Fiano: storia del comune tra castello medievale, pedaggi e crescita moderna

Da Alessandro Maldera
Aprile 14, 2026

La Storia di Fiano è quella di un paese di “confine” tra pianura e prime elevazioni alpine, a nord-ovest di Torino. Per secoli, infatti, il castello e la strada di transito hanno determinato potere e ricchezza locale. Poi, dal secondo Novecento, Fiano ha cambiato pelle e si è trasformato in un comune sempre più residenziale, pur mantenendo tracce chiare delle sue radici.
Oggi resta un centro piccolo nei numeri, ma con una storia molto più lunga della sua dimensione attuale.
Scheda rapida sulla storia di Fiano
- Età romana: origine del toponimo legata al fundus di un proprietario chiamato Fillius
- XIII secolo: probabile costruzione del castello (fase monferrina)
- 1305: passaggio del feudo ai principi d’Acaja
- 1356: ingresso nella sfera dei Savoia
- Tra XIV e XV secolo: la castellania ricava entrate dai pedaggi sulla strada tra Val di Susa e Canavese/Vercellese
- 1376: vendita del castello/feudo a Guglielmo Arcour (dopo l’infeudazione a Filippo Borghesio)
- Dopo XVII secolo: sviluppo della parrocchiale di San Desiderio e consolidamento degli edifici religiosi locali
- Dal 1961: crescita demografica marcata, con popolazione circa raddoppiata e trasformazione residenziale
- 25 febbraio 1983: decreto di concessione di stemma e gonfalone (gonfalone: drappo azzurro)
- Età contemporanea: il castello, già sede del Municipio, è oggi sede dell’istituto scolastico comprensivo
Dove si trova Fiano: territorio tra Monte Corno, Ceronda e Parco La Mandria
Fiano sorge ai piedi della catena alpina, nell’area nord-ovest torinese. Il territorio comunale culmina al Monte Corno (1.226 m) e si divide in tre zone ben riconoscibili.
Prima si incontra l’area montana, che comprende la parte occidentale del vallone del rio Tronta. Poi c’è la fascia pianeggiante più abitata, dove si trovano il capoluogo e la frazione Grange di Fiano. Infine, l’estremo lembo sud-orientale è lievemente ondulato e rientra nel Parco regionale La Mandria.
Il corso d’acqua principale è il torrente Ceronda, in cui confluisce il rio Tronta poco a ovest del capoluogo.
Origini romane: il toponimo legato al fundus di “Fillius”
Secondo la tradizione storica locale, il nome Fiano deriva dall’antico proprietario di un fondo agricolo romano (fundus), un certo Fillius. Questo passaggio è importante perché collega il paese a una fase antica di occupazione e organizzazione agraria del territorio.
In altre parole, prima ancora del castello medievale, c’è un livello “romano” che spiega l’origine del toponimo.
Il castello di Fiano: XIII secolo e primo controllo signorile
Il riferimento materiale più evidente della storia locale è il castello, la cui costruzione viene collocata probabilmente nel XIII secolo. Secondo le ricostruzioni, l’impianto si lega alla fase di dominazione dei marchesi del Monferrato, ricordata anche in relazione a Guglielmo VII.
Da qui, quindi, si struttura il controllo feudale del territorio. E proprio per questo il castello diventa il baricentro della vita del borgo per secoli.
Feudi e passaggi di potere: Monferrato, Acaja, Savoia e Arcour
Nel Medioevo Fiano attraversa una serie di passaggi feudali che segnano la sua cronologia essenziale.
Le date chiave sono queste:
- 1305: il feudo passa ai principi d’Acaja
- 1356: il territorio entra nella sfera dei Savoia
- in seguito il castello viene infeudato a Filippo Borghesio
- 1376: il castello (e il feudo) viene venduto a Guglielmo Arcour, casato destinato a lasciare una traccia duratura nel racconto locale
Di conseguenza, Fiano si colloca stabilmente nel sistema politico che ruota attorno al Torinese e alle grandi famiglie dell’area.
Un paese “di strada”: pedaggi e transito tra Val di Susa e Canavese
Oltre al castello, Fiano ha avuto un’altra risorsa strategica: la posizione lungo l’antica strada che collegava la Val di Susa con Canavese e Vercellese. Proprio per questo, per secoli, la castellania ricavò entrate dai pedaggi pagati per il transito delle merci.
Quindi Fiano non era solo un luogo agricolo. Era anche un punto di passaggio, dove la circolazione contava quasi quanto la terra.
Età moderna: parrocchia, cappelle e una comunità che si consolida
Tra Seicento e Settecento il paese mantiene un impianto prevalentemente rurale. Tuttavia, in questa fase si consolidano riferimenti religiosi e sociali.
Tra gli elementi citati dalla tradizione locale:
- sviluppo della parrocchiale di San Desiderio (dopo il XVII secolo)
- presenza di cappelle storiche nel territorio
- continuità dell’organizzazione agricola e delle frazioni
È una crescita lenta, ma costante. E infatti disegna un paese “stabile”, più che esplosivo.
Dal 1961 a oggi: la svolta demografica e il ruolo residenziale
Il cambiamento più netto arriva nel secondo Novecento. Dal 1961 a oggi, infatti, la popolazione residente è aumentata in modo marcato, circa raddoppiando.
Questo dato racconta una trasformazione: Fiano diventa sempre più un comune residenziale, connesso all’area metropolitana torinese. Eppure, nonostante l’espansione, restano riconoscibili le tracce storiche legate a castello, chiese e toponimi.
Il castello nel tempo: da simbolo feudale a luogo di servizi
Un dettaglio interessante riguarda l’uso dell’edificio: in passato il castello ha ospitato il Municipio, mentre oggi è sede dell’istituto scolastico comprensivo.
È un passaggio che racconta bene la “seconda vita” di Fiano: non più solo potere e difesa, ma servizi e quotidianità.
Simboli comunali: stemma e gonfalone del 1983
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 25 febbraio 1983.
Lo stemma è inquartato da una croce azzurra e mostra:
- un castello rosso su campagna verde in campo d’oro
- una cometa d’oro in campo verde
- la lettera maiuscola F d’oro in campo rosso
- una quercia al naturale in campo d’argento, su campagna verde
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Fiano: punti chiave della sua storia
Fiano è un comune della Città Metropolitana di Torino situato a nord-ovest della città, ai piedi delle prime elevazioni alpine: il territorio culmina al Monte Corno (1.226 m) ed è diviso in una zona montana (vallone del rio Tronta), una fascia pianeggiante con capoluogo e frazione Grange di Fiano, e un settore sud-orientale lievemente ondulato incluso nel Parco regionale La Mandria; il corso d’acqua principale è il torrente Ceronda, in cui confluisce il rio Tronta. Il toponimo è ricondotto a origini romane e deriverebbe dal fundus di un proprietario chiamato Fillius. Il fulcro della storia locale è il castello, probabilmente costruito nel XIII secolo in fase monferrina: passò ai principi d’Acaja (1305), poi ai Savoia (1356), venne infeudato a Filippo Borghesio e nel 1376 fu venduto a Guglielmo Arcour. Grazie alla posizione sull’antica strada di collegamento tra Val di Susa e Canavese/Vercellese, la castellania ricavò per secoli entrate dai pedaggi sul transito delle merci. In età moderna il paese mantenne un’impronta rurale, con lo sviluppo della parrocchiale di San Desiderio (dopo il XVII secolo) e la presenza di cappelle nel territorio. Nel secondo Novecento Fiano cambia funzione: dal 1961 la popolazione è cresciuta in modo marcato, circa raddoppiando, e il comune assume un ruolo sempre più residenziale legato all’area metropolitana torinese. Il castello, già sede del Municipio, è oggi utilizzato come sede dell’istituto scolastico comprensivo. Stemma e gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 25 febbraio 1983; il gonfalone è un drappo azzurro.
Capire Fiano: dubbi comuni e risposte chiare
Secondo la tradizione, deriva dal fundus romano legato a un proprietario chiamato Fillius.
L’origine viene collocata probabilmente nel XIII secolo, in una fase collegata ai marchesi del Monferrato.
1305 ai principi d’Acaja, 1356 ai Savoia, e nel 1376 vendita a Guglielmo Arcour; in mezzo si ricorda anche l’infeudazione a Filippo Borghesio.
Per la posizione sulla strada tra Val di Susa e Canavese/Vercellese, da cui derivavano entrate attraverso i pedaggi sul transito delle merci.
Nella seconda metà del Novecento: dal 1961 a oggi la popolazione è cresciuta in modo marcato, circa raddoppiando.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



