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Cima Quattro Denti (2.106 m): itinerario, Gran Pertus e panorami sopra Exilles e Chiomonte

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Aprile 08, 2026

La Cima Quattro Denti (detta anche Quattro Denti o Denti di Chiomonte) è una montagna di 2.106 m nelle Alpi del Moncenisio (Alpi Cozie), in Val di Susa. Si trova nel territorio di Exilles, però è spesso descritta anche sul confine amministrativo con Chiomonte. È una gita completa: prima bosco, poi cresta, e infine i famosi torrioni calcarei, con in più una chicca storica rara, il Gran Pertus.

Coordinate e numeri chiave

Nome: Cima Quattro Denti (Quattro Denti / Denti di Chiomonte)
Quota vetta: 2.106 m
Coordinate: 45°07′51.56″N — 6°56′48.66″E
Zona: Val di Susa (tra Exilles e area di Chiomonte)
Catena: Alpi Cozie — Alpi del Moncenisio
Difficoltà indicativa: E (Escursionistico) — esposizione prevalente: sud

Dove si trova la Cima Quattro Denti e com’è fatta la dorsale

La montagna si sviluppa lungo un crinale molto riconoscibile: parte dal Monte Niblè, prosegue su Monte Clopacà e Cima del Vallone, e quindi “sfuma” verso la Cima Quattro Denti. Proprio per questo, la sensazione non è quella di una vetta isolata, ma di una lunga linea panoramica.

Inoltre, la cresta si colloca tra il solco principale della Val di Susa e il Vallone del Tiraculo, che a sua volta è un affluente della Val Clarea. Quindi, anche a livello geologico e paesaggistico, l’area resta molto interessante.

Caratteristiche: i torrioni calcarei e il “trucco” del nome

La cifra estetica della Cima Quattro Denti sono i torrioni calcarei: emergono dalla cresta erbosa e danno al profilo un aspetto severo, quasi “da castello naturale”. Eppure c’è un dettaglio curioso: nonostante il nome suggerisca quattro guglie, le formazioni rocciose visibili lungo la dorsale vengono spesso descritte come otto. Probabilmente, però, da quote più basse se ne distinguono bene “solo” quattro, e quindi il toponimo è rimasto.

Come arrivare al punto di partenza: Ramats e Sant’Antonio

La partenza più classica è in zona Ramats, sopra Chiomonte. In pratica, da Chiomonte si prosegue verso la frazione Sant’Antonio di Ramats e si parcheggia al piazzale Giannoni Damans (quota 1.030 m).

Da qui, quasi subito, si imbocca il sentiero balcone (segnato come n. 6) oppure, nelle descrizioni più tecniche, il sentiero n. 810a in direzione Pertus/Quattro Denti.

Salita: bosco fino a 1700 m, poi dorsale e “colletto tra i denti”

Nella prima parte si sale nel bosco: prima latifoglie, poi conifere, e intanto la vista si apre. Infatti, lungo il tratto fino a circa 1700 m puoi vedere bene il Forte di Exilles, l’autostrada e la Val di Susa; inoltre, nelle giornate limpide, spuntano riferimenti forti come Rocciamelone, Ciantiplagna e Chaberton.

Il percorso tocca le borgate:

  • Case Alberet (circa 1.240–1.245 m)
  • Case Rigaud (circa 1.480 m)

Qui c’è una nota pratica: fino a Case Rigaud il sentiero può essere invaso da rovi in estate, e quindi la progressione diventa più scomoda. Perciò, in quel tratto, alcune persone valutano l’uso della strada poderale (in certi casi anche in auto) fino a una delle borgate, se le condizioni lo consentono.

Dopo Case Rigaud, però, il tracciato tende a diventare più pulito e diretto. Si arriva così alle Grange Pertuso (quota 1.977 m), punto chiave perché sei a pochi metri dal Gran Pertus e dall’area che precede i torrioni.

Infine si raggiunge il colletto erboso tra le guglie: da lì, se vuoi, puoi salire facilmente su due dei “denti” senza attrezzatura alpinistica.

Il Gran Pertus: galleria artificiale e opera d’ingegneria in quota

Titolo box (separato): Gran Pertus: cosa sapere prima di entrarci

Il Gran Pertus (detto anche traforo del Thuillie in alcune descrizioni) è una galleria artificiale scavata nella roccia che convoglia acqua dal Rio Thullie (versante nord) verso le campagne sul versante sud, per irrigare le borgate di Ramats e Cels.

Sulla datazione trovi due “tradizioni” riportate:

  • in alcune descrizioni è indicato come opera del XIV secolo
  • però è anche attribuito al lavoro di Colombano Romean tra 1526 e 1533 circa

Ecco i dettagli pratici più citati:

  • lunghezza circa 500 m
  • larghezza circa 1 m
  • altezza circa 80 cm, quindi bisogna chinarsi
  • spesso c’è acqua sul fondo, e talvolta anche umidità o ghiaccio

Dopo il Pertus, in genere si supera una passerella sul canale e si traversa su prato inclinato: così i torrioni diventano sempre più vicini e “scenografici”.

Discesa: stessa via oppure anello panoramico (con nota importante)

La discesa può avvenire:

  1. Per la via di salita, scelta lineare e spesso più “sicura” se il meteo cambia
  2. Ad anello: si torna indietro per una ventina di metri e poi si prende il sentiero verso la Cappella Bianca (o Cappella Santa Croce). Da lì si percorre la Cresta dei Quattro Denti: è più panoramica, però è anche molto ripida e a tratti più esposta, soprattutto nel rientro nel bosco

Una cinquantina di metri prima della cappella si prende il sentiero a destra che riporta sulla poderale e quindi alle Case Alberet.

Nota utile: se parti dalle Case Rigaud, di solito si sconsiglia l’anello perché poi devi comunque risalire circa 200 m di dislivello per chiuderlo.

Numeri dell’escursione: dislivello, quote e difficoltà

I dati riportati per l’itinerario “classico” da Sant’Antonio di Ramats sono coerenti con una gita escursionistica impegnativa ma alla portata di chi è allenato:

  • quota partenza circa 1.030 m
  • quota vetta 2.106 m
  • dislivello intorno a +1.070 / +1.076 m
  • difficoltà E
  • sviluppo complessivo ad anello circa 11 km
  • tempo salita indicativo circa 2h 30min (variabile)

In alternativa, esiste anche un accesso più breve da Grange della Valle (lato Exilles) arrivando in auto su sterrata fino a circa 1.770 m: così la parte a piedi si accorcia, e quindi può essere una scelta sensata con meteo incerto o poco tempo.

Periodo migliore ed equipaggiamento consigliato

Per la stagione, in genere si consiglia maggio–ottobre, quando i sentieri sono più spesso liberi da neve. In autunno, invece, il foliage è bellissimo, però il meteo diventa più variabile. In inverno, quindi, la salita è sconsigliata senza attrezzatura da neve e conoscenza solida del terreno.

Classificazione SOIUSA (inquadramento orografico)

Secondo la SOIUSA, la Cima Quattro Denti rientra in:

  • Grande Parte: Alpi Occidentali
  • Grande Settore: Alpi Sud-occidentali
  • Sezione: Alpi Cozie
  • Sottosezione: Alpi del Moncenisio
  • Supergruppo: Catena Bernauda–Pierre Menue–Ambin
  • Gruppo: Gruppo d’Ambin
  • Sottogruppo: Ambin–Niblè
  • Codice: I/A-4.III-B.6.c

FAQ – Dubbi comuni sulla cresta dei Denti

La Cima Quattro Denti è a Exilles o a Chiomonte?

È descritta in Val di Susa nel comune di Exilles, però viene riportata anche sul confine amministrativo con Chiomonte, e infatti molte partenze sono dal versante di Ramats

Quanto è impegnativa l’escursione da Sant’Antonio di Ramats?

I dati più citati parlano di circa +1.070 / +1.076 m, difficoltà E e sviluppo intorno a 11 km ad anello. Quindi è fattibile, però richiede allenamento e passo costante

Il Gran Pertus è obbligatorio?

No: è un passaggio affascinante, ma è buio, stretto e può avere acqua. Se non te la senti, puoi aggirarlo seguendo il sentiero esterno

Che cosa si vede lungo il percorso?

Già nel bosco si aprono viste su Forte di Exilles e Val di Susa; poi, con quota e cielo limpido, compaiono riferimenti come Rocciamelone, Ciantiplagna e Chaberton

L’anello via Cappella Bianca è sempre consigliato?

È più panoramico, però è anche più ripido e in alcuni tratti più “nervoso”. Inoltre, se parti dalle Case Rigaud, di solito l’anello è sconsigliato perché comporta una risalita finale di circa 200 m di dislivello

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende