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Storia di Claviere: il paese del Monginevro tra strade antiche, frontiera franco-italiana e nascita dello sci

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Da Alessandro Maldera

Marzo 19, 2026

La storia di Claviere è inseparabile dal Colle del Monginevro e dalla sua strada: qui, infatti, il confine non è mai stato un’idea astratta, ma una realtà vissuta. Per secoli questo valico ha fatto passare eserciti, mercanti e viandanti, e poi ha portato turismo e sci. Tuttavia Claviere non è solo “porta”: è anche un paese che ha visto la frontiera spostarsi davvero tra le case. Di conseguenza, raccontarlo significa raccontare un pezzo d’Europa in miniatura..

Cronologia sintetica di Claviere

Preistoria e antichità: il Monginevro è un corridoio di scambi; ipotesi sul passaggio di Annibale (218 a.C.) e transiti di Cesare (dal 58 a.C. al 51 a.C.)

Età romana: Cozio promuove una via più adatta alle legioni (“via Cottia per Alpem”) lungo l’asse Torino–Susa–Oulx–Cesana–Monginevro

Medioevo: il villaggio è ricordato come Las Clavieras; la strada resta mulattiera e il passaggio invernale è un’avventura

1713: con la Pace di Utrecht Claviere passa ai Savoia

Inizio ’800: Napoleone migliora la strada verso Montgenèvre e Briançon, favorendo traffici e sviluppo commerciale

1901: addestramento del III Alpini sulle nevi di Cesana e Claviere

Seconda guerra mondiale: scontri e distruzioni sul fronte alpino

1947: Trattato di Parigi, confine rettificato con effetti diretti sull’abitato e sulle infrastrutture

1967–1975: accordi e demarcazione che ricompongono il paese; restituzione di abitazioni e piccoli margini territoriali (0,10 km²)

23 giugno 1989: dogana spostata fuori dal centro abitato

1993: fine dei controlli doganali sistematici, restano le barriere dismesse come memoria

1966 / 2006: Universiadi e allenamenti per Torino 2006; consolidamento turistico con la Via Lattea

Claviere e Monginevro: perché questo punto conta da millenni

Il Monginevro collega l’Alta Val di Susa con la valle della Durance, quindi è un passaggio naturale verso la Francia e l’Europa transalpina. Inoltre, proprio perché è uno dei valichi più “agevoli” delle Alpi occidentali, è stato frequentato fin dalla preistoria per scambi e, più tardi, per commerci. Perciò Claviere nasce dentro una logica semplice: chi sta qui vive di transito.

Antichità: Annibale, Cesare e la strada di Cozio

Secondo alcune ipotesi, nel 218 a.C. proprio da quest’area sarebbe passato Annibale con gli elefanti: è un tema dibattuto, però resta parte della memoria storica del valico.
Più documentata è la presenza di Giulio Cesare, che nel 58 a.C. attraversò queste zone quando fu nominato proconsole della Cisalpina e della Transalpina: compì il viaggio da Roma a Ginevra in 8 giorni, con una media di circa 150 km al giorno, e poi ripassò più volte durante le campagne fino al 51 a.C.
Dopo la sottomissione delle tribù montane, Cozio, alleato di Cesare, decise di migliorare il transito: nacque così una via più adatta alle legioni, ricordata come “via Cottia per Alpem”. Partiva da Torino e passava per Susa (Segusium), Oulx (Villa Martis), Cesana (Gadaone o Gaesao) e poi superava le “gorge” difficili di Claviere.

Le gole di Claviere e il “Monte Ianus”: quando la roccia diventa strada

Il tratto claverese non era una passeggiata. Anzi, la roccia a strapiombo fu intagliata per ottenere un passaggio largo oltre 2,5 metri, così da rendere possibile il transito verso il colle.
Al valico, inoltre, sarebbe sorto un tempietto dedicato al dio Giano, e da qui deriverebbe il nome del monte Ianus. Quindi non parliamo solo di tecnica stradale: parliamo di simboli e sacralità legati al passaggio. Da quel punto, infatti, il tragitto verso Brigantio (l’attuale Briançon) risultava più facile.

Dal Medioevo a Napoleone: una mulattiera “da brividi”

Nella conca si sviluppò il villaggio di Claviere, citato in età medievale come Las Clavieras. Possiamo immaginare il sollievo dei viandanti che arrivavano qui anche d’inverno, nonostante nevicate, valanghe e slavine.
I montanari, infatti, segnavano il cammino con lunghe pertiche infisse nel terreno. Inoltre, nei mesi più duri, si dovevano smontare i veicoli, caricarli sulle slitte e trascinarli fino al colle a forza di braccia. In primavera, invece, le carrozze potevano scendere il pendio solo se legate a una grossa fune trattenuta da uomini e buoi, così da evitare ribaltamenti.
Questa strada restò una semplice mulattiera per tutto il Medioevo e fino ai tempi di Napoleone. Eppure la memoria locale conserva un episodio emblematico: nella cappella di San Gervaso un’iscrizione ricordava l’impresa di un cocchiere che raggiunse il valico con una carrozza a due cavalli senza smontare dal sedile.

Il nome Claviere: tra occitano, francese e interpretazioni etimologiche

Al nome occitano Las Clavieras si sovrappose nel tempo la grafia francese Clavières, ancora comune fino all’inizio del Novecento. Poi, però, la “s” finale e l’accento grave caddero: così si perse il plurale e la pronuncia si avvicinò all’italiano.
L’etimologia non è certa: potrebbe derivare dal latino clavis (“chiave”) oppure dal francese arcaico clavière (“chiusura”). In ogni caso, il significato rimanda alla stessa idea: Claviere come chiave/chiusura di un passaggio alpino.

1713: Claviere passa ai Savoia

Con la Pace di Utrecht (1713) Claviere passò ai Savoia, insieme a diversi comuni dell’alta Val di Susa (tra cui Cesana Torinese e Bardonecchia). Da qui in poi, infatti, la dimensione di frontiera diventa sempre più concreta, perché il confine non è solo geografico: è politico e amministrativo.

L’Ottocento napoleonico: la strada cambia economia e collegamenti

Nonostante tutto, la viabilità rimase a lungo problematica. Tuttavia, all’inizio dell’Ottocento, Napoleone fece realizzare una strada più ampia e funzionale, migliorando i collegamenti con Montgenèvre e Briançon. Di conseguenza Claviere vide crescere traffici e sviluppo commerciale, perché una strada “vera” cambia sempre il destino dei paesi di passaggio.

Storia dello sci a Claviere: dalle prime stagioni ai militari sulle nevi

Nell’Ottocento, anche con la strada napoleonica sulle pendici del Chaberton, l’inverno restava un tempo di solitudine. Però stava arrivando una stagione nuova: quella dello ski.
Nel 1914 E. Santi, sindaco di Claviere, scriveva che la conca di Claviere e dintorni era tra le zone più nevose delle valli piemontesi, con una stagione che poteva iniziare in ottobre e finire in aprile.
Inoltre lo sci attirò l’attenzione militare: serviva muovere truppe e difendere i 1.900 km di frontiera alpina. Perciò il III Alpini di stanza a Bousson, già nel 1901, svolse un corso regolare di addestramento sulle nevi di Cesana Torinese e Claviere.

La Seconda guerra mondiale e la ferita del 1947: il confine dentro il paese

Nel secondo conflitto mondiale Claviere si trovò al centro degli scontri tra Italia e Francia e venne distrutta. Tuttavia il trauma più “geografico” arrivò dopo: con il Trattato di Parigi (10 febbraio 1947) la linea di confine venne rettificata e, di fatto, passò tra le case.
Il risultato fu pesantissimo: parte degli edifici a ovest del Rio Secco finì oltre confine, la strada verso la Val Gimont divenne frontaliera e Claviere perse infrastrutture decisive, tra cui impianti di risalita e campi da golf, rischiando di diventare quasi un’enclave.

Dal 1967 alla riunificazione: accordi, demarcazione e dogana

Dopo anni di tentativi, uno scambio di note del 28 settembre 1967 portò a un accordo tra Italia e Francia per ridisegnare la frontiera attorno al paese. La demarcazione sul terreno, poi, fu materializzata nel 1975 e restituì a Claviere tutte le abitazioni a ovest del Rio Secco, con un piccolo margine territoriale verso Piccola Dora, campi da golf e inizio della Val Gimont: in totale circa 0,10 km² retrocessi all’Italia.
Nonostante lo spostamento del confine, però, il posto di dogana restò al centro del paese causando ingorghi fino al 23 giugno 1989, quando venne trasferito ai margini dell’abitato.
Solo nel 1974 la frontiera fu eliminata dal tessuto del paese e Claviere fu di nuovo “riunito” in territorio italiano, mentre alla Francia restò una porzione territoriale di 17,09 km².

La questione Collalunga: un contenzioso parallelo

Dal 1947 emerse anche una disputa sul confine a Collalunga (Vinadio, Valle Stura di Demonte): il testo parlava di spartiacque, però indicava quote su una cresta oltre la displuviale. L’Italia voleva seguire la cresta più alta, mentre la Francia puntava sulle quote.

Perciò la demarcazione fu sospesa e la questione venne “chiusa” politicamente con le note del 1967: la Francia accettò la modifica per Claviere e l’Italia considerò sanata l’interpretazione francese su Collalunga. Nel 1990 Claudio Vitalone precisò che non ci furono compensi territoriali formali, anche se di fatto la parte alta del vallone di Collalunga rimase alla Francia.

1993: addio ai controlli doganali, ma le barriere restano nel paesaggio

Con l’abbattimento delle frontiere europee nel 1993 scomparvero anche i controlli doganali sistematici. Tuttavia le vecchie barriere, ormai abbandonate, sono rimaste alle porte del paese come memoria fisica di un’epoca finita.

Claviere oggi: sport, Via Lattea e grandi eventi

Nonostante le dimensioni ridotte, Claviere ha ospitato manifestazioni nazionali e internazionali. È stata sede delle Universiadi del 1966 e ha ospitato allenamenti di sci alpino e sci di fondo ai Giochi Olimpici di Torino 2006. Inoltre è entrata nel comprensorio internazionale della Via Lattea, consolidando la sua identità turistica e sportiva.

Simboli: stemma, chiave d’oro e Giano bifronte

Lo stemma e il gonfalone comunali furono concessi con DPR del 20 luglio 1961. Lo stemma, in sostanza, unisce l’idea di “chiave” (una chiave d’oro in sbarra) con richiami simbolici, tra cui la testa di Giano bifronte in campo azzurro. Il gonfalone è un drappo troncato di verde e azzurro.

Claviere in poche righe: da Las Clavieras alla Via Lattea


La storia di Claviere ruota attorno al Colle del Monginevro, corridoio tra Alta Val di Susa e valle della Durance frequentato fin dalla preistoria. Qui si collocano ipotesi sul passaggio di Annibale (218 a.C.) e transiti di Giulio Cesare (58–51 a.C.); in età romana Cozio promosse la via Cottia per Alpem, che superava le gole di Claviere con tratti di roccia intagliata. Nel Medioevo il borgo (Las Clavieras) viveva di transito e la strada restò una mulattiera difficile; poi con Utrecht (1713) Claviere passò ai Savoia e, all’inizio dell’Ottocento, la strada napoleonica migliorò i collegamenti con Montgenèvre e Briançon. Nel Novecento divenne una precoce stazione sciistica (addestramenti militari già nel 1901), ma subì guerra e una svolta geopolitica: il Trattato di Parigi (1947) portò il confine a incidere sull’abitato, poi ricomposto con accordi tra 1967–1975 e dogana spostata nel 1989; dal 1993 finirono i controlli sistematici. Oggi Claviere è nel comprensorio della Via Lattea e ha ospitato Universiadi 1966 e allenamenti per Torino 2006.

Capire Claviere in poche domande

Perché Claviere è così importante nella storia alpina?

Perché vive sul corridoio del Monginevro, uno dei valichi più frequentati tra Italia e Francia, quindi è un luogo di transito da millenni

È vero che Annibale passò dal Monginevro?

È un’ipotesi discussa: viene spesso citata per il 218 a.C., però resta un tema non definitivo

Che cosa cambia con Napoleone?

All’inizio dell’Ottocento migliora la strada carrozzabile verso Montgenèvre e Briançon, e quindi aumenta movimento commerciale e collegamenti

Cosa succede nel 1947?

Con il Trattato di Parigi il confine viene rettificato e produce effetti diretti sul paese, arrivando a tagliare l’abitato e a far perdere infrastrutture

Quando Claviere torna “riunito”?

Il paese viene ricomposto con accordi successivi e, in particolare, con la sistemazione che elimina la frontiera dal centro (1974) e con la demarcazione del 1975

Quali eventi sportivi ha ospitato Claviere?

Le Universiadi 1966 e allenamenti per Torino 2006 (sci alpino e sci di fondo), oltre alla vocazione nel comprensorio della Via Lattea

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende