Storia di Exilles: il borgo della “Comba” che controllava la Val di Susa tra Delfinato, Savoia e Francia

Da Alessandro Maldera
Marzo 22, 2026

La storia di Exilles è legata a un fatto semplice: qui la valle si restringe. Di conseguenza, chi tiene questo punto controlla una delle vie più delicate tra pianura e Alpi, verso il Monginevro. Exilles è un borgo a 870 metri, ma soprattutto è una fortezza che cambia pelle per secoli. Inoltre, tra assedi, trattati e ricostruzioni, racconta una frontiera europea in formato “pietra”.
1339: prima descrizione completa del castello (dongione e ambiti difensivi)
Dal 1200: riscossione di pedaggi sul traffico mercantile
1541 / 1559: passaggio alla Francia e ritorno ai Savoia
1593 / 1595: riconquista sabauda e nuovo ritorno in mano francese
1708 / 1713: ritorno sabaudo e assetto stabilizzato con Utrecht
1745: tentativo francese respinto dalla guarnigione del forte
1796–inizi ’800: smantellamento e demolizioni in età napoleonica
1818–anni ’30: ricostruzione ottocentesca (forte efficiente nel 1837)
8 settembre 1943: fine funzione militare e abbandono
2000 / 2019: apertura al pubblico e passaggio definitivo alla Regione Piemonte
Exilles e la geografia: perché la “Comba” vale più di mille mappe
Exilles è stretto nella Comba di Exilles, un tratto dove la Val di Susa si fa corridoio. Perciò il luogo diventa naturalmente difendibile. Inoltre il controllo qui non era solo militare: significava controllare il traffico, i tempi e i costi del passaggio alpino.
Origini antiche e prime certezze: dal sito frequentato al complesso fortificato
L’abitato viene considerato di origine molto antica. Si parla di frequentazione primitiva e persino celtica; tuttavia i riscontri archeologici, su questa fase, non sono sempre chiari.
La prima certezza “politica” arriva nel 1155: sotto i conti d’Albon (Delfinato) è confermata l’esistenza di un vero complesso fortificato. Inoltre documenti delfinali tornano a parlarne anche nel 1193, segno che la macchina difensiva era già in funzione.
Il castello del 1339: una fortezza fatta per la guerra, non per vivere comodi
La prima descrizione completa e attendibile del castello è del 1339. E qui si capisce la natura del luogo: compare un dongione (torre fortificata) a pianta quadrangolare e, soprattutto, due ambiti di difesa.
All’esterno c’era uno spazio che, in caso d’assedio, poteva accogliere gli abitanti del borgo con bestiame e masserizie. Poi, nel ricetto intermedio, si trovavano una torre a due piani, la cappella dedicata a Santa Caterina e ambienti di servizio.
Inoltre manca ciò che “ti aspetteresti” in un castello residenziale: Exilles nasce per controllare un confine e una strada, non per ospitare il castellano in versione signorile.
Pedaggi e controllo della strada: dal 1200 Exilles fa anche “dogana”
Dal controllo militare si passa, naturalmente, al controllo economico. Infatti, a partire dal 1200, il castello diventa luogo di riscossione di pedaggi sul traffico mercantile. Quindi Exilles non sorveglia soltanto: incassa, regola, filtra.
Tra Francia e Savoia: il Cinquecento dei cambi di bandiera
Tra Quattro e Cinquecento Exilles entra nella contesa franco-sabauda in modo continuo. Il forte viene usato dai francesi come deposito militare tra 1494 e 1496. Poi passa alla Francia nel 1541 e torna ai Savoia nel 1559 con la Pace di Cateau-Cambrésis.
Tuttavia l’alternanza riparte: nel 1591 è di nuovo francese; nel 1593 viene riconquistato da Carlo Emanuele I, mentre nel 1595 torna ancora in mano francese. Di conseguenza ogni dominio mette mano a mura, rampe e bastioni: la fortezza diventa un cantiere permanente.
1593: la riconquista sabauda e la memoria di don Rodrigo di Toledo
Nei primi giorni di giugno 1593 Exilles e dintorni passano saldamente sotto controllo sabaudo. In quella spedizione ebbe un ruolo anche l’alleato spagnolo don Rodrigo di Toledo, che morì in un conflitto a fuoco in montagna e fu sepolto a Plan di Savoulx.
Questi episodi, inoltre, entrano nei racconti di valle e vengono talvolta collegati anche a memorie più ampie della Torino del tempo, fino a incrociare la tradizione che richiama la vicenda del Miracolo Eucaristico di Torino.
Dal castello medievale alla fortezza moderna: Lione, Vauban e le grandi trasformazioni
Con la pace di Lione (1601) si decide una trasformazione strutturale: Exilles deve diventare una fortezza moderna. Poi arrivano ulteriori interventi nel tardo Seicento: la tradizione attribuisce lavori anche a Vauban tra il 1692 e l’inizio del Settecento, con l’aggiunta di un corpo detto “dehors” e spazi per lavorazioni e depositi legati alla vita militare.
La “Maschera di Ferro”: mito europeo, certezza no
Nel periodo di controllo francese nasce una delle leggende più note: la Maschera di Ferro sarebbe stata detenuta qui tra 1681 e 1687. È un tema affascinante, però resta discusso sul piano storico. Di conseguenza va letto come mito di frontiera: parte del racconto europeo costruito attorno alle fortezze.
Settecento: ritorno sabaudo, incendio e rifacimenti decisivi
Nel 1708 la piazza viene conquistata e passa ai Savoia con Vittorio Amedeo II, pochi anni prima che l’assetto venga stabilizzato dal Trattato di Utrecht (1713).
Poi arriva un colpo duro: nel 1711 il forte subisce un incendio. Tuttavia la risposta sabauda è netta. Ci sono progetti, studi e rifacimenti che portano a una grande modernizzazione, con ingegneri militari che ripensano le difese orientandole verso il lato francese.
Nel 1745, durante la guerra di successione austriaca, i francesi tentano di forzare il passaggio attaccando Exilles. Però vengono respinti dal fuoco della guarnigione, in un episodio ricordato con il comando del capitano Papacino d’Antoni.
1796–1837: demolizioni napoleoniche e rinascita ottocentesca
Con Napoleone cambia tutto, ancora. Nel 1796, dopo gli accordi di quell’anno, il forte viene destinato allo smantellamento e la struttura viene minata e demolita nei primi anni dell’Ottocento.
Poi, nel 1814, con il ritorno del territorio nel Regno di Sardegna, riparte il progetto: nel 1818 viene ordinata la ricostruzione, che procede per anni e arriva a compimento entro gli anni Trenta dell’Ottocento (con un forte pienamente efficiente nel 1837).
Da quel momento, però, Exilles diventa sempre meno “chiave assoluta” e sempre più caserma, magazzino e prigione militare. Inoltre nel 1872 viene installata una colombaia per comunicazioni con Susa e Torino, mentre a fine Ottocento il forte assume un ruolo più ausiliario.
Novecento: nome “Esille”, Alpini e fine della funzione militare
Durante il fascismo il nome viene italianizzato in “Esille”, ma la forma originaria torna nel 1953.
Sul piano militare, invece, Exilles perde centralità e arriva il punto di rottura: l’8 settembre 1943 la funzione strategica termina e il forte viene abbandonato dall’esercito.
Da fortezza a bene culturale: recupero e apertura al pubblico
Dopo decenni di disuso, parte la trasformazione civile. Nel 1978 la Regione Piemonte acquisisce il bene in comodato dal Demanio, avviando il recupero. Poi, nell’aprile 1996, arriva una convenzione con il Museo Nazionale della Montagna per valorizzazione e promozione.
Infine l’8 luglio 2000 il forte apre al pubblico dopo i restauri, e il 30 ottobre 2019 passa definitivamente alla Regione Piemonte. Quindi la “sentinella” cambia mestiere: da guerra a memoria.
La storia di Exilles nasce come controllo della Val di Susa nella Comba di Exilles, dove la valle si restringe verso il Monginevro. Il forte è attestato dal 1155 (conti d’Albon, Delfinato) e descritto in modo completo nel 1339, con dongione e più ambiti difensivi; dal 1200 alla difesa si affiancano i pedaggi sul traffico mercantile. Nei secoli successivi passa più volte tra Francia e Savoia (1541, 1559, 1593, 1595) e la tradizione collega al periodo francese il mito della Maschera di Ferro (1681–1687), tema discusso. Nel 1708 torna ai Savoia, con assetto stabilizzato da Utrecht (1713), e nel 1745 respinge un attacco francese. Smantellato dal 1796, viene ricostruito dal 1818 e torna efficiente nel 1837; la funzione militare finisce l’8 settembre 1943. Dal 1978 parte il recupero pubblico, con apertura nel 2000 e passaggio definitivo alla Regione Piemonte nel 2019.
Exilles in poche righe: passaggi tra Francia e Savoia
Perché si trova nella Comba dove la valle si restringe, quindi controlla un passaggio strategico verso il Monginevro
Il 1155, quando è attestato un complesso fortificato legato ai conti d’Albon (Delfinato)
Mostra una struttura difensiva complessa, con dongione e più ambiti di protezione, pensata per la guerra e non per la residenza
È una tradizione che colloca la detenzione tra 1681 e 1687, però resta un tema storico discusso
Nel 1796 si avvia lo smantellamento in età napoleonica; poi il forte viene ricostruito dal 1818 e torna efficiente entro gli anni Trenta dell’Ottocento
Con l’8 settembre 1943, quando viene abbandonato dall’esercito e in seguito avviato al recupero culturale

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



