusa e dei due principali corpi di fabbrica.
Soltanto con le ristrutturazioni più recenti il complesso è stato adattato alle nuove esigenze abitative.
La Barberina è oggi utilizzata come residenza privata, ma continua a conservare diversi elementi che ricordano la sua originaria funzione agricola.
La cappella affacciata su via Cuorgné
Uno degli elementi più significativi del complesso è la cappella, collocata sull’angolo della facciata principale rivolta verso via Cuorgné.
La sua presenza è segnalata da un timpano triangolare, ancora riconoscibile nella struttura dell’edificio.
In seguito alle trasformazioni del complesso, la cappella è stata inglobata all’interno di un’abitazione privata.
Tra gli altri dettagli architettonici di interesse figurano il portale d’ingresso e gli abbaini delle soffitte, caratterizzati da un disegno ottocentesco.
La cascina nel Catasto del 1820
La documentazione catastale del 1820 offre una descrizione precisa della proprietà.
Il complesso comprendeva una casa rustica, una casa civile, la cappella, il cortile e uno stagno d’acqua.
Intorno alla cascina si estendevano inoltre un orto, prati, campi e aree boschive.
Questi elementi mostrano come la Barberina fosse un’azienda agricola organizzata e autosufficiente, capace di riunire funzioni residenziali, produttive e religiose.
I passaggi di proprietà nell’Ottocento
Nel 1840 la proprietà risultava divisa tra due famiglie.
Nel 1866 una delle due cedette la propria parte all’altra, che acquisì così l’intero complesso.
Verso la fine dell’Ottocento, tuttavia, la proprietà venne nuovamente frazionata tra diversi soggetti.
Questi passaggi modificarono soprattutto la distribuzione dei terreni, mentre la struttura principale della cascina rimase riconoscibile.
I terreni ceduti per la ferrovia Torino-Milano
Una parte dei terreni agricoli venne separata dal complesso durante lo sviluppo della rete ferroviaria.
Negli anni Cinquanta dell’Ottocento alcune aree furono cedute a una compagnia impegnata nella realizzazione delle nuove infrastrutture.
Negli anni Ottanta altri terreni passarono invece al demanio dello Stato per i lavori collegati alle ferrovie dell’Alta Italia.
Le cessioni servirono alla costruzione della linea Torino-Milano, che modificò progressivamente il paesaggio agricolo della zona.
Dalla cascina agricola alle abitazioni private
La Barberina ha perso nel tempo la sua funzione agricola originaria.
Le ristrutturazioni hanno trasformato i diversi fabbricati in spazi residenziali privati. La corte, la cappella e alcuni particolari architettonici continuano però a raccontare la storia del complesso.
L’edificio rappresenta quindi una testimonianza della campagna che un tempo circondava Torino e del rapporto difficile tra le attività agricole e il vicino fiume Stura.
La sua storia mostra anche come le infrastrutture ferroviarie e l’espansione urbana abbiano progressivamente ridotto e frammentato le grandi proprietà rurali.
FAQ –
Il complesso attuale venne costruito nel 1782. Sostituì una cascina precedente, chiamata Prona, distrutta da un’esondazione della Stura.
La vecchia struttura si trovava circa 400 metri più vicina al fiume ed era esposta alle piene. Dopo l’alluvione fu ricostruita in una posizione più elevata e sicura.
È una cascina a corte chiusa con fabbricati civili e rurali, stalle e una cappella. Le mappe storiche mostrano due edifici contrapposti, uno a L e uno rettangolare.
La cappella si trova sull’angolo della facciata principale affacciata su via Cuorgné. È riconoscibile per il timpano triangolare ed è oggi inglobata in un’abitazione privata.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



