Storia di Ceres: origini del nome, feudi e svolta moderna con la ferrovia Torino-Ceres

Da Alessandro Maldera
Aprile 09, 2026

Ceres è uno dei centri più riconoscibili delle Valli di Lanzo, perché unisce posizione strategica, funzioni di servizio e una storia “di valle” fatta di passaggi lenti, però decisivi. Infatti per secoli segue da vicino le vicende di Lanzo, mentre dall’Ottocento cambia passo con la villeggiatura e, soprattutto, con la ferrovia Torino-Ceres. Inoltre nel Novecento affronta lo spopolamento e le ferite dell’alluvione, ma resta un riferimento amministrativo per il territorio.
Ceres in breve: date, nome e ferrovia
- Nome ufficiale “Cere”: dal 1937 al 1947
- Origine del nome: ipotesi Cerere, ceresetum (ciliegi), oppure Cirrus
- Feudo: 14 aprile 1577 a Filippo I d’Este
- 1724: feudo a Leonardo Cotto di Scurzolengo
- Ferrovia Torino-Ceres: lavori dal 1868, linea montana completata nel 1916
- 1920: trazione elettrica in CC 4000 V, primato sulla linea
- Alluvione 1993: stop della tratta montana, ritorno del treno nel dicembre 2006
Origine del nome: tra tradizione popolare e ipotesi linguistiche
Sul nome Ceres circolano spiegazioni diverse. Secondo una tradizione popolare, infatti, il toponimo rimanderebbe alla dea delle messi Cerere, che compare anche nello stemma comunale. Un’altra lettura lo collega invece a una presunta abbondanza di ciliegi selvatici, richiamata dal termine ceresetum. Tuttavia c’è anche chi propone una derivazione dal nome personale latino Cirrus.
Dalle popolazioni antiche al Medioevo: Ceres nel quadro delle Valli di Lanzo
Le informazioni storiche specifiche sul borgo non sono molte; però il contesto vallivo è chiaro. Si sa infatti che l’area delle Valli di Lanzo fu abitata già dal I millennio a.C. da popolazioni liguri e, in seguito, celtiche. Inoltre l’arco alpino fu coinvolto in scontri duri con i Romani, nel processo di sottomissione dei borghi.
Con la caduta dell’Impero romano, poi, anche Ceres viene travolta dalle ondate migratorie: Goti e altre popolazioni germaniche attraversano e rimescolano l’assetto del territorio.
Nel Medioevo, invece, Ceres resta nell’orbita di Lanzo. Secondo la tradizione storica locale, inoltre, Lanzo venne aggregata da Carlo Magno alla contea di Torino, e Ceres segue di conseguenza la stessa traiettoria politica e amministrativa.
Feudi, diocesi e Savoia: le appartenenze che cambiano nel tempo
Secondo alcuni studiosi, Ceres appartenne alla diocesi di Torino e già intorno all’anno Mille una parte del territorio sarebbe stata assegnata al monastero benedettino di Mathi. In seguito, sempre secondo questa linea interpretativa, dal 1310 l’area sarebbe passata sotto il dominio dei Savoia.
Un dato considerato certo, invece, riguarda l’età moderna:
- 14 aprile 1577: il territorio viene infeudato a Filippo I d’Este
Più avanti, in piena epoca sabauda, arriva un altro passaggio documentato:
- 1724: Ceres è data in feudo dai Savoia a Leonardo Cotto di Scurzolengo
Ottocento: capoluogo di mandamento e nascita della villeggiatura
Nell’Ottocento Ceres diventa capoluogo di mandamento e, nel frattempo, inizia a essere conosciuta come luogo di villeggiatura estiva. La ragione è concreta: boschi e castagneti, aria di montagna e una posizione comoda come base per escursioni sulle cime vicine. Quindi, pur restando un centro “di valle”, Ceres comincia ad attirare presenze stagionali.
La ferrovia Torino-Ceres: il vero salto di scala
Il cambiamento più incisivo arriva con la Torino-Ceres, fondamentale sia per il turismo sia per i collegamenti con il capoluogo.
Le tappe principali (in sintesi)
- 1868: iniziano i lavori della linea
- 1876: la ferrovia arriva a Lanzo
- 1913: l’ingegner Alberto Scotti definisce il progetto di estensione fino a Ceres
- 1916: viene completata l’intera linea montana, lunga circa 44 km, con pendenze fino al 35% e curve con raggio di 200 m
- 1920: la Torino-Ceres adotta per prima al mondo la trazione elettrica in corrente continua ad alta tensione (4000 V)
Inoltre la tratta montana ha un’impronta architettonica riconoscibile: tutte le stazioni da Lanzo a Ceres vengono costruite in stile svizzero, con pianta rettangolare, sale d’attesa di prima e seconda classe, alloggio per il custode ai piani superiori e tetto a quattro spioventi.
Tra le peculiarità tecniche, poi, spicca il viadotto sulla Stura della Val Grande, a Ceres, con un’unica luce di 50 metri in cemento armato.
Alluvione, stop e ripartenza: la linea interrotta e il ritorno del treno
Nel 1993 l’alluvione danneggia pesantemente la linea e il tratto montano viene interrotto. Tuttavia, dopo lavori e rinnovo dell’infrastruttura, nel dicembre 2006 il treno torna finalmente a Ceres. Quindi il capolinea recupera la sua funzione storica, anche se in un contesto ormai cambiato rispetto al Novecento “pieno”.
Spopolamento nel Novecento e ruolo amministrativo oggi
Come molti paesi di montagna, anche Ceres subisce un progressivo calo demografico: si passa infatti da 2203 abitanti nel 1901 a 939 nel 1991. Tuttavia Ceres mantiene una centralità di valle, perché ospita gli uffici legali e amministrativi dell’Unione Montana dei Comuni delle Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone.
Ceres tra feudi e ferrovia: le svolte storiche che cambiano la valle
Ceres è un comune delle Valli di Lanzo che per secoli ha seguito le vicende di Lanzo e dei sistemi feudali locali, tra ipotesi sull’origine del nome e passaggi di dominio documentati (tra cui l’infeudazione del 14 aprile 1577). Tuttavia la svolta moderna arriva con la ferrovia Torino-Ceres: i lavori avviati nel 1868 portano al completamento della tratta montana nel 1916, mentre nel 1920 la linea adotta la trazione elettrica in corrente continua 4000 V. Inoltre, dopo lo stop dovuto all’alluvione del 1993, il treno torna a Ceres nel dicembre 2006, confermando il ruolo del paese come nodo di servizi per la valle.
Ceres senza giri di parole
Perché il nome venne italianizzato durante il regime fascista e “Cere” fu la denominazione ufficiale dal 1937 al 1947.
Il 14 aprile 1577, quando il territorio risulta infeudato a Filippo I d’Este.
Il collegamento montano viene completato nel 1916; poi nel 1920 la linea adotta la trazione elettrica in corrente continua 4000 V, diventando un riferimento tecnico.
Il tratto montano della linea subisce danni e viene interrotto; tuttavia il treno torna a Ceres nel dicembre 2006 su ferrovia rinnovata.
Perché mantiene funzioni di servizio: qui hanno sede gli uffici legali e amministrativi dell’Unione Montana delle Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



