Maria di Borbone-Soissons: la nobildonna francese che aprì ai Savoia-Carignano una porta diretta su Torino e sul Piemonte

Da Alessandro Maldera
Aprile 23, 2026

Maria di Borbone-Soissons fu una principessa francese di alto rango, nata e morta a Parigi, ma decisiva anche per la storia sabauda. Infatti, con il matrimonio con Tommaso Francesco di Savoia, contribuì a rendere la linea Savoia-Carignano un ponte politico tra Francia e Piemonte. Inoltre, attraverso i figli, portò quella linea dentro la Torino dinastica che, più tardi, arriverà fino al trono d’Italia. E proprio per questo, anche se la sua vita si svolse soprattutto a Parigi, il suo peso storico “tocca” Torino in modo concreto.
Maria di Borbone-Soissons in breve: i punti che contano
– Maria di Borbone-Soissons nasce e muore a Parigi (1606–1692), con rango di princesse du sang
– Nel 1625 sposa Tommaso Francesco di Savoia, aprendo il ponte dinastico con i Savoia-Carignano
– Nel 1641 eredita il titolo di contessa di Soissons e lo trasmette al figlio Eugenio Maurizio
– È madre di Emanuele Filiberto (principe di Carignano) e nonna paterna del condottiero Eugenio di Savoia
– È legata anche alla Parigi “di pietra” con il Château de Bagnolet, attribuito a una sua iniziativa
Chi era Maria di Borbone-Soissons e perché interessa Torino
Maria nacque a Parigi, all’Hôtel de Soissons, il 3 maggio 1606, e morì sempre a Parigi il 3 giugno 1692. Alla corte di Luigi XIII era conosciuta con il rango di princesse du sang, cioè una principessa del sangue.
Torino entra nella sua storia non come luogo di residenza principale, ma come destinazione dinastica: sposando un principe di casa Savoia, Maria rese la linea Carignano più “francese” nella percezione europea e, di conseguenza, più influente anche nel gioco sabaudo. In più, è ricordata come nonna paterna del celebre condottiero Eugenio di Savoia, un nome che rimbalza continuamente quando si parla di Savoia e potenze europee.
Origini: una Borbone cresciuta dentro la corte di Francia
Maria era la secondogenita di Carlo di Borbone, conte di Soissons, e di Anna di Montafià, signora di Lucé. Era quindi parte di un ramo cadetto della famiglia reale francese, con un rango che le garantiva una posizione privilegiata a corte.
Secondo una ricostruzione, a soli quattro anni sarebbe stata collocata presso l’Abbazia di Fontevraud e avrebbe preso l’abito nel 1610. Tuttavia la stessa tradizione sottolinea che crebbe prevalentemente a corte, ricevendo un’istruzione di alto livello e mantenendo legami stretti con l’ambiente reale.
Il matrimonio con Tommaso Francesco di Savoia: l’innesto Carignano
Il punto di svolta è il matrimonio con Tommaso Francesco di Savoia, principe di Carignano. La data compare in due forme: viene indicato nell’aprile del 1625, ma anche come 6 gennaio 1625. In ogni caso, il dato stabile è questo: nel 1625 Maria si lega formalmente ai Savoia-Carignano e avvia una discendenza che influenzerà la storia sabauda.
Questa unione viene spesso letta come strategica, perché legava la dinastia sabauda alla Francia in modo diretto. Inoltre, in una ricostruzione, Tommaso avrebbe ottenuto a Parigi un rango di primo piano tra i “principi stranieri”, rafforzando ulteriormente la visibilità della coppia nell’ambiente di corte.
Contessa di Soissons per diritto proprio e “regia” dinastica
Nel 1641, alla morte del fratello Luigi di Borbone-Soissons (deceduto senza eredi), Maria ereditò il titolo di contessa di Soissons per diritto proprio. Quindi non fu solo “moglie di”: aveva un titolo e una posizione autonoma.
Poi trasmise quel titolo al figlio prediletto Eugenio Maurizio, dando inizio a un nuovo ramo cadetto legato ai Savoia-Carignano. In sostanza, è qui che la sua storia diventa davvero utile per Torino: perché la linea Carignano, che nel tempo avrà un ruolo centrale nella città, si consolida anche grazie a questa eredità e a questa trasmissione.
Parigi resta la base: Hôtel de Soissons e Château de Bagnolet
Maria visse nella sua Francia nativa e, insieme al marito, risiedette soprattutto all’Hôtel de Soissons, cioè nello stesso luogo in cui era nata e dove morì nel 1692. Tuttavia, in alcune sintesi divulgative, viene ricordata anche come figura influente “tra Torino e Parigi”. Il punto serio è che, anche restando a Parigi, la sua posizione continuava a produrre effetti sulla sponda sabauda.
A lei viene attribuita anche la costruzione del piccolo Château de Bagnolet a Parigi. Dopo la sua morte, la residenza fu acquistata dal fermier général François Le Juge e, nel 1719, divenne proprietà di Francesca Maria di Borbone.
Figli e discendenza: perché Torino torna sempre
Maria e Tommaso Francesco ebbero figli che, nel tempo, diventano “snodi” tra corti e territori. L’elenco riportato comprende:
- Cristina Carlotta di Savoia (1626)
- Luisa di Savoia (1627–1689), sposò nel 1654 Ferdinando Massimiliano, principe ereditario di Baden-Baden
- Emanuele Filiberto (1628–1709), principe di Carignano, sposò Maria Angela Caterina d’Este
- Amedeo di Savoia (1629)
- Giuseppe Emanuele (1631–1656), conte di Soissons
- Ferdinando di Savoia (1637)
- Eugenio Maurizio (1633–1673), conte di Soissons, sposò Olimpia Mancini
Qui Torino rientra in modo netto soprattutto grazie a Emanuele Filiberto, perché quel ramo Carignano sarà poi legato alle grandi residenze e alla storia istituzionale della città. Inoltre, attraverso Eugenio Maurizio, Maria diventa nonna paterna del principe Eugenio di Savoia, figura centrale nella storia militare europea.
Delucidazioni tra Soissons, Savoia e Torino
Era una nobile francese nata nel 1606 e morta nel 1692, con rango di princesse du sang alla corte di Luigi XIII.
Perché nel 1625 sposò Tommaso Francesco di Savoia e legò stabilmente i Savoia-Carignano alla Francia, influenzando la linea destinata a diventare centrale anche nella storia torinese.
Nel 1641, ereditando il titolo dal fratello Luigi di Borbone-Soissons, morto senza eredi.
È indicata come nonna paterna del condottiero Eugenio di Savoia, attraverso il figlio Eugenio Maurizio.
È una piccola residenza parigina attribuita a una sua iniziativa edilizia; dopo la sua morte fu acquistata da François Le Juge e nel 1719 passò a Francesca Maria di Borbone.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



