Cappella di San Martino di Villar Dora: storia, facciata e caratteristiche della chiesa della Borgionera

Da Alessandro Maldera
Marzo 24, 2026

La Cappella di San Martino di Villar Dora si trova in località Borgionera, poco distante dal centro abitato, ed è una delle piccole architetture religiose che aiutano a leggere la storia del paese. Colpisce subito per la facciata, affiancata da due alti campanili simmetrici, ma anche per il contrasto con un interno molto sobrio. Inoltre, la sua vicenda storica lega una cappella già attestata nel Settecento all’edificio attuale, costruito nel Novecento
Uno sguardo rapido ai tratti della cappella
Dove si trova la Cappella di San Martino di Villar Dora
La cappella sorge nella località Borgionera, nei pressi del centro abitato di Villar Dora. Non è quindi un edificio sperduto o difficile da collocare, ma una presenza che resta legata al tessuto del paese e alla sua memoria religiosa.
Proprio questa posizione la rende significativa. Infatti, non racconta soltanto un luogo di culto minore, ma anche il rapporto tra le borgate, la parrocchia e la continuità della vita comunitaria nel territorio.
La storia della cappella tra il 1781 e il 1927
La storia della Cappella di San Martino parte almeno dal 1781. In quell’anno risultava infatti già esistente ed era registrata tra le cappelle dipendenti dalla parrocchia. Questo dato conferma che il culto e la presenza di un edificio dedicato a San Martino erano già radicati nel territorio alla fine del Settecento.
Tuttavia, la cappella che si vede oggi non coincide con quella originaria. L’edificio attuale fu infatti costruito nel 1927, a circa quindici metri di distanza dalla cappella più antica, che nel frattempo era ormai diroccata. Di conseguenza, il luogo conserva una continuità di intitolazione e di funzione, ma attraverso una ricostruzione relativamente recente.
Questo passaggio è importante, perché evita un errore frequente: considerare la cappella attuale come integralmente settecentesca. La verità è più concreta e anche più interessante: la memoria è antica, mentre l’edificio visibile oggi appartiene al Novecento.
Una facciata molto riconoscibile con due campanili simmetrici
L’elemento che rende la cappella immediatamente distinguibile è senza dubbio la facciata. Il prospetto è infatti concluso da una linea orizzontale ed è affiancato da due alti campanili simmetrici, soluzione piuttosto particolare per un edificio di dimensioni contenute.
Inoltre, sulla superficie intonacata spiccano modanature di cotto, sia orizzontali sia verticali, che organizzano la facciata in tre registri. Nel registro inferiore si apre al centro la porta d’ingresso centinata, affiancata da due finestre anch’esse centinate. Nel registro intermedio compare invece una nicchia ovale centrale, mentre in quello superiore si notano due nicchie.
Nel complesso, la facciata ha un disegno più elaborato di quanto ci si potrebbe aspettare. Proprio per questo rappresenta il tratto più scenografico della cappella e il suo segno architettonico più riconoscibile.
L’interno: una navata unica dal carattere eccezionalmente sobrio
Se l’esterno colpisce per l’articolazione della facciata, l’interno segue invece una logica opposta. La cappella è infatti descritta come eccezionalmente sobria, con un impianto a navata unica che privilegia chiarezza e semplicità.
La navata è voltata a padiglione e si conclude con un’abside piatta. Non ci sono articolazioni particolarmente complesse, e proprio questa essenzialità definisce il carattere dell’ambiente. Di conseguenza, entrando si percepisce uno spazio raccolto, lineare e privo di eccessi decorativi.
Anche l’arredo principale conferma questa misura. L’altare è infatti realizzato in legno e metallo, materiali che si inseriscono bene in un interno sobrio e funzionale.
Materiali, struttura e copertura
Dal punto di vista costruttivo, la cappella presenta una muratura portante di tipo misto. La facciata è intonacata e tinteggiata, mentre i restanti lati restano ad intonaco al naturale. All’interno, invece, le superfici risultano intonacate e tinteggiate.
La copertura è formata da un tetto a due falde con manto in coppi, soluzione coerente con l’architettura tradizionale locale. Inoltre, la pavimentazione è realizzata in lastre marmoree, elemento che aggiunge una nota più curata a un insieme comunque semplice.
Nel complesso, l’edificio si presenta in buono stato di conservazione. Questo dato è importante, perché permette di leggere con continuità le sue caratteristiche architettoniche senza che lo stato manutentivo ne comprometta la percezione.
Orientarsi tra storia e dettagli della Cappella di San Martino
La cappella si trova in località Borgionera, nei pressi del centro abitato di Villar Dora. Proprio questa posizione la collega in modo diretto alla storia religiosa della zona.
Sì, ma con una distinzione importante. Una cappella di San Martino risultava già esistente nel 1781, mentre l’edificio attuale fu costruito nel 1927 a circa quindici metri di distanza da quello più antico, ormai diroccato.
La facciata è conclusa da una linea orizzontale ed è affiancata da due campanili simmetrici. Inoltre, presenta modanature di cotto, una porta centinata, due finestre centinate, una nicchia ovale centrale e due nicchie nel registro superiore.
L’interno è molto essenziale. Si sviluppa infatti secondo un impianto a navata unica, con volta a padiglione e abside piatta, ed è descritto come eccezionalmente sobrio.
La struttura è in muratura portante mista, la copertura è a due falde con coppi, mentre la pavimentazione è in lastre marmoree. L’altare, invece, è realizzato in legno e metallo.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



