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Torrente Pellice dalla sorgente al Po: percorso, affluenti, qualità delle acque e valore ambientale

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Da Alessandro Maldera

Aprile 28, 2026

Il Torrente Pellice è uno dei corsi d’acqua più importanti della parte occidentale del Piemonte. Nasce nelle Alpi Cozie, attraversa l’intera Val Pellice e poi raggiunge la pianura fino a confluire nel fiume Po. Inoltre, non è solo un elemento idrografico: è anche un riferimento naturale, storico e paesaggistico per tutta la valle. Proprio per questo, capire il Pellice significa capire meglio un pezzo importante del territorio tra montagne, comuni, aree protette e sistemi di monitoraggio ambientale.

Dalla sorgente al Po: il Torrente Pellice

– Il Torrente Pellice, chiamato anche Pélis in piemontese, è lungo 53 chilometri
– Il suo bacino idrografico misura 974,03 km²
– La portata media alla foce è di 21,32 m³/s
– Nasce dal Monte Granero a quota 2.387 metri
– Sfocia nel Po nell’area di Villafranca Piemonte, in un contesto di grande valore naturalistico

Dove nasce il Torrente Pellice

Il Torrente Pellice, in dialetto piemontese il Pelis, nasce dalle falde del Monte Granero, vetta di 3.170 metri delle Alpi Cozie, lungo lo spartiacque tra Val Pellice e Valle Po. La sorgente viene collocata a quota 2.387 metri sul livello del mare. All’inizio il corso d’acqua si muove verso nord, ma poi piega verso est e diventa l’asse principale della valle a cui dà il nome.

Il tratto sorgentizio ricade nell’area di influenza del Parco Naturale del Monviso. Questo è un dettaglio importante, perché colloca subito il Pellice dentro un ambiente alpino di pregio, caratterizzato da habitat d’alta quota, versanti rocciosi e forte naturalità.

Il percorso del Torrente Pellice dalla montagna alla pianura

Il Pellice attraversa ambienti molto diversi tra loro. In alta valle il torrente ha un carattere decisamente montano, con pendenze sostenute, alveo incassato e forte energia erosiva. Più a valle, invece, il quadro cambia: il corso si allarga, la pendenza diminuisce e aumentano i fenomeni di deposito, i meandri e le connessioni con la pianura.

I comuni documentati lungo il suo percorso sono Bobbio Pellice, Villar Pellice, Torre Pellice, Luserna San Giovanni, Bibiana, Bagnolo Piemonte, l’area di Cavour e Vigone e infine Villafranca Piemonte, dove il Pellice termina il suo percorso entrando nel Po.

In alta valle, Bobbio Pellice rappresenta il primo comune toccato dal torrente. Poi il corso raggiunge Villar Pellice, centro di forte valore storico e culturale, e successivamente Torre Pellice, che è il principale riferimento della valle ed è anche sede di monitoraggi ambientali. Più in basso il Pellice attraversa il territorio di Luserna San Giovanni, poi entra nella fascia di pianura toccando Bibiana e Bagnolo Piemonte.

Tra Cavour e Vigone si verifica uno dei passaggi idrologici più importanti, perché qui il Pellice riceve le acque del Torrente Chisone. Infine il corso prosegue verso la confluenza nel Po, in prossimità di Villafranca Piemonte, in un’area che presenta anche un notevole interesse naturalistico.

La confluenza con il Chisone e poi con il Po

Uno dei nodi principali del sistema idrografico del Pellice è la confluenza con il Torrente Chisone. Questo incontro, collocato tra Cavour e Vigone, ha un peso notevole, perché il Chisone è un affluente con un proprio bacino ampio e con una portata importante. In termini pratici, il suo apporto modifica in modo sensibile il comportamento idrologico del Pellice.

Dopo questo passaggio, il torrente prosegue verso la foce nel Po. La confluenza è collocata nell’area di Villafranca Piemonte, ma rientra in un contesto ambientale più ampio che interessa anche la zona di Faule, dove è presente la Riserva Naturale della Confluenza del Pellice. Qui il paesaggio si caratterizza per meandri, depositi alluvionali e ambienti umidi di grande interesse.

Gli affluenti principali del Torrente Pellice

Il Pellice riceve lungo il suo percorso diversi affluenti, alcuni piccoli e altri decisamente più rilevanti. In alta valle, sulla destra idrografica, confluisce il Torrente Ghiacciard, che dà origine all’omonimo vallone laterale. Sulla sinistra, invece, uno degli affluenti più importanti è il Torrente Angrogna, che incontra il Pellice in prossimità di Torre Pellice.

Un altro contributo significativo arriva dal Torrente Chiamogna, che confluisce presso Bricherasio. Inoltre, nel tratto medio, il Pellice riceve anche il Torrente Luserna, affluente minore ma comunque inserito nel sistema locale.

Il principale tributario resta però il Torrente Chisone, che si unisce al Pellice tra Cavour e Vigone. Questo incontro è strategico non solo dal punto di vista idrografico, ma anche per la gestione delle acque della pianura sud-occidentale torinese.

Le aree protette legate al Torrente Pellice

Il Torrente Pellice attraversa o lambisce aree di forte interesse ambientale. Il tratto sorgentizio ricade nella fascia di influenza del Parco Naturale del Monviso, che tutela ecosistemi alpini, habitat delicati e specie protette.

Molto importante è anche la Riserva Naturale della Confluenza del Pellice, istituita nel 1990 e con una superficie di 145,14 ettari. L’area si trova nel comune di Faule, a circa un chilometro dall’abitato, nei pressi del punto in cui il Pellice incontra il Po.

Qui il paesaggio è segnato da meandri in evoluzione, erosione, deposito e presenza di ambienti umidi perifluviali. La gestione è affidata all’Ente di Gestione delle Aree Protette del Monviso, mentre l’accesso è regolato da sentieri segnalati, aree di osservazione e limitazioni alle attività invasive.

Inoltre, la Città Metropolitana di Torino ha promosso interventi di riconnessione e riqualificazione di risorgive afferenti al Pellice. L’obiettivo è migliorare la continuità ecologica e la qualità degli habitat nella fascia perifluviale.

La qualità delle acque secondo il monitoraggio

Il Torrente Pellice è monitorato da ARPA Piemonte attraverso stazioni dedicate, tra cui quella di Torre Pellice. I controlli riguardano sia la qualità ecologica sia quella chimica e si basano su periodi di osservazione pluriennali.

Per il triennio 2020-2022, il tratto del Pellice a valle di Luserna San Giovanni è stato classificato con stato ecologico sufficiente e stato chimico buono. È un dato da leggere con prudenza, perché la classificazione complessiva viene definita al termine del sessennio di monitoraggio, attualmente riferito al periodo 2020-2025.

I parametri osservati comprendono macroinvertebrati bentonici, diatomee, macrofite, fauna ittica, oltre ai classici valori chimico-fisici come ossigeno disciolto, nutrienti, temperatura e pH. Inoltre, nel sessennio attuale sono entrati anche controlli su sostanze come i PFAS, insieme a metalli pesanti e pesticidi.

Questo significa che il Pellice non viene valutato soltanto guardando se l’acqua appare pulita. Al contrario, il giudizio nasce da un insieme di fattori biologici, chimici e idromorfologici molto più complesso.

Gestione idraulica e rischio

Il Torrente Pellice rientra nella pianificazione del Distretto Idrografico del Fiume Po, che coordina la gestione delle risorse idriche su scala ampia. Nel tratto montano il torrente si presenta con pendenza forte, alveo stretto e grande energia erosiva. In pianura, invece, prevalgono dinamiche deposizionali, formazione di meandri e sviluppo di zone umide.

Il rischio idraulico cresce soprattutto in bassa valle, dove il corso d’acqua incontra litologie più facilmente erodibili e si confronta con assetti territoriali più delicati. Per questo motivo il Pellice è stato interessato da interventi di sistemazione idraulica, manutenzione dell’alveo e gestione della vegetazione spondale.

Un riferimento concreto è l’alluvione del 2008, dopo la quale furono realizzati lavori di sistemazione idraulica nei comuni di Bobbio Pellice e Villar Pellice, in particolare nelle località Ponte della Giurnà e Ponte di Via Furca.

Geologia e storia glaciale della Val Pellice

Il Pellice attraversa una valle con una struttura geologica molto interessante. La Val Pellice ricade infatti in due complessi principali. Da un lato c’è il massiccio cristallino Dora-Maira, formato da rocce metamorfiche come gneiss e micascisti. In questo ambito rientra anche la celebre Pietra di Luserna, gneiss laminato di grande valore commerciale.

Dall’altro lato c’è la Zona Piemontese, caratterizzata da calcescisti con pietre verdi, affioramenti di serpentino e anfibolite, soprattutto verso la testata della valle. Queste rocce, più suscettibili all’erosione, contribuiscono a modellare versanti più dolci rispetto a quelli del Dora-Maira.

Anche la storia glaciale della valle è ben leggibile. In passato la Val Pellice fu occupata da un ghiacciaio pleistocenico che raggiungeva la pianura, lasciando come testimonianza un arco morenico ben conservato a Bibiana. Un secondo ghiacciaio, più recente, occupò invece il bacino vallivo senza arrivare fino alla pianura.

Tra le forme più note c’è la Conca del Prà, descritta come un tipico ombelico glaciale, cioè un bacino scavato dall’erosione differenziale nei calcescisti.

Il Pellice tra turismo sostenibile e attività outdoor

Il Torrente Pellice non è solo un elemento naturale da osservare. È anche una risorsa per il turismo lento e per le attività all’aria aperta. Lungo il suo corso e nei valloni laterali si sviluppano infatti sentieri CAI, percorsi ad anello e itinerari di traversata.

La valle offre inoltre possibilità per il cicloturismo, con piste ciclopedonali e tracciati in mountain bike. Per chi cerca attività più dinamiche, il Pellice viene apprezzato anche per rafting e hydrospeed, soprattutto nel periodo del disgelo primaverile o dopo piogge significative, quando il regime idrologico diventa più vivace.

Tra gli itinerari segnalati c’è l’anello lungo il Pellice da Torre a Villar, un percorso di circa 10 chilometri tra borgate storiche, prati e scorci alpini. Un altro riferimento interessante è il Sentiero dell’Inverso, che costeggia il torrente offrendo anche punti di osservazione geologica e vista sulle pareti rocciose.

Percorso, comuni e qualità delle acque del Pellice

Dove nasce il Torrente Pellice?

Il Torrente Pellice nasce dalle falde del Monte Granero, nelle Alpi Cozie, a quota 2.387 metri sul livello del mare.

Quanto è lungo il Torrente Pellice?

Il corso d’acqua misura 53 chilometri dalla sorgente fino alla confluenza nel Po.

In quali comuni passa il Torrente Pellice?

Nel suo percorso interessa Bobbio Pellice, Villar Pellice, Torre Pellice, Luserna San Giovanni, Bibiana, Bagnolo Piemonte, l’area di Cavour e Vigone e infine Villafranca Piemonte.

Qual è l’affluente più importante del Pellice?

Il principale tributario è il Torrente Chisone, che confluisce nel Pellice tra Cavour e Vigone e ne aumenta in modo significativo la portata.

Dove sfocia il Torrente Pellice?

Il Pellice sfocia nel Po nell’area di Villafranca Piemonte, in un contesto naturalistico collegato alla Riserva Naturale della Confluenza del Pellice.

La qualità delle acque del Pellice è monitorata?

Sì. ARPA Piemonte monitora il torrente con stazioni dedicate, tra cui quella di Torre Pellice, valutando parametri biologici, chimici e idromorfologici.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende