Pera ‘dle Masche di Sant’Antonino di Susa, la pietra incisa tra folklore e archeologia

Da Alessandro Maldera
Marzo 24, 2026

La Pera ‘dle Masche di Sant’Antonino di Susa è uno dei luoghi più particolari del territorio sopra il paese, verso il versante che guarda a Vaie e alla mulattiera per Folatone. Non è un monumento tradizionale, e proprio per questo colpisce di più. Infatti qui si incontrano insieme roccia incisa, memoria popolare e un nome locale che ha conservato fino a oggi una forza notevole.
Segni, roccia e leggenda in breve
– Nome riportato talvolta in letteratura: Roca ‘dle Faje, considerato frutto di una trascrizione errata
– Posizione: grande masso sopra la mulattiera che porta a Folatone, tra Sant’Antonino di Susa e Vaie
– Superficie incisa: circa 260 x 180 cm, inclinata di 15°
– Roccia: gneiss occhiadino con feldspato potassico, quarzo e mica chiara
– Elemento più noto: la presenza di numerose coppelle incise sulla superficie
Cos’è la Pera ‘dle Masche
La Pera ‘dle Masche è un masso di notevole dimensione, collocato in posizione dominante sopra la vecchia mulattiera che sale verso Folatone. Proprio questa collocazione la rende visivamente forte: non è nascosta, non è marginale, e sembra quasi sorvegliare il passaggio sottostante. Inoltre il luogo si trova in una fascia di territorio dove sentieri, boschi e antiche vie di collegamento hanno avuto per secoli un ruolo concreto nella vita quotidiana.
Il nome locale corretto è Pera ‘dle Masche, che in dialetto piemontese significa pietra delle streghe. In alcune trascrizioni compare invece la forma Roca ‘dle Faje, cioè roccia delle fate. Tuttavia questa seconda denominazione viene considerata il risultato di una lettura imprecisa, mentre il nome legato alle masche è quello più autentico e radicato nella tradizione del posto.
Com’è fatta la roccia
Dal punto di vista geologico, il masso è uno gneiss occhiadino, una roccia formata da feldspato potassico, quarzo e mica chiara. La parte più interessante è la superficie incisa, che si presenta liscia, abbastanza piana e inclinata di circa 15 gradi. Le sue dimensioni sono importanti: circa 260 centimetri per 180.
Su questa superficie si vedono anche alcune fenditure naturali, che si intrecciano con le incisioni realizzate dall’uomo. Ed è proprio qui che il sito cambia passo: da semplice grande pietra nel bosco diventa un oggetto di interesse archeologico.
Le coppelle incise sulla Pera ‘dle Masche
L’elemento più noto della Pera ‘dle Masche è la presenza di coppelle, cioè piccoli incavi circolari scavati nella roccia. La descrizione più dettagliata parla di 131 coppelle, distribuite sulla superficie con diametri che vanno da 2 a 7 centimetri. Alcune sono più profonde e tendono a una forma quasi conica, mentre la maggior parte presenta la classica sezione emisferica.
A prima vista queste coppelle sembrano disposte senza un ordine preciso. In realtà, osservandole meglio, emergono anche alcuni allineamenti curvi, dettaglio che rende il masso ancora più interessante. In sintesi divulgative più generiche si parla talvolta di una cinquantina di coppelle e di altri segni come croci o piccoli “scivoli”; la descrizione più puntuale, però, restituisce un quadro molto più ricco e complesso.
Tra archeologia rupestre e interpretazioni
La Pera ‘dle Masche è importante soprattutto come roccia incisa. Non serve inventare troppo per darle valore: bastano la quantità delle coppelle, la qualità della superficie e la posizione dominante sul percorso per capire che non si tratta di un dettaglio casuale. Inoltre rientra in quel gruppo di testimonianze rupestri alpine che continuano a suscitare domande su funzioni, significati e pratiche antiche.
Sulle coppelle, come spesso accade, sono state proposte interpretazioni diverse. Alcune letture le collegano a riti di fertilità, altre a forme di osservazione simbolica o rituale del cielo e del paesaggio. Però la cosa onesta da dire è questa: il dato certo è la presenza delle incisioni; il resto resta nel campo delle ipotesi. E va bene così, perché non serve gonfiare il mistero per rendere interessante il sito.
La pietra delle streghe: il peso del folklore locale
Se sul piano archeologico la roccia è già forte da sola, sul piano del folklore lo è ancora di più. La tradizione popolare piemontese collega infatti il masso alle masche, cioè le streghe del mondo contadino e alpino. Secondo i racconti locali, questo sarebbe stato uno dei loro luoghi di ritrovo, il posto dei sabba, delle danze notturne e degli incantesimi.
In questa lettura, le piccole cavità sulla pietra venivano interpretate come tracce lasciate dai piedi delle masche durante i loro raduni. Naturalmente siamo nel campo della leggenda, non della prova storica. Però proprio questo intreccio tra segni materiali e immaginario popolare spiega perché la Pera ‘dle Masche sia rimasta così viva nella memoria del territorio.
– Il nome corretto richiama le masche, non le fate
– Le incisioni rendono il masso uno dei punti più particolari del territorio
– La posizione sopra la mulattiera rafforza il suo valore paesaggistico e narrativo
Dove si inserisce nel territorio di Sant’Antonino di Susa
La Pera ‘dle Masche ha senso anche perché non vive isolata. Si inserisce infatti nel sistema dei percorsi che collegano il fondovalle alle borgate alte, tra boschi, mulattiere e vecchi tracciati di collegamento. Per questo non è solo una curiosità da elenco, ma una presenza che dialoga bene con altri satelliti del comune, soprattutto quelli legati a Cresto, Folatone e ai versanti più alti.
Dentro il cluster cosa vedere a Sant’Antonino di Susa, questa roccia aggiunge una dimensione diversa. Non porta il lettore davanti a un edificio, ma davanti a una traccia antica del rapporto tra uomo, pietra e paesaggio. E questa roba, in un sistema editoriale serio, pesa.
Perché la Pera ‘dle Masche merita attenzione
La Pera ‘dle Masche di Sant’Antonino di Susa merita attenzione perché riesce a fare una cosa rara: tenere insieme materia, nome e leggenda. C’è la pietra vera, con le sue incisioni. C’è il nome locale, che non è stato ancora del tutto sterilizzato. E poi c’è un immaginario popolare che continua a renderla viva.
Non è una tappa da turismo rumoroso. È una presenza più ruvida, più silenziosa, ma proprio per questo più forte. E quando un territorio conserva ancora posti così, conviene raccontarli bene invece di lasciarli marcire in due righe svogliate.
Chiarimenti sulla Pera ‘dle Masche di Sant’Antonino di Susa
In piemontese significa pietra delle streghe. È il nome locale tradizionale del masso inciso sopra la mulattiera verso Folatone.
Si trova sul versante tra Sant’Antonino di Susa e Vaie, in posizione dominante sopra il percorso che conduce verso Folatone.
La descrizione più dettagliata attribuisce alla roccia 131 coppelle incise, con diametri compresi tra 2 e 7 centimetri. In sintesi più generiche il numero viene talvolta ridotto, ma il dato più ricco resta quello che parla di una superficie molto più fitta di incisioni.
Perché la tradizione popolare collega la pietra alle masche, figure del folklore piemontese associate a sabba, incantesimi e raduni notturni.
Sì, perché si tratta di una roccia incisa con numerose coppelle, quindi di un sito che rientra nell’ambito dell’archeologia rupestre del territorio alpino.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



