Storia di Balangero

Da Alessandro Maldera
Aprile 05, 2026

Balangero è un comune del Torinese all’imbocco delle Valli di Lanzo, e la sua storia è una stratificazione vera, non da cartolina. Prima c’è il Medioevo del castello e dei feudatari; poi arrivano contese e trasformazioni sabaude. Infine, nel Novecento, il paese viene segnato dalla cava d’amianto e dalla stagione della Resistenza, riconosciuta ufficialmente nel 2011.
Date che hanno cambiato Balangero
- X secolo — Tradizione del castello-fortezza legato a Berengario II
- 1225–1230 — I marchesi di Monferrato consolidano il dominio sulla comunità
- 1307 — Il castello viene espugnato da Filippo d’Acaja
- XIV secolo — Assedi e passaggi di controllo tra Monferrato e Savoia (Amedeo VI e Amedeo VII)
- XVI–XVII secolo — Feudo ai Provana di Leinì, poi trasformazione in dimora e successiva distruzione in un contesto di conflitti dinastici
- Novecento — Lunga stagione della cava/miniera d’amianto tra Balangero e Corio
- 21 aprile 2011 — Medaglia d’Argento al Merito Civile per gli eventi 1943–1945
Dove nasce Balangero e perché conta nella storia locale
Balangero cresce in una posizione “comoda e scomoda” insieme: vicino alla pianura e, quindi, esposto ai passaggi. Per questo, prima è luogo di controllo militare, poi diventa nodo rurale e feudale, e infine vive una svolta industriale che cambia paesaggio e società.
Il nome “Balangero”: tre ipotesi, una certezza
Sull’origine del toponimo circolano spiegazioni diverse. Alcuni lo collegano a Berengario d’Ivrea; altri leggono il nome come unione tra il rivo Banna e una seconda radice (“gero”); altri ancora richiamano un riferimento geografico come il Bricco Balantum Greuli. In pratica, la discussione resta aperta, però racconta una cosa chiara: Balangero è un nome “antico”, nato in un territorio dove storia e geografia si mescolano spesso.
Tracce antiche: Celti e periodo romano
Il territorio risulta frequentato già in epoca celtica. Inoltre, della fase romana restano indizi concreti:
- in Regione Murassi è stato rinvenuto un sepolcreto
- una lapide con scritta “Macco Duci F.” è murata nella scalinata destra d’accesso alla chiesa parrocchiale
- alcuni reperti sono conservati presso il Museo di Antichità di Torino
X–XIV secolo: castello, vescovi di Torino e contese tra grandi poteri
La tradizione lega l’origine del nucleo urbano al X secolo, quando viene costruito un castello-fortezza attribuito a Berengario II d’Ivrea (poi re d’Italia). Da qui in avanti, però, il controllo del territorio cambia spesso:
- prima si afferma la signoria dei vescovi di Torino
- poi subentrano i marchesi di Monferrato, che tra 1225 e 1230 consolidano il dominio su tutta la comunità
- nel 1307 il castello viene espugnato da Filippo d’Acaja
- circa cinquant’anni dopo, Amedeo VI (Conte Verde) lo riconquista dopo un lungo assedio, lasciando Giacomo d’Acaja come feudatario (non più signore)
E qui si capisce il punto: Balangero non è “un paesino tranquillo” nel Medioevo. È un posto che vale, quindi lo si assedia.
Tra Monferrato e Savoia: assedi, ritorni e nuovi feudatari
Dopo l’episodio d’Acaja e Amedeo VI, tornano ancora i marchesi di Monferrato grazie al feudatario Bartolomeo di San Giorgio. Tuttavia, segue un nuovo assedio vittorioso di Amedeo VII (Conte Rosso). Da lì in poi, si susseguono vari feudatari per conto dei Savoia, e la storia locale si allinea sempre più alla loro sfera politica.
Seicento: dal castello alla dimora (e poi la distruzione)
Nel XVI secolo il feudo passa ai Provana di Leinì. Dopo il 1630, invece, il castello cambia funzione: viene trasformato in dimora di campagna e passa a Lelio Cauda, consigliere di Stato e favorito di Madama Reale. Proprio le lotte tra Madama Reale e i cognati coinvolgono anche Balangero e portano alla distruzione della ricca villa sorta sull’antica fortezza. Da quel momento, la storia del paese resta fortemente legata alla cornice sabauda.
Novecento: la cava d’amianto e l’eredità più delicata
Per circa 80 anni, tra Balangero e il vicino Corio, è stata attiva una cava/miniera d’amianto. È il capitolo più pesante, perché porta con sé due verità che stanno insieme:
- lavoro e reddito per tante famiglie
- conseguenze ambientali e sanitarie da gestire nel lungo periodo
In tempi più recenti si è parlato di recupero e riuso del sito, anche con l’idea di inserire una centrale fotovoltaica nell’area.
1943–1945 e il riconoscimento del 2011
Durante la Seconda guerra mondiale, Balangero partecipa alla lotta di Liberazione e subisce una dura repressione. Questo percorso viene riconosciuto con un’onorificenza ufficiale:
- 21 aprile 2011: Medaglia d’Argento al Merito Civile per quanto avvenuto nel periodo 1943–1945
Lo stemma comunale: il castello e un dettaglio “bellico”
Lo stemma di Balangero richiama il castello e ricorda anche un elemento particolare: due palle di cannone infisse nella torre, memoria del fatto che qui sarebbe stata impiegata l’artiglieria per la prima volta in Italia durante un assedio. Inoltre, compaiono i riferimenti araldici alle principali famiglie dominanti, tra cui i Savoia e i visconti di Baratonia.
Balangero in poche righe: castello, feudi, amianto e memoria
Balangero è un comune del Torinese all’imbocco delle Valli di Lanzo, con una storia che unisce tracce antiche, castello medievale e trasformazioni moderne. Il territorio conserva segni della fase romana (sepolcreto in Regione Murassi e lapide “Macco Duci F.” presso la parrocchiale), mentre il nucleo urbano si lega alla costruzione di una fortezza tra X e XIII secolo e alle contese tra grandi poteri locali (vescovi di Torino, marchesi di Monferrato, d’Acaja e Savoia). Nei secoli successivi il feudo passa a varie famiglie, fino alla trasformazione seicentesca del castello in dimora e alla successiva distruzione in un contesto di conflitti dinastici. Nel Novecento Balangero cambia volto con la lunga stagione della cava/miniera d’amianto (anche verso Corio) e con la memoria della Resistenza: per gli eventi del 1943–1945 il paese ha ricevuto la Medaglia d’Argento al Merito Civile (2011).
Domande rapide su Balangero: storia, castello e miniera
Sono presenti più ipotesi: collegamento a Berengario d’Ivrea, al rivo Banna + seconda radice, oppure a un riferimento locale come il Bricco Balantum Greuli
Un sepolcreto in Regione Murassi e la lapide “Macco Duci F.” murata presso l’accesso alla chiesa parrocchiale
Perché segna la nascita del nucleo fortificato e, inoltre, diventa oggetto di contese e assedi tra grandi poteri (Monferrato, Acaja, Savoia)
Per circa 80 anni, interessando Balangero e il confinante Corio, lasciando un’eredità industriale complessa
La Medaglia d’Argento al Merito Civile, conferita il 21 aprile 2011 per gli eventi del 1943–1945

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



