Laghi piemontesi sotto pressione: il 65% dei punti oltre i limiti

Da Alessandro Maldera
Luglio 25, 2026

Le acque interne del Piemonte mostrano diverse criticità nell’estate 2026. Secondo le analisi presentate da Goletta dei Laghi, il 65% dei 23 punti campionati ha superato i limiti microbiologici previsti dalla normativa.
L’indagine ha interessato cinque bacini: Lago Grande e Lago Piccolo di Avigliana, Lago di Viverone, Lago d’Orta e sponda piemontese del Lago Maggiore. Tra quelli monitorati, soltanto Viverone non ha registrato punti fuori limite.
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Il 65% dei punti campionati supera i limiti
I dati sono stati presentati il 14 luglio 2026 durante la sesta edizione del Forum Acque, organizzato da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta.
I prelievi sono stati effettuati il 29 e 30 giugno da tecnici e volontari. Le analisi hanno riguardato la presenza di Escherichia coli ed enterococchi intestinali, batteri utilizzati come indicatori di contaminazione microbiologica.
Complessivamente, il 65% dei 23 campioni ha superato i valori stabiliti dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione. Alcuni punti sono stati classificati come “fortemente inquinati”, perché presentavano concentrazioni superiori a più del doppio dei limiti.
Focus sui risultati
– Punti campionati: 23
– Campioni oltre i limiti: 65%
– Lago Maggiore: 8 punti su 10 oltre i limiti
– Lago d’Orta: 3 punti su 5 oltre i limiti
– Laghi di Avigliana: criticità in 4 punti su 5
– Viverone: tutti i punti analizzati entro i limiti
I dati non descrivono l’intera superficie dei laghi
I risultati devono essere letti tenendo conto del metodo utilizzato.
Goletta dei Laghi non effettua campionamenti casuali lungo tutte le rive. I punti vengono scelti soprattutto nelle aree considerate più vulnerabili, come foci di torrenti, canali, scarichi e sfioratori.
Questi luoghi rappresentano le principali vie attraverso le quali una depurazione insufficiente o eventuali scarichi irregolari possono trasportare contaminanti nei bacini.
Di conseguenza, il dato del 65% non significa che il 65% dell’intera superficie lacustre sia inquinato. Indica che quella percentuale dei punti a rischio sottoposti ad analisi ha superato i limiti microbiologici.
Come interpretare il monitoraggio
I risultati di Goletta dei Laghi non certificano la balneabilità complessiva dei bacini. I campionamenti si concentrano soprattutto su foci, scarichi e altri punti nei quali il rischio di contaminazione è più elevato
Viverone è l’unico bacino senza punti fuori limite
Tra i cinque bacini analizzati, il Lago di Viverone è stato l’unico a non mostrare superamenti dei limiti microbiologici.
Il risultato segna anche un miglioramento rispetto al 2025. Le foci dei canali alla fine di Strada Cocuello e in località Masseria-Venaria erano state classificate come fortemente inquinate durante il monitoraggio precedente.
Nel 2026, invece, entrambi i campioni sono rientrati nei valori previsti dalla legge.
È risultato entro i limiti anche il punto situato presso la foce del canale collegato alla roggia Piverone, in località Anzasco. Quest’area viene controllata dal 2021 e aveva registrato una forte criticità soltanto nel 2022.
Lago Maggiore, otto punti su dieci oltre i limiti
La situazione più problematica riguarda la sponda piemontese del Lago Maggiore.
Su dieci punti campionati, otto hanno superato i limiti microbiologici. Cinque sono stati classificati come fortemente inquinati.
Tra le aree più critiche compaiono lo sfioratore sul Lungolago Marconi di Stresa, la foce del torrente Vevera, il fosso Arlasca e le foci dei torrenti San Giovanni e Tiasca.
Il dato è particolarmente rilevante perché il Lago Maggiore svolge numerose funzioni. Le sue acque vengono utilizzate per il turismo, l’agricoltura, la produzione energetica, il comparto ittico e, in alcune zone, per l’approvvigionamento idrico.
Preoccupazione per i PFAS nel Lago Maggiore
Le criticità del Lago Maggiore non riguardano soltanto i batteri.
Durante il Forum Acque è stata richiamata anche la presenza dei PFAS, sostanze chimiche di origine industriale caratterizzate da una forte persistenza nell’ambiente.
Questi composti possono raggiungere acque, terreni e colture. Inoltre, possono accumularsi nei sedimenti e negli organismi viventi, entrando progressivamente nella catena alimentare.
Il tema dei PFAS è distinto dalle analisi microbiologiche effettuate sui 23 punti. Il 65% dei campioni oltre i limiti si riferisce infatti a Escherichia coli ed enterococchi, non alla quantità di PFAS rilevata.
Secondo Legambiente, la strategia deve prevedere la riduzione delle emissioni all’origine, un monitoraggio più capillare e sistemi capaci di filtrare queste sostanze negli scarichi industriali.
Lago Grande di Avigliana, peggiora Baia Grande
Nei due laghi di Avigliana sono stati monitorati complessivamente cinque punti.
Nel Lago Grande, il campione prelevato davanti a Baia Grande è risultato fortemente inquinato. Si tratta di un peggioramento netto, perché dal primo controllo effettuato nel 2020 il punto era sempre rimasto entro i limiti.
È invece risultato regolare il campione raccolto presso la foce del condotto vicino al pontile galleggiante. La zona conferma così il dato positivo già registrato nel 2024 e nel 2025.
Quadro critico nel Lago Piccolo di Avigliana
Il Lago Piccolo presenta una situazione più diffusa.
La foce del rio Freddo è risultata inquinata, confermando la criticità già emersa nel 2025. Anche il rio Giacomino ha mostrato un peggioramento rispetto all’anno precedente e ai controlli più lontani nel tempo.
La foce del rio Grosso, davanti al Lago Piccolo, è stata invece classificata come fortemente inquinata.
Nel complesso, quattro dei cinque punti controllati nei due laghi di Avigliana hanno mostrato valori oltre i limiti. Il risultato non riguarda l’intera superficie balneabile, ma segnala problemi specifici nelle aree in cui torrenti e condotti raggiungono i bacini.
Lago d’Orta, tre campioni su cinque oltre i limiti
Anche il Lago d’Orta chiude il monitoraggio con un risultato prevalentemente negativo.
Tre punti su cinque hanno superato i limiti. Lo sfioratore sul Lungolago Beltrami e la foce del torrente Lagna sono stati classificati come inquinati.
La situazione più grave è stata riscontrata alla foce del torrente Pescone, risultata fortemente inquinata.
Sono invece rimaste entro i limiti la foce del torrente Pellino e quella del torrente Fiumetta.
Le proposte di Legambiente per tutelare le acque
Legambiente chiede un cambiamento nella gestione delle risorse idriche piemontesi.
La prima proposta riguarda lo stop alle deroghe che possono ridurre il deflusso ecologico dei corsi d’acqua. Secondo l’associazione, aumentare i prelievi durante le crisi idriche rischia di indebolire ulteriormente fiumi, laghi e zone umide.
Viene inoltre richiesto un piano straordinario di rinaturazione. Gli interventi dovrebbero recuperare fasce riparie, canneti, aree di esondazione naturale, zone umide e habitat lacustri.
Il secondo punto riguarda il turismo. Navigazione, attività ricreative e flussi di visitatori dovrebbero essere regolati in modo da proteggere le aree più sensibili.
Infine, l’associazione propone una revisione complessiva degli usi dell’acqua nei diversi settori, con maggiore attenzione al risparmio, all’efficienza e alla qualità della risorsa.
Avigliana e Cannero Riviera ottengono le Cinque Vele
Il Forum Acque si è concluso anche con la consegna delle Vele di Legambiente e Touring Club Italiano.
Il massimo riconoscimento delle Cinque Vele è stato assegnato ad Avigliana per il Lago Grande e a Cannero Riviera per il Lago Maggiore.
Tra le località piemontesi premiate con Quattro Vele compaiono Orta San Giulio e Candia Canavese. Viverone e Dormelletto hanno invece ottenuto Tre Vele.
Stresa e Arona hanno ricevuto Due Vele, mentre Ivrea è stata premiata con una Vela per il Lago Sirio.
Le Vele non certificano la qualità microbiologica dell’acqua
La presenza di Avigliana tra le località premiate può sembrare in contrasto con i risultati negativi dei campionamenti.
In realtà, le Vele non vengono assegnate esclusivamente in base alla qualità microbiologica dell’acqua. Il riconoscimento valuta anche servizi turistici, gestione del territorio, sostenibilità ambientale, mobilità e valorizzazione delle risorse naturali.
Per questo motivo, una località può ottenere un numero elevato di Vele pur presentando criticità in alcuni specifici punti di scarico o alla foce di un torrente.
I due indicatori devono quindi essere letti separatamente: Goletta dei Laghi segnala la qualità microbiologica dei campioni, mentre le Vele valutano il modello complessivo di gestione e accoglienza turistica.
Una fotografia negativa, ma non una condanna definitiva
I dati dell’estate 2026 mostrano criticità diffuse nelle aree più esposte agli scarichi e agli apporti dei corsi d’acqua.
Il quadro peggiore emerge sul Lago Maggiore, seguito dai laghi di Avigliana e dal Lago d’Orta. Viverone registra invece un miglioramento significativo rispetto all’anno precedente.
Il monitoraggio non consente di definire interamente inquinato un lago e non sostituisce i controlli ufficiali sulla balneabilità. Tuttavia, individua punti sui quali intervenire con depurazione, prevenzione degli scarichi, rinaturazione e controlli più efficaci.
FAQ – Quesiti e risposte sulla qualità delle acque dei laghi piemontesi
Il 65% dei 23 punti campionati da Goletta dei Laghi ha superato i limiti microbiologici previsti dalla legge.
Il monitoraggio ha interessato Lago Grande e Lago Piccolo di Avigliana, Lago di Viverone, Lago d’Orta e sponda piemontese del Lago Maggiore.
No. Nel 2026 tutti i punti campionati nel Lago di Viverone sono risultati entro i limiti microbiologici.
La situazione più grave è stata riscontrata sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, dove otto punti su dieci hanno superato i limiti e cinque sono risultati fortemente inquinati.
No. Le analisi sui 23 punti riguardavano Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Il tema dei PFAS è stato affrontato separatamente durante il Forum Acque.
Non necessariamente. Goletta dei Laghi precisa che i risultati non certificano la balneabilità e riguardano soprattutto punti considerati a maggiore rischio di contaminazione.
Le Vele valutano la qualità dei servizi turistici e la sostenibilità della gestione territoriale. Non rappresentano una certificazione diretta della qualità microbiologica di ogni punto del lago.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



