Chiesa della Maddalena a Giaveno: storia dal Seicento, ricostruzione settecentesca e restauri

Da Alessandro Maldera
Aprile 07, 2026

La Chiesa di Santa Maria Maddalena di Giaveno si trova nella frazione della Maddalena, sul versante della Val Sangone, a 761 metri di quota. È una parrocchiale di montagna, ma con un impianto sorprendentemente articolato. Cappelle laterali, una cappella invernale e un interno ricco di pitture. Inoltre la sua storia è fatta di ricostruzioni, terremoti e restauri, quindi racconta bene come un luogo “alto” si è difeso nel tempo.
Cosa ammirare all’interno
- Navata in sei campate: cinque a botte lunettata + una con volta a vela cupoliforme ovale nel presbiterio
- Cappelle laterali: tre per lato, comunicanti tra loro, più cappella invernale sul lato destro
- Presbiterio: rialzato di due gradini con balaustra in marmo e pala con Maria Maddalena
- Decorazioni: ciclo del 1938 (Boasso) con scene della vita di Cristo e Maddalena ai piedi della croce
- Campanile: orologio nel secondo registro, cella aperta e cuspide piramidale
- Nota conservativa: umidità e ammaloramenti su prospetto nord, facciata e campanile
Dove si trova: frazione Maddalena e posizione sulla valle
La chiesa è nella frazione della Maddalena, nell’inverso della Val Sangone. L’edificio è libero su tutti i lati e la facciata guarda a ovest, verso monte, con la vallata alle spalle: perciò l’insieme risulta isolato e leggibile, anche da lontano.
Com’è fatta: navata, cappelle laterali e abside
L’impianto è rettangolare con navata centrale e cappelle laterali, tre per ciascun lato, e termina con abside semicircolare. La navata è divisa in sei campate:
- le prime cinque sono coperte da volte a botte lunettate
- la sesta, dove si colloca il presbiterio, ha una volta a vela cupoliforme ovale
Sul lato destro, inoltre, oltre alle cappelle laterali, compare un elemento pratico: la cappella invernale, collegata alla navata in corrispondenza della quinta e della sesta campata. In altre parole, non è una “aggiunta ornamentale”: è uno spazio pensato per l’uso.
Facciata a ordini sovrapposti: lesene binate e rosone
La facciata, orientata a ovest, è impostata su ordini sovrapposti. Il volume centrale è evidenziato da lesene binate: il registro inferiore è più ampio e si raccorda al corpo centrale con volute; sopra, un timpano chiude il prospetto.
Al centro si apre il portale con porta lignea a due battenti, sormontato da timpano curvilineo. Più in alto domina un grande rosone con vetrate policrome. In facciata, inoltre, è presente una lapide che riporta intitolazione e date di erezione e ampliamento. Sulla sommità del timpano e delle lesene esterne si notano pinnacoli piramidali con croce.
Prospetti laterali e accessi: finestre, meridiana e sacrestia
I prospetti laterali seguono i volumi: la navata è più alta delle cappelle. Al livello del cleristorio, in corrispondenza di ogni campata, si aprono finestre rettangolari. Sul lato destro è presente una meridiana, mentre ingressi secondari sormontati da oblò si trovano su entrambi i lati in corrispondenza della prima campata.
Sempre sul lato destro, alle cappelle laterali, è addossato il volume della sacrestia, illuminato da finestre rettangolari; il lato sud della sacrestia, però, mostra muratura in pietra a vista, distinguendosi dal resto intonacato.
Struttura e coperture: muratura mista, tiranti e lose
La chiesa ha struttura portante in muratura mista, intonacata internamente ed esternamente. Le coperture interne variano: le cappelle laterali sono coperte da teste di padiglione, l’abside da una semicupola a tre spicchi, mentre la cappella invernale presenta volte a vela con fascioni.
Un dettaglio tecnico che conta: sugli archi trasversali della navata sono presenti tiranti in ferro a funzione strutturale. Il tetto è a doppia falda, con struttura lignea e copertura in lose.
Interni: cappelle, cantoria e punti di interesse
La navata è scandita da archi a tutto sesto impostati su trabeazione e lesene. Sopra la trabeazione, al centro delle lunette, finestre rettangolari illuminano l’aula. La prima campata ospita la bussola lignea d’ingresso con cantoria lignea soprastante. Poi si susseguono le cappelle laterali, comunicanti tra loro.
Lato sinistro: battistero, Sacro Cuore e San Giuseppe
Sul lato sinistro, nella seconda campata, si trova il battistero, delimitato da balaustra metallica, con fonte battesimale e scultura del battesimo di Gesù. Segue la cappella del Sacro Cuore di Gesù, con altare in marmo e balaustra lignea dipinta a finto marmo. Nella quarta campata si trova la cappella di San Giuseppe, con tela ovale, altare e balaustra in muratura dipinti a finto marmo. Più avanti, sulla parete della quinta campata, è collocato un confessionale sormontato da pulpito ligneo.
Lato destro: Crocifissione, Madonna degli Angeli e Rosario
Sul lato destro, nella seconda campata, compare un gruppo scultoreo della Crocifissione, con altare in legno dipinto e balaustra in muratura a finto marmo. Seguono la cappella con statua della Madonna degli Angeli (altare marmoreo) e poi quella con una tela ovale della Madonna del Rosario con San Michele Arcangelo e un santo domenicano. Qui sono presenti anche la statua di Santa Maria Maddalena e arredi dipinti a finto marmo. Infine si incontra la cappella invernale, con mensa e tela raffigurante San Vincenzo.
Tra la quinta e la sesta campata, l’arco trionfale separa l’aula dal presbiterio; nelle nicchie dei setti sono collocate le statue di Sant’Antonio da Padova (sinistra) e Santa Teresa (destra).
Presbiterio e pala d’altare: Maddalena protagonista
Il presbiterio è nella sesta campata ed è rialzato di due gradini, separato dall’aula da una balaustra in marmo. Verso l’abside si trova l’altare maggiore in muratura dipinta, con paliotto in tessuto sul fronte. Sulla parete absidale, inoltre, è collocata la pala d’altare che raffigura Maria Maddalena.
Pavimenti e apparato liturgico: materiali diversi, uso reale
La navata ha pavimentazione in lastre di pietra; l’area presbiteriale è in mattonelle di graniglia; le cappelle laterali sono in battuto di cemento, mentre la cappella invernale è in listelli di legno. L’assemblea è disposta in panche a battaglione; inoltre i confessionali non sono “decorativi”: uno è lungo la navata sotto il pulpito e un secondo è nella cappella invernale.
Decorazioni e pitture: il ciclo del 1938 e l’integrazione del 1986
L’interno è ricco e coerente. Le superfici verticali sono in tinta unita nella tonalità ocra, con riquadrature su lesene e archi in rosa antico, arricchite da fregi e motivi floreali. Attorno al grande rosone della controfacciata si sviluppa una decorazione a medaglione con festoni.
Sulla volta della navata compaiono, nella parte centrale, scene della vita di Cristo. Nella volta a vela della sesta campata, invece, è raffigurata la Maddalena ai piedi della croce, con i quattro evangelisti agli angoli. L’apparato decorativo risale al 1938 ed è opera dei professori Giorgio e Lauro Boasso, con integrazioni successive nel 1986 a cura di Persino Melchiorre ed Elena.
Campanile: orologio, cella aperta e cuspide
Il campanile è sul lato sinistro, in corrispondenza della sesta campata. Ha base quadrata e superfici intonacate come i prospetti. È diviso in tre registri: il secondo ospita i quadranti dell’orologio, riquadrati in rosso. La cella campanaria è aperta su tutti i lati con monofore ad arco, e gli spigoli sono marcati da lesene con capitelli ionici. La chiusura è una cuspide piramidale.
Sulla cella è riportata la scritta che ricorda restauri: “renovabant a.d. MDCCCLVII–MCMXX”.
Storia discorsiva: dalla cappella del Seicento alla parrocchia e ai restauri
Agli inizi del Seicento nella borgata esisteva già una cappella dedicata alla Maddalena. Nel 1689 un canonico prevosto la descrive in condizioni difficili: edificio giudicato poco decoroso e poco provvisto, privo di campana, e complicato da sistemare per la distanza dal centro e le risorse limitate della comunità.
Tra 1780 e 1782 arriva la svolta: per volontà del cardinale Sigismondo Gerdil e su disposizione del vicario generale monsignor Francesco Ferrero, si decide di costruire una chiesa votiva più ampia dedicata a Santa Maria Maddalena, elevandola a parrocchia e separandola dalla Collegiata di Giaveno. La vecchia cappella viene demolita e parte dei materiali viene riutilizzata nello stesso sito. La nuova chiesa viene consacrata il 31 maggio 1784 con la partecipazione di clero e popolazione.
Tra 1808 e 1810 eventi sismici causano lesioni importanti a chiesa e campanile, con danni a muri e tetti; alcune parti vengono puntellate. Invece nel 1820 seguono interventi di ripristino e consolidamento su coperture, facciata, cornicioni e cappelle segnate dall’umidità, oltre a lavori necessari sul campanile.
E in seguito proseguono trasformazioni e restauri: ristrutturazione nel 1887, ampliamento anteriore nel 1899 (circa dieci metri), riparazioni dopo il terremoto del 1914, nuova facciata tra 1930 e 1931 su progetto di Lino Ravagnan, e ciclo pittorico interno del 1937–1938, ricordato da una lapide del 23 agosto 1938. Nel secondo Novecento continuano gli interventi: pavimento nel 1959, unione parrocchiale e integrazioni decorative nel 1986, via crucis nel 1997, rifacimento del pavimento nel 2007 e lavori al campanile nel 2017.
Stato di conservazione e utilizzo: bene dentro, attenzione all’umidità
All’interno lo stato conservativo è buono. Tuttavia sono presenti fenomeni di umidità parietale che causano ammaloramenti dell’apparato decorativo, visibili soprattutto sul prospetto nord, sulla facciata e sul campanile. La chiesa, in ogni caso, è regolarmente officiata ogni settimana, quindi resta un luogo vivo e usato.
Profilo descrittivo parrocchiale della Maddalena
La Chiesa di Santa Maria Maddalena di Giaveno si trova nella frazione della Maddalena, nell’inverso della Val Sangone, a 761 m s.l.m., con facciata rivolta a ovest e edificio libero su tutti i lati. Ha pianta rettangolare con navata unica articolata in sei campate, tre cappelle laterali per ciascun lato e abside semicircolare; le prime cinque campate sono coperte da volte a botte lunettate, mentre la sesta presenta una volta a vela cupoliforme ovale in corrispondenza del presbiterio. Sul lato destro è presente una cappella invernale collegata tra quinta e sesta campata. La facciata a ordini sovrapposti è marcata da lesene binate, portale con timpano curvilineo e grande rosone con vetrate policrome; sul lato sinistro si eleva un campanile a base quadrata con orologio, cella aperta su tutti i lati e cuspide piramidale. Gli interni conservano un ricco apparato decorativo con pitture del 1938 (Giorgio e Lauro Boasso) e integrazioni del 1986, scene della vita di Cristo sulla navata e la Maddalena ai piedi della croce nella sesta campata; il presbiterio è rialzato di due gradini e separato da balaustra in marmo, con pala d’altare raffigurante Maria Maddalena. Inoltre, la chiesa è officiata settimanalmente; lo stato interno è buono, mentre sono presenti fenomeni di umidità e ammaloramenti su prospetto nord, facciata e campanile.
Chiarimenti pratici per la visita alla Maddalena
È nella frazione della Maddalena, nell’inverso della Val Sangone, a 761 m s.l.m., con facciata rivolta a ovest e edificio libero su tutti i lati.
La combinazione tra impianto con molte cappelle, la presenza della cappella invernale e il ricco apparato pittorico del 1938, che caratterizza navata e presbiterio.
Sì, è regolarmente officiata tutte le settimane, quindi non è un edificio “solo storico”.
Battistero, cappelle del Sacro Cuore e di San Giuseppe, gruppo della Crocifissione, cappella della Madonna degli Angeli, cappella del Rosario con statua della Maddalena, e il presbiterio con pala d’altare.
Sì: sono presenti fenomeni di umidità parietale con ammaloramenti dell’apparato decorativo, evidenti sul prospetto nord, sulla facciata e sul campanile.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



