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Il 5 agosto 1706 i francesi raggiunsero le difese della Cittadella

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Agosto 05, 2026

All’inizio di agosto Torino era assediata da quasi tre mesi e le sue capacità di resistenza iniziavano a ridursi. Gli scavi francesi durante l’assedio di Torino del 1706 erano ormai arrivati davanti alle difese avanzate della Cittadella. Intanto le strade dalla collina venivano chiuse e i rifornimenti diventavano sempre più difficili. Il 5 agosto segnò quindi l’inizio di una nuova e più pericolosa fase dell’attacco.

La stretta francese su Torino all’inizio di agosto

L’assedio era iniziato nel maggio 1706. Durante l’estate, le truppe francesi avevano progressivamente chiuso gli accessi alla città e avvicinato le proprie postazioni alla Cittadella.

Il 1° agosto alcuni reparti occuparono le colline comprese tra la zona dell’Eremo e Madonna del Pilone. L’obiettivo era interrompere le comunicazioni e impedire l’arrivo di viveri e munizioni.

Il giorno successivo anche le strade oltre il Po risultavano controllate. Le cronache riferiscono che le merci non riuscivano più a entrare regolarmente in città.

Torino si trovava così di fatto isolata. Le riserve alimentari diminuivano, mentre la popolazione doveva convivere con la fame, gli incendi e il pericolo dei bombardamenti.

Come avanzavano gli scavi francesi

Gli scavi non consistevano in un unico tunnel diretto verso la Cittadella. L’avvicinamento avveniva attraverso un sistema di trincee, camminamenti protetti e postazioni scavate nel terreno.

Le trincee permettevano alla fanteria, agli ingegneri e agli operai di avanzare riducendo l’esposizione al fuoco proveniente dalle fortificazioni. Le linee venivano progressivamente collegate e avvicinate al fossato.

Accanto ai lavori in superficie proseguiva anche la guerra sotterranea. I francesi cercavano di raggiungere le gallerie difensive, mentre i minatori sabaudi preparavano contromine ed esplosioni per distruggere i passaggi avversari.

Il 1° agosto gli scavi nemici erano già vicini alle gallerie superiori della Cittadella. Il giorno seguente alcune opere raggiunsero punti posti a pochi passi dalle palizzate.

Il 5 agosto 1706 a Torino in sintesi

– 1° agosto 1706: vengono occupati diversi passaggi sulla collina torinese
– 2 agosto: i rifornimenti oltre il Po diventano quasi impossibili
– 4 agosto: gli assedianti raggiungono le palizzate della contrascarpa
– 5 agosto: viene assaltata la strada coperta davanti alla Cittadella
– Torino deve affrontare fame, bombardamenti e scarsità di polvere da sparo

La crisi dei viveri e delle munizioni

La chiusura delle strade dalla collina ebbe conseguenze immediate. Fino a quel momento una parte dei viveri era riuscita a raggiungere Torino attraverso i passaggi oltre il Po.

All’inizio di agosto questa possibilità venne quasi completamente meno. Le scorte accumulate prima dell’assedio dovevano sostenere la popolazione, la guarnigione e quanti lavoravano alle fortificazioni.

Anche le munizioni diventavano sempre più preziose. Cannoni, moschetti, mine e contromine richiedevano grandi quantità di polvere nera, ma i collegamenti con l’esterno erano ormai estremamente rischiosi.

Il 3 agosto un convoglio di cento muli carichi di polvere riuscì ancora a entrare in città. Tuttavia, episodi simili diventavano sempre più difficili da ripetere.

Il tentativo di trasportare la polvere sul Po

Per superare l’accerchiamento vennero sperimentate anche soluzioni insolite. Il duca sabaudo cercò di sfruttare la corrente del Po facendo galleggiare verso Torino alcuni otri contenenti polvere da sparo.

Il sistema avrebbe dovuto consentire il passaggio delle munizioni senza utilizzare le strade sorvegliate. Gli assediati, avvertiti dell’arrivo, avrebbero poi recuperato i contenitori dal fiume.

Il tentativo funzionò soltanto per un periodo limitato. Le truppe francesi individuarono il sistema e iniziarono a intercettare i carichi, rendendo sempre più grave la crisi delle munizioni.

I bombardamenti sulla città e sulla Cittadella

Mentre gli scavi avanzavano, l’artiglieria continuava a colpire le fortificazioni e le strade di Torino.

Le cannonate cadevano sia sulle opere militari sia all’interno dell’abitato. Nei primi giorni di agosto diverse persone furono uccise nelle contrade cittadine.

La pressione era continua. Durante il giorno si riparavano muri, palizzate e postazioni danneggiate. Di notte proseguivano gli scavi, le esplosioni delle mine e gli scontri davanti alle difese avanzate.

Torino doveva quindi affrontare contemporaneamente fame, scarsità di munizioni e bombardamenti. Ogni giornata di resistenza consumava risorse ormai difficili da sostituire.

Il 4 agosto gli scavi raggiunsero le palizzate

Il 4 agosto le opere d’avvicinamento francesi arrivarono davanti alle palizzate della contrascarpa interna.

La contrascarpa costituiva il lato esterno del fossato. Raggiungerla significava aver superato gran parte dello spazio che separava le prime trincee dalle fortificazioni.

Gli assedianti si trovavano quindi abbastanza vicini per tentare un attacco diretto contro la strada coperta. Questa posizione permetteva inoltre di preparare nuove batterie e ulteriori lavori sotterranei.

La tensione nella Cittadella aumentò. Un assalto non era più soltanto possibile, ma ormai imminente.

L’assalto francese del 5 agosto 1706

Nella notte del 5 agosto 1706 le truppe francesi attaccarono con forza le difese esterne della Cittadella.

Gli assalitori occuparono diversi angoli avanzati e penetrarono nella strada coperta. Subito dopo iniziarono a trincerarsi per consolidare le posizioni conquistate.

La reazione dei difensori fu immediata. Il fuoco dei moschetti e dei cannoni venne accompagnato dal lancio di pietre e dall’esplosione di mine preparate sotto il terreno.

Un contrattacco permise di recuperare alcune postazioni. Tuttavia, i francesi riuscirono a mantenersi su due punti avanzati davanti a uno dei bastioni.

Il 5 agosto non rappresentò ancora l’assalto generale alla Cittadella. Segnò però il passaggio dalla fase di avvicinamento alla lotta diretta per il controllo delle difese esterne.

Che cos’era la strada coperta

La strada coperta era un percorso difensivo collocato sul margine esterno del fossato e protetto dallo spalto.

Da questa posizione i soldati potevano sorvegliare il terreno davanti alla fortezza e contrastare l’avanzata degli assedianti. Per i francesi, conquistarla significava avvicinarsi alle mura e creare postazioni dalle quali preparare le successive operazioni.

La battaglia del 5 agosto fu quindi importante perché ridusse ulteriormente la distanza tra gli assedianti e il cuore della Cittadella.

Una nuova fase dell’assedio di Torino

Dopo il 5 agosto i francesi continuarono a rafforzare le posizioni conquistate. Inoltre, iniziarono a preparare batterie capaci di colpire direttamente le fortificazioni e aprire brecce nelle opere difensive.

Gli assediati risposero con mine, contromine, sortite e riparazioni continue. La guerra si combatteva ormai sia sopra sia sotto il terreno.

Gli scavi francesi avevano raggiunto il loro primo grande obiettivo: portare uomini e artiglieria davanti al fossato. Tuttavia, la Cittadella continuava a resistere nonostante la scarsità di viveri e munizioni.

FAQ – Scavi e trincee francesi: le risposte utili

A cosa servivano gli scavi francesi?

Servivano ad avvicinare uomini, cannoni e materiali alla Cittadella proteggendoli dal fuoco dei difensori. Comprendevano trincee, camminamenti e opere sotterranee.

Che cosa accadde il 5 agosto 1706?

Le truppe francesi assaltarono la strada coperta e occuparono alcune posizioni avanzate. I difensori recuperarono parte del terreno, ma gli assedianti rimasero vicini al fossato.

Perché a Torino scarseggiava la polvere da sparo?

L’assedio durava da mesi e il consumo di munizioni era elevato. Inoltre, le strade e i passaggi oltre il Po erano ormai controllati dai francesi.

Gli scavi erano tutti sotterranei?

No. Una parte era costituita da trincee e camminamenti in superficie. Nel sottosuolo si combatteva invece attraverso mine, gallerie e contromine.

Quando terminò l’assedio di Torino?

L’assedio terminò il 7 settembre 1706, quando l’esercito francese venne sconfitto nella battaglia combattuta fuori dalla città.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende