Cappella dei Santi Quirico e Giulitta di Cantoira: il sacello del 1638 lungo la provinciale

Da Alessandro Maldera
Aprile 07, 2026

La Cappella dei Santi Quirico e Giulitta di Cantoira si incontra lungo la strada provinciale 33, tra le borgate Centro e Losa. È piccola, ma riconoscibile: facciata ordinata, campanile in asse e una scritta storica che mette subito le cose in chiaro. Inoltre l’interno, pur semplice, ha una struttura voltata particolare che vale la sosta, anche se breve.
Lo schema della cappella lungo la Provinciale 33
- Dove si trova: lungo la provinciale 33 tra Centro e Losa
- Impianto: navata unica rettangolare a due campate
- Copertura interna: intersezione di tre volte a botte
- Facciata: portone centrale, due finestre piccole, apertura semicircolare
- Scritta storica: 1638 con intitolazione ai santi
- Campanile: in asse, con data 1821
- Conservazione: discreta, con umidità di risalita e fessure nelle volte
Dove si trova e perché la noti subito
La cappella è posizionata direttamente lungo la provinciale, quindi è facile da individuare anche passando in auto. Tuttavia si percepisce subito che non è un edificio “di passaggio”: è isolata, con la facciata principale rivolta a nord-ovest, e sta lì come un punto fermo tra strada e verde.
Proprio sulla facciata compare la dicitura con l’anno 1638, che funziona come una carta d’identità: ti dice che sei davanti a un sacello dedicato ai Santi Quirico e Giulitta, martiri venerati dalla comunità locale.
Impianto e struttura: due campate e volte che si incrociano
L’impianto è a navata unica su base rettangolare, divisa in due campate. Fin qui sembra tutto lineare; però, appena alzi lo sguardo, cambia prospettiva. Infatti la copertura interna nasce dall’intersezione di tre volte a botte, soluzione che crea un effetto strutturale più ricco del previsto.
La struttura portante è in muratura di pietra. Di conseguenza, anche se le superfici sono intonacate, l’edificio resta “montano” nella sostanza: massiccio e concreto.
Facciata: ingresso centrale, finestrine e iscrizione storica
Il fronte principale è a capanna e mantiene una composizione simmetrica. Al centro c’è il portone in legno; ai lati si aprono due finestre rettangolari piccole. Sopra il portone, inoltre, compare un’apertura semicircolare, che alleggerisce il prospetto e porta luce.
In alto, la scritta decorata con la dicitura “1638, Saccellum SS. MM. Quirico e Julittae dicatum” è il dettaglio più significativo: non è solo ornamentale, perché conferma l’intitolazione e la memoria storica del luogo.
Le superfici esterne sono intonacate e dipinte in tonalità beige, con zoccolatura in lastre di pietra. Tuttavia, sulla facciata sono visibili fenomeni di esfoliazione, segno di un equilibrio delicato tra intonaci e clima.
Lati e copertura: finestre semicircolari e tetto in lose
Sulla parete sud-ovest, quella che corre lungo la provinciale, ci sono due finestre semicircolari collocate sopra il piano d’imposta delle volte. Sono un dettaglio utile anche dall’esterno, perché raccontano la quota interna della struttura voltata.
Il tetto è a due falde, con orditura lignea e manto in lose. Inoltre la copertura poggia direttamente sui muri perimetrali e presenta uno sporto massimo sul lato nord-ovest. È una soluzione semplice, però coerente con l’architettura locale.
Interni: colore beige, paraste e pavimento in graniglia
All’interno prevale una decorazione sobria in tonalità beige. Le pareti laterali sono scandite da sei paraste, che danno ritmo all’aula e sostengono visivamente l’impostazione delle volte.
Nella parte bassa, inoltre, compare un rivestimento in perlinato di legno, mentre il pavimento è in marmette di graniglia. Sopra l’imposta delle volte trovi aperture semicircolari lungo le pareti rivolte a sud e a ovest; invece sulla parete nord si notano sfondati della stessa forma, che riprendono il disegno senza aprire davvero verso l’esterno.
Presbiterio e altare: marmi policromi e immagini dei santi
Il presbiterio è sullo stesso livello dell’aula e mantiene la stessa finitura, quindi non c’è una separazione “rigida”. Sulla volta è dipinta la colomba dello Spirito Santo, elemento ricorrente nelle cappelle di zona.
Alla parete di fondo è addossato l’altare maggiore in marmi policromi, che però non sarebbe quello originario: compare infatti la scritta “Nostra Signora di Lourdes” e non si conoscono provenienza e data della traslazione. Sopra l’altare è collocato un dipinto con San Quirico e la madre Giulitta. Più in alto, inoltre, si trovano i dipinti del Sacro Cuore di Gesù e di Maria, mentre in una teca lignea è conservata la statua dei due martiri.
Campanile: l’asse della facciata e la data 1821
Il campanile è allineato sull’asse centrale della facciata d’ingresso. Ha base rettangolare e, in sommità, la cella campanaria. Sul manufatto è riportata la data 1821, segno che in quell’anno venne eretto o innalzato nella forma attuale. È plausibile, inoltre, che il campanile abbia sostituito una precedente struttura “a vela”, trasformandola in una configurazione a salienti.
La copertura è a doppia falda in lose, mentre le superfici sono intonacate e decorate nelle stesse tonalità beige del resto dell’edificio.
Conservazione e criticità: esfoliazioni e umidità
Lo stato di conservazione complessivo è discreto. All’esterno si notano esfoliazioni dell’intonaco in facciata, mentre all’interno sono presenti fenomeni di umidità di risalita nella parte bassa delle pareti. Inoltre compaiono alcune fessurazioni in corrispondenza delle volte: non è un dettaglio estetico, perché racconta le fatiche strutturali tipiche degli edifici in muratura e coperti da volte.
Nonostante questo, la cappella resta officiata nei giorni feriali e durante la festa dei santi titolari, quindi continua a essere vissuta.
Una storia tra peste, visite pastorali e restauri
La cappella compare già nel 1627, quando un testamento redatto in tempo di peste la descrive come bisognosa di molte riparazioni. L’anno 1638 è poi fissato direttamente sulla facciata, come intitolazione ai santi martiri.
Nel 1653, durante la visita pastorale dell’arcivescovo Giulio Cesare Bergera, la cappella viene descritta con una “volta di pietra”, un’icona dei due martiri e alcuni elementi essenziali (campanella, croce, candelieri, pallio). Tuttavia l’altare in laterizio risultava incompleto: mancavano l’altare portatile e varie suppellettili necessarie per celebrare.
Nel 1769 la situazione peggiorò: la visita dell’arcivescovo Rorengo di Rorà parlò di edificio in pessimo stato, quasi in rovina e addirittura aperto, con un’icona ormai lacera. Di conseguenza venne ordinato di restaurare entro un anno, pena la distruzione totale. Le riparazioni richieste furono effettivamente eseguite tra 1769 e 1770.
Nel 1843, con la visita dell’arcivescovo Luigi Fransoni, la cappella risultava più ordinata: ampia volta, pareti dipinte, pavimento lastricato in pietra, porta con serratura, finestre con grate e vetri, altare in laterizio dotato di pietra sacra e un’icona dei santi Quirico e Giulitta sulla parete di fondo. Nel Novecento arrivarono nuovi interventi: nel 1821 venne eretto il campanile (data riportata sul fronte), mentre nel 1960 si rifecero pavimentazione e superfici interne sostituendo le lastre in pietra con marmette in graniglia. Infine, nel 1996, furono restaurate e tinteggiate le facciate esterne
FAQ – Piccole domande, risposte pratiche
Si trova lungo la provinciale 33 tra le borgate Centro e Losa del comune di Cantoira, con facciata principale rivolta a nord-ovest.
La scritta in facciata con la dicitura 1638 e l’intitolazione ai Santi Quirico e Giulitta.
L’aula è coperta da una struttura generata dall’intersezione di tre volte a botte, mentre l’impianto generale è a navata unica su due campate.
L’altare maggiore in marmi policromi riporta la scritta Nostra Signora di Lourdes, e non si conoscono provenienza e data della traslazione.
Sì. La cappella è officiata nei giorni feriali e in occasione della festa dei santi titolari.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



