Al Regina Margherita nasce la Biobanca Pediatrica per la ricerca

Da Alessandro Maldera
Agosto 05, 2026

All’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino è entrata in funzione una nuova Biobanca Pediatrica per la Ricerca. La struttura raccoglierà e conserverà campioni biologici provenienti da bambini, adolescenti e donatori pediatrici.
Sangue, tessuti, saliva e altri materiali saranno associati a dati clinici accurati. Potranno così sostenere studi sulle malattie rare e complesse, migliorare le diagnosi e favorire lo sviluppo di terapie sempre più personalizzate.
Cos’è la Biobanca Pediatrica del Regina Margherita
Una biobanca è un’infrastruttura scientifica dedicata alla raccolta, alla catalogazione, alla conservazione e alla distribuzione di campioni biologici.
Non si tratta, quindi, di un semplice deposito di provette. Ogni materiale viene preparato e custodito seguendo procedure rigorose, necessarie per mantenerne il valore scientifico nel tempo.
I campioni sono inoltre collegati alle informazioni cliniche utili alla ricerca. L’intero processo deve rispettare criteri precisi di sicurezza, qualità, tracciabilità ed etica
La Biobanca Pediatrica in sintesi
– Campioni conservati: sangue, tessuti, saliva e altri liquidi biologici
– Ambiti principali: malattie oncoematologiche, metaboliche, neurologiche e cardiache
– Finalità: ricerca, diagnosi avanzata e medicina di precisione
– Collegamenti: reti scientifiche italiane ed europee
– Sede: Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino
Un progetto da circa 300 mila euro
La realizzazione della Biobanca ha richiesto un investimento complessivo di circa 300 mila euro.
La prima fase ha riguardato la ristrutturazione e l’adeguamento dei locali. Gli interventi sono stati sostenuti da numerosi club dell’Associazione Lions International – Distretto 108 IA1 e da un finanziamento ottenuto attraverso il bando competitivo 2023 della Banca d’Italia.
Il progetto era stato presentato dal Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università degli Studi di Torino.
Successivamente sono state acquistate le attrezzature necessarie alla gestione e alla conservazione dei campioni. Questa parte del percorso è stata completata anche grazie al contributo dei Rotary Club coinvolti e di altre associazioni del territorio.
Quali campioni saranno conservati
La nuova infrastruttura potrà raccogliere diversi tipi di campioni biologici pediatrici.
Tra i materiali previsti rientrano:
- sangue;
- tessuti;
- saliva;
- altri liquidi biologici.
I campioni potranno provenire da pazienti affetti da patologie rare e complesse oppure da donatori pediatrici.
Ogni materiale verrà trattato, identificato e conservato in ambienti controllati. In questo modo potrà mantenere le caratteristiche necessarie per essere utilizzato negli studi scientifici anche a distanza di tempo.
Le malattie al centro della ricerca
L’attività della Biobanca riguarderà soprattutto le patologie rare e complesse dell’infanzia e dell’adolescenza.
L’attenzione sarà rivolta in particolare alle malattie:
- oncoematologiche;
- metaboliche;
- neurologiche;
- cardiache.
In questi settori, la disponibilità di materiali pediatrici di qualità è particolarmente importante. Alcune malattie colpiscono infatti un numero molto ridotto di bambini e un singolo ospedale può non disporre di campioni sufficienti per condurre ricerche ampie.
La collaborazione tra strutture differenti permette invece di raccogliere casistiche più numerose e ottenere risultati scientifici più solidi.
Perché i campioni pediatrici sono così importanti
L’organismo di un bambino non può essere considerato come una versione più piccola di quello adulto.
Durante l’infanzia e l’adolescenza il corpo cambia rapidamente. Inoltre, alcune patologie presentano caratteristiche specifiche e possono reagire ai trattamenti in modo diverso rispetto alle stesse malattie osservate negli adulti.
Per questo motivo, la ricerca pediatrica ha bisogno di materiali e dati ottenuti direttamente dai pazienti più giovani.
Lo studio dei campioni può aiutare a comprendere i meccanismi molecolari delle malattie e le ragioni per cui bambini con la stessa diagnosi presentano evoluzioni differenti.
La medicina di precisione parte dalle differenze
La Biobanca sosterrà anche lo sviluppo della medicina di precisione pediatrica.
Questo approccio non considera soltanto il nome della malattia. Analizza anche le caratteristiche biologiche e molecolari del singolo paziente.
Due bambini con la stessa diagnosi possono infatti presentare alterazioni differenti, rispondere in modo diverso alle cure o sviluppare forme più o meno aggressive della stessa patologia.
La disponibilità di campioni ben conservati può aiutare i ricercatori a:
- riconoscere sottotipi differenti della stessa malattia;
- individuare nuovi marcatori biologici;
- identificare possibili bersagli terapeutici;
- selezionare i pazienti adatti a specifici protocolli;
- sviluppare trattamenti più mirati e meno invasivi.
La Biobanca non produrrà automaticamente una nuova terapia. Tuttavia, renderà più ordinati, confrontabili e accessibili i materiali necessari per costruire studi affidabili.
Come funziona il percorso di un campione
Il percorso inizia con il prelievo o con la donazione, effettuati nel rispetto delle procedure previste e del consenso informato.
Successivamente, il campione viene preparato e identificato secondo protocolli precisi. Dopo la registrazione, viene trasferito nei sistemi di conservazione più adatti alla sua natura.
Il percorso comprende cinque fasi principali:
- Donazione o prelievo: il materiale viene raccolto durante il percorso ospedaliero
- Trattamento: il campione viene preparato e identificato
- Conservazione: il materiale viene custodito in condizioni controllate
- Ricerca: il campione può essere utilizzato in studi autorizzati
- Risultati: le conoscenze ottenute possono contribuire a diagnosi e terapie migliori
La tracciabilità consente di seguire ogni passaggio, evitando errori e garantendo il corretto utilizzo dei materiali. <div style=”background:#e9f6ff;border:1px solid #b7ddff;border-left:6px solid #2a8fd4;padding:14px 16px;margin:18px 0;border-radius:10px;”> <strong>Come viene tutelato ogni campione</strong><br> – Raccolta secondo protocolli definiti<br> – Consenso informato del paziente o della famiglia<br> – Identificazione e tracciabilità del materiale<br> – Conservazione in ambienti sicuri e controllati<br> – Protezione dei dati clinici associati<br> – Utilizzo soltanto nell’ambito di progetti autorizzati </div>
Il valore dei dati clinici associati
Un campione biologico diventa più utile quando è collegato a informazioni cliniche precise.
Una provetta conservata correttamente, ma priva di dati sulla diagnosi, sulle terapie o sull’evoluzione della malattia, offre possibilità di studio più limitate.
Al contrario, l’associazione tra materiale biologico e informazioni affidabili permette di confrontare pazienti diversi e individuare eventuali caratteristiche comuni.
I dati sensibili saranno gestiti e protetti nel rispetto delle norme. Le informazioni necessarie alla ricerca dovranno essere trattate senza compromettere la riservatezza dei bambini e delle famiglie.
La collaborazione tra ospedale e Università
La Biobanca nasce dalla collaborazione tra il Regina Margherita e l’Università degli Studi di Torino.
Questa alleanza avvicina l’attività clinica al lavoro svolto nei laboratori. I problemi osservati durante la cura dei pazienti possono così diventare domande scientifiche da approfondire.
I risultati ottenuti dalla ricerca potranno successivamente tornare nella pratica ospedaliera sotto forma di nuove conoscenze, strumenti diagnostici e possibili strategie terapeutiche.
È il principio della ricerca traslazionale: partire dalle necessità dei pazienti, studiarle scientificamente e riportare i risultati nella cura.
La collaborazione con AIEOP e Genom-Act
La Biobanca opererà all’interno dell’ecosistema scientifico già attivo presso il Regina Margherita.
La struttura lavorerà in sinergia con AIEOP, l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica. La rete collega i centri italiani impegnati nella cura e nello studio delle malattie oncologiche ed ematologiche dei bambini.
È prevista anche la collaborazione con il Laboratorio Centro Trapianti Cellule Staminali e Terapia Cellulare.
Il laboratorio rappresenta un centro nazionale di riferimento per gli studi genetici sui sarcomi pediatrici nell’ambito del progetto Genom-Act.
Condividere campioni, dati e metodologie consentirà di ampliare le casistiche e rafforzare la qualità delle ricerche.
Il collegamento con BBMRI.it e la rete europea
La Biobanca Pediatrica sarà collegata a BBMRI.it, il nodo italiano della rete europea BBMRI-ERIC.
Questa infrastruttura mette in relazione biobanche, centri di ricerca e risorse biomolecolari presenti in diversi Paesi.
Il collegamento permetterà alla struttura torinese di lavorare secondo standard condivisi di:
- qualità;
- sicurezza;
- tracciabilità;
- protezione dei dati;
- gestione etica dei campioni.
Inoltre, la rete renderà più semplice la partecipazione a studi multicentrici italiani ed europei.
Questo aspetto è decisivo soprattutto per le malattie rare. Nessun centro, infatti, dispone sempre da solo di un numero sufficiente di pazienti e campioni.
Cosa cambia per bambini e famiglie
La Biobanca non sostituirà le cure e non garantirà benefici immediati al bambino dal quale viene prelevato un campione.
Il suo valore si misura soprattutto nel medio e lungo periodo. Conservare correttamente il materiale significa evitare che informazioni potenzialmente importanti vadano perdute.
L’analisi di molti campioni può aiutare a individuare nuovi marcatori, distinguere forme differenti della stessa patologia e comprendere meglio la risposta ai trattamenti.
Le conoscenze ottenute potranno contribuire a diagnosi più precise e a terapie sempre più personalizzate. I risultati potrebbero essere utili sia ai pazienti attuali sia ai bambini curati negli anni successivi.
Un passo verso la trasformazione in IRCCS
La nascita della Biobanca rappresenta anche un passaggio importante nel percorso verso la possibile trasformazione del Regina Margherita in Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico.
Un IRCCS integra in modo strutturale assistenza sanitaria, ricerca e innovazione.
Una biobanca centralizzata può quindi rafforzare la capacità dell’ospedale di condurre studi, partecipare a reti nazionali e internazionali e valorizzare le competenze già presenti.
Il progetto sostiene soprattutto l’attività sulle malattie rare, oncologiche e croniche dell’età evolutiva.
Inoltre, può consolidare il ruolo di Torino come punto di riferimento nella ricerca pediatrica.
Una struttura che non promette scorciatoie
La Biobanca non rappresenta una soluzione immediata alle malattie rare e complesse.
La ricerca richiede tempo, verifiche, autorizzazioni e collaborazione tra medici, ricercatori, biologi e altre figure professionali.
La nuova struttura permette però di superare alcuni ostacoli pratici. Centralizzare i campioni riduce la dispersione dei materiali. Collegarli a dati clinici affidabili ne aumenta il valore scientifico.
Inoltre, l’utilizzo di procedure compatibili con quelle adottate da altri centri rende più semplice confrontare i risultati e partecipare a studi condivisi.
L’innovazione non risiede quindi in una singola provetta, ma nella precisione dell’intero sistema che la raccoglie, la conserva e la mette a disposizione della ricerca.
Il futuro della ricerca pediatrica si conserva oggi
Ogni campione biologico contiene una parte della storia clinica di un bambino.
Da solo può offrire alcune informazioni. Insieme a molti altri può aiutare a riconoscere meccanismi nascosti, differenze biologiche e nuove possibili strade terapeutiche.
Con la Biobanca Pediatrica, il Regina Margherita dispone di una nuova infrastruttura per custodire e condividere questo patrimonio scientifico.
L’investimento non riguarda soltanto locali e apparecchiature. Rappresenta una scelta a favore della ricerca, della collaborazione tra istituzioni e delle cure pediatriche del futuro.
FAQ –
È una struttura scientifica che raccoglie, cataloga, conserva e distribuisce campioni biologici pediatrici insieme ai dati clinici associati.
La Biobanca potrà raccogliere sangue, tessuti, saliva e altri liquidi biologici provenienti da pazienti e donatori pediatrici.
L’attività riguarderà soprattutto patologie oncoematologiche, metaboliche, neurologiche e cardiache, oltre ad altre malattie rare e complesse.
L’investimento complessivo è stato di circa 300 mila euro, utilizzati per adeguare gli spazi e acquistare le attrezzature.
Il progetto è stato sostenuto da Lions International – Distretto 108 IA1, dal bando 2023 della Banca d’Italia, dai Rotary Club e da altre associazioni.
No. La raccolta e l’impiego dei materiali devono rispettare il consenso informato, le autorizzazioni scientifiche e le regole sulla protezione dei dati.
Permette alla Biobanca di entrare in una rete italiana ed europea, adottare standard condivisi e partecipare a studi multicentrici.
No. La struttura non garantisce risultati immediati, ma offre ai ricercatori materiali e dati di qualità per migliorare nel tempo diagnosi, conoscenze e terapie.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



