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Due T-Rex alla Mole per la mostra che unisce dinosauri e cinema

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Agosto 01, 2026

Una grande mostra sui dinosauri al Museo del Cinema di Torino porterà due scheletri di T-Rex all’interno della Mole Antonelliana. L’apertura è prevista a metà novembre 2026, mentre l’esposizione dovrebbe rimanere visitabile per più di un anno.

Il progetto racconterà il rapporto tra il mondo preistorico e il cinema attraverso fossili, manifesti, fotografie, modellini e oggetti di scena. Inoltre, il programma comprenderà proiezioni, incontri, attività per le scuole e una retrospettiva al Cinema Massimo.

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino
Ospitato all’interno della Mole Antonelliana, il Museo Nazionale del Cinema racconta l’evoluzione della settima arte attraverso fotografie, manifesti, apparecchi cinematografici, scenografie e oggetti di scena. Scopri la storia del Museo del Cinema di Torino

Focus sulla mostra sui dinosauri

– Apertura prevista a metà novembre 2026
– Due scheletri di T-Rex nell’Aula del Tempio
– Esposizione aperta per più di un anno
– Circa 300 pezzi tra manifesti, fotografie e oggetti di scena
– Retrospettiva di circa 50 film al Cinema Massimo
– Attività didattiche, incontri e approfondimenti sulla paleontologia

La mostra sui dinosauri al Museo del Cinema di Torino

Il Museo Nazionale del Cinema prepara una delle esposizioni più insolite mai organizzate all’interno della Mole Antonelliana.

I protagonisti saranno due Tyrannosaurus rex, collocati al centro dell’Aula del Tempio. Intorno ai due grandi scheletri si svilupperà un percorso dedicato alla rappresentazione dei dinosauri nella storia del cinema.

La notizia è arrivata pochi giorni dopo la morte di Sam Neill, l’attore conosciuto in tutto il mondo per aver interpretato il paleontologo Alan Grant nella saga di Jurassic Park.

La coincidenza ha rafforzato il legame simbolico tra il progetto torinese e uno dei personaggi più riconoscibili del cinema dedicato alla preistoria.

La mostra sarà curata da Stefano Boni, conservatore capo del Museo Nazionale del Cinema, insieme ad Andrea Giaime Alonge dell’Università di Torino e Gianni Canova dell’Università Iulm di Milano.

Come è nato il progetto dei due T-Rex alla Mole

L’idea è nata circa un anno prima dell’apertura prevista.

Un collezionista italiano, già coinvolto in precedenti collaborazioni con il Museo del Cinema, ha segnalato la possibilità di esporre due esemplari recuperati negli Stati Uniti.

Il suo socio americano stava infatti seguendo gli scavi per il ritrovamento dei resti di due T-Rex. Da qui è arrivata la proposta di trasferire temporaneamente i fossili a Torino.

Prima di avviare il progetto, il Museo del Cinema ha valutato la fattibilità dell’operazione insieme al Museo Regionale di Scienze Naturali.

L’analisi ha riguardato diversi aspetti. Era necessario verificare le modalità di trasporto, il montaggio degli scheletri, il peso delle strutture e la possibilità di collocare i due animali nell’Aula del Tempio.

Dopo queste verifiche è iniziata l’organizzazione dell’esposizione.

I due T-Rex arriveranno a Torino in autunno

Le ossa dei due dinosauri dovrebbero raggiungere Torino nel mese di ottobre 2026, alcune settimane prima dell’inaugurazione.

Gli scheletri comprenderanno una parte di resti fossili autentici. Le sezioni mancanti saranno invece completate con elementi realizzati in resina.

Questa soluzione viene utilizzata frequentemente nelle ricostruzioni paleontologiche. Permette infatti di presentare la forma completa dell’animale senza modificare o danneggiare i fossili originali.

Le ossa e le riproduzioni saranno sostenute da una struttura interna in ferro. Il sistema dovrà garantire stabilità e sicurezza per tutta la durata della mostra.

Una volta completato il montaggio, ciascun T-Rex dovrebbe raggiungere circa dieci metri di lunghezza e due tonnellate di peso.

I due esemplari saranno collocati su una pedana rialzata al centro dell’Aula del Tempio. Secondo il progetto, sarà la prima volta che i due scheletri verranno presentati insieme al pubblico.

Un percorso lungo la scala elicoidale della Mole

La mostra non si limiterà ai due grandi dinosauri.

Il percorso proseguirà lungo la scala elicoidale della Mole Antonelliana e ricostruirà il modo in cui il cinema ha immaginato, trasformato e animato le creature preistoriche.

Saranno esposti almeno 300 pezzi tra manifesti, fotografie, documenti, modellini e oggetti utilizzati sui set.

Una parte dei materiali arriverà dalle collezioni del Museo Nazionale del Cinema. Altri oggetti saranno invece concessi da musei, fondazioni e raccolte specializzate.

Il visitatore potrà così seguire l’evoluzione dei dinosauri sullo schermo, dalle prime immagini dell’Ottocento fino agli effetti digitali contemporanei.

Dalle lanterne magiche al cinema muto

Il racconto inizierà prima della nascita del cinema.

Già nell’Ottocento, infatti, le lanterne magiche utilizzavano vetri dipinti per proiettare immagini di animali preistorici. Queste rappresentazioni erano influenzate dalle prime scoperte paleontologiche e dalla curiosità crescente verso le specie scomparse.

Il percorso affronterà poi il cinema muto, quando i registi iniziarono a utilizzare l’animazione per dare movimento ai dinosauri.

Uno dei primi esempi sarà Gertie il dinosauro, cortometraggio animato realizzato nel 1914. Il film contribuì a mostrare le possibilità narrative dell’animazione e trasformò il dinosauro in un vero personaggio.

Successivamente, l’esposizione arriverà alle produzioni degli anni Cinquanta, quando le creature preistoriche divennero protagoniste di avventure, film fantastici e storie di fantascienza.

Karel Zeman e Ray Harryhausen nella storia degli effetti speciali

Una parte importante della mostra sarà dedicata ai maestri che hanno rivoluzionato gli effetti speciali.

Tra questi ci sarà Karel Zeman, regista e animatore cecoslovacco capace di combinare riprese dal vivo, illustrazioni, scenografie e modelli in miniatura.

Il suo Viaggio nella preistoria, uscito nel 1955, racconta l’esplorazione di mondi popolati da animali estinti. Il film è ancora considerato uno dei lavori più importanti del cinema fantastico europeo.

Spazio anche a Ray Harryhausen, tra i più conosciuti creatori di effetti speciali del Novecento.

Attraverso la tecnica della stop motion, Harryhausen riuscì a dare movimenti realistici a mostri, dinosauri e creature mitologiche. Il suo lavoro influenzò generazioni di registi e animatori.

Il percorso mostrerà quindi come i dinosauri siano cambiati insieme alle tecniche cinematografiche, passando dai disegni animati ai modellini articolati e poi alla grafica digitale.

Gli oggetti di scena di Jurassic Park

Uno dei nuclei centrali sarà naturalmente dedicato a Jurassic Park.

Il film diretto da Steven Spielberg nel 1993 cambiò il modo di rappresentare i dinosauri sul grande schermo. La produzione unì infatti animatronic, modellini, effetti pratici e immagini generate al computer.

Per recuperare materiali legati alla saga, il Museo del Cinema ha avviato una collaborazione con il Museo delle Miniature e del Cinema di Lione.

La struttura francese ha acquisito il fondo di Phil Tippett, uno degli artisti che contribuirono alla realizzazione degli effetti speciali di Jurassic Park.

L’esposizione torinese potrà quindi comprendere modellini e materiali capaci di mostrare il lavoro svolto dietro le quinte del film.

Questi oggetti permetteranno di comprendere come venivano progettati i movimenti degli animali prima della loro trasformazione nelle immagini visibili sullo schermo.

Il materiale del fondo Carlo Rambaldi

La mostra comprenderà anche materiali legati a Carlo Rambaldi, uno dei più importanti creatori italiani di effetti speciali.

Rambaldi è conosciuto soprattutto per aver realizzato personaggi come E.T. e per il suo contributo alla costruzione delle creature cinematografiche prima della diffusione della grafica digitale.

Nel 1993 lavorò al film giapponese Rex: un cucciolo tra noi. La pellicola non ottenne un grande successo in Italia, ma richiese la creazione di numerosi oggetti ed effetti speciali.

La fondazione che conserva il fondo Rambaldi possiede ancora diversi materiali realizzati per quella produzione.

Una parte di questi oggetti sarà inserita nel percorso torinese, offrendo un approfondimento poco conosciuto sul lavoro dell’artista italiano.

Le opere di Bruno Bozzetto e Zerocalcare

Anche il fumetto e l’animazione contemporanea avranno uno spazio all’interno della mostra.

Bruno Bozzetto e Zerocalcare sono stati coinvolti per realizzare opere appositamente destinate all’esposizione.

Il contributo dei due autori permetterà di mostrare come i dinosauri continuino a essere reinterpretati attraverso linguaggi diversi.

Bozzetto rappresenta uno dei nomi più importanti dell’animazione italiana. Zerocalcare ha invece costruito uno stile riconoscibile nel fumetto, nella serialità e nel racconto della società contemporanea.

Le nuove opere collegheranno quindi la storia del cinema alle forme espressive più recenti.

Una stanza dedicata alle colonne sonore

Il mondo dei dinosauri al cinema non riguarda soltanto le immagini.

Una sezione sarà dedicata alle colonne sonore e al modo in cui la musica ha contribuito a rendere memorabili le scene.

La stanza raccoglierà le copertine dei dischi legati ai principali film del genere. Inoltre, i visitatori potranno ascoltare alcuni dei temi musicali più conosciuti.

Tra questi troverà spazio la colonna sonora composta da John Williams per Jurassic Park.

Il tema principale del film è diventato uno dei brani più riconoscibili della storia del cinema. La musica accompagna la scoperta dei dinosauri e rafforza il senso di stupore costruito dalle immagini.

Circa 50 film sui dinosauri al Cinema Massimo

La mostra sarà accompagnata da una grande retrospettiva organizzata al Cinema Massimo.

Il programma dovrebbe comprendere circa 50 film dedicati ai dinosauri, ai mostri preistorici e alle creature gigantesche.

La selezione attraverserà più di un secolo di storia del cinema.

Tra i titoli previsti ci saranno:

  • Gertie il dinosauro del 1914;
  • Il risveglio del dinosauro del 1953;
  • Viaggio nella preistoria del 1955;
  • i film della saga di Jurassic Park;
  • le produzioni giapponesi dedicate a Godzilla;
  • le diverse versioni cinematografiche di King Kong.

La rassegna permetterà di confrontare epoche, tecniche e generi differenti.

I dinosauri sono stati infatti utilizzati nel cinema d’avventura, nella fantascienza, nell’animazione e nei film catastrofici. In altri casi sono diventati simboli delle paure legate alla scienza e al rapporto tra uomo e natura.

Attività didattiche per scuole e famiglie

Il progetto avrà anche una componente educativa dedicata alla paleontologia.

Il Museo Regionale di Scienze Naturali curerà le attività scientifiche rivolte alle scuole. Gli incontri serviranno a distinguere la ricostruzione cinematografica dalle conoscenze sviluppate attraverso lo studio dei fossili.

Il programma comprenderà laboratori, approfondimenti e incontri con specialisti.

È prevista anche la partecipazione di paleontologi, chiamati a raccontare il lavoro di ricerca, gli scavi e le tecniche utilizzate per analizzare i resti degli animali preistorici.

La mostra potrà così coinvolgere sia gli appassionati di cinema sia le famiglie e gli studenti interessati alle scienze naturali.

Il legame tra Jurassic Park e la letteratura

Il racconto cinematografico sarà collegato anche alla letteratura.

Il Museo del Cinema collaborerà con il Circolo dei Lettori per approfondire i romanzi e i testi che hanno contribuito alla diffusione dell’immaginario preistorico.

Un ruolo centrale sarà riservato a Jurassic Park, il romanzo pubblicato da Michael Crichton e successivamente adattato per il cinema.

Una prima edizione del libro, appartenente alle collezioni del Museo, sarà esposta all’interno del percorso.

Il volume consentirà di ricostruire il passaggio dalla pagina allo schermo e di comprendere le differenze tra l’opera letteraria e il film.

Il possibile invito a Steven Spielberg

Il titolo definitivo della mostra non è stato ancora scelto. Deve essere definita anche l’immagine guida che accompagnerà manifesti, comunicazione e materiali promozionali.

Tra gli obiettivi degli organizzatori c’è inoltre quello di invitare Steven Spielberg a Torino.

La presenza del regista non è confermata. L’organizzazione proverà però a verificare la possibilità di inserirla nel programma durante il lungo periodo di apertura dell’esposizione.

La durata superiore a un anno lascia infatti più occasioni per coordinare un eventuale appuntamento con gli impegni del regista.

Spielberg rappresenterebbe un ospite particolarmente significativo, considerando il ruolo avuto da Jurassic Park nella trasformazione degli effetti speciali e del cinema dedicato ai dinosauri.

Perché la mostra può diventare uno degli eventi più attesi

La presenza dei due T-Rex cambierà temporaneamente l’aspetto dell’Aula del Tempio, uno degli spazi più riconoscibili della Mole Antonelliana.

La mostra unirà paleontologia, cinema, animazione, effetti speciali, musica, fumetto e letteratura.

Inoltre, la lunga durata permetterà di sviluppare il programma attraverso proiezioni, incontri e attività distribuite nel corso dei mesi.

L’esposizione non sarà quindi soltanto una raccolta di fossili o cimeli cinematografici. Il progetto vuole mostrare come la scienza e l’immaginazione abbiano costruito, nel tempo, la nostra idea dei dinosauri.

FAQ – Dinosauri, cinema e Mole: le domande più comuni

Quando aprirà la mostra sui dinosauri a Torino?

L’inaugurazione è prevista a metà novembre 2026. Le ossa dei due T-Rex dovrebbero arrivare in città nel mese di ottobre per consentire il montaggio.

Dove saranno collocati i due T-Rex?

I due scheletri saranno installati su una pedana rialzata al centro dell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana.

Gli scheletri dei dinosauri saranno autentici?

Gli esemplari comprenderanno resti fossili originali. Le parti mancanti saranno completate con elementi in resina sostenuti da una struttura in ferro.

Quanto durerà la mostra?

L’esposizione dovrebbe rimanere aperta per più di un anno. Le date definitive di chiusura non sono ancora state comunicate.

Sarà presente Steven Spielberg?

Il Museo del Cinema vorrebbe invitarlo, ma la sua partecipazione non è confermata. L’eventuale incontro dipenderà dalla disponibilità del regista.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende